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Dalla parte delle piccole e medie imprese


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"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma se io ho dei soldi, guadagno di più speculando in borsa anziché aprire un'impresa, perché posso spostare il mio capitale dove più mi conviene e pago meno tasse al fisco. Se proprio voglio fare l'imprenditore seguendo le indicazioni dell'art. 1 della Costituzione, posso guadagnare di più producendo all'estero in nazioni dove il costo del lavoro è più competitivo e le tassazioni sono inferiori. Capisco quindi le difficoltà degli imprenditori che operano in Italia, ma i loro problemi non dipendono dai dipendenti inefficienti o dall'art. 18 come ci dicono i burocrati che governano, le cause sono nelle leggi dello Stato e della Comunità Europea. Per uscire dalla crisi non basta combattere l'evasione fiscale, perché l'imprenditore onesto le tasse le paga tutte in quanto sa che è giusto; penso ad alcune soluzioni:
1- salvaguardare con sgravi fiscali SOLO coloro che investono e creano lavoro in Italia
2- tasse doganali solo per i prodotti di fabbricazione italiana, ma realizzati all'estero, per incentivare anche imprenditori stranieri ad investire e creare occupazione nel nostro Paese
3- una patrimoniale non funzionerebbe perché al fisco gli evasori risultano essere poveri, si tassino le transazioni finanziarie a livello speculativo". sergio mazzesi

23 Nov 2012, 10:48 | Scrivi | Commenti (67) | listen_it_it.gifAscolta
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Commenti

 

Caro Sergio Mazzesi,
Effettivamente non si puo non salvare le pmi che sono la linfa del nostro paese ! Gli sgravi fiscali possono senz’altro essere una ricette valida per incentivare i loro investimenti produttivi, mentre dazi e tasse sono ahime impraticabili perchè i primi dovrebbero essere concordati a livello europeo tra tutti gli stati e le seconde avrebbero effetti ulteriormente depressivi, perchè le transazioni finanziarie riguardano anche le imprese. Misure alternative di supporto potrebbero essere i fondi di venture capital e il microcredito. Vorrei poi segnalare che l’unione Europea finanzia queste iniziative e prevede numerose sovvenzioni per la ricerca ecco il link :
http://ec.europa.eu/small-business/funding-partners-public/finance/index_en.htm

TIZIANA R., Brussel Commentatore certificato 15.06.13 20:04| 
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Sono invalido 100% (3 Tumori) con 270 euro ci faccio poco, cosi avevo deciso di rimettermi a lavorare investendo quel poco che ho.
Affitto un localino e ci metto dentro un po di attrezzatura che ho. Chiedo cosa devo fare per esercitare il mestiere di ARTIGIANO ORAFO?
40 passaggi burocratici.... tasse e bolli subito.
Ci rinuncio... quanti sono coloro che vogliono fare e sono bloccati dalla burocrazia e da leggi del 1931 emanati dal RE. TLPS.

Fabrizio Puccio 05.04.13 18:32| 
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A mio figlio (ingegnere) che lavoro presso una piccola impresa a Ravenna non gli danno lo stipendio da novembre. Manda curriculum ma nessuno lo chiama...I loro figli sono tutti ben piazzati. Grillo pensaci tu....io ti voterò ed anche i miei figli..

francesca Episcopo 31.01.13 19:37| 
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scusatemi una riflessione, una famiglia italiana quanto paga per dare una istruzione ai figli? soldi spesi bene immagino... ma se i professori preparano i giovani al terziario alla ricerca e quant'altro chi prepara i giovani al lavoro? quei corsi di formazione che si "fottono" e scusate la volgarità, solo i soldi? Non penso e non credo... l'apprendistato? Solo un modo per fottersi altri soldi, volete una soluzione a costo zero? Bene... mandate i vostri figli dall'artigiano imparano un lavoro se hanno buona testa mettono su una officina, comprono macchinari e quant'altro da imprese piu grandi le quali imprese con i soldi che guadagnano possono innovarsi tecnologicamente e competere in Europa, con il sistema di adesso quelli che possono innovarsi tecnologicamente sono i fabbricanti di macchinette di giochi d'azzardo... le officine degli artigiani sono desolatamente vuote.. i bar pieni di giovani che con la 10 € che gli ha dato il genitore tenta la fortuna e aspetta fino a 40 anni che passi qualche "Santo" che lo infili in qualche ufficio,dove supergarantito dal "Santo" si fa le lampade dietro alla scrivania..... (mi chiedo ma qualche Santo che infili questi giovani a pulire i bordi delle strade che fanno schifo, e che nessuno ritiene di dover pulire, non c'è?) bhe certo è difficile trovare qualche artigiano che lo prende, lo deve assicurare il giorno prima, gli deve imparare il mestiere, deve assorbire tutti gli sbagli che ovviamente fa il ragazzo inesperto, dopo un paio di anni se lo trova come concorrente.. bhe io sono artigiano ... sarà meglio che il ragazzo giochi alle macchinette d'azzardo...scusate una domanda.. ma il praticantato dall'avvocato come funziona? qualcuno dirà il parlamento è formato da centinaia e centinaia di avvocati mica da artigiani ... meditate gente meditate...

