Cerca il meetup della tua città
Iscriviti al M5S
Partecipa alla scrittura delle leggi del M5S

Indesit e la delocalizzazione selvaggia

  • 1190


Indesit_delocalizzata.jpg

In ogni iniziativa industriale non c’è valore del successo economico se non c’è anche l’impegno nel progresso sociale”. Questa frase è di Aristide Merloni, un imprenditore che Enzo Biagi, in occasione del centenario della sua nascita, paragonò a Enzo Ferrari ed Enrico Mattei: “Uomini che hanno avuto la forza di credere in quello che facevano, rimanendo attaccati alla loro terra”.
E' il 1930, Merloni inizia la produzione di bilance industriali nelle Marche che offrivano solo emigrazione. Nel 1958 crea lo storico marchio Ariston che viene apposto su fornelli e cucine. Nascono nell’area marchigiana, con una disposizione che ricorda la costellazione dell’orsa maggiore, sette stabilimenti che rappresentano un nuovo modello di sviluppo industriale che non cerca il successo dove le condizioni sono più favorevoli. Per Merloni la fabbrica è un luogo destinato alla produzione e allo sviluppo del benessere locale. Una terra con prospettive precarie diventa un bacino ricco di industrie e di indotto produttivo. Merloni capisce che l’economia di scala dei grandi insediamenti è superata e che i rapporti umani nelle fabbriche valgono più delle dimensioni. Un modello di solidarietà che garantisce a tutti un ruolo importante.
Nell’area del fabrianese nasce una nuova figura: il metalmezzadro. Gli operai usciti dagli stabilimenti si riversano nelle campagne a curare i propri terreni evitando che si realizzi l’incubo prospettato dall’onorevole Palazzolo che nel 1964 durante la discussione dei contratti agrari disse: “Distruggete l’agricoltura per industrializzare e così distruggerete l’Italia”.
Questa storia di un'industria fatta di rapporti sani tra impresa, lavoratore e ambiente non ha un lieto fine. La settimana scorsa la nuova dirigenza subentrata alla famiglia Merloni nel mese di maggio ha annunciato un piano di riassetto che prevede 1.425 esuberi per gli stabilimenti di Fabriano, Comunanza e Caserta. Per il territorio fabrianese è l’ennesimo colpo di mannaia. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo più volte denunciato anche a livello locale con i consiglieri comunali la strada che si stava intraprendendo raccogliendo indifferenza e scherno dalle forze politiche che governano il territorio compreso il presidente della Regione Marche Spacca.
La nuova dirigenza ha deciso che produrre in Italia non è conveniente e quindi le produzioni saranno spostate in Polonia e in Turchia dove da diversi anni lavoratori italiani altamente specializzati sono mandati a trasmettere le proprie conoscenze ai lavoratori locali. Da tempo i segnali erano chiari e le responsabilità evidenti. Nel 2007 la dirigenza annunciò un investimento di 80 milioni di euro per realizzare due nuovi stabilimenti in Polonia, e risalgono agli anni a cavallo del 2000 e al 2011 i finanziamenti che le Regioni Marche e Piemonte riversarono a pioggia sull’azienda per favorire quella che allora venne chiamata “internazionalizzazione” e che oggi appare come vera e propria delocalizzazione. Come si potrebbe definire altrimenti il progetto di un'azienda che va a produrre in Turchia prevedendo che l’80% del prodotto verrà esportato da quel Paese? L’obiettivo è far rimanere il lavoro in Italia. Non è un caso che le quotazioni dei titoli in borsa dall’agosto 2012 hanno triplicato il loro valore. Bisogna parlare di risarcimento. Se vogliono andarsene che se ne vadano ma lasciando qui in Italia sedi, capannoni, mezzi di produzione, macchine, progetti perché non è roba loro, ma frutto del lavoro e dell’intelligenza collettiva e alla collettività deve rimanere. Introducendo il concetto di "danno alla comunità". Possiamo gestire noi le fabbriche, senza le esigenze e le ingordigie dei consigli di amministrazione si può produrre nel rispetto dei lavoratori e dell’ambiente garantendo a tutti un lavoro e un reddito dignitoso, tutto ciò si chiama “redistribuzione”.
Ci sentiamo ripetere ogni giorno che non siamo più competitivi. Secondo noi per uscire da questa situazione basta far rispettare i principi inseriti nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nella Costituzione italiana dove viene dettata chiaramente una scala gerarchica dei valori: prima i diritti fondamentali e inviolabili presenti negli articoli 2, 3 e 4 in cui si legge che “E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” E ancora che: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.” Negli articoli 41 e 42 questi valori vengono rafforzati mettendo dei limiti alla libertà dell'iniziativa economica privata che “non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” e infatti “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”, e alla proprietà privata che deve avere una funzione sociale.
Anche l’Europa si è espressa attraverso il codice di condotta delle imprese europee: “L'Unione Europea considera importante il ruolo che le imprese possono svolgere per lo sviluppo economico globale, ma sottolinea che nessuna impresa dovrebbe fare profitti da vantaggi competitivi che risultino dal mancato rispetto dei diritti del lavoro e dei requisiti ambientali e sociali”.
Invece assistiamo a un mercato in cui i Paesi in cui vengono offerte meno garanzie sono quelli che attraggono più capitale, lo Stato italiano attiva gli ammortizzatori sociali e le aziende investono il loro nuovo margine altrove. Crediamo che in questi casi debba essere applicato il principio della direttiva europea numero 35 del 2004: “Chi inquina paga” tradotto in “Chi danneggia la collettività risarcisce”. Patrizia Terzoni. M5S Camera

15 Giu 2013, 22:06 | Scrivi | Commenti (1190) | listen_it_it.gifAscolta
Invia il tuo video | Invia ad un amico | Stampa

  • 1190


Tags: Aristide Merloni, Ariston, blogparlamento, Camera, Caserta, Comunanza, Costituzione, Fabriano, Indesit, M5S, Marche, MoVimento 5 Stelle, Patrizia Terzoni, Polonia, Spacca, Turchia

Commenti

 

AlpenGate Suisse
Dellocalizzazione-Terziarizzione-Esternalizzazione
http://www.alpengatesuisse.ch/

AlpenGate Suisse 04.12.13 14:59| 
 |
Rispondi al commento

Buongiorno Signor Grillo sono un trentenne romano che ha sempre avuto simpatia per lei, non ho mai scelto di turarmi il naso e ho sempre criticato il mondo politico e istituzionale. Quest'anno per la prima volta ho votato, scegliendo il suo movimento; inaspettatamente per me, ho convogliato anche il voto dei miei familiari in favore delle sue idee. Dico inaspettatamente poiché negli anni proprio con la mia famiglia i disaccordi politici erano maggiori.
Il punto è questo noi pensiamo che lei sia l'ultima speranza per questo paese, ma non tutti la possono seguire tramite il blog e non tutti possono scendere in piazza,sia per un discorso di età sia per un discorso culturale. Inoltre vedere servizi "giornalistici" tagliati ad arte o dichiarazioni travisate sulla sua persona o sugli attivisti del movimento è oltremodo frustrante. Noi vorremmo vederla in televisione affrontare quegli ipocriti lacchè e sentir esporre le sue idee che riteniamo realmente rivoluzionarie e innovative.
Io comprendo il rischio che possa essere controproducente interloquire con "animali" che devono difendere i loro beni "acquisiti", ma penso anche che sia il solo modo per dare una visibilità attuale alle sue idee e alla sua persona.
La ringrazio oltremodo per la sua battaglia che sta portando avanti e le chiedo di non arrendersi e tenere duro. Avrà sempre il mio appoggio.

Fabrizio Schilirò 21.06.13 11:47| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Da quando è stato pubblicato l'articolo che cerco di postare questo commento:
"L'articolo è improntato su argomenti contrari a quanto predicato fin'ora
dal M5S:
Con la riduzione dell'orario lavorativo settimanale ad un massimo di 20 ore
settimanali e con il perseguimento della "decrescita felice" è normale che
la grande industria guardi alla delocalizzazione in paesi con dinamiche più
concorrenziali.
Nel momento in cui si voglia mantenere la presenza della grande industria
sul territorio sono necessarie manovre che siano a favore delle grandi
imprese e dell'occupazione in esse.
Certo, anche la minaccia dell'esproprio degli stabilimenti, macchinari
compresi, è un buon deterrente alla delocaliazzazione, ma si arriva ad un
punto in cui le imprese hanno comunque convenienza a spostare la prouzione
o sono costrette a fallire.
C'è da capire, fondamentalmente, se il M5S vuole realmente una produzione
industriale statalizzata."

Al Cos 21.06.13 09:51| 
 |
Rispondi al commento

Questo è un paese decotto e sono totalmente in disaccordo con l'intervento del cittadino a 5 stelle che ha postato sul blog. E' risaputo che non conviene produrre non Italia, dove la pressione fiscale è al 55%. IMerloni i Marchionne e i pinco-pallino continueranno a delocalizzare e smantellare il tessuto produttivo finché non si difenderà l'imprenditoria come se fosse l'ambiente. L'imprenditore non è un filantropo, non fa beneficenza, lavora 16 ore al giorno per guadagnare. In Italia non si guadagna più e gli imprenditori scappano. Se non si comprende questa semplice regoletta non c'è speranza per questo paese.

fabio panasiti 19.06.13 22:54| 
 |
Rispondi al commento

Non ho nulla da aggiungere a quanto detto dalla Deputata : queste sono le notizie che la stampa dovrebbe divulgare ,altro che la fuffa che imbastiscono a tambur battente sul M5S

Paolo De Feo, Rivalta di Torino Commentatore certificato 19.06.13 18:09| 
 |
Rispondi al commento

sono pienamente in accordo.se vogliono andarsene se ne vadano pure però lo stato "che siamo noi" requisiamo queste ditte e facciamo lavorare gli operai.togliamo il made in italy a chi va l'estero e togliamogli pure la cittadinanza italiana.non la meritano più.vediamo poi cosa fanno.è molto tempo che il mio pensiero è questo,e questo rimarrà se non vogliamo la disgregazione completa del sistema.

roberto c., desio Commentatore certificato 19.06.13 14:16| 
 |
Rispondi al commento

Buongiorno a tutti

Scrivo dopo tanto ed,esattamente,dopo la grande vittoria delle ultime elezioni con un articolo che ringrazio il blog di averlo messo in evidenza con il titolo l'onesta' andrà di moda.
Ho atteso tanto perché necessari per tirare le prime somme di questi primi tre mesi,tre mesi di turbolenti polemiche fatte per dissidenti o per espulsi!
Vorrei innanzitutto condividere un pensiero con Beppe con il quale ho sempre apprezzato ogni idea,specialmente quella vincente che lo ha portato con il suo parlare,di cose reali,smascherando ogni e tutti i vari scandali,che i nostri precedessori politici hanno fatto nel corso di questi anni.
Fin qui ok, ma adesso a mio avviso non si può e non si deve continuare su questa linea, ad un parlare critico senza essere protagonisti e propositivi,ora c'è' bisogno di linfa nuova e costruttiva e finalmente attuare quello che tutti gli aderenti al movimento, me compreso,si attendono.
Abbiamo oggi il dovere con la vostra presenza,di dare concrete risposte agli italiani ad una Italia che ancora
vuole,che desidera, e che crede nel Made in italy , risposte,ad una Italia che va'.
Oggi più che mai non dobbiamo vivere di eredità, ma sperare che il nostro ruolo dominante nel mondo unita all energia individuale,ci permettano di beneficiare ancora di quella reputazione straordinaria.oggi più che mai da un atteggiamento passivo dobbiamo passare ad azioni attive,energiche e coese,da vera squadra come non mai nessun partito ha dimostrato,per far ciò è necessario agire subito ed insieme, contribuendo ad esaltare quel patrimonio intangibile legato al meglio dello stile di vita italiano,a tutto ciò che rende unico il nostro modo di vivere,pensare, progettare,produrre e comunicare.
È da qui che bisogna ricominciare, e lo dico non solo da imprenditore,ma a difesa di tutta la classe operaia che oggi con umile vergogna e sottomessa senza alternative a compromessi,mortificanti!
Andate avanti ragazzi,non perdete la calma!!
Massimo paudice Napol

Massimo paudice 18.06.13 22:47| 
 |
Rispondi al commento

Maria Paola Merloni si dovrebbe DIMETTERE. . . ARTICOLO SUL GIORNALE DI FABRIANO http://giombi.webnode.it/news/indesit%2c-non-pu%C3%B2-essere-ammissibile/

Andrea Giombi, Fabriano Commentatore certificato 18.06.13 17:06| 
 |
Rispondi al commento

E tra due anni toccherà' alla Brembo di Mapello. Tutta la produzione va in Europa dell'est, e i 2000 e passa lavoratori se ne rimarranno a casa.

Massimiliano Amoroso 18.06.13 15:14| 
 |
Rispondi al commento

trasferiamo Marchionne in Turchia e lasciamocelo per sempre per favore!

maria grazia manca, brindisi Commentatore certificato 18.06.13 09:23| 
 |
Rispondi al commento

Grazie a tutto il M5S per il forte interessamento verso il dramma degli operai indesit. Le tv nazionali parlano di noi attraverso micro servizi per lo più dei tg regionali...il perchè? Un mistero...o forse no!Il web è la ns forza ed il ns aiuto e il M5S ci è davvero vicino.Un grazie particolare anche a Patrizia Terzoni che sta facendo tantissimo per evidenziare il ns dramma.

valentina arces 18.06.13 08:07| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Questo blog e' proprio una merda!

Non memorizza neanche i commenti che ho scritto.
Ogni volta per vedere se qualcuno ha risposto al mio commento ci metto un ora a trovarlo. Siete proprio dei coglioni. Sono iscritto al portale, volete memorizzare le mie azioni.. facciamo una colletta e ve lo paghiamo noi sto cazzo di script. Parlate di futuro di rete, non usate la tv e
siete fermi all'800.
Non avete rispetto per il nostro tempo.

