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Operaio in rianimazione dopo infortunio sul lavoro. La ditta gli invia provvedimento disciplinare.

Operaio in rianimazione dopo infortunio sul lavoro. La ditta gli invia provvedimento disciplinare.

Author di MoVimento 5 Stelle
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di Marco Bazzoni*

"Pensavo di averle viste tutte nella mia vita, evidentemente mi sbagliavo (link). Per fortuna adesso questo operaio è fuori pericolo, ma la cosa grave, anzi gravissima è che quando il 18 Maggio è volato di sotto da 6/7 metri da un capannone dove smaltiva l'amianto, l'azienda gli ha inviato un provvedimento disciplinare.
L'operaio ha avuto un infortunio gravissimo, ma mentre era in rianimazione e lottava tra la vita e la morte, l'azienda non ci ha pensato un attimo e gli ha inviato un provvedimento disciplinare.
Io credo che queste vergogne vadano denunciate sempre. Quando un operaio muore o si infortuna sul lavoro, dipende sempre dal fatto che in quell'azienda non si rispettavano neanche le minime norme per la sicurezza sul lavoro. Ma accanirsi contro questo povero operaio 26 enne come ha fatto questa ditta, lo trovo vergognoso! Spero che i mezzi d'informazione ne parlino, perché queste vergognose notizie non possono passare in silenzio!

*Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

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22 Giu 2016, 11:45 | Scrivi | Commenti (58) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: infortunio, lavoro, Marco Bazzoni, operaio, sicurezza

Commenti

 

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Annett 21.07.16 13:09| 
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Dovete finirla di pubblicare notizie senza le dovute precisazioni: dove è successo, quando è successo, il nome della ditta, il nome dell'operaio. Altrimenti chiunque si sente in diritto di pubblicare qualunque cosa, non sto dicendo che non è vero ma dico che qualcuno ne potrebbe mettere in dubbio la veridicità, Questo vale per qualunque cosa si pubblichi, bisogna sempre citare le fonti e essere precisi, altrimenti vengono autorizzatigli scettici a dubitare.
Buon lavoro a tutti.

STEFANO OLDANI 26.06.16 23:07| 
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Se lo ha fatto una ragione ci dovrebbe essere.
Attenzione ai facili giudizi.
Io ho conosciuto idioti che si sentivano superuomini e non usavano occhiali protettivi e casco.
Nel mio mondo venivano cacciati per non avere rispettato le norme di sicurezza.
Peraltro è vero che in Italia le norme di sicurezza fanno piuttosto ridere in tante realtà industriali.
Poco sviluppata la cultura della sicurezza nel posto di lavoro e molti tecnici della sicurezza sono dei barlafusi che non sanno nemmeno da che parte sono girati.
Ignoranti e lecchini.
In Germania e in Francia ho potuto verificare situazioni simili.
In particolare in Germania con la ditta multinazionale Wurth che ha la specificità di infrangere impunemente la legge in Germania.
Corrotti e menefreghisti da morire.
Un controllo qualità che obbedisce agli ordini del capocantiere.
Capocantiere che fuma in ufficio contro ogni elementare regolamento e il controllo qualità che fa finta di non vedere.
Quella è gentaglia che viene leccaculata dai ruffiani di turno, italiani e stranieri che pensano soltanto a salvarsi le chiappe.

Ivan.Ital 24.06.16 23:11| 
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Bravo Beppe!Finalmente una boccata di aria fresca!Grazie a voi tutti per i
vostri sacrifici,avanti tutta e riprendiamoci la la nostra vita.

Nicola 24.06.16 14:13| 
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Bisogna conoscere i fatti.
bisogna conoscere l'organigramma aziendale,la rimozione dell' amianto è affidata a ditte specializzate che inviano agli organi di vigilanza il POS (piano operativo di sicurezza) con il quale il dl prevede e certifica l'uso di sistemi di sicurezza. ricordo che il dl è il garante della salute e sicurezza dei propri lavoratori, ed è insida nella sua figura la colpa in vigilando, che puo attenuare attraverso la nomina di vari preposti con potere esecutivo e prevenzionistico.
ma non conoscendo i fatti, ci atteniamo alle norme, perche sarebbere tante le domande per ricercare un profilo di responsabilità da parte di chi?
saluti