Giuseppe Faiella 03.01.13 21:57| 
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Di onestà si muore.

Mi piacerebbe sapere cosa pensate della mia storia: credo che in Italia, come la mia ce ne siano tante.

Una decina d’anni fa, poco prima dei 40 anni, decisi di lasciare il mio tranquillo posto di dirigente e di aprire una mia attività.
Il settore nel quale opero non richiede grandi investimenti, quindi mi era sufficiente la liquidazione, e la garanzia di alcuni contratti pluriennali già sottoscritti.
Avevo in mente da una parte la voglia di proporre idee nuove, dall’altra il sogno di un’azienda leale e serena, dove fosse per tutti un piacere lavorare.
E’ stato quindi per me ovvio e doveroso sin da subito non solo assumere i miei collaboratori a tempo indeterminato, ma di non affamarli con stipendi ridicoli.
Dopo qualche anno di attività (caratterizzata sia da prodotti nostri, che da servizi ad altre aziende), nel 2008 entra in vigore Basilea 2, il regolamento bancario che impone una patrimonizzazione che evidentemente, per i motivi di cui sopra, non avevo e non era necessaria per la mia attività.
Praticamente un giorno per l’altro mi viene chiesto il rientro dai fidi, che avevo comunque ativato per far fronte ai tempi lunghissimi di pagamento dei clienti.
Contemporaneamente parte la prima ondata di crisi (è mia opinione che, essendo l’Italia fatta di tante piccole aziende, in migliaia si sono trovati spiazzati come me): le aziende che ci commissionavano lavori di service iniziano a licenziare, riducono drasticamente la produzione, ci tolgono lavori importanti, sulla base dei quali avevo appena assunto nuove persone.
Primo bivio: che faccio, li lascio a casa dall’oggi al domani (avrei potuto, vista la dimensione dell’azienda)?
Decido che non posso lasciarli per strada, di tirare la cinghia riducendo drasticamente il mio stipendio (che comunque non era affatto elevato) sperando che così facendo, e limando sui costi, via via si recuperi.
Ma il calo del fatturato unito alla pressante richiesta di rientro delle banche non mi lasciava scelta: o pagav

Mario Comellini 08.12.12 15:33| 
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Per quanto riguarda la lotta all'evasione io la vedo cosí in quanto basterebbe poco per fare tutto e far pagare tutti in percentuale di guadagno reale quindi io penso che se lo stato italiano farebbe scaricare tutte le spese che noi facciamo tutti i giorni dal carburante alla spesa per mangiare quindi ogni centesimo che noi spendiamo sarebbe dichiarato come a sua volta ogni centesimo di guadagno. Significa che se io guadagno ogni anno es.euro 10000 è ho spese reali di 5000 ,pagheró le tasse per un guadagno reale e soprattutto VERO quindi ognuno di noi richiederà fattura e scontrino fiscale altro che redditest.Fine dell'EVASIONE. Dimenticavo chi guadagna di piú paga di piú ovviamente

roberto caggia 25.11.12 21:53| 
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speriamo che qualcuno del M5S ci metta un programma anche in tv che, per quanto Grillo non sia d'accordo, si deve far in modo che tutti possono sentire. Per quanto, la tv è ancora il modo piu' veloce per entrare in casa e in testa alla gente! FATELOOOOOOOO

ADA R., Rho Commentatore certificato 25.11.12 20:40| 
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La teoria delle tasse al 7%
E' una teoria così pazzesca, semplice e interessante che potrebbe anche funzionare negli stati con una elevata evasione fiscale, commentava Paul Krugman, premio nobel per l'economia nel 2008, leggendo sul Wall Street Journal la teoria scritta un paio di anni fa da un economista italiano che descrive come abbattere l'evasione fiscale, abbassare le tasse e farle pagare in modo più equo a tutti .
http://www.quaeram.blogspot.it/2012/09/la-teoria-delle-tasse-al-7.html

