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Il futuro del lavoro e del reddito

Il futuro del lavoro e del reddito

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di Domenico De Masi

Il futuro passa attraverso una ridistribuzione del lavoro, della ricchezza, del sapere, del potere, delle opportunità, delle tutele e attraverso la possibilità anche per chi non lavora, nelle fasi in cui non lavora, di percepire un reddito di cittadinanza.

La nostra evoluzione sociale ha attraversato tre fasi molto diverse l'una dall'altra. Una lunghissima, dalla Mesopotamia fino alla metà del 1700 dopo Cristo, dominata praticamente dal modo di produzione agricolo e artigianale. E' stata una lunga fase in cui però non c'è stato grande sviluppo tecnologico. Pensate ad esempio se Hammurabi, Giulio Cesare, Napoleone a tanti secoli di distanza l'uno dall'altro avessero voluto coprire il tratto Roma Parigi avrebbero impiegato lo stesso tempo, perché la tecnologia non ha avuto grande sviluppo.

Poi alla fine del Settecento c'è stata una grande rivoluzione dovuta allo sviluppo tecnologico, lo sfruttamento dell'energia a vapore, poi subito dopo l'energia elettrica, e poi i soldi, le ricchezze, le materie prime che arrivavano dal terzo mondo, e poi idee nuove portate avanti dai filosofi illuministi. L'insieme di tutto questo crea una grande rivoluzione che noi oggi chiamiamo "rivoluzione industriale". In che cosa si distingueva la società industriale che poi è durata dalla metà del Settecento alla metà del Novecento, in che cosa si distingueva dalla società preindustriale? Per il fatto che al centro del sistema non c'era più la produzione agricola: si continuavano a consumare prodotti agricoli, anzi se ne producevano molti di più, però con meno contadini che erano sostituiti dai trattori automatici e dai concimi chimici.

La nuova società invece aveva al suo centro la produzione in grandi serie di beni materiali, i beni materiali sono i frigoriferi, i televisori, le automobili, tutto l'apparato ferroviario e così di seguito. Questa seconda società invece è vissuta sulla base di principi completamente diversi: la specializzazione spinta, la gerarchia nei luoghi di lavoro, la creazione di grandi fabbriche, la creazione di grandi città, pensate che New York nel 1801 aveva 70000 abitanti, nel 1901 aveva 7 milioni di abitanti, e questo è avvenuto anche a Parigi, a Londra in tutte le grandi città. E poi il consumismo: produrre molto per consumare molto, consumare molto in modo che si possa produrre sempre di più. Ma anche questa seconda tipologia di società dal suo stesso interno, dopo la seconda guerra mondiale, ha partorito una terza fase che io per comodità chiamo "società postindustriale". Che significa? Significa qualcosa che continua a consumare molti beni agricoli, facendo riprodurre in gran parte da sistemi automatici, continua a consumare ancora di più prodotti industriali: automobili, frigoriferi e così di seguito, però il suo epicentro non è più la produzione di beni materiali ma la produzione di beni immateriali.

Cosa sono i beni immateriali? Sono i servizi, sono le informazioni, sono i simboli, sono i valori, sono l'estetica. Ora parallelamente a questa grande triplice trasformazione anche il lavoro si è trasformato. Per lunghi secoli è stato prevalentemente un lavoro fisico, nella metà dell'Ottocento quando Marx scrive il Capitale, la città più avanzata del mondo la più industrializzata è Manchester. Ebbene a Manchester 94 lavoratori su 100 sono operai, solo 6 sono impiegati o dirigenti o imprenditori. La evoluzione che c'è stata successivamente ha portato ad avere bisogno sempre meno di operai, sostituiti con sistemi meccanici, sempre meno di impiegati, sostituiti con gli elaboratori elettronici, sempre più invece di creativi.

Quindi allo stato attuale non abbiamo più il lavoro, dove per lavoro si intendeva il lavoro operaio prevalentemente metalmeccanico, ma abbiamo "i lavori", cioè un lavoro di tipo lavoro fisico che è quello dell'operaio, c'è un lavoro intellettuale ma ripetitivo proprio come se fosse una catena di montaggio, in effetti è la catena burocratica quella dell'impiegato, e poi c'è il lavoro creativo vero e proprio. La situazione oggi è un terzo, un terzo e un terzo: cioè un terzo di lavoro operaio, un terzo il lavoro impiegatizio, un terzo di lavoro creativo. Però le leggi hanno tutte come punto di riferimento ancora l'operaio metalmeccanico, per cui alla fine poi non ci si ritrova con i conti. Per esempio che un minatore, un giornalista, un professore di università, un artista, un poeta vadano in pensione tutti allo stesso tempo, lo stesso anno, la stessa data, questo capiamo subito che è un'ingiustizia perché alcuni lavori sono usuranti altri no, alcuni lavori è bene non farli dopo una certa età e altri è invece necessario. Come evolverà tutto questo? Beh l'evoluzione principale, quella che costituirà il problema grande per i prossimi decenni, è che noi avremo sempre meno bisogno di lavoro umano per produrre sempre più beni e sempre più servizi.

