Il Blog delle Stelle
C'erano una volta un inglese e un italiano

C'erano una volta un inglese e un italiano

Author di MoVimento 5 Stelle Europa
  • 14

La Gran Bretagna fa parte dell'Unione Europea. Ha negoziato condizioni speciali per via delle sue specificità, i vincoli economici imposti dall'UE - infatti - non hanno mai convinto gli inglesi. Né tantomeno l'adozione della moneta unica a cui sono ben lungi dall'aderire. Ora si parla addirittura di Brexit, ovvero della definitiva uscita dal progetto europeo di una delle maggiori potenze economiche e industriali del blocco. Il tutto perché i cittadini del Regno Unito percepiscono le istituzioni comunitarie come un blocco al benessere e alla prosperità del loro Paese; vedono ciò che sta accadendo ai partner europei che crollano sotto i colpi della Troika e si stanno chiedendo se veramente valga la pena rimanere in questa Unione. Agli occhi dell'Italia la musica che arriva da oltremanica è a dir poco paradossale: gli inglesi, che già non adottano l'Euro, vogliono davvero l'esclusione del Regno Unito dai progetti di una UE futura sempre più coesa e compatta attorno all'economia tedesca? E al contempo, vorrebbero tutelarsi come area al di fuori dell'eurozona ma comunque meritevole di protezione per la sua condizione di outsider monetaria? Incredibile, vero? No, diciamo noi. Perché gli inglesi sono stati capaci di tutelare il loro Paese dal Trattato di Maastricht in poi e, ora, hanno la possibilità di fare un ulteriore step.

Tuttavia, il punto non è se la Brexit diverrà realtà o meno. Piuttosto, è bene tornare a comprendere come si dovrebbe comportare uno Stato sovrano nei confronti dell'UE. L'Italia, da tutti i punti di vista, deve pretendere uno Statuto Speciale per le sue specificità a livello economico, monetario, sociale, culturale, produttivo, industriale ed energetico. Lo deve fare nel più breve tempo possibile, per tornare a garantire ai suoi cittadini i diritti riconosciuti dalla nostra Costituzione. Non fatevi ingannare dalle sirene secondo cui l'attuale Governo sarebbe riuscito ad ottenere la flessibilità sperata, la lettera della Commissione Europea è stata chiara. Pochissime deroghe a pegno di sforzi nel 2017: probabilmente in cambio dell'aumento dell'IVA e di altri tagli alla sanità, alle pensioni e ai servizi.

Gran Bretagna e Italia, in questo momento, hanno in comune la retorica della paura che accompagna ogni possibile scelta democratica dei cittadini. Perché il copione dell'Unione Europea, che si muove a turno secondo gli attori della Troika (FMI, Commissione Europa, BCE), è ogni volta il medesimo. Ce lo ricorda Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph (traduzione di Voci dall'Estero), citando proprio la disonestà intellettuale del Fondo Monetario Internazionale.

"Se il Fondo Monetario Internazione e i suoi fiancheggiatori volevano scoraggiare dall'accostarsi alla Brexit chi è ancora indeciso, hanno sicuramente fallito. Dopo avere ascoltato le loro irritanti prediche, sono più incline a optare per la sfida, perché la loro maschera di obiettività è caduta. Non ci può più essere alcun dubbio sul fatto che stanno facendo un gioco politico con l'autodeterminazione democratica di questo paese. Il Fondo scopre il suo gioco al punto 8 dell'articolo IV delle sue conclusioni sull'economia del Regno Unito, dove si afferma che "il costo di un'assicurazione contro il default sovrano del Regno Unito è raddoppiato (anche se a partire da un livello basso)". Qualsiasi persona normale che non segue il mercato dei derivati lo interpreterebbe come un segnale sinistro da parte degli investitori globali. Certo, il prezzo dei credit default swap sul debito UK a 5 anni - l'indicatore che usiamo tutti - ha fatto un salto da 17 a 37 dalla fine dell'anno scorso. Ma il Fondo monetario ha trascurato di ricordare che c'è stato un salto da 15 a 33 in Svizzera, da 26 a 43 in Francia, da 45 a 65 in Corea. Questo salto non ha praticamente nulla a che fare con la Brexit, e il FMI lo sa perfettamente. Il suo stesso mentore e a lungo capo economista del FMI, Olivier Blanchard, il mese scorso mi ha detto che non vi era alcun rischio di una crisi del debito sovrano, né di attacco ai titoli, né di un arresto improvviso di alcun tipo. "Il finanziamento sarà più difficile dopo la Brexit? Gli investitori valuteranno il governo britannico come più a rischio? Non penso proprio", ha dichiarato. Il professor Blanchard, che recentemente si è dimesso dal Fondo ed è libero di dire come la pensa, afferma che ci può essere un prezzo da pagare per la Brexit, ma è impossibile da calcolare.
[...]
Quello che è chiaro è che le conseguenze terribili prospettate successivamente dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, dal Tesoro, dall'OCSE, dalla Banca d'Inghilterra, e dal Fondo monetario internazionale si verificherebbero solo se i paesi leader a livello mondiale decidessero di attivarsi proprio per provocare il caos che dicono di paventare".