ANDREA s., roma Commentatore certificato 18.06.13 02:04| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

ERDOGAN SI ALLINEA CON IL COMICO PSICODITTATORE !
RIPULISCE E CONVOCA MANIFESTAZIONE FEDELISSIMI,
UGUALE ANCHE LO SLOGAN :
" CREDERE, OBBEDIRE, TACERE ! "

scacciabeppe mangiagrillusconi, novara Commentatore certificato 18.06.13 01:56| 
 |
Rispondi al commento

da un mio post su FaceBook

Oggi il grande polo industriale del fabrianese Indesit ex Merloni, ha annunciato 1500 esuberi che si tradurranno fra poco in altrettanti licenziamenti.
Questa è la grande industria marchigiana. Per anni una famiglia, i Merloni, con tanto di senatori seduti in parlamento ha sfruttato intere generazioni di lavoratori, successivamente per aumentare i profitti e non chiudere i battenti ha trasferito gran parte della produzione all'estero, portando i diritti dei lavoratori italiani in competizioni con la schiavitù lavorativa dei paesi emergenti. Poi dopo aver salvato le chiappe hanno venduto tutto ad altre società che hanno fatto i loro utili e ora chiudono baracca perché l'alternativa è far lavorare gli operai alla stregua di quelli cinesi. Questo è solo uno dei migliaia di casi in cui la "grande industria italiana" ha dimostrato la sua tanto decantata efficienza, avanguardia e capacita di innovazione! Un industria che fa ancora lavatrici frigoriferi e lavastoviglie, è morta già 30 anni fa è industria ferma al paleolitico. E' un sistema produttivo che può vivere solo con manodopera ridotta a schiavitù. Sono concetti di politica economica difficilissimi!!!!! Queste sono le menti illuminate della maggior parte dell'industria italiana. Persone e famiglie gruppi industriali che si sono arricchiti sul lavoro di intere generazioni e che ne hanno sfruttato e monopolizzato il futuro, incapaci di guardare più in la dei loro interessi. Aziende in cui non esiste la ricerca se non quella del profitto o del possibile e legale sfruttamento. Industriali che hanno gestito i territori come un feudo, ne hanno asportato l'anima uccidendo qualsiasi altra possibilità di sviluppo.

Simone Esuperanzi
marchigiano

simone esuperanzi 18.06.13 01:49| 
 |
Rispondi al commento

Questo blog e' proprio una merda!
Non memorizza neanche i commenti che ho scritto.
Ogni volta per vedere se qualcuno ha risposto al mio commento ci metto un ora a trovarlo. Siete proprio dei coglioni. Sono iscritto al portale, volete memorizzare le mie azioni.. facciamo una colletta e ve lo paghiamo noi sto cazzo di script.
Non avete rispetto per il nostro tempo.

ANDREA s., roma Commentatore certificato 18.06.13 01:24| 
 |
Rispondi al commento

Gentile Patrizia Terzoni
Le è mai passato per la testa di chiedersi da dove arrivano le "provvidenze" che consentono di restare in vita a milioni di ex lavoratori che il posto di lavoro lo hanno perso a causa delle vituperate delocalizzazioni ?
Ebbene glie lo dico io.
Vengono dalle grandi istituzioni finanziarie, tipo Unicredit, Generali, Banca Intesa ecc che si sobbarcano l'onere di acquistare i titoli di stato che consentono a milioni di pensionati di sopravvivere ed a lei di percepire quella diaria che tante polemiche ha suscitato in questi giorni.
Vengono cioè dai quei deprecati imprenditori che delocalizzano per sopravvivere.
Del Vecchio, Benetton, Exor, Della Valle, Merloni, tanto per farle qualche nome, che di tasca propria si sobbarcano l'onere delle periodiche ricapitalizzazioni.
La mappa del potere presente su questo sito sarà sicuramente più esaustiva.
Ora lei continui pure a masturbarsi con gli articoli della costituzione ma vorrei, molto pragmaticamente, ricordarle che dal 48 ad oggi il mondo è cambiato.
E se per caso, a quegli astrusi personaggi di cui sopra, messi alle strette, sfuggisse l'opportunità di fare utili delocalizzando ... dopo sono casi amari per tutti.
Gli americani lo hanno capito da tempo.
Gli italiani un po meno ma lo capirebbero a breve se per caso quelle istituzioni di cui sopra mettessero sul mercato i titoli che hanno in pancia per investire in paesi dove le delocalizzazioni non sono criminalizzate,

Pietro Quaglio Commentatore certificato 18.06.13 01:12| 
 |
Rispondi al commento

Gambaro & C...............
Sono stufo di tutta questa "inconcludenza"!
Temo che questo Movimento si stia rivelando un "grande pacco"!!!
Troppe "teste (ahimè vuote!!!) pensanti"!!!
I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN FAMIGLIA!
Rilasciare un'intervista criticando un altro componente del Movimento (in questo caso Grillo), senza prima discuterne all'interno del Movimento, è un atto che denota, visto il livello di istruzione del soggetto, un dolo evidente!!!
Pertanto, MI DICHIARO A FAVORE DELLA SUA ESPULSIONE... SENZA SE E SENZA MA!!!
Se ciò non dovesse avvenire temo che un'altra fetta di elettorato se ne andrà dal Movimento!!!
Ma, forse, è meglio così!!!
Passate parola Gente... Passate parola...

Gianni Corda, Cagliari Commentatore certificato 17.06.13 21:17| 
 |
Rispondi al commento

QUESTE ARTICOLO DEVE ESSERE TRASMESSO IN TV AFFINCHE' LA MAGGIORANZA DELLE PERSONE SAPPIA QUELLO CHE PENSATE. E' FONDAMENTALE !!!!
M5S PER SEMPRE.

anto c. Commentatore certificato 17.06.13 20:12| 
 |
Rispondi al commento

Abbiamo regalato il know how agli stessi stranieri che adesso ci stanno comprando. Abbiamo trasferito decine di migliaia di posti di lavoro che non torneranno mai più indietro. La nostra classe dirigente è rimasta inerte spettatrice di uno scempio pazzoide perpetrato da sedicenti imprenditori che in nome del dio denaro hanno preferito condannare alla fame intere comunità di famiglie, paesi e città.
Ma che cazzo di posto è diventato l'Italia?!?

Amelio Rossi, Milano Commentatore certificato 17.06.13 19:42| 
 |
Rispondi al commento

hai dimenticato cinque milioni di euro di aiuti di stato che la commissione europea ha approvato a maggio 2013

Santo Alessandro DE DONNO 17.06.13 18:45| 
 |
Rispondi al commento

Siamo pieni solo di Imprenditori MINCHIA... mandiamo i ns. tecnici specializzati ha insegnare l'arte alla forza lavoro locale perché non costa niente e l'azienda ha un margine di utili maggiore... dopo 5 anni i locali migliori si organizzano in impresa e cannibalizzano il portafoglio clienti dell'azienda che ha delocalizzato. Quando 10 anni fa studiavo "internazionalizzazione delle imprese" tutti i professori e consulenti sostenevano che produrre in Cina era la nuova frontiera del business... tutte le imprese spostavano la produzione in Cina, immagazzinavano in Italia e rivendevano internamente o all'estero. Ora quelle aziende che sono andate a produrre in Cina sono dei Cinesi...
Continuiamo a regalare il "Know-out" del made in Italy ai paesi emergenti... chi sono i consulenti di queste aziende?

marco balducci 17.06.13 18:10| 
 |
Rispondi al commento

Certo che potevano evitare di mettere in evidenza una foto con un errore grammaticale da 3° elementare
"Il made in Italy non deve diventare NE Turco NE Polacco"
(Ah, e se proprio volessimo fare i pignoli "Turco" e "Polacco", essendo aggettivi, vogliono la minuscola. Immagino però che li abbiano scritti in maiuscolo per dare "movimento" allo striscione... almeno spero -.-'')

NCL 17.06.13 17:43| 
 |
Rispondi al commento

Legge, giustizia, correttezza tante belle parole che servono da polvere negli occhi della gente, suoni incomprensibili perché quando si arriva al momento, nulla di fatto è messo in atto.
In questi tempi si riaprono accertamenti sul caso Moro. Ricordo che allora si diceva in giro che la complicità di vari elementi della DC era ovvia e lampante ma per legge si mise tutto a tacere, diedero le trasmissioni con le ballerine semi nude e un sacco di partite. Il popolo beone abboccò!
Quei signori che allora militavano nella DC oggi dove sono? Che potere hanno? Moro lo disse "se parlo io crolla il governo". La mafia di governo perché non è sparita ed anzi ha portato la nazione allo sfacelo?

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Caso-Moro-Procura-avvia-accertamenti-su-possibilita-nuove-indagini_32305742159.html

Sauro 17.06.13 16:39| 
 |
Rispondi al commento

ed ora andate tutti a farvi fottere servi burattini incapaci di intenter pscolabili

Salvatore Scaglione 17.06.13 16:00| 
 |
Rispondi al commento

in televisione e sui giornali non parlano altro che dei problemi interni al M5s.
ma che fate rinchiusi nel blog? uscite allo scoperto.
Parlate ai giornali alle tv, agli ITALIANI.
DITECI COSA TATE FACENDO,
DITECI DI COSA VI STATE OCCUPANDO.
oppure dobbiamo credere che non fate altro che litigare tra di voi?

MASSIMO N., Lioni Commentatore certificato 17.06.13 15:43| 
 |
Rispondi al commento

Le vostre considerazioni solo solo retoriche e dimostrano che non sapete nulla della realtà dei fatti. Lo scopo di un'azienda è quello di sopravvivere all'interno del mercato generando un utile (più o meno elevato a seconda dei settori) per chi ha investito capitale/idee/esperienza e generando lavoro. L'Italia non dà nessuno strumento alle aziende per poter sopravvivere al confronto con il mercato globale. I salari costano troppo, in contributi si brucia oltre il 100% di quello che si dà al lavoratore. Il peso fiscale complessivo brucia oltre il 70% dell'utile non permettendo investimenti obbligando le piccole/medie imprese e aziende italiane alla stasi, una chiusura a riccio nella speranza di tempi migliori o che qualcosa cambi mentre i prodotti cinesi si mangiano tutto il mercato. Questi sono i fatti. Che piaccia o meno, se un'azienda italiana vuole sopravvivere, deve andare all'estero, altrimenti l'aspetta l'agonia fino all'esaurimento del capitale sociale e al fallimento. Questa è la verità delle cose, questi sono i fatti. Non c'è altro che questo. Fanno bene gli imprenditori a delocalizzare. Ovviamente parlo di imprenditori onesti, che cercano di sopravvivere alla luce del sole. Chi ha investito i propri soldi, le proprie idee, chi ha dato lavoro per anni, combattendo contro la burocrazia, le leggi che cambiano in continuazione, l'assenza di certezza sulle tasse da pagare perchè ne escono sempre di nuove che determinano solo e sempre aggravio dei costi, è giusto che porti tutto via per provare a sopravvivere. E' GIUSTO COSI'! E' l'Italia che non funziona. Se gli investitori esteri scappano dall'Italia perchè operare in Italia significa farsi salassare e perdere soldi, perchè non dovrebbe farlo un imprenditore italiano? Allora avere la cittadinanza italiana significa essere colti da un maleficio che ti salassa e ti impedisce di cercare fortuna altrove? Ma imparate a campare.

anduoglio 17.06.13 15:37| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Non siamo un'economia socialista. Se l'impresa crede sia più profittevole produrre altrove, come si può impedirglielo?

L'unica altra strada è diventare attrattivi, che significa TASSE più basse, ENERGIA meno cara, INFRASTRUTTURE funzionanti, multipiattaforma TRASPORTI, CULTURA (intesa come formazione di tutti i livelli), FLESSIBILITà del lavoro (con tutti i sacrosanti paletti ferie malattie maternità e tutele di situazioni deboli), GIUSTIZIA certa e veloce, VISIONE del futuro. Ci sono imprese che delocalizzano in AUSTRIA e SVIZZERA a dimostrazione che non è solo il costo del lavoro il problema...

Di quanto sopra scritto al momento non abbiamo un solo fattore incentivante: tasse stellari (non corrispondenti a servizi), infrastrutture carenti, trasporti costosi e lenti, scuole e università allo sbando, rigidità del lavoro (impossibile licenziare chi non fa niente e liberare chi vuole, toatle disparità di trattamento impossibilità di accesso al lavoro), la giustizia che non si sa dove abiti, nessun piano industriale, nessun piano energetico...

SE NON VE NE SIETE ACCORTI, SIAMO FINITI, FUORI DALLA STORIA, SOLO CHI è CORROTTO HA UN VANTAGGIO A STARE QUI...

Robert Dragon Commentatore certificato 17.06.13 15:33| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Ri-MAFLOW è una Cooperativa Sociale ONLUS fondata all’inizio del 2013 dai lavoratori licenziati di MAFLOW e di altre aziende in chiusura, oltre che da precari, disoccupati e pensionati, sorta sulle ceneri del vecchio sito industriale di MAFLOW chiuso alla fine del 2012.
.
Ci occupiamo, fra le tante cose, di trattamento, recupero e riciclo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

http://rimaflow.it/

Danyda bologna Commentatore certificato 17.06.13 15:02| 
 |
Rispondi al commento

Grande Terzoni!!!

Fabio B. 17.06.13 14:34| 
 |
Rispondi al commento

All'on. Terzoni non è passato per la testa che un'azienda che produce in Italia a costi "italiani" possa non riuscire a vendere la propria produzione a causa della concorrenza, e dunque sia costretta a chiudere bottega.
Ben messi siamo......

Giancarlo Sanavio 17.06.13 14:11| 
 |
Rispondi al commento

per la prima volta mi sento di dire che nn sono d'accordo.
bisogna fare in modo che le aziende decidano di restare in Italia a produrre cercando di diminuire le imposte. punto.
demonizzare il profitto è una cagata che potremmo lasciare ai diliberto o ai sigg. di SEL.
E' chiaro che chi ha dato finanziamenti per aiutare l'azienda a delocalizzare va processato, così come chi li ha ricevuti sapendo che se ne sarebbe andato altrove.
I giudici, anzichè aprire un processo sull'omicidio di aldo moro (35 anni fà successe, nn ieri) dovrebbero gentilmente indagare sulla classe politica locale e dirigenza dell'azienda.
Magari cerchiamo di prevenire simili situazioni presso altri gruppi multinazionali italiani.
Chiuderei proponendo una bella stretta sulle norme che regolano il Made in Italy, elevando la percentuale di lavoro e componenti di un prodotto necessarie a ricevere il prestigioso marchio.
Basta ideologismi, ora cose concrete!!!!

