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Primi nel mondo per pressione fiscale: 64,8%

Primi nel mondo per pressione fiscale: 64,8%

Author di MoVimento 5 Stelle
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da Infodata

Il corporate tax rate applicato alle società nell’Unione europea è assolutamente disallineato e offre alle multinazionali la facoltà non solo di insediarsi fisicamente nei paesi che assicurano migliori condizioni fiscali, ma anche di implementare modelli organizzativi, produttivi e di transfer price per spostare all’interno del gruppo ricavi e costi in modo da limitare al massimo le imposte da versare globalmente.

Passare dalla pressione del 12,5% dell’Irlanda o a quella del 10% della Bulgaria a un corporate tax rate di oltre il 31% come in Germania o in Italia (tra Ires e Irap, senza contare il prelievo sul lavoro che spinge il total tax rate tricolore a un livello tra i più elevati al mondo e ben oltre il 60%), significa porre le condizioni per provocare effetti negativi sulla concorrenza all’interno dei confini Ue. Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi membri della Ue la sovranità fiscale è considerata tuttora intangibile e sotto questo profilo non pare ci siano margini di intervento per riequilibrare il sistema.

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3 Set 2016, 10:07 | Scrivi | Commenti (25) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: europa, fisco, pressione fiscale, tasse

Commenti

 

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Signor ISER mi ha dato il sorriso alle labbra assegnandomi un prestito di 95000€ ad un tasso di 3%
vi ricordo che ho dovuto pagare un solo spese che sono le spese di contratto
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Ecco il suo indirizzo e-mail: iserphilippe4@gmail.com

gustavo ligui Commentatore certificato 08.10.16 15:23| 
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E i politici italiani sono pure quelli che prendono di piu' rispetto agli altri politici del mondo. SCANDALOSO.

#M 5 S, Italia Commentatore certificato 07.09.16 10:23| 
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La pressione fiscale che dobbiamo subire è causa della politica degli ultimi decenni. Una politica che ha sempre volute succhiare le vene ai poveri cittadini fino a costringerli a lasciarli su lastrico infischiandosene delle coseguenze verso chi ha votato questa gentaglia al governo.

manuela 04.09.16 18:59| 
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Fuori dall'unione e dall'euro: ha ragione il prof. Bagnai.

In particolare e' in funzione la curva di Laffer:
https://it.wikipedia.org/wiki/Curva_di_Laffer

Per quanto riguarda la compressione dei salari:
essa e' stata piu' veloce per i dipendenti privati che per quelli pubblici (causa differente normativa pregressa).

Il tutto concorre ad una disaffezione dal lavoro autonomo ed alla assunzione di procedure d'investimento.

Detto in soldoni:se ho 100 mila euro da investire o spendere:
-se li spendo compro una nuova macchina tedesca per sentirmi quasi olimpico (4 cerchi invece di 5) deprimendo il moltiplicatore keynesiano in quanto e' una importazione
-se li investo vado dove il rendimento e' migliore (evidentemente non in Italia ) .

Chi e' dipendente pubblico o dipendente di aziende private che lavorano esclusivamente per il funzionamento della collettivita' dovrebbe rendersi conto che con una oppressione fiscale al 78% (quella reale per il piccolo operatore autonomo) esclude la convenienza al lavoro per tutte le attivita' con basso o nullo capitale.

Provate a fare i conti per aprire un negozio di barbiere nel vs. quartiere e troverete che non conviene.
Se invece siete una catena di negozi che sfrutta i giovani a 600 euro mese allora conviene a condizione che sia in un centro commerciale.

E via esemplificando: tutti i lavori persi sono persi a vantaggio del capitale , anche se sono lavori autonomi che evadono il fisco (per sopravvivenza) .

Aldo Masotti, Verona Commentatore certificato 04.09.16 10:06| 
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VIRGINIA

Lascia perdere qualsiasi personaggio contaminato con il pubblico e, naturalmente chiunque favorevole alle olimpiadi.

Scegli nel PRIVATO.

Liberati di CHIUNQUE variamente legato alle esperienze storiche

Elimina OGNI stipendio accessorio, OGNI bonus, OGNI, qualsiasi voce di costo eliminabile.

Ed elimina ogni qualsiasi dirigente funzionario dipendente POCO collaborativo ed ELIMINABILE

tomi sonvene Commentatore certificato 04.09.16 10:03| 
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ESUBERI - SPRECHI - SPERPERI - MALESPESE
P A R A S S I T I S M I

Di fronte ad una qualsiasi voce di spesa BISOGNA sempre chiedersi:

CHI PAGA ?
E' CORRETTO ?

e soprattutto:

E' SOSTENIBILE e PROGETTUALE ?

forse i superstipendi dei banchieri o i bancari in esubero dovrebero essere pagati con i soldi dei risparmiatori? o con tasse? e a carico di chi?

magari delle prossime generazioni.

E QUALE FUTURO ???

tomi sonvene Commentatore certificato 04.09.16 09:51| 
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Quando hanno istituito l'euro, Prodi lo disse, questo e' solo il primo passo, ora unica politica fiscale, unica politica monetaria e cosa ancora piu' importante, unico bilancio.Dopo 15 anni sarebbe ora!