Vi ricorda qualcosa? È la stessa retorica della distruzione adottata in Italia ogniqualvolta si mettono in discussione le politiche economiche imposte dall'UE. Parliamo della famosa rinegoziazione dei Trattati, visti dagli eurocrati al pari della Sacra Bibbia per i cristiani. E su questo mantra abbiamo subito di tutto: Fiscal Compact, Bail-in, MES, Unione Bancaria, moneta unica, vincolo di cambi fissi e, naturalmente, tutti i Governi fantoccio imposti da Bruxelles. Un commissariamento sulla falsariga della Grecia. Se ne sono accorti tutti a livello internazionale e, forse, iniziano ad accorgersene anche gli italiani. Sempre Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph (traduzione di Voci dall'Estero), inquadra i problemi del Bel-Paese.

"L'Italia sta esaurendo il tempo a disposizione, dal punto di vista economico. Dopo sette anni di espansione globale, che si sta esaurendo, il paese è ancora bloccato nella deflazione del debito e in una crisi bancaria che non è in grado di affrontare dentro i vincoli paralizzanti dell'Unione Monetaria. Gli ipotetici risparmi provenienti da una drastica austerità fiscale - i tagli negli investimenti pubblici - vengono schiacciati dalla inesorabile aritmetica dell'effetto denominatore. Il rapporto debito/pil era 121 percento nel 2011, 123 nel 2013, 129 nel 2013. Quest'anno l'incremento si è quasi appiattito, restando sul 132,7 percento, aiutato da un euro debole, petrolio ai minimi, e dalla polverina magica del quantitative easing di Mario Draghi. Questo triplo stimolo si sta però esaurendo prima ancora che il paese esca dalla trappola della stagnazione. Il Fondo Monetario Internazionale si aspetta una crescita di appena l'1 percento per quest'anno. La finestra globale, in ogni caso, si sta chiudendo. L'aumento dei salari americani porterà probabilmente la Federal Reserve ad aumentare il tasso d'interesse, e la speculazione selvaggia spingerà certamente la Cina a limitare il suo boom di credito. L'Italia a quel punto cadrà di nuovo in recessione - forse all'inizio del prossimo anno - con tutti gli indicatori macroeconomici ad un livello peggiore di quanto fossero nel 2008, e con metà del paese pronto a una rivolta politica.
[...]
Il Fiscal Compact concordato con l'UE obbliga l'Italia ad accumulare surplus primari abbastanza grandi da tagliare il 3,6 percento del rapporto debito/PIL ogni anno per vent'anni. Vi viene da ridere o da piangere?

La storia del catastrofico calvario dell'Italia nell'Euro è lunga e complessa. Il paese aveva un ampio surplus commerciale con la Germania a metà degli anni '90, prima che i tassi di cambio fossero fissati definitivamente. Erano i tempi in cui si poteva ancora recuperare competitività e reddito con la svalutazione della moneta, per la grande irritazione delle camere di Commercio tedesche. Basti dire che l'Italia ha perso il 30 percento di competitività in termini di costo del lavoro per unità di prodotto rispetto alla Germania nel corso degli ultimi quindici anni, in parte perché la Germania ha compresso essa stessa i salari per guadagnare una marcia rispetto agli altri, ma anche perché la globalizzazione ha colpito i due paesi in modo differente. L'Italia è inciampata su un "cattivo equilibrio". La sua produttività è scesa del 5,9 percento dal 2000, un crollo spaventoso. Parlare di colpe non serve a nulla. La critica antropologica all'Unione Monetaria Europea è sempre stata che non sarebbe riuscita a mettere assieme paesi europei così diversi e spesso contrastanti, con culture eterogenee, entro un'unico recinto - e infatti non ci è riuscita.