enrico gialla 24.06.16 13:44| 
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Alessandro Verdoni, ti parlo da professionista che conosce molto bene la
materia della sicurezza, ed inoltre sono anche progettista delle linee
vita. In questo caso, se l'operaio si trovava sul tetto è perchè lo ha
chiesto il datore di lavoro. Se il tetto era sprovvisto di linee vita è
perchè il datore di lavoro non si è preoccupato di farle installare
omettendo anche, in caso di mancanza dispositivo, un eventuale ponteggio
temporaneo. Se, eventualmente mancavano linee vita, non vedo a che poteva
servire l'imbracatura di DPI III° categoria. Tuttavia per poter indossare
un imbracatura DPI III° categoria bisogna fare dei corsi specifici, quale
sembrerebbe non aver provveduto il datore di lavoro. Ora parlo
dell'amianto, in questo caso bisogna chiamare ditte specializzate, che
possono smaltire il materiale legalmente, inoltre bisogna
adottare provvedimenti cautelativi anche nel vestiario, e questo lo può
fare solo la ditta in questione o altrimenti un tecnico, ma prima
bisognerebbe chiedere le dovute autorizzazioni presso gli Enti preposti e
solo dopo averle attenute si procede, dichiarando dove le smaltisci. Quindi
credo che le informazioni non corrette le stai dando tu, visto che non
conosci la materia. Informati, e poi ne parliamo.

tiziana p. Commentatore certificato 24.06.16 09:41| 
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facile prendersela con l'azienda, il vero cuore puolsante di questo paese. meglio chiuderle tutte e fare andare avanti quelli più bravi, quelli che estrapolano una parola da un discorso e lo elaborano a proprio piacimento. complimenti.

ANNIBALE SURINI 24.06.16 09:02| 
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Unica osservazione che mi sento di fare è che dovrebbe trattarsi di contestazione di infrazione - se infrazione c'è stata - e non provvedimento disciplinare. La norma (L. 300/1970 Statuto dei Lasvoratori) prevede la seguente procedura: lettera di contestazione da inviare tempestivamente, possibilità di presentare le giustificazione da parte del lavoratore con l'eventuale assistenza di un rappresentante sindacale entro 5 gg salvo cause di forza maggiore, infine l'azienda decide se soprassedere per riconoscimento delle giustificazioni o disporre provvedimento disciplinare. Come ex dirigente so per esperienza personale che la lettera di contestazione può essere interpretata malissimo in presenza di un infortunio, ma se prodotta in buona fede a seguito di evidente e manifesta responsabilità individuale c'è poco da criticare, e alla fine tutto si chiarisce. Come sono effettivamente andate le cose ? Lo sanno solo i diretti interessati, lo chiariranno direttamente o in sede giudiziaria.

Paolo Giuntini 23.06.16 23:04| 
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eee gia' !! :D l'importante e' il 1° commento. Il primo commento dice : E' inutile parlare se non si conoscono i fatti.

La persona in questione potrebbe (e dico potrebbe) aver commesso una negligenza, tipo non indossare i DPI cat. III (ovvero imbragatura); in tal caso l'azienda è OBBLIGATA PER LEGGE a sanzionare il dipendent ecc ecc . E : Beeeeeh . I pecoroni tutti dietro . Azzo mica siamo italiani x niente !! E' proprio cosi' che ci infinocchiano tutti i giorni : buttano una dalla rupe ( dell'intelligenza) e gli altri tutti dietro :D . Auguri Mondooooo !!!!


E' inutile parlare se non si conoscono i fatti.

La persona in questione potrebbe (e dico potrebbe) aver commesso una negligenza, tipo non indossare i DPI cat. III (ovvero imbragatura); in tal caso l'azienda è OBBLIGATA PER LEGGE a sanzionare il dipendente.

Oppure il Preposto aziendale potrebbe non aver svolto correttamente il suo dovere ed in tal caso è l'azienda ad essere in torto.

In ogni caso la maggio parte dei commenti a quest articolo li trovo disinformati ed inadeguati.

Saluti.

