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La responsabilità sociale delle imprese

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"La multinazionale del farmaco Merck ha deciso di chiudere lo stabilimento di Pavia che da lavoro a oltre 250 lavoratori. Ai primi di giugno i lavoratori sono stati informati con una gelida comunicazione in assemblea. Nessuna informazione preventiva ne ai sindacati ne alle Istituzioni locali e nazionali. Uno stabilimento presente a Pavia dal lontano 1961 che produce un farmaco, il Januvia anti-diabetico, che ha fatturato oltre 4 miliardi di dollari nel 2012. Perché quindi la chiusura? Nella sede centrale negli USA è stato deciso così in un’ottica di riduzione degli stabilimenti senza ulteriori spiegazioni. Questa logica delle aziende che agiscono senza responsabilità sociale è inaccettabile. Sia in Senato sia in Regione Lombardia,ci siamo attivati per un intervento deciso e risolutivo da parte del Governo. In questo momento di crisi è questa la responsabilità sociale che ogni azienda deve avere. Il M5S chiede che il Governo non accetti supinamente queste decisioni e reagisca." Luis Alberto Orellana, M5S Senato

24 Lug 2013, 10:00 | Scrivi | Commenti (26) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: farmaci, Iolanda Nanni, Luis Orellana, M5S Lombardia, M5S Senato, Merck, multinazionale

Commenti

 

L'impresa deve fare "impresa" e non servizio sociale. Per quello ci dovrebbe essere lo stato sociale. Finché l imprenditore e' visto come furbo ed evasore per default, finché sarà più facile divorziare che licenziare, finché lo stato ti chiede tasse ancora prima di avere prodotto utili (vedi irap), allora nessuno aprirà aziende in Italia e chi c'è vorrà portarle all estero. Bisogna uscire dal loop mentale di volere assistenza sociale dalle imprese.... Le imprese devono produrre reddito, pagare un giusto equilibrio di tasse che devono finanziare lo stato sociale e non il magna magna politico.

Liliana Florio 25.07.13 13:15| 
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Non generalizzate.La responsabilità sociale noi PMI la sentiamo eccome. I dipendenti,in realtà, sono nostri amici, compagni di lavoro. Hanno costruito insieme a noi il loro stesso lavoro.Sono gli italiani che non la sentono e da decenni votano per leggi che proteggono e finanziano solo le grandi imprese e unicamente alcuni settori protetti dai sindacati. I nostri amici, dipendenti,collaboratori, non hanno diritto a nessuna cassa integrazione straordinaria. Nel caso delle imprese di costruzioni come la mia poi, il licenziamento per fine cantiere lascia tutti a casa senza sussidi. Negli ultimi anni ho dovuto licenziare, passo dopo passo, circa 50 persone ( lascio a voi immaginare l'indotto ). Per loro nessun sussidio. Ho penato e sofferto per aver dovuto fare questo. Molti di loro mi hanno detto che capivano che non avevo scelta, che il lavoro mancava e dovevo salvare quel che potevo : meglio pochi posti di lavoro che nulla.
Penso spesso a loro, al loro sacrificio, alla loro rassegnazione a qualcosa che è stato più grande di loro e di me. Ma ho una rabbia feroce per chi li ha ridotti a soffrire queste pene.

Paolo C., Roma Commentatore certificato 25.07.13 01:30| 
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Il governo di coto-Letta reagire contro le multinazionali?
Ma quando mai s’è visto reagire un cadavere. Forse appena morto per contrazioni involontarie, non quando oramai puzza di putrefatto.

Andrea Jagher 24.07.13 18:11| 
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Se una società estera chiude uno stabilimento che produce profitto, ci vorrebbe una ratio legis che mantenga quello stabilimento attivo. Punto.

