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Rendita e risparmio

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"Ricordo a coloro che non lo sanno, che la rendita finanziaria è il risultato di un investimento: al pari del salario che è il risultato di una prestazione da lavoro. Ambedue i risultati non sono "risparmio" ma solo ciò che si ottiene investendo e/o lavorando. E visto che il salario è tassato con la progressività - prevista dalla Costituzione - intorno al 30 per cento (compreso le varie addizionali regionali e comunali (queste ultime laddove esistono), non vedo perche' tale progressività non si debba applicare anche alle rendite finanziarie. Il risparmio è altra cosa, ovvero: è tutto ciò che al netto delle tasse, delle spese vive per se e/o per la propria famiglia, si riesce a mettere da parte.
Sono un sostenitore del MoVimento 5 Stelle, e ci tengo a che Grillo - nei limiti del possibile - faccia chiarezza sulla differenza tra rendita e risparmio. Ringrazio per l'attenzione." Alfredo Lentini

23 Mar 2014, 12:40 | Scrivi | Commenti (69) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Alfredo Lentini, famiglie, Grillo, lavoro, MoVimento 5 Stelle, reddito, Rendita, risparmio, salario, tasse

Commenti

 

Ovviamente rendita e risparmio sono due cose diverse. Tassare la rendita progressivamente è sensato in teoria ma le grande rendite sparirebbero in fretta all'estero lasciando l'onere della tassazione alla classe media

Paolo O., Italia Commentatore certificato 11.02.16 10:56| 
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salve

oltre i buoni fruttiferi postali indicizzati(tipo a 10 anni), quale altro prodotto oggi potrebbe assicurarmi una minima rendita sicura?


grazie

MArco C. 02.02.16 01:21| 
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Sacrosanta riflessione che dovrebbero fare anche tutti quei ricchi signori che siedono in quella lussuosa sala chiamata parlamento...

Fabio R., Roma Commentatore certificato 07.09.15 13:46| 
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Grillo dovrebbe sapere che nel mondo e anche in Italia c'è una gran quantità di persone, soprattutto disoccupati, pensionati, lavoratori con stipendi da fame, che fanno trading per guadagnare qualcosa, non hanno un conto trading di centinaia di migliaia di euro ma di poche migliaia di euro, non sono speculatori, non hanno un guadagno certo, non hanno la tredicesima, le ferie pagate, i contributi previdenziali, tassare al 26% o addirittura al 43% vuol dire togliere anche l'ultima speranza. Tassiamo questi guadagni con il trading ma secondo il proprio reddito come avviene in Inghilterra e non in maniera discriminata.

Mik 09.05.14 12:52| 
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Scusate tanto, ma se vi lagnate tanto che lo Stato tassa i vostri risparmi tanto che non vale nemmeno la pena di comprare BOT o CCT o Obbl. o Azioni, perché non mettete i soldi sotto il materasso? Nessuno li tasserà più o voi anni più tardi ve li ritroverete in tasca come prima!
Ci dicono che con l'inflazione si svalutano nel tempo. Questo è vero per certi prodotti, ma non per tutti: ad es. Un telefonino Nokia che io comprai 5 anni fa a euro 64 ora viene venduto a 19 o meno. Ma vi pare?