Alessandro Verdoni 23.06.16 15:11| 
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Aspetta però non partire in quarta così.
Perché é caduto? Se metti la linea della vita con il moschettone e la cintura anticaduta non puoi cadere.
L'impresa ha il dovere di sanzionare ogni comportamento imprudente dei lavoratori che non mettono i dispositivi di protezione. Gli operai devono essere parte attiva nella sicurezza e non passivamente dimenticarsi gli obblighi di sicurezza per poi prendersela con l'impresa, così si fa della confusione. Tu sai dirmi come è caduto? Se non lo sai allora io che ci lavoro ti dico che se il lavoratore non rispetta le regole di sicurezza non solo può ma deve essere sanzionato. Ora è evidente che si tratta di tragedie ma queste sono evitabili. Basta con il vittimismo. In Italia le regole devono valere per tutti salute e sicurezza sono concetti cui devono occuparsi tutti e ogniuno è responsabile in prima persona per se stesso.
Un lavoratore distratto e imprudente lo fa a suo rischio e pericolo. Vai a vedere hanno guanti caschi e otoprotettori in macchina o altrove perché ti dicono che gli danno fastidio. A proposito se non ha rispettato le regole per il lavoro in quota anche l'INAIL può rivalersi su di lui.
Fammi sapere cosa pensi grazie ciao

Francesco Mannino, Selargius Commentatore certificato 23.06.16 11:51| 
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scusate ma, con il massimo rispetto e dovuta comprensione umana per il lavoratore, ma se l'infortunio a lui occorso è successo per negligenza o colpa sua l'azienda ha l'obbligo di notificargli il provvedimento perché se non lo fa il nostro stato persegue penalmente chi non ha messo a disposizione del dipendente strumenti per la tutela e la salvaguardia, ad esempio se cadendo non era munito di casco protettivo, o se è caduto perché non si è messo calzature adeguate (che l'azienda ha messo a disposizione) etc etc

alex bardi 23.06.16 11:46| 
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PROPOSTA :

Con l'eliminazione delle Provincie occorrerà riqualificare il personale da impiegare in altri settori , bene , formare il personale per avere un numero maggiore di ispettori del lavoro , emendare per rendere possibile un'ente di funzionari - ispettivi del lavoro che opereranno in stretto collegamento - funzionale con le Questure ..
Lo stesso andrà fatto con il copro della Polizia di Stato , nel quale sarà predisposto e rafforzato con un numero di agenti congruo per il ruolo di interventi preventivi sulla sicurezza nei cantieri ..

In questo modo saranno tutelate tutte le aziende sane del Paese ma anche controllate con una frequenza regolare .. e fermate tutte le altre che lavorano nel non rispetto delle Leggi .

antonello c., pescara Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 23.06.16 11:43| 
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Bisogna vedere tutte le facce della questione,quali responsabilà ha il lavoratore,è il datore di lavoro.Se un operaio si fa del male perchè è mancanza dell'imprenditore,la responsabiltà è sua.Se invece si fa male perchè non ha seguito le norme di sicurezza,non bisogna farne una vittima o un esempio di cattiveria da parte dell'imprenditore,che in questo caso penso esercita un giusto diritto.Se non lo farebbe sarebbe contro i principi che tutelano i diritti dei lavoratori.In questo caso il lavoratore è stato richiamato per una sua mancanza è non licenziato,averlo fatto prima o dopo non cambia nulla,la forma in questo caso non ha importanza.La cosa che importa che quell'uomo stia bene,gli auguro una pronta guarigione.

Roberto A. Commentatore certificato 23.06.16 11:04| 
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..aprite un'azienda, assumete dipendenti, e poi ne parliamo.
...pkkkrovateeeee.....