Però questa è una bellissima notizia, da sempre abbiamo sognato di avere beni e servizi senza fatica, questo ora è possibile. Però come lo si risolve il problema poi della distribuzione del lavoro? In effetti mentre il comunismo sapeva
distribuire i beni ma non li sapeva produrre, noi sappiamo produrre beni ma non li sappiamo distribuire, e uno di questi è proprio il lavoro. Per cui il padre lavora 10 ore al giorno e il figlio è completamente disoccupato. Come si capisce, il futuro passa attraverso una ridistribuzione del lavoro, della ricchezza, del sapere, del potere, delle opportunità, delle tutele e attraverso la possibilità anche per chi non lavora, nelle fasi in cui non lavora, di percepire un reddito di cittadinanza.



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7 Feb 2017, 10:25 | Scrivi | Commenti (92) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: de masi, lavoro, passaparola, reddito, rivoluzione industriale

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E la Cina, l'immigrazione il surplus della forza-lavoro dove li mettiamo? Senza confini, si devono dividere le risorse fra più persone, questo ne crea la redistribuzione fra i popoli con perdita per alcuni, tra cui noi italici.Una ruota che gira. Villaggio globale paradiso per ogni multinazionale.....

pippo 09.02.17 23:27| 
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Complimenti e grazie al Prof. De Masi

FABIO B., bologna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 09.02.17 21:44| 
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roger dubois Commentatore certificato 09.02.17 19:18| 
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...il comunismo sapeva
distribuire i beni ma non li sapeva produrre...

PRIMA DI SCRIVERE DELLE FESSERIE, VADA A INFORMARSI, SU QUALE SISTEMA A PRODOTTO TUTTO IL NECESSARIO PER L'EURASIA INTERA 3 MILIARDI DI PERSONE, SENZA LASCIARNE NESSUNO, MA PROPRIO NESSUNO INDIETRO.

NE DI DESTRA NE DI SINISTRA, MA POI GLI SCHEMI MENTALI DA GUERRA FREDDA NON VE LI RISPARMIATE

LEI QUANTO HA VISSUTO IN UN PAESE COMUNISTA, PER POTER DIRE CHE NON SANNO PRODURRE?

PENSARE PRIMA 09.02.17 16:42| 
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Per un mondo piu` giusto.
Consideriamo i lavori di artigiano quindi, idraulici, falegnami, elettricisti, muratori, imbianchini, pulizie, aiuti casalinghi, sarti etc etc. Tutti questi utili lavoratori quando ti fanno il conto ti mettono davanti la cifra netta + IVA e noi cosa pensiamo e cosa facciamo?…….sono 250 euro + IVA al 22%…fanno circa 300 euro e solo io devo pagare tutta l'IVA?…Risultato, si sceglie di pagare in nero per non "buttare" via 50 euro e in piu lo Stato ci perde la tassa sul guadagno dell'artigiano.
Quindi, cambiare subito la logica che l'IVA debba essere pagata tutta dall'utilizzatore finale, cioè da noi cittadini. E questo dovrebbe valere sul prezzo di qualsiasi cosa venga acquistata, perche dallo stuzzicadenti all'automobile siamo noi Cittadini che paghiamo tutta l'IVA.

Italo Pelizzola Commentatore certificato 08.02.17 15:17| 
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PERCHE' IL BLOG NON HA PUBBLICATO LA LETTERA DEL RAGAZZO DI 30 ANNI CHE SI E' SUICIDATO COME HA FATTO IL GIORNALE "IL FATTO QUOTIDIANO"?

mario bennato, palestrina Commentatore certificato 08.02.17 09:51| 
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Discussione

Condivido l'analisi del prof. De Masi.
Nell'articolo non si accenna però al modo in cui tale redistribuzione debba avvenire. Gli stati comunisti sapevano farlo perché la proprietà privata aveva forti limitazioni. Ma dove il profitto senza limiti è un diritto inalienabile, come si fa?