Fabio M., Varese Commentatore certificato 17.06.13 13:41| 
 |
Rispondi al commento

Bravi continuate cosi' . Era ora che qualcuno dicesse cose senzate dentro il Palazzo.
Filiberto

filiberto perilli 17.06.13 13:21| 
 |
Rispondi al commento

Le ho risposto sia sul blog di Grillo, sia sulla sua mail alla Camera dei Deputati così:

"Cara Onorevole Terzoni,
sono un piccolo imprenditore del milanese e produco packaging per la cosmetica.
Esporto il 70% del mio lavoro e per questo sopravvivo.
Noi, tutti i giorni, dobbiamo convivere con la dura realtà dello Stato italiano, con le sue mille leggi e le sue molteplici regole burocratiche che stanno affossando le imprese.
Gentilmente Lei trascuri per un attimo la teoria e provi a considerare alcuni fattori pratici.
La tassazione diretta ed indiretta in Italia raggiunge per le imprese quasi il 70%. Vuole che Le dica a quanto assomma in molti altri Paesi UE? Dal 15 ad un 30% in tante nazioni occidentali.
Poi, il costo dell'energia elettrica qui da noi è del 30% più caro rispetto ad esempio ai nostri cugini francesi.
Un operaio italiano costa ad un impresa in media più di 36.000 € all'anno. In Romania 3.500, in Polonia sui 10.000 € lordi!
La mia azienda vanta crediti d'IVA con lo Stato, ma per mandarli in compensazione ci vogliono almeno 6 mesi di pratiche.
Provi cortesemente a chiedere in questo periodo un finanziamento alle banche e mi dica che risposta Le danno e che garanzie Le chiedono. All'estero in meno di un mese ha già i soldi sul conto corrente.
Non voglio continuare sottoponendoLe tutte le norme sulla sicurezza e sull'ambiente, che qui vengono controllate da almeno una cinquina di Enti spesso pure in disaccordo.
Cara Senatrice, vuole fare una giornata in fabbrica da me?
Poi mi saprà dire e, forse, saprà meglio cosa fare per tanti di noi che tengono alto il Made in Italy nel mondo (nonostante tutto!).
Grazie per l'attenzione. GP-cell ******"

WWW.FUOCHIDIPAGLIA.IT

Vediamo cosa risponde e se accetta l'invito.


Cara Senatrice Terzoni,
sono un piccolo imprenditore del milanese e produco packaging per la cosmetica.
Esporto il 70% del mio lavoro e per questo sopravvivo.
Noi, tutti i giorni, dobbiamo convivere con la dura realtà dello Stato italiano, con le sue mille leggi e le sue molteplici regole burocratiche che stanno affossando le imprese.
Gentilmente Lei trascuri per un attimo la teoria e provi a considerare alcuni fattori pratici.
La tassazione diretta ed indiretta in Italia raggiunge per le imprese quasi il 70%. Vuole che Le dica a quanto assomma in molti altri Paesi UE? Dal 15 ad un 30% in tante nazioni occidentali.
Poi, il costo dell'energia elettrica qui da noi è del 30% più caro rispetto ad esempio ai nostri cugini francesi.
Un operaio italiano costa ad un impresa in media più di 36.000 € all'anno. In Romania 3.500, in Polonia sui 10.000 € lordi!
La mia azienda vanta crediti d'IVA con lo Stato, ma per mandarli in compensazione ci vogliono almeno 6 mesi di pratiche.
Provi cortesemente a chiedere in questo periodo un finanziamento alle banche e mi dica che risposta Le danno e che garanzie Le chiedono. All'estero in meno di un mese ha già i soldi sul conto corrente.
Non voglio continuare sottoponendoLe tutte le norme sulla sicurezza e sull'ambiente, che qui vengono controllate da almento una cinquina di Enti spesso pure in disaccordo.
Cara Senatrice, vuole fare una giornata in fabbrica da me?
Poi mi saprà dire e, forse, saprà meglio cosa fare per tanti di noi che tengono alto il Made in Italy nel mondo (nonostante tutto!).
Grazie per l'attenzione.

Giorgio Paglia 17.06.13 12:48| 
 |
Rispondi al commento

Beppe grazie di quello che hai fatto, qualunque cosa succeda: ne é valsa la pena e se non ce la faremo, almeno ci abbiamo provato!

guido ligazzolo, merano Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 17.06.13 12:08| 
 |
Rispondi al commento

il lavoro non é un diritto, bensí un dovere: ognuno deve fare ció che la collettivitá in cui vive gli chiede e come contropartita riceve il "soldo" per vivere!
Non piú angoscia per il lavoro che non c'é, reddito di cittadinanza e lavoro nelle forme che la collettivitá richiede.
Il lavoro non é un diritto, ma un dovere ed il mondo cambia prospettiva: non piú attivitá studiate per fregare gli altri, per fregare i mercati esteri, per guadagnare di piú, per essere primi, per dominare sugli altri; no basta di tutto questo, bensí solo e soltanto vivere per vivere e non per essere al vertice della piramide, per dominare.

guido ligazzolo, merano Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day 17.06.13 11:55| 
 |
Rispondi al commento

Sarebbe il caso di mettere in cantire una serie di leggi e normative che prevedano il concetto di concorrenza sleale nei riguardi di tutti quei paesi (v.emerganti) che producono fregandosene di tutti i parametri etico/giuridico/legali che esistono invece nei paesi nei quali esportano e che ne vincolano le produzioni ed il commercio. Chi non rispetta minimamente queste regole e schiavizza gli operai di cui si servono per produrre è giusto che subiscano delle penalizzazioni in entrata dei loro prodotti per riequilibrare i prezzi dei prodotti con i paesi più virtuosi e rispettosi delle leggi.

rob.ko 17.06.13 11:53| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Ma siete sicuri di non essere di sinistra?
perché da questo post sembrerebbe proprio di sì...
Allora perché il vostro Caro Leader continua a dire che destra e sinistra sono uguali, che voi siete oltre, ecc. ecc.?
(PS. detto da uno orgogliosamente di sinistra)

ivan pupolizio Commentatore certificato 17.06.13 11:49| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Errata corrige al mio precedente commento: delocalizzazione, non localizzazione...mi scuso con i lettori.
:-)

Cristina Regno, Recanati Commentatore certificato 17.06.13 11:39| 
 |
Rispondi al commento

.. e che dire poi di quelle multinazionali che fanno affari ( e tanti..) in Italia e che fino a ieri facevano almeno lavorare persone il Italia ma oggi stanno licenziando, mandando in cassaintegrazione o in mobilità per far lavorare persone all'estero?
Aldilà delle considerazioni etiche ( che ormai non esistono più), possibile che non ci si pone il problema che, direttamente ( meno stipendi= meno tasee e contributo versati, indennità dispoccupazione, Casa integrazione ecc.) o indirettamente sono costi per la collettività in nazioni come l'Italia e solo profitti per altre nazioni ( es. Romania, Bulgaria...) che vedono i profitti di lavori pagati da imprese italiane ?

Antonio C., Roma Commentatore certificato 17.06.13 11:39| 
 |
Rispondi al commento

Impignorabilità prima casa - Il decreto prevede l'impignorabilitá della prima casa per chi ha debiti tributari inferiori a 120 mila euro, eccetto le case di lusso.
ORA , CHI HA FATTO UN FALLIMENTO o NON PUO' PIU' PAGARE PER MANCANZA DI LAVORO, AZIENDE PIU' O MENO GRANDI, SONO GIA' OLTRE 120.000 EURO DI DEBITO TRIBUTARIO- GIA SOLO CHI PARTE CON 40-50 MILA EURO DI DEBITO, IN 3 ANNI con equitalia SI TROVA A 200.000 €I DEBITO- MA CHE LEGGE E'?????? SE E' IMPIGNORABILE, DEVE ESSERLO SEMPRE!!!! PUNTO!!!!
poniamo magari un tetto fino a 500/600 mila euro , oltre rateizzi il tuo debito per la differenza del valore....ES. DEBITO €700,00 IMPIGNORABILITA' FINO A €600,00 PAGHI PER 100.000 MA NON TOCCHI LA CASA!!!! IN PARTICOLARE SE CI VIVI!!!!

alfredo 17.06.13 11:30| 
 |
Rispondi al commento

Questo post sembra un elogio a Merloni e alla sua famiglia, visto che la responsabilità della localizzazione viene attribuita alla attuale dirigenza. La famiglia Merloni ha sempre sostenuto i governi che hanno portato allo sfascio attuale, dalla DC in poi. Ergo.... questo post mi ha leggermente irritata, ....adesso capisco perché qualche eletto 5 stelle sembri voler remare contro il movimento e pendere per il pdl o il pd meno l....ma è una mia sensazione, sono molto diffidente ultimamente....

Cristina Regno, Recanati Commentatore certificato 17.06.13 11:24| 
 |
Rispondi al commento

LA FUGA..........................
LE LEGGI ITALIANE, A CUI HANNO CONTRIBUITO A SCRIVERLE I PARTITI DEGLI ULTIMI 60 ANNI, FAVORISCONO UNA COSA SOLA LA FUGA DA QUESTA NAZIONE DEL TERZO MONDO. LE TASSE SONO ALLE STELLE, LA BUROCRAZIA E' UN IMPEDIMENTO ALLO SVILUPPO, LA GIUSTIZIA E' PEGGIORE DI QUELLA MEDIOEVALE; IN UNA SITUAZIONE DEL GENERE CHI PUO' FUGGIRE SI AFFRETTA A FARE I BAGAGLI E PARTE. NON POSSIAMO RIMPROVERARE GLI ITALIANI CHE TROVANO COME UNICA SOLUZIONE L'EMIGRAZIONE. CARI PICCOLI ITALIANI PRIMA O POI ANCHE IL VOSTRO ORTICELLO DIVENTERA' STERILE.

giovanni b. Commentatore certificato 17.06.13 10:28| 
 |
Rispondi al commento

Beppe somiglia sempre più a quei mariti che parlano per una giornata intera di sesso, donne, posizioni di kamasutra e alla fine la moglie lo risponde " Ma qui si parla e si parla ma non si fa mai niente". Questo sei tu caro Beppe, parli e sparli ma di concreto che c'è?

Luigi Vicedomini 17.06.13 09:59| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

L'Italia è un paese povero di gente ricca Questo dicevano negli a anni ottanta conoscenti in costa azzurra. Imprenditori "prenditori" che non pagavano le tasse e veleggiavano i nostri mari battendo bandiera panamense. Pensavo: prima o poi tutto questo porterà allo sfascio e naturalmente per sanare la situazione, lo stato per far fronte ai suoi impegni, dovrà mettere le mani nelle nostre tasche. Così è stato oggi l'Italia è un paese povero di gente povera. Ma dubito che coloro che veleggiavano abbiano oggi problemi di sostentamento. I soldi li hanno portati all'estero e molto ben occultati.Nel nostro paese hanno tenuto i debiti, le fabbriche che non reggono la concorrenza che accettano di tenere aperte solo con aiuti di stato. Ma che razza di classe imprenditoriale abbiamo? Esportiamola noi questa razza di imprenditori, anzi
regaliamola alla Romania o alla Polonia che la mantengano loro, ma togliamo loro il marchio
MADE IN ITALY. Quello è nostro e chi vuole apporlo lo deve farecon orgoglio e serietà perchè è la nostra tradizione è il lavoro creativo di generazioni che ci hanno preceduto.
Che la FIAT vada dove vuole ma non si chiamerà più Fabbrica automobili Italia Torino, perchè l'Italia e Torino non la vogliono più.
I mercanti ..fuori dal tempio!!!!!!!!
Dobbiamo essere più orgogliosi di noi stessi, del nostro passato, solo così riusciremo a dare speranza in un futuro ai nostri figli. L'Italia è unica, potrebbe vivere di turismo arte e cultura.eravamo belli, intelligenti e amanti del bel vivere e siamo poveri abbruttiti e stanchi. Recuperiamo le nostre qualità e facciamo vedere di cosa siamo capaci.I lestofanti ........come dice Briatore .... Fuori !!!!!!!!

Viviana D., Bolzano Commentatore certificato 17.06.13 09:40| 
 |
Rispondi al commento

Fatevi sentire ragazzi sempre più forte!dovete fare più informazione la gente non capisce e le notizie sono distorte
Riprendiamoci le aziende e rimettiamoci al lavoro, abbiamo già visto esempi positivi di lavoratori che insieme hanno fatto ripartire la propria azienda.
Non aspettiamoci niente dalla casta hanno venduto l'anima al divaolo e non possono più sentire e vedere ma solo servire come schiavi il denaro
Siete la nostra speranza!

marika m., milano Commentatore certificato 17.06.13 08:33| 
 |
Rispondi al commento

Sempre più soddisfatto di aver votato il M5 S. Andiamo avanti così!

Giovanni faillaci 17.06.13 08:29| 
 |
Rispondi al commento

Pensiamo alle casse integrazioni e a quanto lo stato, tutti noi, abbiamo pagato in questi anni per tenere in piedi FIAT e adesso tanti saluti a tutti senza alcuna remora o responsabilità sociale, se ne vanno belli e buoni in America. Bene, giusto, i loro capitalo devono essere lasciati allo stato italiano in questi casi, e non so se bastano per un risarcimento, visto che si parla di qualche miliardo di euro lasciati a Fiat dallo stato italiano negli ultimi anni.

Van G., Treviso Commentatore certificato 17.06.13 07:58| 
 |
Rispondi al commento

È facile non delocalizzare: lo stato e gli italiani si fanno restituire i contributi di cassa integrazione e di finanziamenti a fondo perduto

Marcello reddavide 17.06.13 06:16| 
 |
Rispondi al commento

Ottima idea far restituire allo Stato e cioè al popolo italiano tutto quello che hanno avuto dal popolo italiano per fare le loro aziende: una specie di liquidazione per essere liberi di andarsene, restituendo allo Stato ciò che hanno avuto,non per andarsene ,lasciando il Paese svuotato bensì per crearvi benessere e pace sociale. Troppe aziende spinte dall'avidità berlusconiana, che ha spazzato via ogni senso umano, hanno interpretato lo sviluppo come distruzione di ogni valore morale e non come diffusione dei diritti umani . Il G8 di Genova ha segnato lo spartiacque tra democrazia e dittatura del profitto a costo d'uomo. Ed i responsabili di questa svolta terroristica dove sono? Perché non se ne parla? Il G8 di Genova ha dato mano libera allo svuotamento della democrazia ora interpretata come mano libera al capitale con tutte le conseguenze fin troppo palesi. Il nodo della questione e tutto lì: riprendere in esame la tragedia organizzata di Genova dal punto di vista storico... e Beppe se è un autentico liberal ne parli...La liquidazione di tutti i dissenzienti è stata la finalità del G8.


questa volta, come molte altre volte sono d'accordo col blog di Grillo, (non sempre).Gli industriali che pensano solo al profitto, non li condivido affatto, ma li capisco:é nella natura umana cercare di avere sempre di più di quello che si ha, anche se è sbagliato.Bene.Allora quando un industriale vuole andare a produrre in un paese in cui gli costa meno creare prodotti,che vada pure. siamo in un paese libero. Però prima di andare lo Stato gli fa approfonditi controlli fiscali per accertare che non abbia evaso o non rispettato certe regole, ed eventualmente lo multa in modo consistente , che serva da esempio. Secondo lascia per legge tutti i macchinari nel capannone dove si trovano, perchè se li volesse esportare dovrebbe pagare una tassa per l'esportazione tale che non gli converrebbe più... L'Europa dovrebbe vigilare seriamente imponendo controlli assidui e inesorabili su tutti quei paesi che vogliono esportare nell'unione usando il marchio made in Italy falso, o qualsiasi altro di qualsiasi altro paese derubato del suo capitale di prestigio nei propri campi.Insomma una Benetton non può mettere l'etichetta made in Italy se produce la maglietta in Serbia o Pakistan o Venezuela, pena il divieto di esportare nei paesi che rispettano le leggi. La Cina e tutti gli altri che copiano e che trattano gli operai come schiavi sottopagati ed ipersfruttati, dovrebbero essere boicottati. Così si salverebbero le nostre fabbriche e i nostri lavoratori. Se occorresse in extremis tornerei ai dazi. Si dice: ma no, la globalizzazione è utile anche a noi! NO! Se la Ferrari andasse a produrre in Cina ci guadagnerebbe Montezemolo e pochi altri azionisti, ma Gli Italiani che lavorano nella zona di Modena diventerebbero disoccupati!Affanculo la globalizzazione! Se non fossimo nemmeno entrati nell'Euro,(ma con politici onesti ed efficienti, una diversa mentalità civica, e una burocrazia meno frenante), ce la caveremmo molto meglio da soli, con la terra, col turismo,con arte,artigianato....