Eposmail. ,,, ; Commentatore certificato 23.06.16 09:36| 
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Ragazzi ma questo qua non sa quello che dice, parla di leggi senza MAI averle lette. Ho cercato mail personale di tal Marco Bazzoni ma non l'ho trovata, se potete mandarmela vorrei avere un confronto con uno che essendo rappresentante della sicurezza dovrebbe sapere di cosa parla.
Innanzitutto il fatto che l'operaio sia in rianimazione non ha un significato particolare, mi spiace per lui ma se non ha seguito le indicazioni della Ditta, quest'ultima ha il DOVERE, per LEGGE, di notificargli un procedimento disciplinare. Oppure siamo al punto che se uno non mette le cinture di sicurezza e si fa male è un poverino? Cosa vuol dire, che se uno commette un reato ma poi si fa male non è perseguibile?
Bazzoni, se la cosa Le da fastidio mi spiace, ma lo sa che per Legge chi controlla DEVE prendere provvedimenti disciplinari su chi non segue le direttive aziendali? Lo sa che se un operaio non segue le direttive sulla sicurezza e l'Azienda non lo sanziona, in caso di infortunio dovuto a mancanza dell'infortunato il Direttore/controllore viene comunque condannato per omissione di controllo?
Lo sa qual'è la prima domanda di un giudice in caso di infortunio grave?
Se poi la cosa non le torna e mi sa dare riferimenti normativi per questo "abominio", ne prenderò atto e lei è comunque libero di segnalare la cosa all'autorità giudiziaria. Il fatto che le dia fastidio lascia il tempo che trova.
Parafrasando un noto ex-sindaco di Torino, caro il mio Bazzoni, mi faccia un favore: prenda i suoi risparmi (tutti), ipotechi la casa, si compri un capannone, assuma degli operai ed inizi un'attività imprenditoriale (ci sono tanti campi in cui può scegliere)e resti nel mercato se ci riesce. Quando l'avrà fatto mi chiami, che le farò un audit sulla sicurezza, e vedremo insieme tutte le mancanze di Legge in materia.
Ci sta?

Piccoli Michele

Michele P. Commentatore certificato 23.06.16 09:23| 
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Non entro nei dettagli della vicenda perché non li conosco e farei il dottor sottile con elementi vaghi.
Solo che il provvedimento disciplinare mi pare davvero, quanto meno, di cattivo gusto!
Ma si sa, che tatto si vuole più avere quando da trent'anni non si è fatto passare altro messaggio che quello per cui questi lavoratori sono degli straccioni con troppi diritti e retribuzioni troppo alte così da essere i veri responsabili del declino dei Paesi alla cui spalle vivono?

Cesare R., Pomezia Commentatore certificato 23.06.16 09:11| 
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L'operaio in questione era ABILITATO o NON ABILITATO a Svolgere il lavoro ?
A guardare il link che parla del caso di Bassano sembrerebbe di si.
Quindi ?

Eposmail. ,,, ; Commentatore certificato 23.06.16 07:41| 
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se si lavora in cantiere non si è mai .. e ripeto mai da soli .. si hanno sempre colleghi , responsabili della sicurezza e capo squadra ai quali far riferimento ..

evidentemente per molte " pseudo ditte" l'importante è accalappiare appalti al più basso costo possibile , sia nei termini di investimenti per la sicurezza che di controllo dell'effettivo operare e avanzare sul sito - cantiere ..

Inoltre non si fa fatica a credere che si cerca di assumere manodopera a basso costo , magari poco formati , per mandare il giusto numero di persone una volta aggiudicato un'appalto .. che sia privato , che pubblico ..

sempre e soltanto , come più spesso accade da anni , per aumentare il profitto a discapito di sicurezza e affiancamento - controllo con personale adeguatamente formato

L'Italia cambierà e in fretta grazie all'attenzione che il nostro M5S ha sempre dimostrato sul tema lavoro assunzioni - sicurezza - rispetto delle Normative

antonello c., pescara Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 22.06.16 20:10| 
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Per tutti i contenziosi leggere il testo unico legge 08/81 sicurezza sul lavoro............parecchi imprenditori sarebbero già in galera ;-)

Giovanni De Iacovo 22.06.16 19:15| 
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Generalizzare senza distinguo mi sembra poco intelligente e alquanto sterile. Purtroppo i commenti che leggo sono per la maggior parte faziosi e privi di obbiettività. Ora, se l'azienda fa lavorare i suoi dipendenti in condizione di rischio e non ne sorveglia i comportamenti posso capire l'accanimento, ma, siccome dall'articolo si evince solo che un operaio è caduto e non le circostanze del fatto non riesco a capire perché ci si debba accanire in questo modo.
Ricordo che il maggior numero di infortuni avviene in itinere anche per comportamenti non proprio prudenti e rispettosi del codice della strada. Ricordo inoltre che se un operaio di qualsiasi fabbrica, come un impiegato o un mega dirigente, cade dalle scale, magari fatte di corsa per motivi propri, sempre di infortunio trattasi. Qualcuno allora mi deve spiegare, in questo caso, per quale motivo l'azienda non debba tutelarsi con un'azione disciplinare che aiuti a chiarire le circostanze del fatto. Bisogna conoscere i fatti prima di giudicare in caso contrario è meglio tacere.