Salvatore arcurindefined 04.09.16 09:37| 
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Si può continuare a stare assieme in una situazione di interessi così contrastanti?
Può valere, in questo caso il "chi fa da se fa per tre"?

pietro denisi, reggio cal. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che ha donato a Rousseau 04.09.16 08:48| 
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Semplice ricetta economica ..di NONNA ABELARDA
Artt :
1°La politica non si deve aver modo di radicarsi nel potere,.... max due mandati....
2° la corruzione ed il conflitto di interessi devono essere combattuti .
3° la giustizia deve funzionare in modo celere e certo.
4° la burocrazia creata col voto di scambio deve essere semplificata al massimo.
5° la tassazione per l'imprenditore dovrà essere abbassata...
6° l'evasione fiscale con gli esempi di buona amministrazione..dovrà essere tenuta sotto controllo e gestibile.
Tutte queste componenti (e non escluso il costo del denaro e dell'energia che anche loro dipendono dalla buona o cattiva amministrazione ) messe assieme..danno la convenienza all'imprenditore di aprire bottega...
I proventi all'imprenditore gli serviranno (oltre che pagare dei buoni salari e stipendi), anche per investire in conoscenza , evoluzione tecnologica,...studio di nuovi brevetti,..nonchè creare i marchi...made in italy.
Tali prodotti innovativi...non dovranno confrontarsi sui mercati come quantità e prezzo..ma come qualità e marchio..potendo "imporre" un prezzo di mercato e non "subirlo",...sui mercati interni ed esteri.
E' in pratica quello che stanno facendo alcune nazioni che viaggiano un pò meglio di noi.
Una volta fatte queste riforme...avendo una moneta propria..allora si potrà iniettare nuovo denaro fresco...pescandolo dal debito pubblico...e questo nuovo debito diventerà un investimento virtuoso...a riduzione di se stesso.
Da non dimenticare il cambiamento di qualche rotella nel DNA dell'italiano ...a sostegno di tutta l'impalcatura che ho espresso.
Facile no ?
Come bere un bicchiere di...Kerosene !

Eposmail. ,,, ; Commentatore certificato 03.09.16 23:50| 
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Ci costa maledettamente cara la corruzione, l'incapacità di tagliare la spesa,
l'esposizione con gli investitori esteri, la malagestio nei comuni italiani,
l'evasione fiscale, l'incapacità di attrarre capitali stranieri, l'austerità fiscale,
la burocrazia europea ed in particolare il cambio fisso dell'euro che ci penalizza nella
bilancia commerciale.
Ogni anno in Italia si spendono circa 500 miliardi di spesa corrente
e 50 miliardi di spesa in conto capitale, leggasi investimenti.
Dal 2007 ad oggi di questi ultimi ne abbiamo perso quasi 500 miliardi,
l'unica cosa che è riuscita a tagliare la revisione di spesa.
Se non riusciremo ad aumentare il fatturato in investimenti produttivi,
cioè investimenti che sostengano la domanda di famiglie ed imprese che creano nuovo reddito
questa pressione fiscale non potrà fare altro che inasprirsi sempre più,
creando chiusura di imprese, altra disoccupazione, e l'inasprimento della
imposizione fiscale su una platea sempre meno ampia di contribuenti.

Salvatore Bertolino, Palermo Commentatore certificato 03.09.16 22:53| 
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Finché alla guida di questo paese resteranno i partiti politici storici, non c'è speranza di cambiamento in meglio. Chi è abituato a lucrare sulla pelle dei cittadini onesti non rinuncia a questo privilegio. Abbiamo in proposito una esperienza di oltre settanta anni. Il cambiamento è possibile soltanto consegnando il paese nelle mani di persone non colluse, corrotte o avvezze al clientelismo.


Bisogna ridurre l Irpef e non l ires se vogliamo che i consumi ripartano.

gianpiero m., Bergamo Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 03.09.16 16:58| 
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Se si vuole costruire una Europa unita bisognerà' rinunciare alla sovranità fiscale così come si è rinunciato alla sovranità monetaria. È' paradossale una concorrenza sleale tra Paesi membri dell'UE basata sui livelli di imposizione fiscale.

Adolfo Treggiari, Romai Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 03.09.16 16:19| 
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Nessuna nazione al mondo ha cosi' ampi, enormi margini di miglioramento, come questa bistrattata italia.
Nel privato, le imprese, che operano con la migliore ottimizzazione, sono spesso costrette a fallire, delocalizzare, chiudere. E questo perche'?
Perche' uno Stato di retaggio comunista, comunque, statalista, costruisce imprese sulla base di sistemazione di votoscambisti, ed invece di gestirle con una minima correttezza, continua ad infarcirle di assunzioni clientelari, di carriere nepotistiche e di sovracosti votoscambistici e castistici, ed ogni qualvolta dovrebbero essere lasciate FALLIRE, continua ad aumentare le tasse ed il debito pubblico per rinnovare ed aumentare i loro parassitismi.
Ora, il cambiamento deve essere quello di diminuire parassiti e loro voracita' diminuendo tassazioni in modo da permettere sopravvivenze di produttivi e loro nuovi insediamenti. Naturalmente TUTTI, Partiti e Sindacati e Votoscambisti e Castisti di tutte le amministrazioni dello Stato saranno fortissimamente contro. MA, questa e' la strada. Altrimenti, nessun cambiamento e FALLIMENTO. Ma, la scelta e' semplicissima. Il percorso sara' pieno di "tutti contro", compreso il clero i cui privilegi sono divenuti INSOSTENIBILI, e devono essere demamdati alla esclusiva VOLONTARIETA'.
Bisogna solo rimboccarsi le maniche, avere idee e progetti chiari, ed operare all'unica luce della correttezza e del bene dei cittadini e delle nuove generazioni, nell'ottica di essere una delle prime pietre della costruzione di un MONDO migliore per tutti.