Il TG5 del 5/2, ha trasmesso un servizio sull' incontro dei meetup di
Roma. Tra le varie interviste, ne ho estratte due, che riguardano due signori che, forse, dovrebbero darci delle spiegazioni. Io mi chiedo due cose. 1) Sarà stata una manipolazione ad arte, ciò che i due hanno affermato? 2) Con quale autorità, hanno espresso le loro perplessità pubblicamente, danneggiando l'immagine del movimento? Faccio quindi appello a tutto il movimento, affinché si possa rintracciare i due signori che, come ripeto, dovrebbero spiegarci alcune cose. C'è ancora una cosa che ho rilevato. Nelle interviste ai cittadini favorevoli alla sindaca, l'intervistatore era uno solo, mentre nel caso in questione, i due erano circondati da un folto gruppo di giornalisti. questa storia mi inquieta. il link del video: - https://www.youtube.com/watch?v=jpgdwTe5KvA

Stefano Gaetani, Roma Commentatore certificato 07.02.17 23:50| 
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De Masi ha dimenticato qualche piccola cosa,per es. che ad un aumento inesorabile della popolazione mondiale e della vita media corrisponde una diminuzione del lavoro,sia a bassa specializzazione(agricoltura)sia nella manifattura(fabbriche di prodotti a bassa necessità di innovazione tecnologica)algoritmi e robot di fabbrica stanno falcidiando una serie di attività lavorative(Foxconn ha ridotto il personale di una delle sue fabbriche principali in Cina da 100000 a 50000 per es.)Sul reddito di cittadinanza,qualcuno ha mai fatto stime realistiche del costo per un paese come il nostro?

lansdale 07.02.17 23:12| 
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Basta con la produzione di chiacchiere inutili: Movimento...muoversi! muoversi!
Dalle "politiche" del 2013 sotto passati 4 anni...l'Italia è ferma e gli
Italiani sempre più alla fame!
-Al Voto Subito!!
-Uscire da UE ed euro il più presto possibile
-Sovranità Monetaria e Sovranità Nazionale
-Fuori dalla NATO
-Applicare alla lettera la Costituzione a partire dall'Art.1: i traditori
della Carta Costituzionale e del Popolo Sovrano vanno messi sotto processo!
-Reddito di Cittadinanza subito a partire da: Pensionati "al minimo" -
Disoccupati – Esodati
-Aiuti adeguati (non elemosine) alle PMI e alle famiglie per far ripartire
il lavoro e il mercato interno, ecc...
-Stop alla tratta degli schiavi: Rimpatrio immediato di tutti gli immigrati
clandestini e/o "non aventi diritto"
Grazie per l'attenzione, un saluto a tutti.
Un Esodato Super-Incazzato.

Giovanni Antonio 07.02.17 22:07| 
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Seppur espressa in maniera sintetica, l'analisi rispecchia la realtà che inesorabilmente avanza e che richiede gli interventi proposti nel finale: "il futuro passa attraverso una ridistribuzione del lavoro, della ricchezza, del sapere, del potere, delle opportunità, delle tutele e attraverso la possibilità anche per chi non lavora, nelle fasi in cui non lavora, di percepire un reddito di cittadinanza".
Se questo è il futuro per cui dobbiamo attrezzarci, occorre disegnare programmi e strategie che possano facilmente diventare legislazione e interventi

vincenzo cavaleri Commentatore certificato 07.02.17 18:19| 
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De Masi è l'antitesi delle politiche economiche e sociali dei 5s.
Basta ascoltarlo, si fa per dire sempre se si riesca a capire ciò che blatera, negli innumerevoli talk che presenzia, praticamente tutti.

Angela Di Giuseppe 07.02.17 17:19| 
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ATTENZIONE A QUESTO EMERITO PARACULO DI... SOCIOLOGO(?)

QUESTO DOMENICO DE MASI SU LA 7 A TAGADA' AVEVA DETTO CHE GLI INTELLETTUALI HANNO DIRITTO A UN INDENNIZZO COME LAVORO USURANTE AL PARI DEI MINATORI, MURATORI ECC.. CHE SI AMMALANO O MUOIONO DI SILICOSI O DEFORMAZIONE OSSEE DEBILITANTI.

GLI INTELLETTUALI CHE LAVORANO CON LA MENTE, A SUO DIRE IN QUELLA TRASMISSIONE SU LA 7, MUOIONO PIU' FACILMENTE E PREMATURAMENTE DI ICTUS CEREBRALE PERCHE', A SUO DIRE; USEREBBERO MOLTO DI PIU' IL CERVELLO DEI MANOVALI!