Nicola C., Rimini Commentatore certificato 17.06.13 01:09| 
 |
Rispondi al commento

Beh, ragazzi, quando date risposta a qualcuno mi farebbe piacere leggere anche il post verso il quale rispondete.
Quindi, oltre al nome di chi posta, gradirei che specificaste anche il giorno ed ora (precise) del post a cui rispondete.
Grazie a tutti.

Alberto Dalessandro Commentatore certificato 17.06.13 00:34| 
 |
Rispondi al commento

...QUANDO Kurt Cobain PARLAVA DEL SUO STOMAVO PERENNEMENTE DOLORANTE E NAUSEATO...ECCO,E' QUELLO.

franco b. Commentatore certificato 17.06.13 00:19| 
 |
Rispondi al commento

IN RISPOSTA A DanieleC55

Hai ragione su TUTTO riguardo alle banche che vengono salvate con i soldi nostri. Sono INCAZZATISSIMO anch'io, che credi?

Il problema è che il mercato non può funzionare se il produttore (la banca in questo caso che vende e compra capitali) sa che non fallirà.
Il problema grosso, per come lo vedo io, è questo:
da una parte le banche: "tanto c'e' lo stato che ci copre il culo" e quindi via che facciamo quel che vogliamo ... (pensa a una banca con tre le lettere che inizia con M e finisce con S);
dall'altra parte lo Stato: "noi facciamo il debito che ci pare, tanto ci sono le nostre banche che ce lo sottoscrivono".

In termini tecnici: AZZARDO MORALE, da tutte e due le parti. E noi in mezzo a pagare.

Il bel giochino entra in crisi quando la recessione morde (che fa perdere soldi alle banche: le imprese che falliscono smettono di ripagare i debiti ...) e i tassi sui titoli pubblici salgono e impediscono alle banche di vendere i titoli stessi in portafoglio senza subire perdite rilevantissime. E la banca, di colpo, si trova costretta a chiudere i rubinetti.

Sei d'accordo?

Ma questo che ho illustrato non mi piace proprio per niente e non c'entra un ca**o con il mercato. Proprio niente! E nulla c'entra in generale con il liberalismo economico (in Italia si sono inventati la parola "liberismo" che la propaganda cattocomunista ha rivestito di un che di laido e improponibile).

Se si opera su un mercato "vero", se si sbaglia, si fallisce.
L'azzardo morale D-E-V-E essere punito. STOP.
E, nel nostro caso, dovrebbero andare avanti le banche più prudenti, meno aggressive, più capitalizzate, più oculate. Se ciò non accade è perché sono falliti regolamentazione e controllo, che non hanno impedito ad alcune banche di assumere rischi sistemici (se falliscono quelle è come se fallisse lo Stato e quindi si finisce TUTTI nella m**da).

Lo ripeto: non è il mercato che ha fallito, è lo Stato che non fa il suo mestiere (s'indebita e non controlla).

Marco M. Commentatore certificato 16.06.13 23:52| 
 |
Rispondi al commento

Queste sono le cose che voglio leggere nel blog.
Nell'assenza di regole che devono imporre gli Stati, la globalizzazione si è sviluppata su principi contrari all'etica di solidarietà.
Si continua a schiavizzare il terzo mondo, togliendo lavoro in occidente.
Invece di dare opportunità di crescita e sviluppo tutelando la sicurezza e i diritti dei lavoratori in quei paesi(la tragedia di Dacca è emblematica), si pensa di equilibrare il divario abbassando stipendi e garanzie nei paesi industrializzati. Tutto questo solo per continuare ad arricchire un'elite finanziaria la cui avidità è immorale.
Ma di fronte all'assenza dei governi, non siamo completamente inermi, ORGANIZZIAMO IL CONSUMO CONSAPEVOLE: penalizziamo le aziende che delocalizzano, che inquinano; premiamo comprando i loro prodotti solo quelle che hanno comportamenti virtuosi verso i dipendenti, i consumatori, l'ambiente, investono sul territorio e se si espandono in altri paesi sono coerenti agli stessi principi, con la produzione locale li destinata.

Daniele M. Commentatore certificato 16.06.13 23:49| 
 |
Rispondi al commento

Finalmente si passa parola ai progetti in parlamento..chi sta analizzando le conseguenza di azioni di nazionalizzazione forzata o comunque limite alla proprietà? Credo sia doveroso un approfondimento di esperti su scenari generali (blocco investimenti imprese estere, modifica del diritto, ecc) altrimenti si segue un utopia e non un'ideologia.
Consiglio pubblicazione video di questi approfondimenti con CV dei partecipanti.

Massimo LND, Bologna Commentatore certificato 16.06.13 23:46| 
 |
Rispondi al commento


Beppe ,
HO AVUTO TEMPORANEAMENTE SOSPESO IL MIO ACCONT, DOPO UN GIORNO HO RIAVUTO IL COLLEGAMENTO.
QUESTA E' LA SCRITTA CHE COMPARIVA.

Il tuo account è stato temporaneamente sospeso.

È stata rilevata un'attività sospetta nel tuo account Facebook, che è stato temporaneamente sospeso come misura di precauzione. Il tuo account potrebbe essere stato danneggiato poiché hai immesso la tua password in un sito creato per assomigliare a Facebook, che ti ha invece "rubato" la password. Questo tipo di frode è chiamato "phishing".


BEPPE TI CHIEDO, SE HO BISOGNO DI AIUTO IL NUMERO DA CONTATTARE QUALE E'?

Ciao Beppe,

nabbraccio da Giovanni da Brindisi

CON LA NOSTRA ONESTA'RAGGIUNGEREMO PRESTO IL 51%.

IO GIOVANNI DI BRINDISI STO CON BEPPE GRILLO SENZA SE E SENZA MA.

GIOVANNI PUCA 16.06.13 23:17| 
 |
Rispondi al commento

A PROPOSITO DI EUROPA ....

"Shock economy in tredici righe.

Riassumendo i concetti principali di questo piccolo corso di economia per eurotartassati, abbiamo scoperto che il pensiero unico neoclassico è un insieme di regole pratiche per arricchire illimitatamente chi era già ricco ed impoverire (anche qui potenzialmente in modo illimitato) chi era riuscito, con una vita di lavoro, a farsi una certa posizione nella classe media.

Gli strumenti principali di questa strategia, che altro non è che guerra di classe dichiarata dai ricchi contro i poveri e le classi medie e che è giunta allo scontro finale all'ultimo sangue, sono la deregulation finanziaria e il controllo antidemocratico sulla moneta, ottenuto mediante l'eliminazione della sovranità monetaria e l'aggancio a monete troppo forti (Argentina/dollaro, Eurozona/euro).

Classi politiche collaborazioniste, vendute e traditrici, sono incaricate in ciascun paese di attuare la legislazione pro-ciclica che favorisce la caduta, una dopo l'altra, di ogni roccaforte di resistenza in ambito di mercato del lavoro, di welfare e di partecipazione democratica.

E' il più grande attacco alla democrazia dall'invasione della Polonia nel 1939 ma la cosa non è ancora chiara alla maggioranza della popolazione europea".

QUESTA E' L'EUROPA CHE VOGLIAMO?
L'EUROPA DELLE DIRETTIVE FASULLE?
L'EUROPA DEL DISASTRO?

DOBBIAMO DISCUTERE CON ALTRE FORZE EUROPEE CHE LA PENSANO COME NOI E RIPRENDERCI L'EUROPA DELLO STATO SOCIALE, DELLA CIVILTA', DELLA CULTURA, DEI POPOLI E DELLA LIBERTA'!


Un e-lettore.

DanieleC55 16.06.13 23:08| 
 |
Rispondi al commento

Ottimo intervento Patrizia. E' successa la stessa storia più o meno con tutte le imprese italiane, magari acquisite da capitale straniero che dopo una fase di finanziamento da parte delle Regioni interessate per il rilancio produttivo, hanno licenziato e chiuso le loro attività, trasferendole all'estero e scaricando i costi su tutti noi. E' un piano che va avanti da molto tempo. La Fiat ad esempio, ha condizionato questo paese per molto tempo e solo oggi ci si accorge di quello che accade con le nostre industrie. E' un panorama desolante dove molti italiani "miopi" continuano a dare il loro voto proprio ai fautori di questa rovina.

Mirco Bergamo Commentatore certificato 16.06.13 23:02| 
 |
Rispondi al commento

IN RISPOSTA A MARCO M. CHE EVIDENTEMENTE NON CONOSCE IL "MERCATO".

"Fare i liberisti con il culo dello Stato (cioè con il nostro).

Siccome, lo sapete, le banche sono troppo grosse per fallire, quando una banca grossa è sull'orlo del fallimento lo Stato deve rimediare.
L'odioso Stato della Spesapubblicaimproduttiva, il Grandefratello, il nemico della liberainiziativaprivata.
Quello che impedirebbe al mercato di autoregolarsi sabotandogli il termostato.
Funziona così. Le banche, da quando non sono più obbligate a scegliere se dedicarsi al credito oppure alla speculazione, trovano sempre più divertente giocarsi i capitali al casinò di quest'ultima. Magari nelle oscure dark pools.

Quando perdono, perché con i derivati non si scherza, si ricordano della loro funzione pubblica, si mettono il vestito buono da cassa di risparmio e vanno a batter cassa dallo Stato.
E' come avere un parente stretto ludopatico, che si gioca lo stipendio alle macchinette perché, una volta ottenuti i fondi per salvarsi, questi mica mettono la testa a posto ma ritornano a farsi ancora di più di derivati.

Ricordate la contraddizione all'inizio del mercato che si autoregola in regime di deregulation?
Eccone un'altra bella grossa, di contraddizione, sempre grazie a quei geni dei neoclassici. Lo stato che non deve interferire con i meccanismi del mercato ma che DEVE intervenire per salvare le banche PRIVATE con soldi PUBBLICI".


Un e-lettore.

DanieleC55 16.06.13 22:56| 
 |
Rispondi al commento

Il Problema dei Privati,non è una cosa che fa parte della funzione Politica Organizzativa.Tuttavia se al Posto di inventarsi tasse su tasse,avessero lasciato creare evoluzione e sviluppo mondiale questo problema non ci sarebbe stato.In secondis,se lo stato vuole continuare cosi,dovra minimo precedere ad un sussidio di disoccupazzione.Io consiglio vivamente di detassare il Lavoro,di cambiare tipologia di metodo nei confronti del Lavoro.Le aziende non devono chiudere.Se tu togli le tasse sul Lavoro ri prende a girare denaro.Se dimezzi l'iva e non pretendi tasse dai produttori,lo stato incasserebbe egualmente anzi molto di piu.Se non invertite i processi ,si va verso la fine di tutto.

Alessandro P., Roma Commentatore certificato 16.06.13 22:46| 
 |
Rispondi al commento

he il sistema stesso di cui lui è formalmente a capo è congegnato proprio in modo da creare debito all'infinito.

Poi arriva l'avvertimento: "prima o poi si viene puniti ed è esattamente quel che è successo"! In realtà, lo scopo di questi signori (i signori del denaro) è che lo Stato svenda sue proprietà per restituire questo debito inesistente! A questo mirano: appropriarsi di beni reali della comunità in cambio di carta che loro creano dal nulla. Per poi, ovviamente, dare origine a un nuovo ciclo di indebitamento.


Per questo si rimane veramente senza parole di fronte alla disinvoltura con cui persone, come Mario Draghi, che non possono non essere al corrente di questo meccanismo, se ne escano con affermazioni che rappresentano invece una negazione del fatto stesso.

Queste dichiarazioni fanno breccia e trovano consenso in quelle persone (purtroppo molte) che si sono fatte ingannare dal falso luogo comune che l'esistenza del debito pubblico sia conseguenza del fatto che lo Stato si è comportato come una famiglia che ha speso troppo, che è vissuta al di sopra delle sue possibilità, che ha sperperato e che per questo ha dovuto indebitarsi. Quante volte l'abbiamo sentito ripetere in televisione da personaggi del sistema, come per esempio Giuliano Amato!

Perché questo è un falso?

Perché fra lo Stato e una famiglia esiste una differenza fondamentale: lo Stato è sovrano, una famiglia no! Semplice! Senza scendere in dettagli, possiamo asserire che una famiglia può indebitarsi perché non può stamparsi la propria carta-moneta, invece lo Stato, in quanto sovrano, può stampare la carta moneta di cui necessita (rispettando ovviamente delle regole).

Quello che è successo nell'Eurozona è che agli stati è stata sottratta la loro sovranità, all'insaputa dei rispettivi popoli. Il signor Mario Draghi dovrebbe spiegarci come mai la BCE crea denaro e lo presta alle banche commerciali al tasso di interesse dello 0,5% e queste lo prestano agli stati (che non sono liberi di fare alt

Paola R., Firenze Commentatore certificato 16.06.13 22:39| 
 |
Rispondi al commento

Si rimane sempre più basiti per certe dichiarazioni fatte da personaggi che rivestono ruoli di rilievo nelle istituzioni finanziarie, in particolare se queste dichiarazioni sono rilasciate addirittura dal capo (formale) della più importante istituzione finanziaria europea, che è la BCE.

di Cesare Padovani

Questi signori (del denaro) fanno finta di non sapere che quello che loro chiamano debito pubblico degli stati (e che pure noi per ignoranza ci siamo lasciati convincere a chiamare in questo modo) nasce per ragioni strutturali: gli stati non possono stampare la moneta che usano, ma sono costretti e obbligati a prenderla in prestito dal sistema bancario (con a capo, formalmente, la BCE) che la crea dal nulla e la presta a interesse.

Questo meccanismo contiene implicitamente in sé l'impossibilità di restituzione del relativo debito.

Infatti, per via degli interessi, gli stati dovrebbero restituire più carta-moneta di quella che ricevono in prestito. Inoltre, poiché la carta-moneta è indispensabile alla vita economica della comunità (si potrebbe dire che ne rappresenti il sangue), segue che gli stati non possono nemmeno privarsi di quella ricevuta in prestito.