tomi sonvene Commentatore certificato 03.09.16 14:56| 
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Discussione

Da tempo è evidente che tale situazione è insostenibile; gli effetti disastrosi sia per la competitività delle imprese, sia per il potere d'acquisto dei salari sono sotto gli occhi di tutti. Per fermare questo meccanismo perverso la ristrutturazione del debito pubblico è essenziale tanto quanto la gestione oculata, onesta e trasparente della cosa pubblica.

EDOARDO SPROVIERI (willywonka62), TORINO Commentatore certificato 03.09.16 13:51| 
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Un tax rate del 31,4% applicato sull'imponibile netto equivale, mediamente, ad un 5%-8% sui ricavi lordi.

Io, lavoratore dipendente che non posso pagare su un reddito netto ma sui miei ricavi, cioè lo stipendio lordo al netto dell'elemosina di deduzioni e detrazioni, ho un tax rate del 23%!

L'azienda il 5-8 io il 23...

Quindi:

1) cominciamo a dire le cose come stanno, se vogliamo fare paragoni e informazione come si deve

2) del tax rate delle imprese non me ne può importare di meno!

3) fintantoché si dirà che le imprese pagano il 30% di imposte, le stesse avranno la scusa di andare verso i paradisi fiscali

4) ma forse, alla fine, ci andrebbero lo stesso perché al mondo chi decide davvero saranno non più di 100 individui....

Grazie

Andrea Olivieri 03.09.16 13:33| 
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Discussione

Essendo palesemente venuta meno..."La Morale", in forza della esaltata "Democrazia"..io posso dire:
1- al prossimo "camion" brindo, senza scrupoli, ma con spumante (Italiano);
2- Raggi..............."il giocattolo in mano al bambino";
3- Ma quando usciamo dall'EU...già è tardi
(l'ordine d'esposizione non conta)

walter tiani, napoli Commentatore certificato 03.09.16 12:52| 
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Diamo molto per non ricevere nulla. Al SUD ancora peggio!

umberto 03.09.16 12:30| 
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Che l'Italia sia al di fuori di ogni parametro, è noto da tempo...non a caso se ne vedono i frutti nefasti...un Paese, non in preda a una crisi ciclica, ma ricorrente, che ha finito per annientare ogni capacità di sviluppo, di questo passo, non credo che riusciremo mai a venirne fuori, è ora di cambiare marcia sul serio e di finirla con i 0,0001% di incremento del PIL!
Cambiare, significa rivoltare questo Stato come un calzino, rimuovendo le sacche di parassitismo e promuovendo uno Stato leggero e snello, che sia efficiente e con costi contenuti, solo così si potranno liberare risorse immense, che farebbero ripartire l'economia, non più appesantita da questa assurda tassazione che ne tarpa le ali!

Vincenzo Giancristofaro 03.09.16 12:23| 
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per farla breve sè no mi arrabbio,come mai i ben pensanti mondiali non chiedono conto all italia tutti sti soldi chi se lintaska oppure stà situazione è a beneficio dei germani?????

massimiliano salvatore 03.09.16 12:19| 
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L'allineamento della pressione fiscale tra i Paesi dell'Unione dovrebbe costituire una priorità assoluta da perseguire attraverso il varo tempestivo di specifica normativa europea vincolante per i Paesi membri.
La concorrenza sleale andrà combattuta non solo all'interno dell'UE, ma anche con riferimento ai beni e servizi di provenienza extracomunitaria.

Antonino Minciullo , Roma Commentatore certificato 03.09.16 12:15| 
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I margini di intervento ci sono eccome;
Bisogna diminuire i parassitismi e diminuire le tasse.
Bisogna LICENZIARE 7500 parassiti di AMA ( questa italia e' TUTTA cosi' ) e metterli in cassa integrazione MAI superiore allo stipendio minimo e finirla al primo rifiuto di un lavoro, e col risparmio conseguito bisogna diminuire le tasse a coloro che CORRETTAMENTE, col loro lavoro, impegno, sacrificio, mandano avanti ancora questa italia. E bisogna dare il lavoro di AMA e di tutte le altre situazioni costosissime ed improduttivissime statali, a piccole P.IVA con corretto carico fiscale.

tomi sonvene Commentatore certificato 03.09.16 11:16| 
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