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Stop al consumo delle risorse #NoTap

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"La TAP (Trans Adriatic Pipeline) è un gasdotto che avrà una lunghezza di circa 870 chilometri, la massima elevazione da cui passerà sarà 1800 metri tra le montagne dell’Albania, mentre il punto più profondo per accogliere la sezione subacquea dell’opera sarà di 810 metri nel mare Adriatico. Letta ha affermato che comporterà un abbattimento dei costi energetici. Come porterebbe a una diminuzione dei prezzi se la quantità di gas consumata in Italia (dati 2011 fonte Ministero dello sviluppo economico - Dipartimento per l'Energia - DGSAIE) è di 77.917.000.000 (circa 80 miliardi) di Smc a fronte di una produzione in grado di soddisfare solo il fabbisogno annuo di 3 milioni di consumatori domestici, meno della stessa popolazione pugliese? Non c’è bisogno di questo gasdotto per ridurre la bolletta, è sufficiente la volontà politica di una classe dirigente che stia attenta agli sprechi e che sfrutti le energie rinnovabili. La direttrice dell'Agenzia internazionale per l'Energia (Aie), Maria van der Hoeven, ha accolto con scetticismo la vittoria della Tap: "la realizzazione del Corridoio Sud potrebbe non ridurre sensibilmente i prezzi del gas per i consumatori, né ci affrancherà dalla dipendenza dalle forniture russe". A San Foca sono minacciati i fondali di posidonie e con esse l’intero habitat marino e questo proprio in una rinomata località turistica più volte premiata con la "bandiera blu"! Minare il territorio apulo e di conseguenza il turismo, la sua agricoltura e il settore ittico significa continuare a togliere ai pugliesi le poche risorse che restano per il proprio sviluppo economico." Davide Mancini

8 Set 2013, 15:53 | Scrivi | Commenti (10) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: energia, gas, gasdotto, Letta, NoTap, Puglia, risorse, Vendola

Commenti

 

Ora capisco come mai in Italia stanno arrivando molti investitori russi,forse si prestano a fare da prestanomi, comprano con svariati milioni per poi rivendere a pochi euro,una storia che conosco un po da vicino.

corsaro 09.09.13 10:03| 
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Il primo (non definitivo) costo stimato è superiore ai 3 miliardi (ovvero mille euro per ognuno di quei 3 milioni di utenti citati).
La domanda sorge spontanea: ne vale la pena?
Anche trascurando i danni alle coste quali sarebbero i vantaggi per l'Italia?
Davvero si abbasserebbero i costi per gli utenti oppure come al solito si alzerebbero solo i profitti per i gestori?

I gasdotti non sono un male e servono, ma per fare una transadriatica di diametro appena superiore al metro) si spendono tanti soldini che potrebbero essere usati in altro modo (ricordo che produrre energia costa sempre meno grazie al fotovoltaico, ma la necessaria ricerca sull'accumulo di energia è ancora in alto mare e avrebbe bisogno di fondi per trovare una valida soluzione che renda obsolete le fonti fossili).

Alessandro P., Alano di Piave Commentatore certificato 09.09.13 00:08| 
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Si potrebbero indennizzare i comuni coinvolti in tutte le realizzazioni
inquinanti con una percentuale sul volume fatturato di passaggio. Da
impiegare per la riqualificazione e lo sviluppo del territorio. Non so se
sia vero ciò che dice l'autore del post, ossia che basta tagliare gli
sprechi, a meno che dica dove si spreca ed il volume dello spreco. In
genere i volumi corrispondono ad utenze che consumano. Mi pare la solita
retorica ecologista che dimentica sempre che l'auto la usiamo tutti, tutti
cuciniamo, tutti scaldiamo casa. Compresi gli ecologisti. Se poi l'opera
viene fatta per interessi occulti se ne portino le prove, la magistratura
le vaglierà e ne trarrà le debite conseguenze. Quanto al ritornello del
"non fare", bisogna uscire dalla mentalità campanilistica da orticello per
cui nessuno vuole discariche e inceneritori sul proprio territorio. O non
si producono rifiuti, o vanno smaltiti. E le tecnologie attuali sono
quelle, se ce ne sono altre fatelo sapere. Parliamo di ciò che non può
essere riciclato, perché di parla sempre di riciclo, ma quello che non è
riciclabile va smaltito. Un discorso serio si svolge denunciano un
problema, e in Italia è pieno di campioni in questo, e poi fornendo
soluzioni razionali, documentate, economicamente vantaggiose e con adeguata
copertura finanziaria. Altrimenti sono chiacchiere, e di queste francamente
ne abbiamo piene le orecchie. Quanto al solare, o all'eolico, sono
tecnologie che senza sussidi sono totalmente antieconomiche. In genere i
sussidi rallentano lo sviluppo delle tecnologie, perché i produttori ed i ricercatori sono meno incentivati a velocizzare la ricerca. E poi non si possono arricchire persone che fanno questo business con le tasse di tutti. È economia assistita.