La conseguenza di ciò è che il debito pubblico aumenta inevitabilmente nel tempo. Inoltre, esso segue un andamento più o meno esponenziale, in quanto il debito è calcolato con la formula dell'interesse composto (ANATOCISMO). Allora? E' un debito questo? Nooooo, questa è una truffa, è una rapina!! E' la più grande rapina della storia dell'umanità, è la più grande truffa della storia dell'umanità! Pertanto, questo debito è illegittimo ed immorale. Come si fa a restituirlo? E' fisicamente e matematicamente impossibile restituirlo!Il debito pubblico, è inestinguibile!


Alla luce di queste considerazioni, l'affermazione del governatore della BCE (se non ci sono errori nel riportarla) "Non può esserci crescita con una creazione infinita di debito" appare veramente ridicola, dal momento che il sistema stesso di c

Paola R., Firenze Commentatore certificato 16.06.13 22:35| 
 |
Rispondi al commento

aumentare la tassazione per chi delocalizza e niente aiuti da parte dello stato

simonetta ., arcidosso- grosseto-italia Commentatore certificato 16.06.13 22:17| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

RESET...Il mio stato e´diverso...ha leggi diverse...nel mio STATO sono in parte percentuale...che vuol dire che il guadagno dello stato e´in percentuale anche mio essendo cittadino dello stato mi spetta la mia parte o no ?...E´questo il concetto su´cui lavorare con leggi giuste sotto l´ugualita´dell´umanita´stessa...riscrivere ogni paragrafo della legge che conosciano pendere solo da una parte...rifare LA LEGGE CON UGUALITA´NEL RISPETTO DELL´UMANITA...

Matrix 37, Stuttgart Commentatore certificato 16.06.13 22:02| 
 |
Rispondi al commento

1425 ESUBERI IN NOME DEL PROFITTO SPECULATIVO,VERGOGNA!!!DOVE STA' LO STATO COSA FA'IL GOVERNO,QUESTO NON PUO' ESSERE PERMESSO E' UNO SCHIFO. COMUNQUE SE VOGLIONO ANDARSENE CHE VADANO MA I MACCHINARI PER LA PRODUZIONE I PROGETTI I CAPANNONI DEVONO RIMANERE NELLA DISPONIBILITA'DEI 1425 SIGNORI DIPENDENTI CHE CONTINUERANNO A PRODURRE ELETTRODOMESTICI SEMPRE PIU' INNOVATIVI CHE NOI ITALIANI COMPREREMO. TENETE DURO IL M5S E CON VOI.

Giuseppe Immordino 16.06.13 21:57| 
 |
Rispondi al commento

condivido pienamente ! invito i vari m5s dei comuni interessati a questi esuberi penso anche il mio comune Foligno di unire le forze x trovare soluzioni a questo problema .

sergio pucci 16.06.13 21:55| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

PROPOSTA DI LEGGE:

"E' fatto divieto agli esercenti attività di vendita di prodotti all'ingrosso o al dettaglio nel territorio italiano la vendita di prodotti privi di marchio made in Italy".

Davide B., Ascoli Piceno Commentatore certificato 16.06.13 21:50| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

La mia è un'idea non sò quanto realizzabile e ad alcuni potrebbe sembrare anche strampalata... o magari, qualcuno, l'aveva già presa in considerazione.
Visto che siamo in tanti ad essere disoccupati o quasi, visto che tra noi c'è anche chi ha competenze legali, di organizzazione... e chi è anche Imprenditore... : Perchè non costruirci una sorta di sportello/banca del lavoro e/o di formazione al lavoro? Un nostro mercato/scambio tra società e/o singoli individui riconosciuti "eticamente" corretti: una "Piazza Lavoro" da difendere ed onorare.
Perchè oggi, per lavorare, devo essere subordinato ad autentici truffatori? A gruppi di cooperative, consorzi o agenzie di lavoro interinale che portano danaro alle mafie e aiutano persino, spesso, il nero delle multinazionali (che uccidono le PMI, che dietro di se lasciano terra bruciata) rimanendo per giunta impuniti davanti alla legge e... continuano a delinquere? Perchè devo lavorare "contro i miei stessi interessi" ingrassando chi, a poco a poco, mi/ci uccide?! E' vero che, a monte, andrebbe rivista tutta la legge che regolamenta i rapporti di lavoro e..., ma è in questo mare che purtroppo ci costringono a navigare... e io preferirei remare dalla parte giusta!
Un'altra iniziativa che mi sento di suggerire è: perchè non proporre una pagina pubblicitaria di vero "Made in Italy": spesso, nel dubitare della scelta di alcuni marchi piuttosto che altri, cerco vanamente informazioni: nemmeno internet riesce a "rispondere pienamente ai miei quesiti": spesso si legge made in Italy ma poi di Italy c'è ben poco.

Alessandro B., brugherio Commentatore certificato 16.06.13 21:41| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

PROPOSTA DI LEGGE:

" E' fatto divieto apporre il marchio made in Italy o altra dicitura equivalente a prodotti, di qualunque genere, realizzati in tutto o in parte fuori dal territorio italiano".

Davide B., Ascoli Piceno Commentatore certificato 16.06.13 21:41| 
 |
Rispondi al commento

Non sono d'accordo con il post sull'INDESIT.

SELVAGGIO e' lo Stato Italiano che non permette più di fare impresa per i motivi ormai ben noti (fisco, burocrazia, politica - TUTTE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA).
Basterebbe un po' di liberalismo in più, introdurre il Mercato (che NON E' un istituzione selvaggia come i media vogliono farci credere) là dove manca. Si ridurrebbero i costi, i politici la burocrazia e la corruzione connessa ecc.ecc..

E gli imprenditori rimarrebbero QUI.

Con il 70% della tassazione (i dati sono ufficiali) il nostro Paese è diventato un paese COMUNISTA (siamo più comunisti noi dei cinesi - e di gran lunga, anche).

Lo VOGLIAMO CAPIRE O NO?

La fuga non si cura con più SOCIALISMO ma con PIU' MERCATO (regolato: senza regolamentazione e controlli il mercato non esiste).

Marco M. Commentatore certificato 16.06.13 21:36| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Lo riporto in cima perchè mi sembra importante.

"Distruggete l’agricoltura per industrializzare e così distruggerete l’Italia”.

Quanto c'è di vero!!! Ma quanto!!!

Ricordiamo la politica anti agricoltura dell'Italia, iniziata almeno 30 anni or sono. Almeno 30. Quando si dava un premio (??) per NON coltivare i terreni. NON COLTIVARE!!!
Oppure un "premio" di 1 milione di lire per ogni capo da carne abbattuto e non più integrato. Stalle moderne appena costruite e mai più entrate in funzione.
Le quote latte, per cui paghiamo salate multe se superiamo la produzione imposta.
Dare denaro per non produrre o multare per eccesso d produzione. Solo in Italia.
Le arance venivano distrutte perchè si dovevano (ma anche adesso) ritirare prodotti europei. E l'elenco non si ferma qui.
Gli altri stati si sono fatti i loro interessi e hanno ben difeso il loro patrimonio: si tratta di produrre il cibo, non lamiera; parliamo di catena alimentare.

Non si può assistere inermi a:
versare onerosi contributi all'europa con ritorno di circa 2/3;
dover limitare la nostra agricoltura perchè si compra dagli stati europei;
assistere alla (S)vendita delle nostre aziende agli stranieri per poi delocalizzare all'estero;
Non si può.
O si versano contributi, o non si produce. Delle due cose una.
Considerato poi che le manifatturiere scappano dall'Italia...

L'agricoltura italiana è stata penalizzata per consentire l'esportazione dei prodotti industriali (l'equilibrio della bilancia commerciale).
Magari per poi sentirci dire di mangiare gli insetti perchè non ci sarà più cibo a breve. Se li mangino loro gli insetti.

Gian A Commentatore certificato 16.06.13 21:33| 
 |
Rispondi al commento

Il capitalismo ha le sue regole e la principale è quella di realizzare il massimo profitto con il minimo dei costi. Il comportamento degli imprenditori che delocalizzano è coerente con questo principio. Per contrastarlo è necessario incentivare al massimo i sistemi di produzione cooperativi. Solo cooperative solidali e ben funzionanti possono contrastare questo fenomeno ed è importante cominciare subito visto che questa situazione ci accompagnerà ancora per diversi anni.
fulvio

fulvio randazzo, milano Commentatore certificato 16.06.13 21:26| 
 |
Rispondi al commento

sono pienamente d'accordo con quello che scrive l' onorevole cittadina PATRIZIA TERZONI SULLA DELOCALIZZAZIONE DELLE AZIENDE questo dimostra ancora una volta LA BONTA DELLE IDEE e la volontà di
risolvere i problemi del M5S, peccato che in parlamento DALL'OPPOSIZIONE si possa SOLO DENUNCIARE
E PROPORRE NON ESEGUIRE
MEDITATE...GRILLINI.....MEDITATE.

marco cipollini, castelfiorentino Commentatore certificato 16.06.13 20:44| 
 |
Rispondi al commento

e che mi dite del la delocalizzazione del tessile,nessuno ne parla, milioni di posti di lavoro persi ,e poi la gente compra la firma convinti che sia made in italy e invece hanno staccato l'etichetta made in china e messo made in italy, questo loro lo chiamano i capi ricondizionati,ma de che ,sempre contraffazione è e ve lo dice una che lavora nel tessile che è in cassa integrazione.comprate italiano per salvare la nostra terra e forza m5s sempre

Susi V. Commentatore certificato 16.06.13 20:40| 
 |
Rispondi al commento

-bravissima!!!!

carlo scartoni 16.06.13 20:34| 
 |
Rispondi al commento

SEQUENZA TEMPORALE

1. Europa- corona di stelle
2. Euro
3. Apertura delle frontiere
4. Trattato misconosciuto
5. Idem
6. Idem
.
. Delocalizzazione

Alla luce degli attuali risultati l’oligarchia finanziaria, economica e politica ha perpetrato un bel progetto: noi deteniamo il potere dell’euro con il quale controlliamo gli pseudo-stati sovrani, agli stati-sovrani e popolazioni annesse lasciamo i loro ordinamenti, istituzioni, leggi, regole, insomma, tutto come prima, così non si accorgono di niente, apriamo le frontiere, mescoliamo i popoli così come si trovano, ognuno con la sua cultura, lingua, economia; i più poveri e i delinquenti correranno verso i paesi più accoglienti e permissivi (vedi l’Italia), liberalizziamo gli scambi di commercio e produzione, ogni tanto un trattatello qua e là per portarci avanti, di cui nessuno capirà importanza e conseguenze perchè i media si sa non danno queste notizie (al parlamento europeo i nostri più che eletti, inviati dai partiti, capivano qualcosa di quello che gli succedeva intorno, oltre a pavoneggiarsi per la carica e ad incassare lauti stipendi? Io non lo credo). Mescoliamo ben bene e aspettiamo qualche anno. Quando dilagheranno corruzione, delinquenza, debito pubico, svuotamento delle istituzioni, diritti alienati, incapacità ( e connivenza) dei governi a fronteggiare il caos che ovviamente si instaurerà, arriviamo noi e dettiamo legge. Stanchi, rincitrulliti dallo spaesamento e dalla paura, (spread) avanziamo con un governo tecnico, la popolazione si ridurrà a licenziati, esodati, derubati, la piccola industria distrutta, artigianato negozi pensionati cittadini tutti spolpati dalle tasse, si scaglieranno l’uno contro l’altro, A noi questo non darà alcun fastidio. Che si ammazzino pure. Coloro che si salvano perché collusi, furbi, corrotti, mafiosi, casta, sono nostri vassalli che continueranno l’opera spolpando la loro gente ben bene a nostro vantaggio. Ce li teniamo cari, li favoriamo, li premiamo.segue sotto

maria s., ancona Commentatore certificato 16.06.13 20:20| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Basta con questa immigrazione. Nessuna cittadinanza italiana per i clandestini. Che la ministra che tifa Congo ma che non pensa all’Italia se ne torni da dove è venuta e vada in Africa a fare i suoi predicozzi di parte. Invece di pensare a non fare emigrare i nostri giovani italiani questi politicanti imbroglioni pensano a fare avere la cittadinanza a tutta la marmaglia che entra da noi. Ma poi ce ne fosse poca… La clandestinità è reato e deve rimanere tale. Tutto questo voler fare per gli stranieri serve solo per distrarre i finti perbenisti cattocomunisti con le tasche e la pancia piena dai problemi reali. Chi ha del suo che faccia solidarietà con ciò che ha e non imponga con prepotenza le proprie idee. Perché non si fa un referendum per vedere cosa ne pensano gli italiani della ministra Kyenge e delle sue becere idee? Ora bisogna preoccuparsi di tutelare il lavoro in Italia degli italiani. Come? Anche imponendo dazi, impedendo la delocalizzazione all’estero di imprese italiane. L'Italia istruisce i propri cittadini, gli assicura la scuola, la sanità, i servizi ed è ora che pretenda dai propri cittadini i frutti dell'ottima formazione e organizzazione che gli ha garantito. Chi sbaglia deve pagare. Il MPS è uno scandalo? Che vada istituzionalizzato, assorbito dallo Stato. E così con tutti. La globalizzazione incontrollata è una iattura da evitare e se ditte italiane decidono di andare all’estero per guadagnare sulle spalle dei lavoratori, che gli si faccia pagare quel guadagno ingiusto al momento di far rientrare le merci in Italia così da ridistribuire la ricchezza e da garantire il reddito di cittadinanza per gli italiani e non per i clandestini. Italiani in Italia, gli altri ospiti se ci conviene. E subito un referendum per l’Euro. Infine via la ministra nominata dai nominati Kyenge e la nominata dai nominati Boldrini, due persone che rappresentano solo due facce della stessa medaglia e non certo le volontà degli italiani.

renato m. Commentatore certificato 16.06.13 20:10| 
 |
Rispondi al commento

la fABBRICA NON SI OCCUPA MA SI DISTRUGGE PER TOGLIERE AL PADRONE E AI SINDACATI L'ARMA DEL RICATTO.....

aldo delli carri 16.06.13 20:08| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

bene perche' non nominare un avvocato che faccia una denuncia alle autorita' competenti di tutte le violazioni da lei esposte facendo subito richiesta del sequestro di tutte le attrezzature????? non bisognasoffermarsi solo sulle azioni degli altri m contrastarle insieme ai lavoratori della fabbrica che sono certa vi seguirebbero senza indugi la magistratura e' lunica forza che puo' venire incontro alle ingiustizie uusiamola senza perdere tempo fate vedere di che pasta e' fatto il m5s auguri a tutti i deputati e senatori m5s

marina allegrini, mombaruzzo asti Commentatore certificato 16.06.13 19:35| 
 |
Rispondi al commento

non scagliamoci contro chi delocalizza, molto presto l'italia sarà meta ambita per le imprese europee che vogliono investire in un paese del terzo mondo

eugenio . Commentatore certificato 16.06.13 19:33| 
 |
Rispondi al commento

Italia e mondo: come aggiornare il sistema.
1)Dobbiamo rivedere l'intero sistema anche analizzandone i principi fondamentali e rimettendoli in discussione almeno in qualche caso;
2)dobbiamo, purtroppo, creare una scala di priorita` tra i diritti;al momento sembrano tutti ugualmente importanti e quindi sempre piu` falliamo nel garantirli; (ad esempio il diritto alla pensione sembra diminuire sempre piu` eccetto che nelle parole dei politici; il diritto ad un lavoro; il diritto alla casa; il diritto di liberta` di parola; il diritto di poter decidere della propria proprieta` privata liberamente; il diritto di non essere tassati due volte; il diritto alla salute eccetera; a me questi diritti paiono in potenziale e spesso fattuale contrasto.Quali di questi possiamo difendere? Quali possiamo garantire al 100% in un modo globalizzato? Quali dobbiamo solo dichiarare come obiettivi la cui realizzazione e` completamente lasciata alla iniziativa dei cittadini.)
3) Dobbiamo capire quali sono gli ambiti di azione reali delle nostre leggi oggi; (spiego meglio: le leggi sono nazionali ma gli umani del mondo sono quasi tutti non italiani, quando le nostre leggi pertendono di governare il resto del mondo senza averne ne leggittimita` ne potere reale siamo ridicoli e finiamo per farci danno.)
4)Qualsiasi soluzione si scegliera` dovra` essere coerente con la situazione reale;(ad esempio: se si scrivono leggi che pretendono di regolare il comportamento dei cittadini sulla rete senza avere di fatto strumenti reali per implementare tali leggi, allora si e` semplicemente coglioni anche se l'intenzione della legge e` nobile. Un altro esempio le regole del nostro sistema pensionistico: i) pretendono di regolare non cittadini inclusi cittadini europei. ii) massacrano la liberta` dei cittadini italiani, spesso costretti alla scelta tra la disoccupazione con speranza di pensione nel sistema italiano o la rinuncia alla pensione accettando una offerta di lavoro all'estero a tempo determinato.