Gregorio G., Udine Commentatore certificato 24.07.13 17:20| 
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Il Signor ROSSO dellla DIESEL (abbigliamento) ha fatto un accordo con la banca BNL-BNP PARIBAS per mettere a disposizione di PMI del Made in Italy fidi
bancari per un ammontare globale di 50 mln di euro al tasso del 2% e non dell'11% come erano costrette a pagare fino ad ora, molte han dovuto chiudere.
Il Signor ROSSO NON E' LO stato italiano

piero l., tortona Commentatore certificato 24.07.13 14:44| 
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Questo è il problema dei problemi.
Se non c' e' azienda non c'è' lavoro non ci sono tasse non c'è' welfare e lo stato va in crisi.Allora cosa fa: alza le tasse.E la ruota del criceto riparte.
Analizziamo i motivi che spingono le aziende a delocalizzare.
Trovata la causa possiamo trovare il rimedio.
Ma i nostri politici preferiscono mettere la testa sotto la sabbia sull'argomento...

Bob C., Rieti Commentatore certificato 24.07.13 14:16| 
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Discussione

L'unicca spiegazione della chiusura di uno stabilimento in attivo, è il desiderio della direzione di aumentare il fatturato (e quindi i guadagni dei dirigenti e degli azionisti) tagliando il personale.

Luca M. Commentatore certificato 24.07.13 14:07| 
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la pressione fiscale in Italia è alta, quindi lo produrranno dove le tasse sono più basse e troveremo gli stessi medicinali nelle nostre farmacie con scritto MADE IN POLAND... o altro..

Guido Martinelli (guerriero della luce), martinelliguido@gmail.com Commentatore certificato 24.07.13 13:52| 
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CIAO BEPPE,
TUTTI DELOCALLIZANO,PEWRCHE' NON HANNO VOLUTO EVOLVERE NELLA PRODUZIONE,MA LA PAGHERANNO CARA
ALVISE

alvise fossa 24.07.13 13:38| 
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Discussione

Il governo non deve accettare supinamente??
Il governo è già d'accordo così!!!

Mi dispiace per tutti qlli che non avranno più il lavoro...

Signori, ricordatevi chi ringraziare ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE!!!!!!!!!

E se avete ancora qlche dubbio, allora vi meritate qllo che vi lasciano capitare!!!

Giovanni D., Nettuno Commentatore certificato 24.07.13 13:22| 
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Su RaiNews24 scrivono che nello stupro di gruppo a chi viene dopo non va in carcere, ma lavori sociali.
Per me questo non disincentiva lo stupro, ma lo incentiva

Pino 24.07.13 13:21| 
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SENTONO PUZZA DI DEFAULT
e fanno i bagagli

dobbiamo farci sentire energicamente
prima che sia troppo tardi

Danyda bologna Commentatore certificato 24.07.13 13:20| 
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E' da un pezzo che io parlo di peso sociale delle imprese. Lo stato, ogni stato, dovrebbe iniziare a favorire lo sviluppo delle imprese legate al territorio, le imprese appunto che presentano particolari caratteristiche di responsabilità sociale. Ancor di più in Italia, paese povero di materie prime, questo problema dovrebbe essere all'ordine del giorno. Naturalmente se avessimo uno stato

stefano marra 24.07.13 13:12| 
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Credo sia giunta l'ora di cambiare il modo con cui lo stato guarda alle imprese. Si deve adottare una logica del dare e avere, per cui se un impresa ottiene delle agevolazioni dallo Stato allora si assume anche una responsabilità sociale verso i cittadini dello stato. Al contrario un impresa che non ha aiuto dallo stato è libera da queste responsabilità.
Però quando un'azienda arriva ad occupare una percentuale rilevante della forza lavoro del territorio, questa responsabilità deve essere imposta e con essa le agevolazioni.
Insomma è necessario superare il concetto legato alla dimensione dell'impresa.
Un azienda di 50 dipendenti localizzata in un territorio di 500 abitanti ha per quel territorio la stessa importanza dell'Ilva a Taranto!! E quei cittadini hanno la stessa dignità dei Tarantini.

Robero Cerrato, La Loggia (TO) Commentatore certificato 24.07.13 13:05| 
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Le imprese si mantengono sul territorio non per diritto divino, ma se l'amministrazione pubblica contribuisce alla loro attività dando pochi elementi essenziali : risposte tempestive e con certezza del diritto in esse contenute e un fisco meno pretenzioso ed assilante. Da quello che percepisco potrei dire che a Parma stanno facendo bene.