sergio picini 25.03.14 17:40| 
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In attesa che Beppe “chiarisca”,lo precedo spiegando come stanno realmente le cose,alla faccia di chi parla di "demagogia 5 Stelle".
Bene,si dà il caso che il risparmio “puro” è solo quello che si mette sotto il materasso o il mattone:ciò forse ai tempi di Berta, nota filatrice.Più comunemente la gente normale oggi lo deposita in banca,su libretto o c/c.
I più rapaci‘rentiers’,poi, arrivano all’“infamia” di comprare qualche BOT,BTP,o persino–Dio li perdoni!–obbligazioni bancarie,etc.
Ciò tra l’altro consente alle banche – quando lo ritengono - di prestare a famiglie e/o imprese,secondo l’ordinario ciclo del finanziamento ai privati(e non ai tenebrosi Servizi deviati della Patagonia).
Questo risparmio, che tale è,anche se poi diviene – inevitabilmente – investimento e quindi fonte di…rendita, deriva da salari stratassati alla fonte (al40-50%)e dalla rinuncia a tutto il non strettamente necessario da parte di fastidiose ‘formiche’:consentendo loro di sopravvivere nei momenti bui, integrando redditi modesti,o sopperendo alla loro assenza. Può anche servire per figli disoccupati,per cure,per la mancanza di servizi sociali,o altre simili inezie,ma di sicuro non per champagne e caviale:quel genere di fonti di “rendita” di taluni Italiani non si trova nelle banche… italiane.
Il caso vuole che questo risparmio - se investito in(rischiosi)titoli del debito pubblico(!),e quindi - in quanto ”speculativo”- da tassare severamente!- consenta a tanti di continuare a filosofare in un paese altrimenti già fallito da un pezzo.
Il caso vuole anche che questo risparmio (e magri interessi,comunemente detti “rendite”)sia anche, per milioni di esodati ingannati, licenziati e mancati pensionati(v.Fornero)l’unica possibilità di restare in vita, nella speranza che qualcosa accada prima della fine della rendita (e del gruzzolo).
Un qualunque impiegato di banca sa chi sono realmente i percettori di “rendite”,pretesto dell’ulteriore, meschino, “raschiamento” del solito..fondo del barile.

walter minervini 24.03.14 18:40| 
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In attesa che Beppe “faccia chiarezza” come auspicato nel post,lo precedo spiegando come stanno realmente le cose, alla faccia di chi parla della demagogia dei 5 Stelle.
Orbene, si dà il caso che il risparmio “puro” sia solo quello che si mette sotto il materasso o il mattone: ciò ai tempi di Berta, nota filatrice. Più comunemente le persone normali oggi lo depositano in banca, su libretto o c/c.
I più rapaci,poi, arrivano all’ “infamia” di comprare qualche BOT o BTP, o persino – Dio li perdoni! – un’obbligazione bancaria o dell’ENI,etc.
Ciò tra l’altro consente alle banche – quando lo ritengono - di fare prestiti a famiglie e/o imprese, secondo l’ordinario ciclo del finanziamento ai privati (e non ai tenebrosi Servizi deviati della Patagonia).
Questo risparmio, che tale è, anche se poi diviene – inevitabilmente – investimento e quindi fonte di…rendita, deriva da salari stratassati alla fonte (del 40-50%) e dalla rinuncia a tutto il non strettamente necessario da parte di fastidiose ‘formiche’: consentendo loro di sopravvivere nei momenti bui, integrando redditi modesti, o sopperendo alla loro assenza. Può anche servire per figli disoccupati, per curarsi, per la mancanza di servizi sociali, o altre inezie del genere, ma di sicuro non per champagne e caviale: quel genere di fonti di “rendita” di taluni Italiani non si trova nei forzieri delle banche… italiane.
Il caso vuole che questo risparmio - se investito in (rischiosi) titoli del nostro debito pubblico (!!), e quindi - in quanto ”speculativo”- da tassare severamente (..!)- consenta a tanti di continuare a disquisire sul sesso degli angeli in un paese altrimenti già fallito da un pezzo.
Il caso vuole anche che questo risparmio (e magri interessi, comunemente detti “rendite”) sia anche, per milioni di esodati ingannati, licenziati vari e mancati pensionati (vedi Fornero e lacrime), l’unica possibilità di restare in vita, nella speranza che qual

walter minervini 24.03.14 18:02| 
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lentini ha proprio ragione! e per aumentare il potere contrattuale di una simile impostazione, si può allargare il discorso ad una realtà finanziaria come la banca etica.

domenico santacroce, napoli Commentatore certificato 24.03.14 12:16| 
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I tassi di interesse di obligazioni e conti sono prossimi allo zero. La borsa italiana è un mercato che rappresenta perfettamente il sistema economico del paese: corruzione, mancanza di tutela per i cittadini piccoli investitori, truffe a ripetizione, stradominio delle banche politicizzate che organizzano il mercato, società quotate che nella stragrande maggioranza sono pesantemente indebitate e non producono uno straccio di profitto.
Gli idioti al governano sperano che la tassazione di un sistema finito generi gettito ed invece l'unico effetto che otterranno sarà l'accelerazione dell'autanasia.
Insomma anche risparmiare in iItalia non rende più! E GLI IDIOTI PARLANO DI RENDITE FINANZIARIE!