Fa Rossi Commentatore certificato 16.06.13 19:09| 
 |
Rispondi al commento

Per ogni azienda che sposta la propria produzione dall'italia, rimpiazziamola con la partecipazione
di tutti con pari diritti, una forza lavoro organizzata è un'enorme garanzia per qualsiasi iniziativa.
Si dovrebbe diffondere una nuova cultura di fare impresa, organizzarsi in liberi gruppi di lavoro. Conoscenze e competenze si acquisiscono e si moltiplicano in una comune crescita. Un modello d'impresa fondata sulla necessaria interdipendenza
ma salvaguardando il nostro essere legato ai nostri valori, facendo convivere il profano (necessario per la pagnotta) e il divino per tutto il resto. Si può fare, ne siamo capaci, dipende da ognuno di noi, basta delocalizzare i nostri progetti.

enzo barnabei 16.06.13 19:00| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

In questo post c'è un breve virgolettato in corsivo di Patrizia Terzoni, parlamentare grillina alla Camera, specializzata in Economia (credo) e in Discredito dei suoi compagni che vanno dalle suore per risparmiare mentre lei ha già dichiarato al solito microfono di legno, che 2.500,00 € al mese non le bastano. Anzi, ha pure consigliato la giornalista d'indagare su costoro che dicono che gli va bene così, perché a lei 'sta cosa puzza di bruciato. Allucinante. Non c'è quindi da stupirsi che possa comparire una sua firmetta a piè post sul Blog di Beppe Grillo. In questo ribollire di acque agitate tenere la barra ferma non è facile. Soprattutto poi se ci si distrae per qualche bel faccino a bordo della "Concordia"... si sa già come va a finire. Quindi capisco che anche le assemblee del M5S stiano approntandosi ad essere un mattatoio per la caccia alla poltrone: la solita vecchia storia su cui si fonda l'ideale dei più. Se è così le mie valigie sono già pronte. Anzi, non vedo l'ora. Con tanti saluti. Spero però di no. Quest'ultima delusione alla mia età (la stessa identica del Beppe, inter e nazionale) penso che mi seguirebbe fino alla tomba, ovunque andassi. Chiedo dunque almeno un po' di pietà a Grillo per tutte le promesse fatte a chi gli ha dato il voto. Non è stato un voto di protesta ma di Fede. Mi sono rincoglionito? Così presto? E che cazzo, non levatemi anche la Speranza!

rino lagomarino Commentatore certificato 16.06.13 18:48| 
 |
Rispondi al commento

COMPRARE ITALIANO É UN OBBLIGO !!!
CHI NON CONDIVIDE LA CHIAMI LA RIVOLUZIONE FATTA IN POLTRONA !!!

Franco Della Rosa 16.06.13 18:36| 
 |
Rispondi al commento

Oltre ai Governi, i SINDACATI che fanno????
Tutti oramai si GLOBALIZZANO, solo i nostri SINDACATI restano in forma domestica addomesticata.
Andassero in giro per l'EUROPA a spronare i loro
equivalenti per fargli comprendere che doveri ma anche diritti sono uguali e che industriali ma sopratutto finanzieri sono solo sanguette da costringere a comportarsi bene, tutti insieme anche in questo, forza.L'EUROPA possiamo essere noi !

giacinto ciminello 16.06.13 18:35| 
 |
Rispondi al commento

CARI ITALIANI, PRIMA DI CONTESTARE COMPRATE ITALIANO !!!
SOLO IN AUTOMOBILI, IL 71% DI 40.000.000 IN CIRCOLAZIONE, OVVERO 28.000.000 SONO STATE ACQUISTATE ALL'ESTERO BUTTANDO OLTRE CONFINE CIRCA 3.000 MILIARDI DI EURO !!!
SE PIU' INTERESSANTE CORRISPONDE ALLA PERDITA DI 2.000.000 DI POSTI DI LAVORO CIASCUNO DI 40 ANNI !!!
FATEVI PAGARE STIPENDI E PENSIONI DALL'ECONOMIA STRANIERA !!!

Franco Della Rosa 16.06.13 18:28| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

il blog di Terzoni propone brillantemente forse il tema piu` importante per l'Italia che secondo me si intitola: come cambiare il nostro sistema economico/sociale/politico affinche` abbia una chance di funzionare nel mondo di oggi e dell'immediato futuro.
Apprezzo lo sforzo di Terzani, ma dico subito che la linea che sembra proporre e` debole se non errata: Non credo che chiudere il paese al mondo sia la soluzione; al contrario credo che i presenti problemi economici dipendano da una forte provincialita` diffusa nella classe dirigente del paese, sia essa politica economica o religiosa (la chiesa cattolica non e` stata migliore dei governi). Di nuovo apprezzo Terzani che tenta di aprire il dibattito piu` importante,e spero che la discussione non naufraghi, come tante volte in passato in un mare di desideri nobili e completamente staccati dalla realta` o peggio in interessi di parte e comunque noto che si e` attesa la rovina economica prima di intavolarla.Ma non e` una critica a Terzani ne a M5S, ma a tutta la classe dirigente.
A proposito, del richiamo alla costituzione, invero buono, devo pero` sottolineare che al giorno d'oggi limitarci a quei principi e` semplicemente insufficiente.
In un mio prossimo intervento tentero` di indicare, almeno alcuni dei punti che ritengo essenziali per progredire. Sperando di imparare da eventuali commenti.

Fa Rossi Commentatore certificato 16.06.13 18:28| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

ricordatevi che il pd non ha mai fatto opposizione a berlusca xkè hanno fatto affari insieme e chi si intromette li vogliono far fuori xkè loro hanno i tentacoli in tutta italia se la sono divisa se non aiutiamo beppe grillo e il m5s nessuno si salva hanno l'aiuto dei giornalai e tv pagati x diffamare dire bugie e strisciare davanti ai loro padroni lo fa anche lilli grube dolcissima con dalema iena con ilm5s gli onesti stanno con grillo i disonesti votano i partiti e si lamentano pure beppe grazie

anna maria spallino, varese Commentatore certificato 16.06.13 18:18| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

beppe fatti auitare da qualcuno fidato ma non ti stancare gli onesti siamo con te e siamo tanti sappiamo che stanno lavorando x fare fuori il m5s ma stavolta sarà dura anche se i vermi striscianti giornalai fanno opposizione agli onesti e stisciano davanti ai disonesti chissà se conoscono la parola dignita non credo se no direbbero quanto fanno schifo agli onesti vedere il pd e pdl abbracciati e quelli che li votano fanno ancora piu schifo xkè hanno il coraggio di lamentarsi

anna maria spallino, varese Commentatore certificato 16.06.13 18:05| 
 |
Rispondi al commento

splendido post, non mangiamo infatti i rimborsi spese del M5S, ma i guai che la delocalizzazione provoca. un pò di autotutela del bene comune andrebbe proposta. E se non siamo masochisti, impedire la delocalizzazione anche verso paesi dell'oriente, dove la competizione si basa sullo sfruttamento dell'essere umano, se ognuno di noi vedesse il proprio gadget piangere tutto il sangue di chi lo ha prodotto, non lo vorremmo avere. Quindi tutela del bene comune nostro e difesa dei diritti civili altrui, ne resterebbe fuori solo la mafia, ma, a quel punto non sarebbe difficile controllarla.

fernando savorana 16.06.13 17:55| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

si rip stessa storia OMSA Faenza...

stefano menzolini 16.06.13 17:50| 
 |
Rispondi al commento

Esatto!Lo sostengo da anni, tutti quelli che hanno chiuso in Italia e aperto all'estero, devono restituire tutte le eventuali sovvenzioni ricevute dal popolo italiano. Non ci sono se e ma che tengano su questo argomento! Non solo le sovvenzioni, ma anche la cassa integrazione elargita dall'inps, quando le aziende fingevano crisi e intanto aprivano altrove.
Basta prese in giro! Basta amministratori delegati alla Marchionne che si prende 7 milioni di euro all'anno e oltre, DALLA FIAT (fabbrica ITALIANA automobili Torino), per delocalizzare la fiat all'estero, dopo che, con tutte le sovvenzioni ricevute, il popolo italiano ne ha pagato circa tre volte il valore e, cosa più importante, dimezzata l'occupazione.
Non riesco a capire come mai, i governi, i governicchi, i governacci, non si siano mai occupati a fare due conti su questi argomenti. Una casalinga napoletana, o di altrove, con 4 figli e il solo marito che lavora, questi due conti li saprebbe fare! Questi bocconiani, professoroni, espertissimi in economia, non ci arrivano. Cosa hanno studiato per fare? Lo studio alla Bocconi consiste,forse, nello studio delle tecniche di SUPERCIUK (Personaggio del fumetto Alan Ford). Ovvero rubare ai poveri per dare ai ricchi?
Che l'economia polacca o rumena o qualunque altra, debba progredire grazie al regredire dell'Italia mi pare una grandissima, enorme, gigantesca STRONZATA!
Chi non ama l'italia che se ne vada , il mondo è grande, ma che lasci in Italia ciò che è italiano.
E fanculo anche l'Europa, ci hanno invasi e depredati per secoli, anche grazie a connivenze politiche e industriali, esseri per i quali il motto era: non importa chi comanda, basta che ci rendano ricchi!
Non siamo molto distanti da quei tempi, siamo di nuovo depredati da esseri di quella stessa risma.
Povera Italia

glauco dopo , novara Commentatore certificato 16.06.13 17:45| 
 |
Rispondi al commento

OT
Secondo me dobbiamo imparare ad accettare il dissenso interno sulle strategie per arrivare a realizzare il nostro programma e migliorare la nostra comunicazione verso l'esterno." Uno vale uno" significa che ogni voce al diritto di essere ascoltata ed ogni deve essere riflettuta tra i nostri parlamentari. Per questo motivo, io da iscritto al M5S non voterò l'espulsione della senatrice Gambaro, anche se sono in disaccordo con i metodi da lei usati (l'intervista in TV) per amplificare la macchina del fango contro Beppe Grillo (al quale va il mio massimo rispetto) e il M5S. La senatrice Gambaro, se non è in sintonia con il nostro programma, dovrebbe dimettersi al 100% da senatrice della Repubblica per rispetto agli 8 milioni di persone che hanno votato M5S e che l'hanno eletta. Altrimenti lei dovrà restare nel gruppo e continuare a fare il lavoro assegnato da noi con lo stipendio che lei stessa a sottoscritto. Giusto per coerenza e lealtà al progetto che lei ha sottoscritto ed iniziato con tutti noi.
Il nostro programma deve avere la precedenza. Se si presenta la possibilità di realizzare qualcosa di concreto e di importante (ad esempio la riforma della legge elettorale) con la collaborazione di parlamentari del PD (mi riferisco a quelli che sono sentimentalmente più lontani dall'inciucio PD-PDL, mi sembra giusto che i nostri parlamentari aprano un dialogo con loro. Dialogare non significa coalizzarsi, inciuciarsi o fare accordi sottobanco, significa trovare e dare risposte comuni nell'interessi dei cittadini. L'anima della democrazia dovrebbe essere l'ascolto e il dialogo. Solamente dopo queste due cose si può dissentire e prendere le distanze.

Carmelo Di Stefano Commentatore certificato 16.06.13 17:44| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Questi sono i temi che interessano ai cittadini,sono questi i veri problemi italiani è questo il movimento che vogliamo noi cittadini che crediamo di poter cambiare davvero l'ITALIA.NON DIVIDIAMOCI RESTIAMO UNITI E COMBATTIAMO INSIEME PER CAMBIARLO DAVVERO QUESTO PAESE.

alessandro girolami 16.06.13 17:40| 
 |
Rispondi al commento

Scusate i fuori tema….vi invito a guardare il video di Max Bugani su Favia. Bugani scrive in appendice al video: “Questo ci costringe nostro malgrado a farvi capire meglio la totale incoerenza che accompagna il suo livore e le sue finte battaglie. Favia, dopo essere stato messo come capolista da Ingroia in 3 circoscrizioni (ma come? e la democrazia diretta?), aveva promesso che a maggio 2013 si sarebbe dimesso da consigliere regionale. Oggi siamo a metà giugno e Favia ancora non molla la poltrona." . Poi guardo il video. Nel video Bugani sottolinea tutti gli aspetti positivi di Favia e dimostra di non sapere una beata fav(i)a: non sa che Favia è stato messo capolista da Ingroia e non sa nemmeno che Favia non si è affatto dimesso. Boohh….forse sono io che non ho capito…Spero di sbagliarmi….illuminatemi per favore.

Patrizia C., Milano Commentatore certificato 16.06.13 17:39| 
 |
Rispondi al commento

Svegliatevi! L'imprenditore non ha colpe, deve esser per natura cinico. Bisogna invece mettere delle regole contro i prodotti provenienti da altri paesi e per giunta creati tramite una concorrenza che definire sleale è troppo poco. Continuiamo ad acquistare cinesaglie varie, continuiamo.