raf 25.11.12 18:24| 
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Buongiorno a tutti, forse non è questo il tema della discussione io vorrei sottoporre un argomento in merito alle piccole aziende che onestamente lavorano e si trovano in difficoltà grazie alla non tutela che la società offre a chi esegue dei lavori e in qualche modo non viene pagato. Non solo facciamo fattura e paghiamo l' IVA subito ma poi ci troviamo anche a pagare le tasse su quei soldi. Chi riesce a non pagare il lavoro che gli abbiamo svolto non solo non paga ma si scarica anche la fattura che non ha pagato. Io credo che anche questo sia un grosso problema da risolvere per aiutare il nostro paese, anche queste realtà in qualche modo si ripercuotono su tutti noi è non solo sulla sorte dell'azienda che incontra queste problematiche. Le aziende non falliscono solo per i furbi al comando del mondo,questi devono essere messi sulla retta via questo e sodato, ma non si deve comunque sottovalutare questi altri furboni che danneggiano le aziende e non ci sono leggi che li tutelano. Lo stato dovrebbe il primo ad interessarsi ed intervenire come già avviene in altri paesi

Stefano S., Torino Commentatore certificato 25.11.12 16:29| 
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Per rilanciare l'imprese piccole , medie e grandi tocca prima eliminare il conflitto d'interesse sia politico,sindacale e industriale !Lo stato da tantissimi soldi annue a fondo perduto assistenziale sia alle imprese ,sia ai sindacati,caf ,patronati ,enti di formazione ,agli industriali ,editori tv e giornali e partiti. Questi soldi andrebbero dati a chi produce ricchezza ,occupazione per il popolo italiano.


Cari amici
sono un vostro sostenitore
la nostra e un impresa familiare,e con fatica andiamo avanti trà balzelli e tasse ,

aggiungo altre proposte alle vostre soluzioni:

1) detassare le imprese che producono in Italia,
2) tasse Doganali raddoppiate per iprese Italiane
che producono all'estero e fanno rientrare le merci facendo concorrenza sleale,
3)Appaltare Lavori e servizi ad Enti Pubblici Regioni Comuni ecc. ( esclusivamente ad Imprese che producono beni e servizi in Italia )
4)le imprese di capitali devono essere: 50% capitale Pubblico 50% capitale privato,
in questo modo si controllano a vicenda,
5)ridurre il numero dei parlamentari massimo n° 300 con stipendio di € 5000,00 al mese,
fine della legislatura non ricandidabile,
6)introdurre la possibilità di portare in detrazione dalla denuncia dei redditi il 10% di tutte le spese sostenute nell'Anno solare,
cosi le persone sono motivati a richiedere scontrini e fatture fiscali( in 15 giorni sparirebbe l'evasione)
7)per tutti i soggetti che superano il reddito netto
di € 200.000,00 all'anno, tassare l'eccedenza all' 80%,
se non si provvederà a ristabilire lequilibrio sociale e il rispetto per vita, sarà inevitabile unaltro 68.

Nico Di Girolamo 24.11.12 19:48| 
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ATTENZIONE! Lunedì 26 Novembre (dopo domani), COMPRATE IL CORRIERE DELLA SERA. Apparirà (finalmente anche sulla stampa mainstream) il Manifesto di Salvezza Economica Nazionale. Il Manifesto indica la strada, molto probabilmente l'unica e vera, per uscire dalla crisi; è autorevole, imponente, un lavoro prodotto da alcuni dei massimi economisti mondiali, con la collaborazione fondamentale di Paolo Barnard, sostenuti dalle persone (ancora poche in Italia) che hanno conosciuto e compreso il loro lavoro. Copiate e diffondete: Corriere della sera, 26 Novembre.

Vincenzo C 24.11.12 11:03| 
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Partiamo dalle cifre. Il numero “boa” è un range compreso tra i 120 e i 150 miliardi: tanto secondo l’Istat, è l’imponibile sottratto all’erario. Ora, domando al presidente Monti e al numero uno di Agenzia delle Entrate Befera, è mai possibile pensare sul serio che a questa cifra ci si arrivi per gli scontrini non emessi, per le fatture in nero non rilasciate dall’idraulico o per le ore in nero pagate all’insegnante di ripetizione? La risposta di chi ha un quoziente intellettivo medio è no. No, no e ancora no. A queste cifre ci si arriva perché c’è un numero “ristretto” di soggetti che evade per cifre da capogiro.


Mesi fa il generale della Guardia di Finanza Bruno Buratti denunciò che in una indagine fu sequestrata “una fattura falsa che riportava come imponibile un miliardo di euro e Iva per 200 milioni: un danno per lo Stato di oltre 500 milioni di euro”. Lo stesso comandante, per meglio spiegare il danno, aggiunse che era “come se, per due mesi, nessun bar d’Italia rilasciasse lo scontrino fiscale per i 70 milioni di cappuccini o caffè bevuti ogni giorno dagli italiani”. Allora, porca vacca, lo sanno benissimo chi sono i grandi evasori! Eppure siamo qui a menarla con titoloni da qualunquismo fiscale contro le famiglie che evadono. Allora sia chiaro che su dieci contenziosi col fisco, questo ne perde sei; per non dire dei casi in cui le cartelle pazze di Equitalia hanno portato allo scoperto casi imbarazzanti per la stessa società di riscossione dei crediti. Insomma, è chiaro il bersaglio facile del qualunquismo fiscale.