LuigiVis 24.07.13 12:49| 
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Le imprese private devono essere salvaguardate...nè demonizzate nè oppresse.Lo stato al massimo dovrebbe fare i "conti in tasca" solamente a quelle grosse aziende che prendono incentivi dallo stato.Ma se io imprenditore creo in 20 anni un'azienda con 100 dipendenti e domani mi scoccio e decido di dedicarmi alla famiglia non posso essere costretto da nessuno a rimanere aperto.Piuttosto lo stato dovrebbe incentivare la ditta individuale e l'indipendenza e libertà di ogni singolo individuo.la figura dell'operaio di fabbrica che lavora per 30anni nella stessa fabbrica dovrebbe appartenere al passato.Un esempio sarebbe creare un meccanismo assistito e tutelato di £"turnover" di impieghi.una persona se sceglie di fare il dipendente(cosa che dovrebbe essere sconsigliata dallo stato) dovrebbe avere la possibilità di fare esperienza in diversi settori,questo sarebbe il più produttivo e lungimirante deigli ammortizzatori sociali. e poi in questo articolo si parla di multinazionale farmaceutica. con tutti gli slogan contro questo genere di imprese ci andrei cauto verficando l'etica e la correttezza dell'aziena e del farmaco..altrimenti si rischia si di diventare DEMAGOGHI

fabrizio colella 24.07.13 12:38| 
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Discussione

È triste vedere centinaia di lavoratori che rischiano il proprio lavoro.
Ogni uno ha i propri problemi, anche la azienda in oggetto avrà i propri.
Dovere della società spiegare le ragioni, nessuno chiude il rubinetto senza una ragione, sopratutto se il rubinetto rende.
Spero che la società non segua l'esempio
Di tante altre imprese di andare a produrre la dove costa di meno, e si pagano meno tasse.
Sembra questo il problema tra' i più seri che ci troviamo ad affrontare.
Ognuno di noi va, e acquista al negozio e/o
Supermercato che ritiene più conveniente, e'
Una libertà inalienabile, nessuno può imporre nulla.
La globalizzazione (giusta o sbagliata, troppo prematura e/o mal preparata)ci ha messi di fronte a questi problemi, e non è finita.
Auguri, spero che si risolva...per voi per noi.
Livio Vianello

Livio Vianello 24.07.13 12:34| 
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FA TUTTO PARTE DI UN GIGANTESCO DISEGNO CHE NOI NON RIUSCIAMO A VEDERE CHIUDERE TUTTE LE AZIENDE METTERE IN GINOCCHIO TOTALMENTE LA NAZIONE PER FARSÌ CHE GLI ALTRI STATI POSSANO SPARTIRSELA CON IL CONSENSO DEI NOSTRI MAGNACCIA AL PARLAMENTO E AL GOVERNO!!!! RICORDATE PER IL CAMBIAMENTO È SERVITA SEMPRE LA VIOLENZA LA STESSA CHE LORO STANNO USANDO SU DI NOI!!!

Mauro 24.07.13 12:29| 
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Discussione

Le imprese se ne vanno perché in Italia è impossibile fare impresa. Troppa burocrazia, troppi oneri fiscali.
E voi ancora a volere "l'intervento dello stato". Grillini, svegliatevi, lo stato è la malattia, non la cura.
Me certo è più facile proseguire per la strada che sindacati e governi hanno percorso da sempre (e che evidentemente volete percorrere anche voi) la demonizzazione delle imprese.
Complimenti! Poi chiedetevi come mai in Friuli non vi hanno votati. Non c'è bisogno di un nuovo PCI, grazie!

nk 24.07.13 12:26| 
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Discussione

Marchionne minaccia di portare la sede negli stati uniti per ricattare così il governo per la vicenda Fiom.
Con tutti i mld che sono stati regalati alla fiat, dopo che il ns governo (sic!)ne avrà ottenuto la restituzione, potrà dire a Marchionne di andare dove vuole

piero l., tortona Commentatore certificato 24.07.13 12:09| 
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l'impresa non è un ente pubblico che fa assistenza sociale nè si può imporre questo. Esaminiamo invece le motivazioni che spingono le imprese a chiudere in Italia e trasferirsi altrove (cuneo fiscale,ecc.) perchè è questo il vero problema se si vuol evitare la desertificazione industriale del Paese

Henry Mittons 24.07.13 12:08| 
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