Paolo De_Sanctis Commentatore certificato 24.03.14 10:50| 
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Il punto fondamentale è molto semplice e la sua comprensione penso sia alla portata di tutti. Se si tassa "pesantemente" il risparmio e quello che esso produce, colpendo solo le famiglie ed il popolo di piccoli risparmiatori (alla faccia della distribuzione equa del carico fiscale), riduci una parte significativa del reddito disponibile per i consumi, il quale a livello famigliare si aggiunge al reddito da lavoro (per quei pochi fortunati che ancora lo hanno). Quindi la scelta nefasta di tassare il risparmio ed i frutti che esso produce (chiamateli come volete) è pesantemente recessiva perchè non stimola la domanda di beni e servizi ma la deprime. Un governo che toglie capacità di spesa alle famiglie ("indiscriminatamente") riduce la ricchezza reale e percepita, restringe i consumi e danneggia l'economia! La ripresa economica c'è quando cresce la fiducia ed i cittadini sentono di poter contare su un reddito più certo e crescente. Questo li indice ad aumentare il consumi. Se togliano i risparmi alle persone, queste secondo voi spendono di più?

Paolo De_Sanctis Commentatore certificato 24.03.14 10:40| 
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in molti commenti si discute sulla tassazione della rendita scaturita dal denaro risparmiato, nessuno si preoccupa del fatto che
1- i conti correnti ormai sono a zero interessi
2- qualche buontempone al governo ci ha gia deliziati con un prelievo sul capitale cambiandogli nome, vedi bollo e nessuno si è stracciato le vesti
E anche per questo che la crisi continuerà dato che chi ha pochi risparmi non li lascia più in banca dato che lo stato te li "ruba" per primo, venendo a mancare la base prima dello stato capitalista.

Silvano B., (Vicenza) Commentatore certificato 24.03.14 09:22| 
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La differenza la fa il tempo! La speculazione è di breve periodo. .e va tartassata..non crea niente.. un investimento che vada oltre l anno, che sia rendita o risparmio, va tutelato. Ciao a tutti

Enrico Pimpinicchio 24.03.14 08:27| 
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Il fatto è che la rendita deriva dal risparmio, se non lo si tiene sotto al materasso, ma lo si investe per generare un movimento virtuoso nell'economia. Quindi non c'è tanto da differenziare carosignore!

Marco C 24.03.14 08:16| 
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Lo Stato mafioso: se un investimento finanziario produce una rendita, lo Stato partecipa alla rendita tassandola. Se un investimento produce una perdita, lo Stato non partecipa alla perdita.

Carmen G. 24.03.14 02:10| 
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Ricordo al Lentini che la rendita è un'alea, se l'investimento va male è sopportato tutto dall'investitore, lo Stato per caso compensa con danaro la perdita?
Ricordo altresì al Lentini che un rendimento che non copre nemmeno l'inflazione non è un guadagno è una perdita.
Ricordo infine al Lentini che se uso danaro già tassato (il mio ricavo dedotto dall'imponibile) è risparmio se lo vincolo ad un investimento (che non può essere tassato) è spesa se lo uso per acquistare beni o servizi.

emilio v., ekaterinburg Commentatore certificato 23.03.14 23:54| 
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Secondo me la soluzione è semplice, basta sommare le entrate di qualsiasi fonte esse siano (lavoro, rendita, investimenti, etc) ed applicare una tassazione ad aliquota variabile.

Alberto 23.03.14 22:33| 
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Però il risparmio, avanzo di denaro dopo le spese per vivere, che si spenda per l'acquisto di titoli mobiliari, che lo si vincoli in banca, o si acquisti oro o diamanti, o che si acquisti immobili, sempre di investimento si tratta.

O la ricchezza risparmiata, che giova ricordare sempre è gia stata tassata, uno la mette sotto la piastrella di casa, o diversamente se entra nel circuito finanziario mobiliare, immobiliare o dei beni rifugio, sempre investinento è.

Il punto però è che mentre una forma di investimento è tassata sia il capitale che la relativa rendita, in altre forme di investimento sono tassate le sole rendite oppure non sono per nulla tassate ne capitale nè rendita (ove ci sia rendita).