Giulio Donadello 22.06.16 18:43| 
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Purtroppo le aziende in questi casi si fanno furbe, per evitare di incorrere a sanzioni e denunce dall'ispettorato del lavoro , si cautelano mettendo in seria difficolta' la persona che sfortunatamente si infortuna sul lavoro. Magari sara' stata anche una disattenzione dell'operaio ma nulla toglie che ci sono dei controlli prima di prendere posizione sul lavoro specie se c'e' pericolo.Nelle aziende obbligatoriamente si fanno corsi dedicati ,(tra l'altro anche sovvenzionati ) per non farci trovare disorientati davanti ad un pericolo.Se succede un infortunio o ancora peggio una disgrazia sul lavoro , l'azienda prende le sue precauzioni per constatare se c'e' stata una disattenzione o altro.Una volta verificato il tutto se ha ragione ti denuncia e fa anche bene. L'azienda menzionera' che tu con loro hai fatto un corso dedicato e lo hai anche firmato . Se una azienda non ha fatto questo tipo di corso andra' incontro a sanzioni e denunce dall'ispettorato del lavoro. Automaticamente poi scatteranno controlli nell'azienda e se non ha tutti i requisiti richiesti sara' un bel guaio per l'azienda.Ma ci sta anche la possibilita' che se l'azienda non sta OK , (mi dispiace dirlo ma succede anche questa ipotesi) trovera' compromessi sia con gli operai che con l'infortunato, che per evtare di perdere il proprio lavoro per non perdere il lavoro ....sono costretti ad accettare. Una cosa buona e' che gli ispettorati del lavoro controllino tutte le aziende, solo cosi' si possono evitare gli incidenti sul lavoro a volte anche mortali,

Stefano 22.06.16 18:37| 
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Soltanto per portare delle informazioni che possono essere utili a chi segue il nostro blog, scrivo una breve nota su questo caso.
La valutazione del rischio che produce un infortunio sul lavoro viene fatta secondo delle regole molto rigorose che rispettano la medicina legale e la giurisprudenza. Alcune volte il rischio non è insito nel lavoro che si fa ma viene "creato" dallo stesso operaio e si chiama rischio elettivo. L'esempio che classicamente viene fatto per spiegare questa cosa è la storia di un operaio che a fine turno per scendere dal tetto dove lavorava, invece di prendere le scale del palazzo si cala con una corda lungo la facciata e casca. Il lavoro non prevede questa acrobazia con la corda nè ci sono dei motivi di necessità che ne obbligano l'uso. In questo caso si ha un "rischio elettivo" ovvero quello che viene posto in essere dal lavoratore e non dal tipo di lavoro. In questo caso l'infortunato non viene tutelato dall'Inail nè dal datore di lavoro. Forse qui ci si trova in un caso di rischio elettivo e quindi, prima di indignarsi contro l'azienda, è il caso di conoscere bene come sono andati i fatti. Ripeto, voglio soltanto dare una mano agli amici del MoVimento per valutare al meglio questo triste evento. Ulteriori informazioni potete leggerle ad esempio qui: http://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/amministrazione-del-personale/quotidiano/2015/08/01/inail-rischio-elettivo-quando-e-configurabile
E comunque io spero proprio che in questo caso non si tratti di rischio elettivo e che questo povero operaio venga tutelato completamente dall'Inail, guarisca presto e possa tornare al lavoro e alla sua famiglia.