Così, nella foga della scrittura, non avanza inchiostro per i grandi evasori. Tra questi le banche, le quali nascondono al fisco non pochi soldini. “Banchieri & Compari” è un libro imperdibile scritto da Gianni Dragoni, inviato del Sole 24 Ore, in cui sono messe nero su bianco cose di cui anche noi abbiamo scritto più volte. Dragoni ricorda che “il fisco ha mosso contestazioni alle banche per una somma tra i quattro e i cinque miliardi di


Bravissimo. Sono d'accordo.

Piero Lisadi 24.11.12 06:22| 
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Ma insomma la vogliamo capire, invece di svenderci così a chiunque, è ora di alzare barriere protettive per tutelare il nostro paese, bisogna fare un grosso dietrofront prima di essere annientati dallo spread. Il pomodoro cinese lo vieti cazzo, gli scivoli fiscali ai cinesi li togli cazzo, l'italiano deve tornare al centro della politica. Il made in Italy lo proteggi, altro che svenderlo e punirlo, eh, è ovvio che a tutti interessa demolire le nostre eccellenze culinarie, se primeggiamo in qualcosa ci vogliono far fuori, parmesan, vaffanculo, io voglio il parmigiano reggiano, porca e puttana.

Mauro Agnoli, Castel San Giovanni (PC) Commentatore certificato 24.11.12 01:33| 
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L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. Preferiamo che sia fondata sulla felicità, e sulla produttività della “vita attiva”.

massimo maggi, Orvieto Commentatore certificato 23.11.12 22:10| 
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La seconda proposta è una sciocchezza !!! Alcuni prodotti fabbricati in italia non saranno mai competitivi purtroppo . Le aziende Italiane sarebbero costrette a pagare dazi su loro progetti realizzati all'estero mentre suoi competitors stranieri le potrebbero importare in Italia senza pagare dazi . Ho capito bene ?

Stefano Salvi 23.11.12 22:10| 
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in questo post si spega tutto il casino http://www.youtube.com/watch?v=AsoYXIDVQQw&feature=watch_response_rev

demis borghetti, brescia Commentatore certificato 23.11.12 21:09| 
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Prima di tutto uscire dall'unione europea altrimenti sono provvedimenti incompatibili con i trattati e rimarrebbero sulla carta, poi riconcordare accordi con paesi che mettano al primo posto i cittadini e non la finanza. Programmare una svalutazione di una nuova moneta nazionale, e annullare il debito con le banche estere e la nazionalizzazione delle nostre quindi riformare un fisco più equo e leggero. E buona volontà...

andreotti roberto 23.11.12 19:55| 
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L'avidità di troppi imprenditori ha portato la produzione di molti prodotti manufatturieri d'eccellenza all'estero, e ora prodotti d'eccellenza non lo sono più, ma costano lo stesso... Con le tasse doganali solo per i prodotti di fabbricazione italiana, ma realizzati all'estero, forse potremmo davvero recuperare la qualità perduta e posti di lavoro specializzati.

Giuseppino 23.11.12 19:26| 
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Ma Agostino Formichella prima si prende il PS di Beppe Grillo (con l'inibizione all'uso del marchio) e poi appare in un video sul blog di Beppe Grillo stesso?

Claudio C 23.11.12 18:50| 
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Da commerciante posso tranquillamente dire che attualmente in Italia non è più possibile investire nell'imprenditorìa.Ci si scontra continuamente con leggi e norme che ti fanno pensare e a capire il motivo per il quale molti miei colleghi vanno all'estero ad investire i propri soldi.Mancano gli incentivi ma soprattutto l'aiuto e non solo economico ,da parte delle istituzioni che invece di favorire l'apertura di nuove imprese , che sono il cuore della nostra economia, agevola la chiusura delle vecchie.
Secondo me non servirebbero gli incentivi economici , ma basterebbe soltanto alleggerire il carico fiscale che, in questo momento storico è diventato insostenibile e diminuire i contributi lavorativi

Giovanni Cimino 23.11.12 18:38| 
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Non credo che basteranno, ma sono molto interessanti le 3 proposte e semplicemente efficaci,

M S., Roma Commentatore certificato 23.11.12 18:30| 
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Condivido le preoccupazioni di Mazzesi ma riguardo alla soluzione temo che sia pochino in confronto alla montagna di fronte a cui ci troviamo.
In Italia si è accumulata legislazione volta solo a perpetuare il potere dei burocrati e della finanza ...... finché non si estirpa alla radice questo ...non vedo vie di uscita ......... e purtroppo è come il cancro devono essere disinfettati!!!!!.............ogni altra cosa è solo una poderosa presa per i fondelli !!!!!!!!!!!!!