Gian A Commentatore certificato 23.03.14 22:17| 
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Forza M5S

WORCOM forum Commentatore certificato 23.03.14 22:13| 
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Se permettete è la funzione che caratterizza la definizione:

La rendita è il reddito che scaturisce dall'impiego (investimento)di un bene (un cespite, sia esso mobile od immobile, bene economico o finanziario);
Il risparmio è da intendersi come un surplus di reddito che è stato accantonato (anch'esso può essere mobile od immobile, economico o finanziario);

L'articolo 1 della Costituzione, nella parte in cui la definisce come Repubblica fondata sul lavoro, opera già una scelta di fondo su tale tema in quanto stabilisce che è il lavoro e non la rendita (economica, finanziaria, sociale)la pietra angolare su cui si è basata l'intera convenzione sociale.

In conclusione non dovrebbe esserci alcun dubbio che tra la rendita ed il risparmio solo quest'ultimo dovrebbe essere favorito e tutelato.
In conclusione, come si potrebbe distinguere in maniera netta tra risparmio e rendita?
Semplice, la misura: è risparmio quel bene che ha un valore inadatto a costituire di per se una rendita. A costituire cioè un vero e proprio reddito (superiore a quello che si ricaverebbe con una prestazione lavorativa media)


W IL M5S

giovanni d., avellino Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day 23.03.14 20:42| 
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COMPLIMENTI ALFREDO SEI STATO CHIARISSIMO.....E CHI HA ORECCHIE INTENDA.....

deu seu (gundar), cagliari Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day 23.03.14 19:43| 
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la tassazione và alzata per le speculazioni finanziarie.

massara.l 23.03.14 19:27| 
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concordo pienamente con quanto scritto , e aggiungo che Grillo con queste uscite degne del piu' meschino dei demagoghi della I repubblica conferma quanto dimostrato finora , solo un gran bel comico ciarlatano parla parla parla parla senza concludere nulla , ha solo sprecato 8 milioni di voti ( 25% ), e chiede di essere rivotato , spero tanto che scompaia in quanto il suo movimento e' forse solo una truffa messa in piedi dal sistema per far ad arte decantare tutto il malcontento. Grillo F.. C...

claudio rea 23.03.14 19:04| 
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Accomunare rendita finanziaria a rendita da lavoro (in special modo quello da lavoro dipendente), è sbagliato sotto tutti i punti di vista.
Ed è facilmente dimostrabile.
Infatti, il lavoro da' un reddito certo che non è soggetto a rischio - a parte quello di essere licenziati e perdere il lavoro.
La rendita finanziaria è conseguente ad un investimento in titoli, e per sua natura comporta un rischio: nessun investimento finanziario è garantito, le eventuali perdite possono essere enormi - basterebbe considerare quello che è successo dal 2001 in poi.
Nessuno investirebbe più in titoli di qualsiasi genere, compresi quelli garantiti dallo Stato, se la tassazione fosse portata allo stesso livello di quella sul lavoro dipendente, con le immaginabili disastrose conseguenze per la nostra economia, già tanto disastrata.
Piuttosto, quello che bisognerebbe davvero fare è distinguere nettamente le competenze delle banche d'affari da quelle delle banche commerciali.
Ma è quello che di fatto i poteri forti (mondiali, Obama stesso non c'è riuscito)non vogliono fare.

Roberto B., Roma Commentatore certificato 23.03.14 18:45| 
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E' una vita che lo sostengo! Le rendite finanziare devo essere tassate al pari del lavoro! O, meglio ancora, l'individuo deve essere tassato in funzione della somma dei suoi ingressi, indipendentemente da quale sia la provenienza!
Chi sostiene che tassare le rendite significa tassare il risparmio è un bugiardo!!!

