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La legittima difesa del Made in Italy

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"Due atleti sono impegnati in una gara: uno fa uso di doping e l'altro non prende l'aspirina neanche quando ha il raffreddore. Chi vincerà? Questa semplice metafora rappresenta bene il funzionamento dell'economia di mercato nell'era della globalizzazione. Le aziende europee devono rispettare rigidissimi protocolli, ma al contempo gareggiare con l'economia cinese dopata grazie a sovvenzioni pubbliche, costi dell'energia bassissimi, sfruttamento della manodopera, anche quella minorile. Chi vincerà?

Questa impari gara è stata riequilibrata, in alcuni settori produttivi, grazie ai dazi antidumping, una sorta di compensazione del prezzo finale del bene a fronte di una concorrenza sleale. Facciamo l'esempio delle BICICLETTE. "L'industria italiana della bicicletta ringrazia i dazi antidumping (messi nel 2011 ndr) e chiude il 2013 con una produzione in crescita del 22% rispetto all'anno precedente", scrive il quotidiano di Confindustria "Il Sole 24 Ore". Paolo Nigrelli, presidente del settore ciclo di Ancma, in una intervista rincara: "non è protezionismo, è legittima difesa".

C'è una guerra commerciale in corso e sopravvive solo chi si difende. La LEGITTIMA DIFESA ha prodotto dei risultati concreti. Il settore delle biciclette, per continuare l'esempio, era agonizzante. Si è passati dalle 5,8 milioni di bici prodotte nel 1994 ai 2,4 milioni del 2011, un crollo del 65% che ha rischiato di spazzare via un'eccellenza italiana. Ducati, Bianchi, Atala, Bottecchia, Pinarello, sono realtà imprenditoriali che, con la ricerca e l'innovazione, hanno resistito a qualsiasi tempesta economica. La Colnago - in collaborazione con la Ferrari e il Politecnico di Milano - è stata la prima azienda al mondo a introdurre i telai in carbonio. C'era un'Italia che funzionava e che si faceva rispettare nel mondo, mentre adesso c'è la Cina che ha una sovrapproduzione di 30 milioni di bici da piazzare all'estero. Senza i dazi introdotti nel 2011 che fine avrebbero fatto tutte queste aziende? Stesso discorso vale per tutto il resto dell'industria manifatturiera: si rischia una tabula rasa.

La partita si gioca a livello europeo. Nelle comunicazioni sulla strategia commerciale di Cecilia Malmström, Commissaria dell'UE responsabile per il Commercio, non c'è una riga su come l'Europa possa difendere la propria industria dalle pratiche scorrette e sleali praticate dalla Cina. Questa Europa sta, invece, accelerando la sua trasformazione verso una società dei servizi svendendo la sua anima alle multinazionali del nord Europa affamate di prodotti a basso costo. L'industria automobilistica tedesca nel breve periodo, per esempio, potrà assemblare le proprie auto con la componentistica cinese e godere di una riduzione dei costi e un aumento dei profitti. Tuttavia, le conseguenze sarebbero drammatiche: nel breve termine il prosciugamento degli affari dell'indotto che tiene in vita le piccole e medie imprese, nel lungo termine il trasferimento del know how produttivo ai cinesi che così potranno far da soli e costruirsi le automobili da soli.

Nessuno però ha il coraggio di dire la verità alla Cina. Davanti a Xi Jinping in visita istituzionale in Europa hanno scodinzolato tutti come dei cagnolini. La Merkel schiava delle lobby automobilistiche, Cameron che un giorno lo accoglie come un Re, il giorno dopo chiede aiuto a Bruxelles per difendere le sue acciaierie dalla concorrenza cinese. Infine, Renzi che non vuole scomodare il nuovo grande capo (negli ultimi anni la Cina ha investito milioni in Telecom, Fiat-Chrysler, Eni, Enel, Prysmian, Cdp Reti, Ansaldo Energia, ma anche Gruppo Ferretti, Fiorucci, Miss Sixty, Cerruti e Benelli). Hanno tutti paura della Cina e per questo stanno svendendo l'industria europea.

Il MoVimento 5 Stelle invoca la LEGITTIMA DIFESA per le imprese italiane. Questo scriverà la portavoce Tiziana Beghin nel rapporto a lei assegnato sulla strategia commerciale europea. Guarderemo in faccia chi vuole far fallire l'Italia e cercheremo l'alleanza con Paesi industriali del Sud Europa, Spagna, Francia, Portogallo e la Grecia che rischiano di vedere scomparire tra 1,7 e 3,5 milioni di posti di lavoro." M5S Europa

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17 Nov 2015, 11:45 | Scrivi | Commenti (7) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: cina, M5S, M5S EUropa, made in italy, protezionismo

Commenti

 

Una domanda...o meglio una risposta.....http://www.ilnavigatorecurioso.it/2015/05/11/perche-la-cina-sta-costruendo-citta-fantasma-in-africa/
Il piu' grande affare mondiale in fase di semina. C'e' da meditare !!!!!