Paolo FERRI 23.11.12 18:19| 
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Buonasera, certo che qualceh volta sfugge la storia appena trascorsa!
Non vi ricordate l'insediamento dell'attuale "governo" dove il neo ministro Passera, aveva introdotto la sua presentazione invitando gli imprenditori ad andare all'estero!!!
Come vedete la Fiat l'ha fatto ben 6 anni prima, ora la frittata è stat afatta, come e chi diamine potrà mai rimettere in piedi un tale terremoto!??
questo è quello che vorremmo sentire, Basta con i bollettini di Guerra Presunta, ho si fa la guerra ho che la piantino tutti di fare proclamazioni inefficaci.

antonio alfredo RAinaldi 23.11.12 18:18| 
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io aggiungerei
- ridurre il contributo minimo obbligatorio inps.

- abbassare + in generale tasse e imposte dovute solo per il fatto che una piccola impresa esiste, recuperando magari i soldi anche dagli sgravi e dai contributi che si possono avere successivamente. questo perchè così si evitano che i soliti furbi si becchino i soldi avendo magari una ditta solo sulla carta

- riduzione delle spese di spedizione verso l' estero ( guardate le tariffe di spedizione di poste e corrieri )


c b 23.11.12 17:42| 
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Sull'efficienza dei dipendenti devo dissentire: in Italia il malcostume diffuso del "fancazzismo" è divenuto piaga sociale, sebbene, anche in questa sede, se ne parli poco o nulla. Se penso a quanto spaventosamente hanno lavorato i ns. nonni a fronte di garanzie nulle, oggi bisognerebbe rendere dieci volte tanto e non un terzo come da statistiche e manifesto disservizio pubblico/privato (credo ampiamente noto a tutti!). Oggi su dieci giovani, 2 vogliono fare gli informatici, 2 sgli insegnanti, 3 gli avvocati, 2 gli ingeneri/architetti, 1 l'operaio. 10 sono in cerca di posto pubblico a tempo indeterminato. Punto. Concordo sui tre punti proposti dal post.

kar Ma, avezzano Commentatore certificato 23.11.12 16:24| 
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dietro i Parlamentari che c'hanno portato alla distruzione..ci sono tutti gli altri parlamentini locali...l'interessi,l'intrallazzi,le clientele,il magna magna...!loro sono solo la punta dell'icesberg...!una massa di gente lorfia...servita da servi sciocchi...che ossequiano e fanno l'inchino, verso il signorotto di turno...!ecco perchè questa gente sta lì....

roby f., Livorno Commentatore certificato 23.11.12 16:12| 
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"Piuttosto c'e' da chiedersi..perche' abbiamo bisogno di capitali esteri??"

Perché non siamo per niente previdenti e cacciamo via i capitali in ogni modo.

Si impongono tasse e balzelli quando lo Stato è la Mecca degli investimenti, non quando investitori e trader già scartano l'Italia come se avesse la peste.

Questo concetto base lo hanno capito a Londra, chissà come mai da non proprio non ce la fanno.

Purtroppo la cruda realtà è che i capitali sono la merce più sensibile alla competitività (ossia dove l'Italia è sonoramente in svantaggio), dobbiamo fare ponti d'oro per acquisire investitori non bollarli come se fosse "Untori", sparlarne sui giornali e così via.

Dario Fumagalli, Torino Commentatore certificato 23.11.12 15:45| 
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Riguardo al 2' punto ricordo che gli investimenti esteri(es germania) in un paese (es italia) anche se spesso erroneamente si pensa il contrario - secondo la bilancia dei pagamenti sono dei DEBITI generalmente, perche' chi apporta capitali lo fa per avere un guadagno (se compra titoli di stato o azioni saranno interessi o dividendi, se apre un'attivita' saranno profitti, ma sono comunque sempre DENARI CHE VANNO ALL''ESTERO impoverendo il paese in cui investono.
Basta pensare al grande problema del nostro debito pubblico in mano a operatori esteri (che ci fanno lievitare gli interessi) o le multinazionali sul nostro territorio (che investono o portano i loro profitti nel LORO paese).
Piuttosto c'e' da chiedersi..perche' abbiamo bisogno di capitali esteri??

Beppe A. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 23.11.12 15:30| 
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"una patrimoniale non funzionerebbe perché al fisco gli evasori risultano essere poveri, si tassino le transazioni finanziarie a livello speculativo".