Danir Rossi Commentatore certificato 23.03.14 18:14| 
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Gentilissimo, il risparmio, come dice lei, quando viene investito o lasciato nel proprio conto produce una rendita, finanziaria appunto.
In quel momento il prodotto del risparmio (rendita)deve essere tassato? Ci sono due teorie, una dice che non può essere oggetto di tassazione in quanto frutto del risparmio che è il risultato del proprio lavoro meno le tasse e la riproduzione della propria forza lavoro. L'altra dice che sulle "rendite" si deve applicare una tassazione almeno quanto quella sulla "forza lavoro". Credo che la demarcazione che deve essere sancita sia la differenza tra rendita derivante dal risparmio frutto del proprio lavoro, fisico, intellettuale, creativo e già abbondantemente Tassato, proprio di un individuo libero e detentore di diritti e doveri e la rendita vera e propria frutto di fortune e/o speculazioni varie. Il Grosso problema è capire dove inizia l'uno ed inizia l'altra!
Un idea sarebbe trovare un limite minimo dove il risparmio da lavoro sia addirittura esente da tassazione e applicare delle aliquote crescenti
per rendite superiori..........
Comunque anche le fortune, lasciti eredita avute in dono spesso sono "costate" in qualche modo lacrime e sangue ai fortunati, quindi anche per loro vale una quota di esenzione........
Ecco secondo me bisogna trovare una quota base dove una rendita finanziaria qualsiasi essa sia e da dove provenga sia esente totalmente e procedere
in crescendo con le tassazioni. La stessa Costituzione parla di progressività nella tassazione, ma si sa la Costituzione non è granchè considerata da questa classe politica!
Un altra considerazione da farsi è la differenza tra le "destinazioni" del risparmio che procurano una rendita, quindi il valore sociale, morale ed etico che un investimento crea, e al contrario
il Disvalore che certi altri investimenti creano!
Ecco anche questo parametro sarebbe interessante valutare, e incentivare o al contrario disincentivare!.........

alessandro s. Commentatore certificato 23.03.14 18:08| 
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hai il rancore del povero sderenato e non capisci cosa c'è dietro: c'è il fatto che il lavoratore deve vivere con i soldi contati..solo cosi lo rendi schiavo..io ho avuto la fortuna(nata dalla disgrazia di perdere un amato padre)di ereditare un patrimonio monetario (legalmente dichiarato e legale) di cui una parte posso permettermi di non toccare perchè grazie a dio ho un lavoro,un altra l ho messa a disposizione per l'arrotondo e questo agisce sul mio sistema immunitario rendendomi serena e autonoma,Renzi ci si pulisse il cu con i suoi 80 euro di merda ..sono l'unica dell'ufficio che non lecca il cu..al capo..perchè non ne ho bisogno..me lo compro sto miserabile un domani e gli lascio la liquidazione se voglio ..e lui ed altri l'hanno capito...sanno che il mio non leccare il culo è dovuto a ciò che gli sfugge,l hanno intuito...posso far fronte a spese impreviste senza marchettare ne elemosinare in giro ..in poche parole: IO SONO LIBERA ED ESERCITO LA MIA DIGNITA',manco li guardo in tv,mi fanno schifo...ma posso farlo,altri no putroppo e me ne duole ..grazie a quei risparmi o avrei il terrore di non farcela..io ho dignità,viaggio mi diverto e faccio studiare i miei figli..e loro è questo che non vogliono..vogliono schiavi che partoriscono altri schiavi e non gente libera e che può dire di no come faccio io ,solo loro devono avere tutto il meglio per loro e le loro famiglie ,il normale cittadino deve esse ridotto all'elemosina perchè se non è cosi rischia di diventare libero e non votarli per un piatto di lenticchie ..mi dispiace che molti infelici che scrivono qui sopra non l' abbiano capito...e facciano il loro gioco.

loretta 23.03.14 17:29| 
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si la distinzione è corretta, peccato che però che quando si parla di rendite finanziarie ci si ficca anche il "risparmio"...detto questo resta il fatto che è "fuffa"...i grandi capitalisti, le multinazionali..delocalizzano non sono le aziende in modo fisico ma spostano le loro sedi legali all'estero..cercando lidi dove la tassazione è inferiore..lo stesso Squinzi minaccia di andare in Svizzera...quindi con una tassazione già esosa sulle imprese e un economia alla canna del gas..tassare l'azionariato o il risparmio è la solita follia di questi politici da strapazzo...
Ci stanno "mollando" tutti....quindi il FALLIMENTO sarà una fine certa!

napoleone ., Leghorn Commentatore certificato 23.03.14 17:10| 
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l'ideale sarebbe avere uno Stato con moneta sovrana che si finanzia in parte con le tasse , in parte con nuova emissione. Mettere al bando i titoli pubblici, vietando la loro emissione, per evitare che quello che non vogliono fare i risparmiatori lo facciano le banche. Infine incoraggerei gli investimenti, orientando il risparmio verso il mercato azionario privato. Borsa severamente controllata e divieto assoluto di speculazione. Il reddito da capitale risparmiato ed accantonato deve derivare solo da ciò che le imprese riescono a passare in cedola dai loro utili.