Puoi dare la colpa a questo o quel governo italiano, ma l'unica questione rilevante oggi è che l'Italia ora non riesce a uscire dalla trappola. Gli sforzi per riguadagnare competitività tramite svalutazione interna non fanno altro che peggiorare la dinamica del debito e prolungare la depressione. Il risultato, che abbiamo davanti ai nostri occhi, è l'implosione industriale. In questa miscela altamente infiammabile dovete poi aggiungere la crisi bancaria, che espone ulteriormente il carattere disfunzionale dell'unione monetaria, e che sta peggiorando di giorno in giorno. Si tratta del valore più alto nel G20, sebbene alcuni dicano che il dato per la Cina sia molto vicino. Le banche devono ancora depennare 83,6 miliardi di euro di crediti in sofferenza. Non lo hanno ancora fatto per un motivo. Il loro coefficiente patrimoniale è troppo basso, di qui i timori per una ricapitalizzazione forzata e del bail-in secondo le nuove normative europee.
[...]
L'Italia è ora nella peggiore delle condizioni possibili. Non può intraprendere azioni normali da paese sovrano per stabilizzare il sistema bancario a causa delle interferenze e delle regole europee, e d'altra parte non c'è alcun sistema bancario europeo degno di questo nome, o sistema di assicurazione dei depositi condiviso, su cui scaricare i pesi. "Saremo seriamente nei guai se ci sarà un'altra recessione", ha detto Codogno".

Un' Europa diversa, quella vera, che rispetti le peculiarità e i diritti di ogni singola nazione che vi appartiene, è possibile. La Gran Bretagna darà probabilmente il primo scossone, indipendentemente dal risultato del referendum nel Regno Unito.
L'Italia, ma soprattutto gli italiani, saranno pronti al cambiamento?



Fai una donazione a Rousseau: http://bep.pe/SostieniRousseau e poi annuncialo su Twitter con l'hashtag #IoSostengoRousseau

bannerrousseau.jpg

18 Mag 2016, 10:20 | Scrivi | Commenti (14) | listen_it_it.gifAscolta
Invia il tuo video | Invia ad un amico | Stampa

  • 14


Tags: brexit, europa, inghilterra, italia, m5s

Commenti

 

Sono dell'idea che l'Italia deve tornare alla Lira, Rinazionalizzare la Banca D'Italia e riprendersi la Soranita' monetaria, naturalmente fuori da questa Europa delle banche. Il mio voto al M5S deve servire a questo scopo.

Bart 18.05.16 19:21| 
 |
Rispondi al commento

io sono un europeista convinto anche se ho sponsorizzato la campagna noeuro ..


io credo nell'europa federale

oggettivamente oggi , è la Germania a essere un ostacolo per questo processo

invece di uscire noi dall'euro
perchè non si chiede alla Germania di uscire ?


la Globalizzazione
volenti o nolenti ESISTE

Mercati come Quello USA o CINESE

renderanno sempre più marginali gli staterelli con poche decine di milioni di abitanti ..


Federazione dei pianeti uniti
uno startrekkista ..
molto peggio di un komunista

Nello R., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 18.05.16 16:12| 
 |
Rispondi al commento

In Inghilterra c'è una tale propaganda a favore dell'ue che il risultato mi appare scontato (poi dopo la visita di Hussein Obama gli inglesi si sono italicamente appecorati);
una campagna mediatica terroristica instilla paure enormi in tutti quelli che vorrebbero uscire tanto che i brogli (sempre possibili) non saranno necessari.
E se anche miracolosamente vincesse il fronte per l'uscita allora il governo firmerà immediatamente altri trattati con l'ue:
schiavitù per tutti e tante frustate pubbliche altrimenti si accenderanno ribellioni ovunque e i plutocrati rischieranno il collo...

Alessandro P., Alano di Piave Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 18.05.16 15:10| 
 |
Rispondi al commento

faranno i soliti brogli sul risultato del referendum (come è successo in Irlanda) e resteranno in UE.

mic. 18.05.16 14:58| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

In linea di principio, se si tenesse conto di ciascuna specificità nazionale non ci sarebbe l'Unione Europea ne tantomeno l'euro. Va da se se l'euro è la moneta imposta dalla Germania per il proprio tornaconto e che l'Europa è germano-centrica nelle sue linee-guida. La GB vuole la Brexit...come se già non l'avesse. Diciamo che la vuole solo formalizzare. E' risaputo che la GB è più orientata economicamente verso gli USA, quindi...La GB non sopporta l'Europa incentrata sulla Germania, il che sembrerebbe una considerazione e giustificazione valida e ragionevole; ma il sospetto è: la GB vorrebbe che tutto ruotasse intorno ad essa così da avere un'Europa britanno-centrica? C'è il sospetto che ciascuno dei "caporioni" europei ritenga di essere meglio degli altri e in questo caso, la GB non sopporta che a dirigere l'Europa siano i teutonici.
L'Europa è solo un'entità geografica, parafrasando il Metternich, dove ciascuno tenta, e qualcuno ci riesce, a ricavarne il massimo possibile a spese degli altri.
L'Europa unita è irrealizzabile.