Che, adesso copiamo il PD con la demagogia a basso prezzo?

E' un argomento da prendere con le molle, perché è facilissimo causare danni enormi. Ad esempio la benzina sale del 10% se non si "toccano" i parametri giusti.

Occorre innanzi tutto creare un'ordinamento come in altri Paesi, che distingua per davvero ed in modo preciso ed a scalare:

- investimenti / investitori (nel senso classico del termine)
- speculatori instituzionali, dove i rami bancari la fanno da padrone e sono la causa di tutti i danni => colpire duro lì, in particolar modo l'high frequency trading.
- trader istituzionali / SIM e simili, da colpire un po' meno delle banche.
- trader grossi (> 200000 euro) non causano danni ma hanno possibilità contributive (anche se abbiamo già capital gain, patrimonialina e tra poco la Tobin).
- trader retail / privati: spesso sono studenti o disoccupati, non hanno capacità contributive né alcun beneficio di Stato (maternità / mutua / INPS...) per cui secondo me le tasse sul capital gain + bollo conti + Tobin sono più che abbastanza, anzi li esenterei dalla Tobin in quanto non hanno alcuna influenza sui mercati.

Dario Fumagalli, Torino Commentatore certificato 23.11.12 15:30| 
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Si nascondono dietro i numeri "spaventosi" dell' evasione fiscale per non prendersi le colpe della loro inettitudine....certo,l'evasione c'è, per intenderci, quella degli autonomi e quella dei doppi lavori in nero, ma sommate non fanno quei numeri che dicono loro, esiste una parte molto più rilevante di evasione, che è data dalla corruzione e concussione, da quella mafiosa e malavitosa in genere. Loro ci danno il totale e poi scaricano lacolpa sulle pmi etc... in realtà vogliono che ci scanniamo tra noi..sanno benissimo che l'altro aspetto dell'evasione (corruzione e mafia), non sono in grado di risolverlo..vorrei vedere i dati ufficiali sull'importo stimato/evaso con le specifiche per settore.

giancarlo tilloca 23.11.12 15:22| 
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Moralizzazione della vita politica. Solo così si riesce a creare un punto di partenza, visto che la politica entra in tutte le attività anche le più banali della nostra vita. Tutte le nuove idee e i nuovi progetti resteranno sulla carta perche' chi deve attualmente approvarli preferisce anteporre i propri interessi al bene pubblico. Prima viene la casta poi il cittadino.

Graziano Martinenghi, Pavia Commentatore certificato 23.11.12 14:20| 
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SENTA scusi Signor Mazzesi

Per piacere, Bando alle ipocrisie..

io non credo proprio che l'imprenditore ONESTO

-- paga le tasse perchè sa che e' giusto!!--

Nè chi fa l'operaio, onestamente, paga ste tasse immonde ad ARRICCHIRE STI PORCI ,
-- solo perche è giusto!

La cosa peggiore sono le IMPOSTE, vere RAPINE legalizzate perchè balzelli obbligati, senza dare nulla in cambio.

Franco Restuccia Commentatore certificato 23.11.12 14:09| 
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Concordo pienamente con il post. Le banche muovono enormi capitali a spese zero e queste facce di (pulite) parlano di redditometro. Tassiamo chi non produce lavoro, chi investe in borsa al posto di investire sull'uomo. Intanto il PDL (partito dei ladri) voleva far passare il solito articolino nascosto neppure tanto, l'articolo che porterebbe a 4 i livelli di ricorso per i delinquenti, non ne bastavano i 3 esistenti che già allungano i tempi della giustizia. Inoltre io farei una legge specifica contro i politici dei vari livelli e contro i manager pubblici capaci di far fallire le aziende pubbliche, di sperperare denaro dello stato e di andare via con buonuscite da capogiro . Poi fate pagare le tasse alle famiglie.

Luca Sogli 23.11.12 14:03| 
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Problemi così importanti meriterebbero un ampia discussione in un Blog o in un Forum ben progettato (ma quello nuovo quando arriva?). Per esempio questo, anche se tratta di informatica ve lo segnalo volentieri, lo frequento anch'io:
http://www.linuxmind-italia.org/

Mi risulta che sia stato realizzato con pochi soldi. Permette all'utente di editare il testo (o cancellarlo del tutto) qualora ci si accorga di aver sbagliato qualcosa, di aggiungere delle immagini o dei video di YouTube, di linkare delle parole per aprire nel browser delle pagine di siti esterni. Si può citare la frase di un utente ed il flusso delle risposte ai commenti è ben strutturato in ordine cronologico. Comprende anche un sistema di posta interna. Le discussioni sono suddivise in una lunga serie di argomenti che sono sempre sotto gli occhi di tutti, facilmente accessibili in qualsiasi momento per riaprire anche i vecchi post.