cosimo 23.03.14 16:47| 
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scusami ma non riesco a vedere la" prestazione da lavoro" in un investimento (salvo quella dell'intermediario finanziario)

antonio contrastano Commentatore certificato 23.03.14 16:16| 
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Il concetto della contribuzione progressiva dovrebbe interessare ogni soggetto indipendentemente dalla fonte di reddito per cui nella dichiarazione dei redditi si dovrebbero sommare i diversi introiti e poi tassare progressivamente

Mario Cardone 23.03.14 15:56| 
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ricordo inoltre ad onor del vero che la media della tassazione delle rendite finanziarie in europa si attesta attorno al 25%.
e ricordo che anche il m5s aveva proposto un emendamento per alzare le rendite finanziarie, proprio per trovare i soldi per il reddito di cittadinanza.

Gabriele Lorenzoni (griever), Rieti Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day 23.03.14 15:36| 
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Volevo aggiungere infine che sui btp che sono tassati al12,5, si paga una ulteriore tassa sul valore nominale ovvero su quanto n teoria valgono in quel momenti, del 2 per mille sulla' intero valore!!! E la stessa cosa per i titoli azionari! Quindi se un titolo crolla io ho pagato una tassa del 2 per mille sul duo intero valore magari per anni, ma al momento di vendere se quel titolo è crollato non guadagno nulla! Insomma uno lavora - tassa sul lavoro - risparmia - glielo tassano - investe il risparmio - glielo tassano.... Ma non preoccupatevi. Siamo al raschio del fondo del barile... Sulla pelle nostra. Loro lauti stipendi cinti alla'estero e società offre shore..

simone simoni 23.03.14 15:12| 
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USARE SEMPRE LE PAROLE GIUSTE,PER RENDITA E RISPARMIO

alvise fossa 23.03.14 15:11| 
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In teoria è un commento condivisibile. Nella pratica no. Perché ricordo che: il conto corrente è già tassato, l'investimento in azioni viene tassato ulteriormente e i risparmiatori italiani hanno in portafoglio titoli per lo piu' deruvanti da privatizzazioni e conunque massacrati dalla crisi che hanno perso un mare di valore e rifilati all' epoca con altisonanti campagne pubblicitare. La casa tra imu tares stasi ecc ecc è stratartassata. E osservo che per la maggio parte, questo è un serbatoio che serve alle odierne generazioni di disoccupati che ci tirano avanti perché lasciatogli dai padri oppure gente che avrà pensioni talmente misere e/ o idem stipendi da fame per cui detto risparmio che alla'apparenza può sembrare benestanza è in realtà l' ultimo muro prima della rivolta sociale. Non si deve toccate!!!!!

simone simoni 23.03.14 14:50| 
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È il sistema ad essere sbagliato. È il fatto di pensare che, dando del denaro risparmiato ad altri, col tempo questo denaro debba per forza tornarci indietro aumentato.

Una volta era (forse) ancora possibile percepire questo interesse dovuto al fatto che, grazie ai nostri risparmi, qualcuno riusciva a produrre qualcosa che ci garantisse il famoso interesse.

Oggi non è più così, l'accumulo di denaro tenderà sempre più a non produrre interessi, e chi pensa di fare un affare investendo i propri risparmi in titoli avrà sempre peggiori sorprese.


Il risparmio genera una rendita grazie agli interessi corrisposti, mase questi risparmi superano una certa soglia la rendita va tassata in modo progressivo, se i risparmi sono sotto una certa soglia ( ex 100'000 euro ) da decidere vanno tassati se si investono in titoli di stato al 12,5 per cento, perché' si deve difendere la capacità' di risparmio degli italiani che da linfa alle banche per farei prestiti alle famiglie e alle imprese

Alessio Santi, Vernio(PO) Commentatore certificato 23.03.14 14:31| 
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Volevo far notare che vengono tassati come reddito anche gli interessi per esempio di un conto corrente o conto deposito,sono d'accordo ma si deve tener conto che esiste anche l'inflazione che deve essere conguagliata con il tasso di interesse,quindi dovrebbe essere sottoposto a tassazione solo l'eventuale eccedenza.