Umberto A., Roma Commentatore certificato 22.06.16 18:10| 
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Caro Beppe, ti ringrazio di aver pubblicato questa mia segnalazione su questa vergognosa vicenda, accaduta a questo operaio, che oltre ad aver rischiato la vita, si e' visto anche sanzionare dall'azienda mentre lottava fra la vita e la morte in un letto di ospedale.Avvoglia il datore di lavoro a fare il provvedimento disciplinare, visto che la legge dice che e' il datore di lavoro il primo responsabile quando accade un infortunio sul lavoro e che dovrebbe anche vigilare che i dipendenti utilizzino i Dpi (dispositivi di protezione individuali) e che rispettino le norme per la sicurezza sul lavoro.Trovo il comportamento di questa azienda scandaloso!


Mio caro blog giornali e giornalai sono prostrati al potere, se potessero, se il potere avesse i piedi glieli leccherebbero. Sono anni che per l'infortunio, che tocca sempre a un operaio, hanno trovato il sistema di scaricargli addosso la colpa i venduti dei cda e della sicurezza. Mai assistito al dirigente di turno che ti indica come sotto il sole rovente si debba, giustamente, tenere il casco in testa e i guanti addosso? E' naturale per loro che stanno in uffici condizionati in auto magari con autista condizionate in case e ristoranti condizionati. Non molti anni fa un operaio Enel, non l'ultima appaltatrice dell'Enel, si mise in malattia dopo l'incidente avvenuto, ovviamente per sua colpa,in una cabina surriscaldata per una manovra sbagliata. L'errore poteva ucciderlo per 1500 euro al mese, ma doveva anche stare attento a non aggravare la situazione con una multa per il mancato uso dell'apposita maschera. Erano cose frequenti anni fa, purtroppo oggi che c'è meno lavoro con i ritmi che pretendono ci saranno sempre più incidenti nel silenzio assoluto.

lalla b., venezia Commentatore certificato 22.06.16 17:49| 
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per non dimenticare :

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-05-14/sentenza-thyssen-quattro-italiani-condannati-si-sono-consegnati--132438.shtml?uuid=ADpl94H

antonello c., pescara Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 22.06.16 17:48| 
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Si parano il culo per scaricare la responsabilità loro ai dipendenti....
Il datore di lavoro deve vigilare se i dipendenti adottano tutti i Dispositivi di ProteIone Individuale e le corrette procedure.....ma se ne fottono altamente, solo il dio denaro ormai esiste

undefined 22.06.16 17:28| 
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...mmmmmha' !!!!! ce ne sono di tutti i colori.
Un operaio di un'azienda edile...si tolto gli occhiali di protezione disattendendo gli ordini dell'azienda,...ha cavato un chiodo..e quello si è conficcato dritto dritto... nell'occhio.
Morale condannata l'azienda.
Lui ha fatto tutto da solo eludendo la sorveglianza.
L'azienda è una di quelle che ha sempre rispettato tutte le leggi antinfortunistiche
Niente da fare...la sua colpa è stata trasferita all'azienda, che ha dovuto pagare per una negligenza dell'operaio ,che a sua volta non ha rispettato le disposizioni.
Vacci a capire tu...le cose.
Quindi ?
E poi ci si sorprende se uno gli manca la voglia di aprire bottega.

Eposmail. ,,, ; Commentatore certificato 22.06.16 16:29| 
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Io sono in infortunio dal lavoro da quasi 15 giorni per uno strappo ai tendini del polso causato da un movimento fatto male in quanto il pezzo che dovevo assemblare era difettoso. L'azienda il giorno dopo mi chiama chiedendomi spiegazioni. Dopo circa un anno di segnalazioni fatte da noi dipendenti per eliminare quel oggetto di lavoro difettoso, mi assicurava l'azienda che sarebbe stato sostituito . A tutt'oggi dopo 15 gg nulla è stato fatto e tutto è tornato a tacere. Questo è un piccolo episodio di cattiva gestione da parte di chi il lavoratore lo deve tutelare ed invece continua a fruttarlo ed umiliarlo

Fabrizio Martorano 22.06.16 16:07| 
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Purtroppo in italia la discriminazione nei confronti degli operai e cosa di fatto. Ti usano fino a quanto servi !!!

Giovanni lipari, mazara del vallo Commentatore certificato 22.06.16 16:05| 
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Cornuto e mazziato si diceva una volta.

Adolfo Treggiari, Romai Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che ha donato a Rousseau 22.06.16 15:27| 
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Meno male che è caduto in una proprietà privata, altrimenti, gli avrebbero fatto la multa per occupazione di suolo pubblico.