Francesco L. Commentatore certificato 18.05.16 14:37| 
 |
Rispondi al commento

Bisognerebbe che gli italiani si svegliassero, ma quando?
Di solito si svegliano dopo.

giorgio peruffo Commentatore certificato 18.05.16 14:10| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

l'europa di questi tempi con al comando le banche spero non porti solamente alla povertà o ci ritroveremo ad avera una guerra interna perchè se sei disperato e non hai nulla da perdere non rimane molto da fare spero sempre che il progetto europa fallisca prima che questo accada

chiari a. Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 18.05.16 12:01| 
 |
Rispondi al commento

Certo che e' possibile un'Europa diversa da quella attuale che gia' di per se' e' molto diversa da quella pensata dai suoi primi fondatori. L'uscita della Gran Bretagna e' una premessa indispensabile per un'altra Europa perche' e' stata proprio la presenza britannica a impedire la realizzazione di una vera unita' europea. La scelta e' tra un'area di semplice libero scambio di merci e servizi, come vorrebbero inglesi e statunitensi, e una Europa integrata molto piu' di quanto non sia oggi nel campo economico,finanziario, sociale, militare e della politica estera. In questo tipo di Europa l'Italia non ci potra' essere, come non sarebbe dovuta entrare nell'euro non avendone i requisiti. Avra' cosi' una relativa liberta' di azione nella politica interna cosi' come gli altri Paesi di seconda fascia che non parteciperanno al nucleo dei Paesi piu' forti. Che poi questa situazione serva a migliorare la nostra economia e' tutto da vedere, non potendosi affatto escludere un default dell'Italia cosi' come di altri Paesi marginali.

Adolfo Treggiari, Romai Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day 18.05.16 11:24| 
 |
Rispondi al commento

A causa di ingordigia e abusi di potere, ci hanno portato a questo punto persone che non ne capivano niente di moneta unica, hanno giustificato le loro poltrone ed i loro lussureggianti salari nelle commissioni, nelle riunioni,ai buffet vestiti bene in lussuosi hotel, godendo di ummunità diplomatiche e tutto evidentemente a nostre spese! Criminali!! Fuori dall'Euro al piu presto!

Agostino Carnevale Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 18.05.16 11:23| 
 |
Rispondi al commento
Discussione

Gli unici che da tempo avevano capito cosa fare,sopratutto per il fatto di non essersi fidati dell'euro.

Daniele C., Ascoli Piceno Commentatore certificato 18.05.16 10:54| 
 |
Rispondi al commento



Inserisci il tuo commento

Il Blog di Beppe Grillo è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Beppe Grillo

Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Non è possibile copiare e incollare commenti di altri nel proprio.
Per rispondere ad un commento è necessario utilizzare la funzione "Rispondi al commento"

Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

La lunghezza massima dei commenti è di 2000 caratteri
Se hai dei dubbi leggi "Come usare il blog".


 

Invia un commento

Invia un commento certificato





Memorizza i miei dati?

*Campi obbligatori




Numero di caratteri disponibili:      




   


Inserisci il tuo video

Invia un video

Invia un video certificato





Memorizza i miei dati?

*Campi obbligatori











Informativa Privacy (art.13 D.Lgs. 196/2003): i dati che i partecipanti al Blog conferiscono all'atto della loro iscrizione sono limitati all' indirizzo e-mail e sono obbligatori al fine di ricevere la notifica di pubblicazione di un post. La mail di segnalazione dell'avvenuta pubblicazione di un nuovo post sarà impiegata anche per sottoporre agli utenti opportunità di consultazione e/o acquisto di materiali editoriali, fotografici e filmati realizzati dal MoVimento 5 Stelle, dalla Associazione Rousseau e non solo. Fra le finalità del trattamento dei dati conferiti dovranno intendersi comprese quelle della promozione di iniziative commerciali e pubblicitarie rispetto alle quali si avrà comunque, ed ogni volta, la possibilità di opporsi, chiedendo la cancellazione del proprio indirizzo di posta dall'elenco di quelli cui vengono indirizzati i predetti messaggi.
Per poter postare un commento invece, oltre all'email, à richiesto l'inserimento di nome e cognome. Nome e cognome vengono pubblicati - e, quindi, diffusi - sul Web unitamente al commento postato dall'utente, l'indirizzo e-mail viene utilizzato esclusivamente per l'invio delle news del sito. Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sul Blog; in particolare, non ne è prevista l'aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possa essere intenzione del sito eseguire saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell'utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell'utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o diffusione degli stessi, salvo quanto previsto di seguito, è, dunque, prevista. In ogni caso, l'utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all'art. 7 del D.Lgs. 196/2003. Per l'utilizzo dei cookies, si rinvia alla lettura della Cookie Policy. Titolare del trattamento ai sensi della normativa vigente è l'Associazione Rousseau in persona del Presidente pro-tempore, con sede in Milano, Via G.Morone n. 6, 20121.




Invia il post ad un amico


Invia questo messaggio a *


Il tuo indirizzo e-mail *


Messaggio (opzionale)


*Campi obbligatori