claudio masiello, roma Commentatore certificato 23.03.14 14:31| 
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Franco Rossi ............ 80.000,00 32.000,00
Mario Bianchi ........... 40.000,00 16.000,00
Salvatore Verdi ......... 30.000,00 12.000,00
Totale Reddito ..........150.000,00 60.000,00
Pressione fiscale 40% ... 60.000,00
Imposta sul reddito (dirette) 20%
Imposta sui consumi (indirette) 20%
La tassazione dipende da ciascuna propensione individuale al consumo e al risparmio.
In macroeconomia il Risparmio è = all'Investimento effettuato dal sistema delle imprese, delle famiglie e della P.A e intermediato dal sistema creditizio.
Il reddito individuale è direttamente tassato con l'IRPEF e indirettamente attraverso l'IVA, le ACCISE ed altre imposte indirette.
Se col mio reddito personale per andare a lavoro metto 100 € di benzina pago all'erario pubblico circa 65,00 €. La situazione è veramente drammatica perché oltre alle rendite finanziarie ci sono le rendite di posizione tipo quelle delle caste, dei dirigenti pubblici e privati, degli esercizi con grandi volumi d'affari etc. etc.
I tetti per le pensioni proposti da Beppe sono sacrossanti, e altrettanto sacrossanti sono i tetti a tutti gli altri redditi, altrimenti le cose non cambiano e non cambieranno mai!!! Salvo una bella e altrettanto sacrossanta rivoluzione!!!!!

Tore Carboni 23.03.14 14:29| 
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Questo commento mi sembra di buon senso, e il buon senso è la stella polare del m5s. Ieri anche io avevo scritto che ritenevo giusto che le tasse sulle rendite finanziarie dovessero essere progressive, con una certa linea di demarcazione attorno ad esempio ai 100 150 mila euro. Questo perchè è cosa buona e giusta tutelare il RISPARMIO delle famiglie, mentre per cifre superiori è giusto avere delle tasse adeguate al fatto che queste cifre possano essere effettivamente valutate come rendite finanziarie, e il lavoro non puo essere tassato più delle rendite. Il trading azionario deve essere tassato molto, perchè non centra nulla con l'investimento, ma è pura speculazione.
Detto questo, questa classe politica disonesta e corrotta non si puo permettere di alzare nessuna tassa, io sono stufo di ricevere direttive da ladri e corrotti!! Tutti a casa, molti in galera e soprattutto prima dobbiamo riprenderci il malloppo!

massimo f., milanosudest Commentatore certificato 23.03.14 14:24| 
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E' proprio per questo che l'aumento delle aliquote sulle rendite finanziarie dovrebbe esclusivamente finanziare una identica riduzione delle imposte sui redditi da lavoro. E la tassazione sulle rendite dovrebbe essere omogenea tra titoli di stato ed altre forme di investimento.

alan grandi 23.03.14 13:55| 
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La differenza c'è ed è evidente, ringrazio per la spiegazione, ma pongo un quesito:
Fatto 100 il numero degli investitori in Italia quanti accedono ad investimenti finanziari con i profitti generati da Lavoro e quanti con rendite di altro tipo?
Io sono tra i primi, quei 2 soldi messi da parte dopo aver pagato LAUTE IMPOSTE in cambio di SERVIZI INESISTENTI li ho investiti ed ora me li vedo PESANTEMENTE RITASSARE, permettetemi, ma a me GIRANO LA PALLE!

Donato Tobi () Commentatore certificato 23.03.14 13:43| 
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starei attento a tassare le rendite finaziarie .......perchè con un semplice click .....si va su altre piazze europe ...quindi se x voi è megli avere la tassazione del 30/%su un gettito di 1000 o avere il 12,5 % su 10.000 .......guardiamo sempre i numeri x favore .....poi se vogliamo parlare di scatole cinesi o speculzione selvaggia sono d'accordo con voi .....
Non deve essere visto come un delitto ,investire dei risparmi in una società italiana che da lavoro ad italiani ...che produce beni utili .
Quelli che hanno i danè non hanno problemi ad andare ad investire nella city!...

Fabry 23.03.14 12:58| 
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Ringrazio anzitutto i gestori per l'onestà intellettuale dimostrata pubblicando questo commento. Non ho le competenze per esprimere giudizi, ma anch'io, leggendo il post a cui si fa riferimento, avevo l'impressione che si "sommassero mele e pere"...

davide morsanutto, latisana Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day 23.03.14 12:55| 
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