GLIELO VADA A DIRE A TUTTI I PIU' GRANDI E LONGEVI GENI DELLA STORIA: A PARTIRE DA TALETE FINO A RITA LEVI MONTALCINI!

CERTAMENTE UN EMERITUS COME DOMENICO DE MASI, I CUI NEURONI NON HANNO MAI ELETTRIZZATO TRA LORO MA SOLO EIACULATO, E' MOLTO PROBABILE CHE MUOIA DI ICTUS: LA MORTE DELLE TESTE DI... EMERITUS?

Aldo B. 07.02.17 17:18| 
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In questi ultimi tempi, mi sto rendendo conto che ci stanno trascinando nel terreno inutile, quanto melmoso del pettegolezzo, inconsistente,non costruttivo, non propositivo. Ci stanno distraendo dai problemi reali, che incombono sulle nostre teste, fermi, solidi e duri come il granito. Onestamente della grubbere, di quello, dell’altra, della stampa che fa i suoi porci comodi, della TV che regale bufale e menzogne, ne siamo tutti coscienti. Lasciamo perdere. E’ come discutere dell’odore di un cadavere. L’odore potrà, soggettivamente, cambiare ma il cadavere rimane li, fermo..
Vogliamo riprendere la discussione sui temi seri?
Grazie della vostra attenzione.
Ciao
Talelbano

Gianfranco B. Commentatore certificato 07.02.17 17:01| 
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ottima visione del mondo moderno direi!

concordo in pieno questa visione e l'unica speranza di redistribuire ricchezza e rilanciare le nostre PMI e' il reddito di cittadinanza per i disoccupati.

con piu' moneta in giro da spendere per i disoccupati le imprese che producono torneranno di nuovo a vendere i loro prodotti e aumenterebbero le loro richieste e quindi le PMI inizierebbero ad assumere nuovi lavoratori.
e' un circolo vizioso che produrra benessere per tutti!

SI AL REDDITO, BASTA SCHIAVI SUL LAVORO!

diana dial, genova Commentatore certificato 07.02.17 16:38| 
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Premesso che ritengo il prof. De Masi un uomo illuminato con una visione corretta del futuro. Il problema, della distribuzione del lavoro/reddito, non è più rinviabile. Questo sarà, purtroppo, la ragione della prossima guerra mondiale., se non riusciremo a porvi rimedio.
L’incapacità e l’ottusità della politica occidentale ha fatto si che negli ultimi 50/60 anni, questa cedesse, gradualmente, le proprie prerogative, al sistema economico, inteso come sistema bancario e finanziario. Le regole, sempre di più, le hanno fatte e gestite in questi ambiti, con i risultati disastrosi che vediamo. La qualità intellettuale, etica e sociale della classe politica è andata, via via, scomparendo. In Italia, l’ultima spallata, ai pochi politici resistenti al nuovo corso, è stata data con tangentopoli, e acclamata, acriticamente, del consenso popolare. Quella classe politica è stata sostituita da personaggi di una mediocrità angosciante, i quali , non avendo niente da dire, si sono prestati, dietro compenso, al ruolo di maggiordomi. Riprendere in mano le fila di questi disastri sociali, accumulati negli anni, sarà molto più che complicato. A parte i crescenti, quanto pericolosissimi, nazionalismi, all’orizzonte, non c’è niente. Nessun indirizzo, nessun progetto complessivo, atto a riequilibrare una situazione in continuo degrado. Il lavoro oltre una necessità oggettiva è parte integrante della dignità dell’uomo. Il reddito, per qualsiasi cittadino, è imprescindibile. Non possiamo girare la testa e far finta che questo dramma umano non esista o riguardi solo alcuni sfortunati. Dobbiamo reagire, con una nuova ripartizione del lavoro, con un reddito di cittadinanza che possa far fronte a quei periodi di transizione individuale. Dobbiamo esigere che la proprietà intellettuale dell’innovazione tecnologica sia pubblica, come dovrebbero esserlo le banche centrali, l’energia, l’acqua, i trasporti primari, le reti stradali, l’istruzione, la sanità, le materi prime, ecc > SEGUE