A settembre Beppe Grillo ci esortava a completare l'iscrizione: sembrava imminente il lancio del nuovo portale. Casaleggio in un video di YouTube ne preannunciava la pubblicazione dicendo che il sito per votare i candidati sarebbe arrivato dopo, "...verso la fine di dicembre". Le elezioni erano in programma ad aprile, ma ora si vocifera di un Election Day il 10 marzo: forse Casaleggio pensa che noi siamo così bravi da sviluppare in 4 mesi le idee che i precedenti governi non hanno elaborato in vent'anni? Mah...

Alberto P. Commentatore certificato 23.11.12 13:47| 
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Qua tutti a proporre soluzioni.... inutile!
Credete che i nostri aguzzini in parlamento non ci arrivino anche loro? Il fatto è che NON vogliono risolvere un bel niente. Una popolazione alla fame è più facile da gestire a loro favore.
Senza la violenza non si risolverà proprio un bel niente, anzi andrà sempre peggio.

mister x, Ravenna Commentatore certificato 23.11.12 13:23| 
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parlando di evasione fiscale, i nostri cosiddetti luminari al governo cercano metodi sempre + empirici e assurdi oltreche'terroristici ... quando secondo me' basterebbero poche leggi chiare e semplici x ridurla. ma e' possibile che noi copiamo tutti gli esempi negativi degli altri paesi!! e non teniamo conto ad ad esempio del sistema fiscale americano che da la possibilita' di dedurre a tutti qualsiasi acquisto (tramite scontrino o ricevuta). questo di certo non eliminerebbe l'evasione , ma la ridurrebbe drasticamente.

corrado maini 23.11.12 13:14| 
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La parola chiave è semplificare. Rendere possibile il lavoro artigiano senza l'incredibile aggravio di spese aggiuntive oggi imposte come necessarie, senza la pletora di tasse e balzelli vari, con una tassazione progressiva sul reddito d'impresa.

Ma una riforma del mercato non può non andare insieme ad una riforma profonda del sistema fiscale. Bisogna rendere conveniente per tutti la richiesta del documento fiscale, fattura-ricevuta. Per renderla conveneniente deve essere detraibile, e la detraibilità deve essere superiore perlomeno alla percentuale dell'Iva. Perchè altrimenti che vantaggi ho a chiedere la RF ad un artigiano se sopra ci pago il 21% di Iva?
Diciamo che posso portare in detrazione dal mio reddito perlomeno il 35% delle spese sostenute, qualsiasi spesa sostenuta. A quel punto tutti hanno un vantaggio evidente nel richiedere la RF, pagano l'iva, che viene poi girata allo stato dall'imprenditore, e resta comunque un vantaggio per chi detrae pari al 14%. Tale percentuale verrebbe ampiamente superata, a vantaggio della collettività, dall'emersione di quello che oggi è nero.

Robi Uzzi 23.11.12 13:10| 
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La "missione" è molto più difficile a mio parere, sopratutto in un momento simile di totale sconforto e sfiducia, provvedimenti e revisioni in materia fiscale e contributiva NON bastano, quello che va fatto è dare la percezione ai contribuenti che i loro soldi siano spesi bene, che ad un'imposta corrisponda un servizio, che un contributo versato sia fondamentale per formare e sostenere il nostro paese.
La leva più potente è quella di dare una motivazione alle persone, oggi del tutto assente, ed è molto difficile crearla, gli sgravi fiscali o le semplificazioni per l'attività d'impresa sono ottime cose ma coinvolgono solo una parte dei cittadini, la vera sfida è di rendere i cittadini autonomamente partecipi di un sistema che funzionzioni grazie a loro, scoraggiare l'evasione tramite i benefici che si ricevono, non con un sistema punitivo.