Luigi Ruggieri 16.06.13 17:35| 
 |
Rispondi al commento

Il problema è costituito dal fatto che i trattati del WTO non sono collegati all'obbligo di osservanza dei trattati dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL / ILO). Occorre agire in tutte le sedi per conseguire questo obiettivo. Ci sarebbero ricadute ricuramente positive in tutto il mondo sia in campo economico che politico.

Marcello M., Venezia Commentatore certificato 16.06.13 17:35| 
 |
Rispondi al commento

ANCHE SE SIAMO IMPOTENTI DINANZI A CERTE SCELTE
DOBBIAMO IN QUALCHE MODO REAGIRE
NON RASSEGNARCI MAI!!!

PROPONGO TUTTI IN PIAZZA PACIFICAMENTE
CONTINUANO A PRENDERCI PER I FONDELLI...
INTANTO DI TASCA LORO NON DIMINUISCONO NULLA...

E CONTINUANO A RACCONTARCI BALLE

BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

TUTTI IN PIAZZA...SIAMO SENZA LAVORO
E LORO CONTINUANO A PRENDERCI PER I FONDELLI.....

Maria C. ALBA 16.06.13 17:34| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento

I PROBLEMI SI RISOLVONO UNO ALLA VOLTA. ORA DEGLI SCIAGURATI ELETTI CON GRILLO SI RITIRANO E CREANO UN PROBLEMA CHE NON AVREBBE DOVUTO ESSERCI. FUORI CHI E' CONTRO GRILLO. ANCHE CHI E' NEL DUBBIO. SE NE VADA. E' STATO ELETTO CON LE PAROLE (ANCHE PAROLACCE) DI BEPPE E ORA NON GLI VANNO PIU' BENE? COS'E', IL PARLAMENTO SI E' PROFUMATO IN QUESTI 3 MESI? NON HANNO IL CORAGGIO DI RIRE: SI', SONO IN UN AMBIENTE MALEODORANTE E CI SONO PER CAMBIARLO? SONO DIVENTATI FIGHETTI FREQUENTANDO PD/PDL/ECC. ? FUORI, INGRATI. (O FORSE PEGGIO, INFILTRATI)

GIORGIO S., TS Commentatore certificato 16.06.13 17:33| 
 |
Rispondi al commento

Mi scuso se vado fuori tema, ma la giornata di domani è fondamentale per il M5S.

Sul Fatto ho letto tre articoli interessanti sul M5S, quelli di Travaglio, di Flores D’Arcais e di Scanzi. Naturalmente non tutto coincide perfettamente col mio pensiero. Ma in molte si.

Innanzi tutto: lavorare molto, ma far sapere troppo poco di cosa (molto) abbiamo fatto di concreto e positivo non ci porta alcun vantaggio.

Poi le beghe interne dovrebbero essere discusse all’interno. Chi non ne discute all’interno nuoce gravemente alla salute dell’intero Movimento. Ergo dovrebbe poi trarne le conseguenze senza fare colpi di teatro.

Mi chiedo: perché costoro vogliono imporre la loro linea se non sono la maggioranza? Esca chi vuole uscire e facciamola finita una buona volta!

Per la salute del M5S, visto che delle beghe interne non interessa niente a nessuno, devono discutere fino al chiarimento completo.
Chi rimane, deve restare unito con il voto della maggioranza.

Grillo, in tutto questo, è impossibile che non c’entri. Il Movimento è stato creato e si regge per lui. Fuori lui il Movimento va a gambe per aria, nel giro di una legislatura. Chiaro?

paolo boccali, sarteano Commentatore certificato 16.06.13 17:33| 
 |
Rispondi al commento

Ottimo Post. Era tempo che non sentivo "rivivere" la Costituzione come andrebbe ricordata tutti i giorni, non più come bei principi ma ormai superati ma come un faro che ci ricordi qual'è la direzione giusta!

stefano p., roma Commentatore certificato 16.06.13 17:32| 
 |
Rispondi al commento

Disinfestazione urgente per salvare il salvabile, in caso contrario Beppe ritiri subito il marchio 5 Stelle e mandi a f.c gli Italiani TUTTI: che si salvino da soli senza microchip, con il “confronto delle idee” (che non hanno), i “toni democratici”(siamo d’accordo con A e B, ma se C si oppone sarà meglio seguire il parere di D che non collima con quello di E perchè in antitesi con quello di F e G….) e il tanto OSANNATO “liBBEro penZiero” (liBBEro c’è, ma penZiero ndov’E'?)

ChiaraLuce C. Commentatore certificato 16.06.13 17:28| 
 |
Rispondi al commento

Grecia, la tv pubblica è in attivo: la chiusura è un atto di regime
Di ilsimplicissimus

ertCiò che si poteva immaginare, ciò che si temeva, il cuore nero della crisi gestita dalle troike e dalle destre trova conferma: la chiusura della radiotelevisione greca non risponde nemmeno a quei criteri di risparmio e contenimento delle spese che sono stati pretesto per affossare la pluralità d’informazione e rendere così più forte la dittatura di Bruxelles e dei gruppi di potere internazionali . Il giornale francese L’Humanitè pubblica infatti un documento del 27 maggio, firmato dal direttore generale dei servizi economici dell’emittente greca, in cui si certifica il bilancio in attivo della Etr, la Radiotelevisione pubblica ellenica. Nel primo trimestre di quest’anno, nonostante la recessione ha fatto un attivo di 40 milioni di euro.

E’ vero che le entrate sono diminuite dell’1,46% rispetto all’anno scorso, quindi in misura purtroppo “normale” per un paese in crisi e massacrato dai diktat europei. ma sono pure diminuite le spese, per cui c’è un forte attivo che a quanto pare di capire non è un fatto nuovo, ma si è prodotto quasi tutti gli anni: la Ert ha incassato 246 milioni e 377 mila 400 euro, contro uscite di 205 milioni 410 mila euro. Una precisione doverosa per fare le pulci alla vaghezza e ambiguità nel quale è ormai immersa questa battaglia d’Europa.

Ciò che si poteva immaginare, ciò che temeva è dunque divenuto una certezza: il regime di Samaras ha ucciso l’informazione pubblica per far sorgere dalle sue ceneri un’emittente di parte per costruire una narrazione del Paese al di fuori dalla realtà e della verità, alleandosi con le emittenti commerciali che naturalmente sono felicissime della decisione governativa. Dentro questo maelstrom c’è un po’ della lezione autoritaria ungherese, un po’ del trash business berlusconiano e molto della nuova e straordinaria noncuranza per la democrazia che è ormai chiaramente il nuovo, vero imprinting europeo.

Lalla M., Arezzo Commentatore certificato 16.06.13 17:25| 
 |
Rispondi al commento

detassazione del lavoro, irpef e oneri sociali max 30%, e vedi subito come diventiamo competitivi, tagliare lo stato, via stipendi e maxi bonus per burocrati e manager pubblici, max 50-70.000 all'anno, tagliare le pensioni! max 3.000 al mese, con questi risparmi si finanzia il taglio delle tasse sul lavoro e si fa ripartire i consumi, veri posti di lavoro generati dal mercato e non assistenzialismo. e dulcis in fundo le aziende che delocalizzano devono restituire i fondi avuti dallo stato-regioni per gli investimenti, cassa integrazione, incentivi ecc. ecc. quando va male paghiamo noi cittadini, quando va bene si tengono i profitti, eh no!

Corrado S., Trieste Commentatore certificato 16.06.13 17:25| 
 |
Rispondi al commento

O ci mettiamo in testa (e rapidamente) che il disastro dell'imprenditoria italiana é direttamente proporzionale al dislocamento di numerose ditte all'estero per risparmiare in mano d'opera ed all'aggressiva concorrenza orientale dove sono spesso inesistenti leggi che tutelino i cittadini e l'ambiente...oppure coleremo presto a picco. A picco a picco. Smettiamola di farci le pippe mentali con l'espulsione di traditori (fisiologici) del Movimento magistralmente evidenziata dai media servili e stringiamoci attorno a Grillo facendo fronte comune. I "cazzoni", come disse a suo tempo dopo le Parlamentarie, ci saranno sempre...Come sempre...ci aveva azzeccato. Coraggio. Bando alle chiacchere e rimbocchiamoci le maniche. Lasciamo le chiacchere ai media servili.

Massimo Cecconi 16.06.13 17:20| 
 |
Rispondi al commento

di questi tempi, io se diventassi il capo della repubblica italiana darei l'ordine di quantificare l'autosufficienza alimentare del paese come primo atto, inviterei gli altri paesi a clima mite a fare lo stesso per pianificare la quantita' di aiuti di cui i paesi a clima torrido o polare hanno bisogno. con queste certezze comincerei a parlare di futuro del pianeta. senza liberta' alimentare non c'e' cazzi che tenga.

debito pubico, attaccateville Commentatore certificato 16.06.13 17:17| 
 |
Rispondi al commento

guardare su you tube " diario di un saccheggio"

adriano.fontanot torino 16.06.13 17:13| 
 |
Rispondi al commento

ok, capisco che made in italy dovrebbe rimanere 100 per 100 italiano e sono pienamente d'accordo...ma scusate sentire che il personale "altamente specializzato" viene mandato in polonia per istruire gl operai polacchi mi sembra davvero esagerato...il costo di lavoro e molto basso ma ben preparato...poi per quanto riguarda indesit ci sono tanti manager polacchi che vengono a lavorare in Italia.
Kamila.

stefano p., roma Commentatore certificato 16.06.13 17:11| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

globalizzazione
cosa vuol dire per le imprese italiane

una volta le imprese dovevano difendersi dai costi dei salari da fame delle imprese asiatiche

ora a fronte di costi medi salariali per le imprese italiane di circa 3000 euro mensili + tassazione al 70% circa del fatturato
basta solo fare 100 km ed andare in romania o in serbia dove un salario mensile costa all'impresa 250 euro e una tassazione sul fatturato del 25%,

questa è la globalizzazione voluta e avvenuta

e allora come pensate che un'azienda possa sopravvivere in italia a questi costi e a questa concorrenza?

il governo letta ha fatto qualcosa per porre fine a queste disparità?
un cazzo,solo propaganda e questo con il beneplacido dei sindacati collusi e corrotti


orlando solari, torino Commentatore certificato 16.06.13 17:10| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Io dico solo: le regole date vanno rispettate. Chi non vuole queste regole può andarsene.
io sostengo la linea della chiarezza e della fermezza. Noi che abbiamo sostenuto/votato il M5S siamo e dobbiamo essere diversi dagli altri. Coerenza con noi stessi e con gli altri. Quello che diciamo dobbiamo farlo. per me era prevedibile che prima o poi ci doveva essere una scrematura degli eletti in parlamento. Non è un dramma per chi come me crede nel cambiamento possibile di questo ns paese. Solidarietà a Beppe per quello che ha fatto (e non è poco!)e quello che farà insieme a noi M5S.

giuseppe padula 16.06.13 17:08| 
 |
Rispondi al commento

Ok adesso faccio il paranoico!

-Indesit Company - Italia....
-AEG company - ex Germania ora Svezia gruppo electrolux - produzione solo in Italia
-Whirpool company -multinazionale USA - (Nel giugno 2010 avviene la chiusura dello stabilimento di Evansville (Indiana)...1000 dipendenti per strada..)
-Samsung company - Corea del Sud
-LG Group - corea del Sud
-Bosch AG - multinazionale Germania - 17 stabilimenti in italia
-liebherr - Germania sede in Svizzera
-Miele - Germania - si pronuncia "mile"...credevate fosse italiana...povere Api...
-Hoover - USA - Sede in Italia - Gruppo Candy
-Electrolux - Svezia -acquisisce zanussi e rex zoppas e un sacco di altre...è una specie di "assorbente"....

http://archiviostorico.corriere.it/2012/maggio/09/Allarme_elettrodomestici_made_Italy_Piu_co_9_120509051.shtml

Le nuove guerre non si combattono sul campo...
induci uno Stato in bancarotta...e fai di lui quello che vuoi...
magari uno di quelli la cui classe politica si lascia corrompere e "fregare" come gli stupidi...e un popolo che paradossalmente rimane a guardare per qualsiasi cosa gli succeda senza neanche battere ciglio...nell'indifferenza..

La domanda è: quale frigorifero devo comprare?
...
Auguri a tutti

Alessandro D., Roma Commentatore certificato 16.06.13 17:08| 
 |
Rispondi al commento

Concordo con quanto descritto nel post. Per me la soluzione è e sembra banalmente semplice da risolvere. Posto che non si può impedire che un imprenditore possa andare altrove a fare i propri oggetti e licenziare i propri dipendenti (Indesit in Turchia o Marchionne in America), si può però impedire che gli oggetti fatti fuori dal territorio italiano NON, e dico NON, abbiano più il marchio "Made in Italy" con una semplice leggina. Quindi, per intenderci, i prodotti Ariston non fatti in Italia saranno "Made in Turkey o Poland" e le automobili di Marchionne non si chiameranno più FIAT (I=Italy e T=Torino) ma saranno automobili "Made in USA". Semplice no?

franco o., terralba Commentatore certificato 16.06.13 17:05| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Riepilogo per chi si fosse dimenticato:
Al governo ci sono:
1)PD
2)SEL
3)CD
4)SVP
5)PDL
6)LEGA
7)FI
8)LD
9)GS
10)MIR
11)PI
12)IP
13)LIE
14)M.Monti
15)UDC
16)FeL
17)FINI
18)PLI

All'opposizione c'è:
M5S

adriano.fontanot torino 16.06.13 17:03| 
 
  • Currently 4.6/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 13)
 |
Rispondi al commento
Discussione

se consultassero la base degli elettori o se almeno leggessero quali sono i loro desideri prima di fare certe dichiarazioni, magari ci risparmieremmo un sacco di inconvenienti..

Alex Scantalmassi 16.06.13 17:00| 
 |
Rispondi al commento

Questo è il Beppe Grillo che mi piace di più..
Va sui contenuti e sul merito delle proposte
M5S avantitutta!!!