Gianfranco B. Commentatore certificato 07.02.17 16:34| 
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Ho avuto la fortuna di conoscere il prof De Masi nel lontano 1977 ad un seminario sindacale e conservo ancora il piacere di ascoltarlo mentre esprime concetti un pò complessi ma con garbo e semplicità da renderli accessibili a tutti .I mezzi di informazione dovrebbero dare più spazio a questi luminari e meno ai politici che spesso non li capisce nessuno ma tutti fanno finta di capire per non essere tacciati di ignoranza.Se poi si aggiunge che spesso i politici non sanno neanche loro quello che dicono,il quadro e completo ed il livello,come diceva un simpatico napoletano,scende sotto il tappeto.

carlo otranto 07.02.17 16:15| 
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Piacere di conoscerti , pinocchio
Ti rispondo io ;)
C'è il gatto la volpe ,il grillo, e pinocchio, tu non sei pinocchio ,quindi sei il gatto o la volpe?

francesco s., Coreglia antelminelli Commentatore certificato 07.02.17 15:53| 
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La redistribuzione in tutte le sue accezioni è' compito dello Stato, cioè' della politica. Se la politica è' debole o persegue obiettivi diversi dalla redistribuzione il sistema si inceppa, si creano ingiustizie, accumuli di ricchezza e di povertà' , cioè' la situazione attuale. Per poter redistribuire lo Stato deve avere la prevalenza sui privati, disporre di tutti gli strumenti giuridici necessari per svolgere la sua azione di perequazione sociale. È' necessario passare dal concetto di reddito individuale a quello di reddito sociale nazionale per sua stessa natura redistribuibile.

Adolfo Treggiari, Romai Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 07.02.17 15:38| 
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Il Prof.Masi ha ragione. Non può un padre di famiglia lavorare 10 ore con dei figli disoccupati.
Ci sono persone che hanno già un lavoro o una buona pensione, e vanno a lavorare in "nero" per arrotondare! FANNO SCHIFO.
LAVORARE MENO, MA LAVORARE TUTTI!!!!!!!

valentino g., castelfranco veneto Commentatore certificato 07.02.17 15:34| 
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Ringrazio Masi,per essere stato semplice e nello stesso tempo preciso nel descrivere il progresso che avuto l'uomo, nelle tipologie di lavoro e ricchezza.
Ora che c'è un quadro ben preciso della situazione lavoro e ricchezza, come possiamo fare per aggiustare questo meccanismo, inceppato?
In italia
Non abbiamo piu sviluppo tecnologico
Non abbiamo piu ricerca scientifica.
I giovano non hanno opportunità anche se intelligenti, quindi migrano all'estero.
Non parliamo del rinnovamento delle grosse fabbriche
Questo elenco sarebbe lunghissimo
Ci rendiamo conto dove hanno portato questo paese?'
Se legge questo post ,la mia domanda è questa:
come risolviamo questo (qui ci starebbe bene una parolaccia) un consiglio non sarebbe male, o dare un'opinione di come risolvere.
Il reddito di cittadinanza puo essere un aiuto, ma non una cura, a quello che ha descritto

Grazie

francesco s., Coreglia antelminelli Commentatore certificato 07.02.17 15:18| 
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Oggi si legge che un ragazzo si è tolto la vita, perchè non riusciva a trovare lavoro, non vedeva un futuro, era deluso dalla situazione di malessere dei giovani italiani e ha rifiutato di continuare a vivere.
Parimenti si legge che Padoan aumenterà le accise perchè lo spread si sta alzando.
Questi sono 3 anni che sono al governo e l'unica soluzione trovata è aumentare le tasse, togliere i diritti agli italiani e ora non ci lasciano andare al voto.
Tutto il bailame su Virginia Raggi, non deve essere un caso. Stanno sollevando un gran fumo per mascherare la disastrosa situazione della struttura dello stato italiano.
Ho l'impressione che stiamo su una bomba che sta per scoppiare.

Rosa 07.02.17 15:05| 
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Il Dio Denaro governa il mondo, ci sono Padroni e tanti schiavi!
La crisi ha creato una oligarchia di gente che non vuole rinunciare a nulla e sacrifica senza coscienza il bene comune! In Italia in barba a tutte le pseudo riforme della pubblica amministrazione ci sono tanti furbetti che "evadono" il lavoro e dei poveri onesti che devono tirare il carro per tutti rischiando la salute e rinunciando a parte della vita!
A chi rivolgersi? Se denunci vai nelle grane! È un sistema marcio!
Oggi sono proprio fieramente populista!
Forza Movimento 5 stelle!