Marco Diaco 08.09.13 18:37| 
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che amarezza. dei luoghi bellissimi sono minacciati dall'ennesima " grande opera ", in questo caso un enorme gasdotto. per affrancare l'Italia dai combustibili fossili e per produrre l'energia necessaria al nostro fabbisogno, sarebbe sufficiente puntare su eolico e solare e contestualmente implementare l'efficienza energetica degli edifici privati, pubblici e delle aziende. purtroppo PDL, PD, SC, Lega Nord sono legati da sempre a doppio filo con le lobby del petrolio e del carbone. eppure siamo seduti su una miniera d'oro: l'Italia, malgrado tutti gli orrori edilizi che l'hanno sfregiata in più parti, è ancora un paese splendido. solo col turismo e la cultura potremmo creare centinaia di migliaia di posti di lavoro. città uniche come Firenze, Roma, Venezia le abbiamo soltanto noi! e lo splendido mare della Sardegna, del Gargano, del Salento, delle Nostre Isole? e le magnifiche Dolomiti? ci vorrebbe un esecutivo che pensi prima di tutto a preservare i tanti luoghi incantevoli del nostro paese. e poi a ripensare la politica del turismo. la soluzione dei problemi economici dell'Italia passa per la difesa e la valorizzazione della sua bellezza e al contempo con lo sviluppo delle rinnovabili. se vincessimo noi le elezioni sono sicuro che questi che oggi a tanti paiono sogni diventerebbero una bellissima realtà. aveva ragione Beppe: il M5S è davvero l'unica grande speranza, non solo per " noi " ma per tutti gli italiani. e per l'Italia.

manuel barone 08.09.13 18:24| 
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Se gli impianti,dei Pannelli solari e quant'altro ,sulla distribuzione delle risorse fossero stati realmente attuati.Ma se tu vai con un Preventivo al Comune ,per mettere i Pannelli solari, a chiedere l'eventuale possibilità di agevolazione si Mettono a ridere.In piu se fossero agevolazioni in Percentuale,non possono èssere emesse dopo aver fatto i Lavori.Non sarebbe un'agevolazione per chi non li ha.

Alessandro P., Roma Commentatore certificato 08.09.13 17:01| 
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In questo paese non si riesce proprio a fare qualcosa per questo popolo, è irresistibile soddisfare gli interessi privati a scapito del territorio dell'ambiente e degli interessi delle popolazioni locali.

Angelo Conte 08.09.13 16:34| 
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Purtroppo il rischio che corrono i residenti di San Foca e della Puglia tutta è evidente … ed è condiviso da altre località sparse sul territorio italiano ... è per questo motivo che andrebbe cambiata l'attuale gestione delle risorse energetiche a livello nazionale. Senza un piano energetico nazionale pluriennale si andrà sempre avanti con iniziative estemporanee che servono principalmente a creare un grosso volume di investimenti, corredati da altrettanto voluminose mazzette ... che non risolvono il problema,anzi neanche lo affrontano. Con il piano energetico nazionale si dovrebbe fare una valutazione abbastanza precisa sull'attuale fabbisogno nazionale... sulla possibilità di ridurlo, riducendo gli sprechi o comunque ottimizzando i consumi e di conseguenza individuando le forme di approvvigionamento dall'estero e/o produzione interna, prediligendo le fonti rinnovabili … senza campanilismi, personalismi e cercando di contenere gli interessi degli speculatori. Sembra una ricetta banale, ma è quello che sento ripetere dai tempi dell’università da tecnici dei vari settori, economisti e politici illuminati (pochi) ed è quello che fanno da anni i paesi d’oltralpe. Requisito imprescindibile per realizzare questo sogno è cambiare, quasi integralmente, l’attuale classe politica, che si è dimostrata e si dimostra sempre più sorda a queste “ovvietà”. Se ci si riuscisse, si creerebbero nuove prospettive di lavoro per molti ed un rilancio economico a livello nazionale. Giorgio

MEO G. Commentatore certificato 08.09.13 16:28| 
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Scusate, da apulo non ho ben compreso se la Tap (di cui anche io sostengo l'inutilità e vi confermo l'utile spreco di risorse che purtroppo ha il settore pubblico - e non solo, ma di quello parlo perché quello conosco)passi per la Capitanata (Nord Puglia) o per San Foca (Salento, Sud).
Vi ringrazio per la risposta... Vito.

Vito L., Brescia Commentatore certificato 08.09.13 16:10| 
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