Carlo Zaccaria, Brindisi Commentatore certificato 16.06.13 16:55| 
 
  • Currently 5/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento

Il pseudo presidente Letta si riempe la bocca con la sua politica del "fare", ma per fare cosa? Per prenderci in giro.
Parlano di fare una politica per i giovani, ma è tutto il lavoro che è in crisi, tutto il lavoro è in pericolo, i costi che gravano sul lavoro sono altissimi e sono al di sopra dei costi di altre Nazioni concorrenti.
E' questo il motivo che le Aziende, che possono, vanno fuori dell'Italia, fanno altri investimenti, si fanno aiutare con contributi dallo Stato Italiano e poi licenziano trasferendo la produzione altrove.
Questa è la politica italiana.
Il signor letta come mai non tocca il problema delle Banche che tolgono i fidi alle Aziende già in difficoltà e aumentano i tassi fino all'usura.
Come pensano di dare respiro all'economia?
Nomineranno altri saggi???
I sacrifici non li vuole fare la casta. ma li pretende solo da quella parte di Italiani che sostengono questi indegni personaggi che sono LA CASTA.
Dobbiamo protestare con una rivoluzione pacifica
contro politici inetti, contro funzionari di stato, contro chi, presa una posizione di privilegio, non vuole indietreggiare e restituire il mal tolto.
Beppe Grillo fatti sentire, lascia perdere gli eletti che vogliono godere delle posizioni raggiunte col tuo e il nostro aiuto ( il voto)e che saltano il fosso solo per i soldi, aiuta chi ha veramente bisogno e organizza un protesta pacifica nelle piazze, solo così capiranno che il popolo che lavora e produce non ce la fa più.

I SACRIFICI LI DEVONO FARE TUTTI.


ORAZIO T., catania Commentatore certificato 16.06.13 16:53| 
 |
Rispondi al commento

RESTITUISCANO IL MALLOPPO.

Piccole, medie, grandi imprese che siano hanno beneficiato, chi più, chi meno per anni di incentivi, rittamazioni, defiscalizzazioni, facilitazioni di insediamenti produttivi (il Sud ne è pieno.
E tutti, finchè il sistema tirava, partecipavano al banchetto festeggiando.
Il "libero mercato", il lazzaire faire non vuole bavagli, lacci o lacciuoli.
Bene.
Ma noi pretendiamo indietro i soldi che vi abbiamo regalato prima di annientare intere famiglie in nome di luoghi più redditizi e con meno vincoli.
RESTITUITE IL MALLOPPO.
E POI ANDATE DOVE VOLETE. ANCHE A FANCULO, SE VI AGGRATA...

Saluti

Terzo Nick Commentatore certificato 16.06.13 16:52| 
 |
Rispondi al commento

e certo che verranno espulsi, non ci sono alternative, mi spiace per loro ma sono fuori

il programma non è quello che stanno portando avanti loro, è molto più ambizioso

Alex Scantalmassi 16.06.13 16:50| 
 |
Rispondi al commento

Ho 44 anni, ho sempre creduto che l'essere competitivi dipendesse dalla qualità, dalla serietà e professionalità, in qualsiasi lavoro uno faccia, e che poi, magari, questo potesse portare a un riscontro economico in busta paga, o quanto meno nel mantenersi il lavoro. Ho sempre creduto che sia da stupidi mandar via persone capaci, persone che hanno passato anni della loro vita in un posto di lavoro, acquisendo conoscenze e professionalità specifiche per quelle mansioni.
Allora, mi chiedo, si parla tanto di "MADE IN ITALY", ma cosa significa? Pensavo si trattasse della creazione di un prodotto, partendo dall'idea, passando poi per la progettazione, e poi alla realizzazione, e che tutto questo avvenisse in Italia con menti e manodopera italiana, con la qualità italiana, invece qui non si tratta più di MADE IN ITALY ma bensì di "BUSINESS IN ITALY". Prendo gli ammortizzatori sociali dallo stato, apro all'estero dove la mano d'opera mi costa meno, chiudo in Italia, rivendo i prodotti fabbricati all'estero, di nuovo in Italia, alle stesse persone che prima lavoravano per me e che ho messo in mezzo alla strada, e guadagno 3-4 volte di più di prima.
Tanti anni fà, appena sposato, comprai un frigorifero dell'Ariston, qualche mese dopo notai l'affiorare di punti di ruggine, chiamai l'assistenza e il tecnico appurato il fatto mi disse che, il fatto era frequente su i frigoriferi verniciati in Spagna. Ed io, che all'epoca, pensavo di aver comprato un "vero" made in Italy.
Sarebbe bello che le fabbriche venissero occupate dagli operai e portate avanti da loro, cacciando chi per decenni si è arricchito su di loro, ed ora per la fame di denaro non esita a licenziare chi li ha resi ricchi e famosi nel mondo, e a questo dovrebbe partecipare lo stato, appoggiando gli operai che vogliono salvare le proprie fabbriche e il lavoro in Italia, questo sarebbe un bell'esempio di ammortizzatore sociale.

Massimo Riommi 16.06.13 16:48| 
 
  • Currently 3.7/5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
 
(voti: 3)
 |
Rispondi al commento

OT necessario.
Caro Beppe oggi ho sentito su TGCom 24 di merdaset due dichiarazioni di Tavolazzi e Favia.
Ebbene Beppe sarebbe bene che tali dichiarazioni fossero portate all'ascolto dei" Cittadini"nella riunione di Lunedi.
Grazie...che facce da cxxo!

oreste m******, sp Commentatore certificato 16.06.13 16:44| 
 |
Rispondi al commento

@Viviana Vi

I rettili (anche in senso lato) hanno dominato il mondo per centinaia di milioni di anni impedendo ai mammiferi di evolversi. Solo tremende catastrofi naturali hanno potuto vincerli e permettere ai mammiferi di svilupparsi. Perciò quella dei rettili è una storia di assoluto successo che siamo lontanissimi dall'eguagliare. A maggior ragione i mammiferi masochisti avranno vita molto breve. Morale: lo spirito di autoconservazione aumenta di molto le probabilità di sopravvivenza.



W BEPPE GRILLO............SEMPRE. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=367415440024625&set=a.342027039230132.1073741828.341986292567540&type=1&theater

stefano spedicato, milano Commentatore certificato 16.06.13 16:43| 
 |
Rispondi al commento

www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com


TG3 EDIZIONE STRAORDINARIA


Il PD comincia alla grande il 2013

Già una ventina tra arrestati e indagati

Siamo sicuri che nonostante l'Italia sia al 69 posto per libertà di informazione tutti ne fossero comunque al corrente.
Ma nel caso..

Il 16 gennaio, a Napoli, viene interrogato NICOLA
CAPUTO consigliere regionale campano indagato nell'inchiesta sui rimborsi erogati per la comunicazione.
Al pm che lo interroga spiega che farsi accreditare direttamente sul conto i rimborsi per le spese della comunicazione non sarà lecito, ma "è prassi".

Passa un giorno e nell'inchiesta sui lavori per il sottoattraversamento del Tav a Firenze, vengono indagate 31 persone. Tra loro c'è anche MARIA RITA LORENZETTI, 2 volte governatrice dell'Umbria poi presidente di Italferr,
del gruppo Ferrovie dello Stato.

Il 17 non porta bene neanche al sindaco di Cagliari, MASSIMO ZEDDA. Per il giovane delfino di Nichi Vendola, in quota Sel e appoggiato dal Pd, scatta l'indagine per falso e abuso d'ufficio per presunte irregolarità nella nomina del nuovo sovrintendente del teatro Lirico.

Una decina di giorni dopo, il 28 gennaio, è il turno del consigliere della Regione Campania ENRICO FABOZZI, eletto nel 2010 nelle liste del Pd e poi passato al Gruppo Misto. L'ex sindaco di Villa Literno, già arrestato e poi scarcerato nel 2011, è accusato di abuso d'ufficio e falso per una vicenda inerente allo smaltimento dei rifiuti a Caserta.

Il 30 gennaio, a Milano, vengono poi iscritti nel registro degli indagati una trentina di rappresentanti di Pd, Idv, Sel e Udc nell'inchiesta sui rimborsi ai gruppi politici al Pirellone (cont.)

Mario A 16.06.13 16:35| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Giusto perchè qualche troll Pdinno è ancora convinto di votare PD e Grillo casomai è uno che va dicendo fesserie gridando in piazza, gli consiglio allora di informarsi meglio e di sentire cosa vanno dicendo personaggi tipo Giulietto Chiesa e persone simili, che pubblicano libri e fanno convegni...Beppe grillo al confronto, come contenuti politici e di denuncia e di proposta, sembra un moderato...
Se poi in Italia tutte le persone libere ed informate, acculturate o non acculturate stanno improvvisamente impazzendo beh mi sa che Vi ricrederete ben presto..

Carlo Zaccaria, Brindisi Commentatore certificato 16.06.13 16:32| 
 |
Rispondi al commento

Spero sinceramente che il M5S si scinda in due tronconi: da una parte gli integralisti lobotomizzati e dall'altra quelli con un po' di cervello!
Io so già da che parte stare!

Gabriele M., Roma Commentatore certificato 16.06.13 16:27| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Ottimo! No alla delocalizzazione! Questo è il M5S che mi piace, non quello rappresentato dai detrattori di Grillo che dovrebbero avere il coraggio e l'onestà di rinunciare alle cariche parlamentari ottenute solo grazie al nostro e loro(?) portavoce.


o.t.

Lega: Maroni, recupereremo il voto di Grillo

Milano, 16 giu. (Adnkronos) - "La Lega deve tornare a diventare il movimento, deve tornare a riempire le piazze. Siamo gli unici che possono farlo". Lo ha detto il segretario federale della Lega Nord Roberto Maroni al termine dell'assemblea degli eletti. "Noi abbiamo l'ambizione -ha aggiunto- di recuperare il voto di Grillo, il grillismo e' in crisi. Recupereremo tutto senza chiacchiere e insulti come sta facendo lui".


molto caldo a milano oggi???
si vede che non tutti sono abituati:))))


paolo

paoloest 16.06.13 16:19| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

caro Beppe hai ragione, questa è una guerra. Come tutte le guerre si combatte anche con mezzi mediatici, informazione e controinformazione.
Occorre fare come gli americani, lanciare sulle città i volantini, per denunciare che questi signori hanno preso meno del 50 per cento dei voti, quindi non rappresentano nessuno. Questa volta il trucco di cambiare nome alla repubblica chiamandola prima, seconda, terza, e così via per continuare come prima non gli riuscirà in quanto la gente sta aprendo gli occhi e solo questione di tempo.

Antonio ., Roma Commentatore certificato 16.06.13 16:18| 
 |
Rispondi al commento

AVANTI A TUTTO GRILLO.....RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA ITALIA,QUESTO è L'OBBIETTIVO E NIENTALTRO,QUINDI CORAGGIO........

Io non credo che questi ragazzi (dissidenti)lascino il M5S per entrare nel gruppo misto,certamente non si dimetteranno questo è sicuro,ma ho la senzazione che ci siano sirene dal PD che già da un pò starnazzano, se decidono questi dissidenti di entrare in quel gruppo con un numero sufficente per dare la possibilità al PD di avere una maggioranza al Senato, ecco lì fatto il governo solo PD,si tolgono di mezzo il PDL e i giochi son fatti. Il timore poi è che le rimanenti forze rimaste al M5S non siano più in grado di farsi sentire.
Allora cerchiamo un pochino di ragionare tutti con la testa,perche se si troverà una soluzione sana e inteligente i consensi non caleranno,anzi secondo me aumenterebbero,facendo tesoro degli sbagli passati, si può rimediare riparandoli e andare dritti per la nostra strada raggiugendo la meta.......Avanti a tutto Grillo e non perdiamo di vista la ripresa della nostra Italia...........

franco p. Commentatore certificato 16.06.13 16:16| 
 |
Rispondi al commento

LA NOTTE GIALLA - IL VARO

https://www.facebook.com/events/380681242042042/

Gianfranco C. Commentatore certificato 16.06.13 16:15| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

domani votero' l'espuylsione della gambaro
non vedo l'ora

ANDREA FORGIONE64, AVELLINO Commentatore certificato 16.06.13 16:15| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

L'Italia vista da lontano e' diversa da quella che si immagina ovvero desidera chi ci vive dentro. Troppe parole, troppa retorica e, piu' si parla piu' si perde contatto con la ralta'. Lo sanno bene coloro che, in barba a qualsiasi elezione, continuano a fare proclami in un contesto surreale: italiani ricchi e governo povero. Anche le disobbedienze al M5S puntano ad una vera anarchia dove i piu' furbi vincono, i meno furbi perdono e gli intelligenti se ne vanno. Peccato!

VINCENZO MARRA, NEW YORK Commentatore certificato 16.06.13 16:11| 
 |
Rispondi al commento

Pensate che tutti gli eletti del Movimento debbano essere espulsi in caso di posizioni e dichiarazioni palesemente contrarie ai PRINCIPI ED ALLE POSIZIONI POLITICHE di un "MOTO DI PROTESTA" ANIMATO DA BEPPE GRILLO?
DIRE CHE BEPPE E' UN DITTATORE NON SIGNIFICA PERSONALIZZARE ARTATAMENTE UNA VISIONE DELLE COSE CONDIVISA DA 9 MILIONI DI PERSONE?
SONO IN MALAFEDE O DAVVERO BEPPE&C HANNO SELEZIONATO GENTE DI BASSISSIMO PROFILO,SENZA ONESTA' MORALE,CAPACI DI TUTTO PER QUATTRO SOLDI?
SE ESISTE LA RETE FACCIAMOCI SENTIRE,FUORI DAL MOVIMENTO QUESTI NON SONO NULLA!!!

Ambrogio Giordano, Foggia Commentatore certificato 16.06.13 16:04| 
 |
Rispondi al commento
Discussione



Inserisci il tuo commento

Il Blog di Beppe Grillo è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Beppe Grillo

Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Non è possibile copiare e incollare commenti di altri nel proprio.
Per rispondere ad un commento è necessario utilizzare la funzione "Rispondi al commento"

Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

La lunghezza massima dei commenti è di 2000 caratteri
Se hai dei dubbi leggi "Come usare il blog".


 

Invia un commento

Invia un commento certificato





Memorizza i miei dati?

*Campi obbligatori




Numero di caratteri disponibili:      




   


Inserisci il tuo video

Invia un video

Invia un video certificato





Memorizza i miei dati?

*Campi obbligatori











Informativa Privacy (art.13 D.Lgs. 196/2003): i dati che i partecipanti al Blog conferiscono all’atto della loro iscrizione sono limitati all’ indirizzo e-mail e sono obbligatori al fine di ricevere la notifica di pubblicazione di un post.
Per poter postare un commento invece, oltre all’email, è richiesto l’inserimento di nome e cognome. Nome e cognome vengono pubblicati - e, quindi, diffusi - sul Web unitamente al commento postato dall’utente, l’indirizzo e-mail viene utilizzato esclusivamente per l’invio delle news del sito. Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sul Blog; in particolare, non ne è prevista l’aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possa essere intenzione del sito eseguire saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell’utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell’utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o  diffusione degli stessi è, dunque, prevista. In ogni caso, l’utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all’ .
Titolare del trattamento ai sensi della normativa vigente è Beppe Grillo, mentre il responsabile del trattamento dei dati è Casaleggio Associati s.r.l. , con sede in Milano, Via G.Morone n. 6, 20121.




Invia il post ad un amico


Invia questo messaggio a *


Il tuo indirizzo e-mail *


Messaggio (opzionale)


*Campi obbligatori