Fabiola Rossi 07.02.17 14:58| 
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Un'analisi, quella di De Masi, come sempre, lucida, puntuale, semplice da capire e per questo assolutamente condivisibile! Il futuro è la "ridistribuzione", certo! La ridistribuzione del lavoro, della ricchezza, del potere, delle opportunità, delle tutele. Ma perché anche del "sapere"? Questo mi risulta meno chiaro! Forse che ci devono essere persone con meno conoscenze di quante attualmente ne abbiano e altre che devono accrescere le proprie? Io penso, mi permetto di osservare, che sul piano della conoscenza e del sapere, si debba tendere ad un accrescimento generalizzato: tutti devono apprendere di più! Semmai nessuno deve restare indietro e, proprio a questi deve essere dedicato il maggiore impegno; perché ogni società progredisce tanto più quanto più diffuso e pervasivo è il sapere! Magari il prof. De Masi avrà l'opportunità di chiarire meglio questo aspetto specifico!

Francesco Luciano Lorusso, Roma Commentatore certificato 07.02.17 14:48| 
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Con l'automatizzazione e la robotizzazione il futuro del lavoro è incerto ! Il ricco non cederà , non acconsentirà a esserlo di meno ma , come tutti i ricchi , lotterà duramente per mantenere i suoi privilegi . La ricchezza non è un furto se tutti vivono dignitosamente , in caso contrario è un grave crimine ! Non si considera chi è benestante , chi ha messo insieme con sacrifici e duro lavoro dei beni che gli permettano di vivere agiatamente , ma chi è proprietario di grandi industrie e ricchezze esagerate che ,onestamente , non si possono fare ! Un Bill Gates non deve poter disporre di 80 miliardi di dollari , nessuno dovrebbe poter avere queste somme che come minimo sono distorsioni gigantesche del sistema economico ! Quanta barbarie c'è ancora nell'uomo !

vincenzodigiorgio 07.02.17 14:45| 
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BERDINIIIIIIIIIIIIIIIIIIII BUGIARDOOOOOOOOOOO VATTENEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE !!! Beppeeeeee sveglia questo vi farà perdere le prossime elezioni !!!

Elio Levy 07.02.17 14:41| 
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http://video.corriere.it/sgarbi-ho-registrato-telefonata-grillo-cui-lui-dice-tutto-male-possibile-virginia-raggi/421cad76-ed1b-11e6-9982-e7f0326adfad

Riccardo Rosignoli 07.02.17 14:37| 
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Solidarietà . Strana parola che troppi non conoscono ma che fa parte integrante della vita di ogni giorno . Una persona a cui cade un pacchetto tra i tanti troverà qualcuno che l'avverte o lo raccoglie , così come un'automobilista con una gomma a terra troverà chi lo avverte . Nostro fratello disoccupato ha difficoltà a far mangiare i figli e noi benestanti non lo aiutiamo ? Vivere insieme richiede regole e solidarietà , non è ammissibile che in una famiglia ci sia chi mangia a 4 palmenti e chi muore di fame ! L'Italia è una grande famiglia come tutte le nazioni , e deve adeguarsi ! E si chiamano democratici di sinistra , che schifo !

vincenzodigiorgio 07.02.17 14:27| 
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Mi correggo : "Il futuro del reddito e del lavoro TROVO che sia etc."

Francesco C. Commentatore certificato 07.02.17 14:18| 
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Il sociologo autore del post , in quanto sociologo , riassume dei fatti in forma molto divulgativa al limite del banale.

Ma non indica nessuna via per risolvere i problemi.

Uno dei punti fondamentali da risolvere e' "come e perche'" far transitare il reddito in eccesso prodotto dalle macchine, da esse al cittadino percettore del reddito .

Cioe' rivedere principi di scienza delle finanze da applicare alla societa' .

Attualmente TUTTO il vantaggio nella applicazione delle macchine va al capitale che le compra .

Da qui nasce anche una antinomia del reddito di cittadinanza cosi' come pensato dal M5S ( e come e' in germania) : si da' il reddito a chi accettera' un lavoro .

Se la disoccupazione e' "tecnologica" quel lavoro non c'e' piu' , se la disoccupazione e' invece importata (es.: paesi che fanno dumping salariale) , allora la risposta e' una sola: DAZI.

Ma pensare di dal da lavorare ai disoccupati in assenza di lavoro significa SPENDERE di piu' di quanto si spenderebbe REGALANDO i SOLDI .

AZZ.....e' mai possibile che nessuno dei soloni da TV si cimenti con la realta' ?