AntòAvenza 22.06.16 15:07| 
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Beh dopo 3 provvedimenti disciplinari scatta il licenziamento... Tanto un operaio che si è quasi ammazzato al lavoro non è più utile all'azienda.
Questo accade perché tanto non c'è legge ne giustizia immediata e le persone fanno quel che vogliono in Italia.


Non commento, ci sono importanti spunti di riflessione. Una triste storia perpetrata a danno della forza lavoro.

Claudio LM 22.06.16 14:21| 
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"... ma vedi di non farti male, altrimenti, ci salutiamo subito"

1996

E' cambiato qualcosa?

Davide Messina 22.06.16 14:18| 
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Le cose sono cambiate e in peggio, come dice Simone sopra, fai 3 corsi, firmi la consegna dei dpi e se ti fai male è colpa tua. Spero che si rimetta presto e la sua azienda passi guai seri, dalla reazione che hanno avuto si capisce subito che sono dei farabutti e solo se pagano salato possono rendersi conto di che m... sono...

Daniele Taricco 22.06.16 13:53| 
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Penso che nessuno debba abbassarsi a lavorare in cambio della propria salute, ma la cultra operaia non concepisce i dispositivi di sicurezza. In un periodo della vita ho provato personalmente a lavorare in una azienda di circa 500 persone quando ancora c'erano i contratti a tempo indeterminato. Io ero l'unico tra tutti ad usare ogni dispositivo di sicurezza, e sapete come mi chiamavano i colleghi? chernobyl!! ma in compenso me la ridevo quando loro andavano in infermeria sanguinanti. I dispositivi di sicurezza li andavo a cercare e non aspettavo che qualcuno me li consegnasse.
Il padrone è tale solo perchè ci sono operai che li pongono al di sopra di se stessi.
E' l'operaio che deve farsi rispettare, con o senza jobs act. Ma questa è utopia, in realtà sono situazioni irrisolvibili e destinate a peggiorare sempre più, perchè oramai ognuno è schiavo e timoroso di perdere qualcosa e quindi accetta di tutto per paura che il padrone possa frustarlo una volta in più!

Dario L. Commentatore certificato 22.06.16 13:49| 
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Io ravvedo diverse altre inottemperanze nel racconto, quali:
la mancanza della cintura di sicurezza che deve essere utilizzata per i lavori in quota.
La mancanza di una struttura alla quale vincolare la cintura di sicurezza.
La mancanza della mascherira indossata che, anche se operava in una zona bonificata ma vicina a zone conteneti amianto, dovrebbe essere indossata.
Potrei continuare, sono certo che il titolare dovrà rispondere di moltissime faccende.
Speriamo che non finisca tutto a tarallucci e vino e grazie all'abolizione dell'art.18 l'operaio possa essere licenziato con indennizzo.

Carlo C., Milano Commentatore certificato 22.06.16 13:48| 
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Caro Beppe, non è il primo caso, te lo posso garantire.

Massimo Di Domenico 22.06.16 13:10| 
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SE L'É CERCATA!

Se avesse deciso di fare il direttore di banca non sarebbe successo niente.

I sindacati di governo faranno a gara per punire la sua "disattenzione"!

Saludos.


Succede cosi pure dalle mie parti
Fai tre corsi del cazzo, di cui uno sulla sicurezza, firmi la presenza ai corsi, poi ti capita un incidente, e le magagne sono tutte tue, anche se magari l azienda nn ti ha fornito l attrezzatura adeguata..e se sei ancora precario, beh in quel caso, lascio alla vostra immaginazione.
Calo un velo pietoso su sindacati e sul tatto e la sensibilità di questa azienda.

Simone 22.06.16 12:28| 
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Questo episodio ha dell'incredibile, ma le aziende si sentono in diritto di calpestare la dignità di un lavoratore grazie al jobact.
Mi è successa una vicenda analoga, mi ha lasciato perplesso ed ha dell'incredibile, ma la cosa più indecente è che non mi sento tutelato dallo stato.
M5S lottare per i nostri diritti!!!

Daniele Guarnaccia 22.06.16 12:27| 
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Assurdo,roba da matti!

undefined 22.06.16 12:24| 
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