Marco Gisondi 18.11.15 00:50| 
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Uno stato dovrebbe avere il diritto di imporre tutti i dazi che ritiene convenienti per proteggere i propri interessi.
Purtroppo il mercato comune europeo con moneta unica ha distrutto le nostre industrie che non possono competere con aziende con sede legale/fiscale in Inghilterra/Olanda o con manodopera dell'est.

Regalare ai nostri concorrenti stranieri il diritto di tassare le merci importate non è stata la mossa più furba nella storia d'Italia.

La Cina sta facendo esattamente quello che han fatto paesi europei più competitivi di noi: aggredire altri mercati per aumentarne il debito privato e approfittare delle conseguenti svendite aziendali (quante aziende italiane sono ancora di proprietà italiana?).
Per proteggere le aziende italiane dobbiamo riprendere la sovranità fiscale ceduta ai falsi amici ovvero uscire dall'Ue che ci ha ormai ridotto in condizioni economiche pietose.
Non si possono elemosinare i propri sacrosanti diritti dagli aguzzini, bisogna riprenderseli anche a costo di usare la forza.
Quando avremo ripreso la nostra sovranità potremo imporre i giusti dazi alla Cina e a tutte quelle multinazionali che ci impoveriscono.

Alessandro P., Alano di Piave Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 17.11.15 14:39| 
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OTTIMO POST.
DOBBIAMO DIFENDERE IL MADE IN ITALY PRIMA CHE CI DISTRUGGANO ANCHE QUELLO.

santo nalbone 17.11.15 14:30| 
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Primi tre commenti off topic...

Michele C. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 17.11.15 13:24| 
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io chiamerei ( IL PARTITO DEL POPOLO)

Garone Vincenzo 17.11.15 12:14| 
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salve, vorrei solo una verifica dei miei dati, visto che è la seconda volta che non riesco a votare....
"Le credenziali che hai utilizzato non corrispondono a un utente autorizzato.
Verifica lo stato del tuo profilo facendo login qui..." però quando mando i soldini le mie credenziali vanno benissimo..
grazie

Viriginio Frigieri, Modena Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 17.11.15 12:13| 
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La Francia dovrebbe uscire dalla Nato e fare accordi con la Russia,così oltre a combattere e distruggere il mostro prolificatosi grazie alle guerre mascherate in Missioni di Pace,farà crollare la Globalizzazione come la Torre di Babele e darà speranza alle generazioni future,senza farle vivere nel terrore che è solo manna per la Malapolitica.Se la Francia non avesse seguito la politica all'italiana entrando nella Nato per recitare la parte della cattiva nel disegno Globale per fare le guerre nascherate e sottocopertura delle Missioni di Pace,adesso non piangerebbe i morti provocati dal mostro che hanno contribuito a far crescere e prolificare.Certamente alla luce dei fatti,gli unici che hanno trionfato sono i parotagonisti delle grandi ammucchiate fnta sinistra,finta destra,centro,lega che governando nella seconda Repubblica sono riusciti a tenere il piede in due scarpe ed è per questo che sono riusciti a fare la Terza Repubblica fotocopia delle prime due.Perciò se il mostro Isis è cresciuto e prolificato,la colpa è solo delle Colonie aggregate nella UE che hanno concentrato tutte le loro forze per sottomettere la ex Grande potenza Russa al volere dei padroni del mondo e per destabilizzare Nazioni ricche di risorse prmarie Iraq-Libia-Ecc. e finanziare gruppi armati per destabilizzare Nazioni come hanno fatto nel Caucaso-Ucraina-Siria.Chi ha seminato vento,odio e provocato distruzioni,morte,sofferenze,adesso raccolgono i frutti da loro seminati,però chi soffre e crepa per le loro colpe è sempre e solo la povera gente inerte,mentre per i politici innalzati a governare le Colonie sembra che queste tragedie siano come Manna,perché possono recitare la parte delle vittime e farsi vedere belli mentre commemorano i morti e servono come collante salva governance imposte."Dividi Et Impera,seminando odio-sofferenze-distruzioni-paura " avrai successo e lascerai i tuoi tesori e potere agli eredi!I politici si sono dimenticati anche delle sofferenze inflitte al proprio popolo.

Agostino Nigretti 17.11.15 11:55| 
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