Aldo Masotti, Verona Commentatore certificato 07.02.17 14:15| 
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Redistribuzione e Perdita di Potere

Il futuro del reddito e del lavoro e' un argomento molto interessante perché verosimilmente la redistribuzione delle ricchezze dovrebbe passare per le Banche mondiali, per le grandi multinazionali e le grandi finanziarie e c'e' da dubitare che siano d'accordo. Redistribuire ricchezze significa, in ultima analisi, cedere potere, gratis e a chiunque, anche a chi la pensa diversamente. Per evitare quindi qualsiasi fuga di potere, quasi fosse una perdita della bombola del gas, i grandi centri di potere devono mantenere la gente in uno stato di semi indigenza permanente, il piu' possibile dipindente dal potere costituito, utilizzando strumenti che passino attraverso gerarchie prefissate che si sviluppano all' interno di una dimensione verticistica e che, alla fine, identificano esse stesse nei cosiddeti poteri forti. Questo almeno e' quanto viene da pensare osservando gli eventi piu' o meno recenti. Saremmo quindi all' inizio di un nuovo ciclo-riciclo storico, alla rivendicazione di una nuova liberta', alla richiesta di una nuova carta costituzionale che preveda per tutti un vivere dignitoso e sereno. Infine ad una possibile nuova violentissima rivoluzione. Mi verrebbe da dire: "francese" giusto per limitare le dimensioni, le vittime e la violenza. I discendenti dei moti mazziniani vittime, nel tempo, delle conseguenze dei moti da loro stessi ideati e realizzati! Nondimeno sembrerebbe si sia giunti ad un punto di non ritorno e non e' impossibile che si sia gia' pensato al modo di rendere alla gente una vita digntosa. IMO

Francesco C. Commentatore certificato 07.02.17 14:01| 
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se lo dice un sociologo come de masi allora siamo alla frutta.
ricordo tanti anni fa, lo racconto sempre, che in un ufficio (fatto vero) statale lavoravano sei persone, parliamo prima dell'avvento dei pc, ebbene, ora a distanza di anni nello stesso ufficio lavorano in due e due pc.
bello vero.
se il progresso tecnologico da un lato migliora lo stile di vita e la produttività, dall'altro svilice il lavoro e quindi il reddito per vivere.
E' necessario intervenire con un reddito di cittadinanza o similare per coprire queste disfunzioni. E' necessario.

rosario salvatore brandi, palermo Commentatore certificato 07.02.17 13:48| 
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IL FUTURO...Le conclusioni sono quelle a lungo paventate negli anni '70 con slogan del tipo LAVORARE MENO LAVORARE TUTTI, o convegni del Manifesto tipo LIBERARE IL LAVORO O LIBERARSI DAL LAVORO? Il sociologo ci dice che la disoccupazione sarà sempre più alta per effetto dell'automazione e il reddito di cittadinanza legato al lavoro fa sviluppare uno sviluppo professionale "globale" qui siamo in zona Toni Negri quanto parlava dell'operaio sociale, una unione tra lavoro fisico e lavoro intellettuale, però il sociologo De Masi parla di 1/3 di lavoro fisico, 1/3 d lavoro burocratico e 1/3 di lavoro creativo. Sarebbe da approfondire questo ultimo terzo, come farà a strutturarsi?

giancarlo sartoretto 07.02.17 13:34| 
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L’eccezione non è una regola: affronterò l’argomento con una constatazione positiva… non dispiaccia ai misantropi partigiani della riduzione volontaria di popolazione ma le scoperte tecnologiche e scientifiche dell’umanità dopo la prima rivoluzione industriale, così come le immense distese di terre arabili non coltivate, potrebbero permettere a più di 9 miliardi di persone di alimentarsi senza problemi. Meglio, lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale dovrebbe ridurre la quantità di lavoro necessaria per la sopravvivenza di una così grande popolazione al massimo a tre o quattro ore di lavoro al giorno per persona. Potremmo dedicare tutto il nostro tempo residuo alla partecipazione, all’educazione dei nostri ragazzi, ai viaggi, alla ricerca, a continuare a imparare durante tutto il corso della vita e anche, perché no, a interrogarci un po’ di più sul suo significato.

segue quì
http://comedonchisciotte.org/burn-out-ovvero-la-fine-annunciata-della-lotta-di-classe/

mat mat Commentatore certificato 07.02.17 13:27| 
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Per il momento la situazione è sfruttare i soliti quattro per mangiare tutti quanti.
Ecco perché da operaio metalmeccanico ho scelto il part-time e sono felicissimo mi sia stato concesso.
I soldi son pochi o son molti? Il segreto è farseli bastare e di comprare cazzate non mi va.
Le quattro ore che non faccio le lascio al prossimo. :)