Filippo L. 23.11.12 12:43| 
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Tutto giusto! Tutto sbagliato!
Per il sistema le PMI valgono zero.
La globalizzazione ha cancellato ogni traccia di "artigianalità" dal mercato.
Si tratta di un progetto politico ben definito iniziato negli anni 70 e modificato e rettificato con la caduta del muro di Berlino.
Le 7 banche-multinazionali che governano i governi del mondo hanno follemente deciso di eliminare "la via di mezzo",il ceto medio.
Questo servirà a creare nuova produttività ovunque e specialmente nei paesi oggi definiti del terzo mondo.A creare sviluppo e a far crescere la produzione industriale per i prossimi 100 anni attraverso la depredazione di ogni risorsa naturale del pianeta.
La crisi economica che sta riducendo in miseria milioni di persone in Europa ed in America è magistralmente pilotata e programmata a tavolino,così come le guerre nei paesi Nord Africani nel medio-oriente e nel mondo,d'altronde l'industria bellica è seconda solo a quella del commercio della droga per profitto.E secondo voi perché altrimenti in Italia i governi continuano ad acquistare aerei da guerra spendendo milioni di euro quando semplicemente potrebbero destinare i soldi per dare aiuto ai bisognosi,ai terremotati,ai senza lavoro,a finanziare le aziende in difficoltà, alla ricerca sul cancro,.......Ha! la ricerca sul cancro ....non cadete nel tranello delle donazioni benefiche...i soldi vanno tutti ai politici di sempre e mai una lira è andata veramente per la ricerca.La frode per spillare soldi alla gente di buon cuore ha sempre funzionato.
Sapete come veramente possiamo ribellarci ?....
Uscendo dal sistema.
Il migliore modo per fare del male al tuo padrone non è quello di picchiarlo, di insultarlo o cos'altro non so. Semplicemente è smettere di servirlo.

Nubiru sa 23.11.12 12:35| 
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QUANTE RICETTE INUTILI

portare la tassazione, unica per tutti al 20%max che con detrazioni e sgravi si arriva al 16% min.

Il resto è tutto una conseguenza!!!!!!

Quanti ragazzi potrebbero aprire un'attività, invece di stare speranza del "posto di lavoro"

Vietati "INCENTIVI ALLE IMPRESE" perchè, come si è visto, per ogni 100 euro che lo stato stanzia 5 vanno all'impresa, e 95 si perdono nelle tasche di tecnici/consulenti/politici etc.

Gli sperperi, verrebbero automaticamente ridotti drasticamente, perchè non ci sarebbero fondi per mantenerli in vita

I guadagni verrebbero reinvestiti e creerebbero altra ricchezza, invece di rimanere "imboscati" come avviene adesso

Se qualcuno pensa che questo non sia possibile mi dica il motivo grazie.

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rocco 23.11.12 12:28| 
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sarebbe oro per l'italia.
io sono dipendente di una azienda veneta che ha aperto delle filiali all'estero, assumono il personale fuori con contratto del loro paese e noi italiani riduzione dello stipendio cassa integrazione.come può accettare questa situazione il nostro governo ancora non ho capito.

Roberto Corona 23.11.12 12:15| 
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Il punto 2 e' facilmente sormontabile. Esempio vestiti: arrivano dall'estero con etichetta made in cina e poi in italia l'etichetta viene tolta e sostituita con made in italy. E conosco aziende, anche blasonate, che lo fanno.

Davide B. Commentatore certificato 23.11.12 12:14| 
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mah, che tu riesca a guadagnare in borsa di questi tempi la vedo dura, sono oramai 6 anni che il mercato scende e non di poco perchè i titoli immobiliari sono scesi di oltre il 90%.
Direi invece che è interessante il discorso del denaro per lo Stato.
Lo Stato non ti aiuta ed è vorace.
Diciamo che l'Italia si appoggia sulla PMI.
Inoltre diciamo un'altra cosa, il sistema Italia è un selettore assoluto di PMI perchè se non viaggi, se non fai soldi, in Italia non ce la fai.
Per farcela in Italia devi avere
1) brevetti tuoi internazionali
2) sedi estere di vendita tue
3) un prodotto che viaggia
4) un buon team
Se viene a mancare anche solo uno di questi elementi in Italia sei fritto e non ti puoi prendere pause perchè se il mercato ti soffoca non risali e lo Stato non ti aiuta.
Lo Stato dovrebbe aiutare con un sostegno ai brevetti ma anche in questo settore mangia e basta! Anche nella protezione di brevetti internazionali ma quanta fatica anche solo per farsi riconoscere un prodotto doc in sede europea...e nessuno fa niente per tutelarci dai falsi!

mario mario Commentatore certificato 23.11.12 11:34| 
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Sarebbe un sogno poter lavorare felicemente....un piccolo artigiano.


In Inghilterra chi fattura meno di 100 mila euro non è tenuto ad avere partita iva. Inoltre per aprire e gestireuna srl bastano poche sterline, non esiste anticipo d'imposta, le leggi sono semplici e chiare, la burocrazia è ridotta al minimo e le pratiche si possono fare tutte attraverso internet. Là la piccola impresa resiste e si sviluppa. Questo serve all'italia, no l'inutile decreto sviluppo di Monti!

Giovanni A. Commentatore certificato 23.11.12 11:14| 
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E per le P.I. Nessuna spesa per due anni (commercialista compreso)

Gianluca S. 23.11.12 11:09| 
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Assolutamente SI!!!

Bruno Z. 23.11.12 11:00| 
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