Noè SulVortice Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 07.02.17 13:26| 
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Sgarbi ha telefonato ora alla Merlino sostenendo che in una telefonata con Grillo,Grillo avrebbe definito la Raggi "depensante"..allora come avrebbe fatto a fare tutte le cose esposte in un post precedente?Il messaggio passato ora su La7 è che Grillo, a detta di Sgarbi,considera la Sindaca incompetente...con certi individui meglio non parlare


o.t. X Roma65(sotto commento 00:29)

“... Più che altro è il valore che trasmettono che non approvo, ossia che la VERITÀ possa essere un BENE STRUMENTALE. Ed è questo che vogliamo insegnare ai nostri figli? Io non credo.”
------

Premesso che scriverei verità in minuscolo in quanto conosco solo verità relative,
concordo con la tua disapprovazione.
Così come concordo con Beppe quando dice che “il primo insegnamento è l’esempio”.
Concordo in sostanza sul fatto che chi nasconde, distorce e strumentalizza la verità,
non da un esempio di ONESTA’, intesa come qualità di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente.
Qualità che, appunto, si contrappone a disvalori quali l’ipocrisia, la menzogna ed il segreto.

Poiché concordo anche con Orwell: “nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario“,
mi resta da vedere CHI è il rivoluzionario che dice -la verità-.

Mi resta ad esempio da vedere se l’attuale S.O., che non mi risulta “gestito da eletti nel M5S”, è comunque “uno spazio dove veramente ognuno conta uno” in cui la Rete degli iscritti svolge effettivamente il proprio ruolo statutario di governo ed indirizzo.

Visto questo mi risulterebbe poi vero che “la linea politica del MoVimento la dettano gli iscritti” e che il programma del M5S viene “deciso dagli iscritti”.

Ciao :)

Azzurra Rossetti Commentatore certificato 07.02.17 13:19| 
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Concordo, “Il futuro passa attraverso una ridistribuzione del lavoro, della ricchezza, del sapere, del potere, delle opportunità, delle tutele e attraverso la possibilità anche per chi non lavora, -nelle fasi in cui non lavora-, di percepire un reddito di cittadinanza.”

Detto questo, in base all’articolo 4 della Costituzione “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”,

appena il S.O. consentirà “un programma deciso dagli iscritti”, proporrò un LAVORO DI CITTADINANZA.

Proporrò che, coerentemente con la Democrazia Diretta, spetti ai cittadini di ciascuna Regione individuare -Direttamente- i Lavori utili sia per la manutenzione del territorio sia per i servizi alle persone che ci vivono,
comunicandoli poi a Uffici Comunali per l’impiego, capaci di distribuire ogni lavoro
a disoccupati competenti nel settore.

Riguardo al reperimento dei fondi necessari a remunerare dignitosamente il - Lavoro di cittadinanza-, poiché ritengo che la riserva aurea appartenga al popolo,
proporrò che essa venga custodita in una Banca italiana pubblica il cui Dirigente, eletto in concomitanza con l’elezione dei PortaVoce,
abbia il compito di stampare - moneta del popolo italiano - e di gestirla in base a un programma volto a finanziare Lavori etici e socialmente utili, approvato dal popolo sovrano.

Azzurra Rossetti Commentatore certificato 07.02.17 13:10| 
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http://comedonchisciotte.org/burn-out-ovvero-la-fine-annunciata-della-lotta-di-classe/

Trovo su questo articolo un approfondimento e una riflessione più concreta, in particolare sugli assistenzialismi e reddito di cittadinanza, verso la metà del testo.

mat mat Commentatore certificato 07.02.17 13:07| 
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......daltronde, bisogna lavorare anche per ripagare i duemilamiliardi e passa di debito pubblico, che gli scienziati della politica stanno ingrandendo ogni secondo che passa

qui, per chi volesse, lo si vede scorrere in tempo reale

http://www.italiaora.org/

Path Walker Commentatore certificato 07.02.17 13:02| 
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reddito di cittadinanza...
però quello vero...che io lavori o non lavori devo ricevere il minimo per vivere...
poi se sono bravo a fare cose che il mercato vuole le farò e guadagnerò ancora di più...
i soldi ci sono tranquillamente...solo considerando tutto le risorse che sprechiamo nel welfare disorganizzato, e i costi burocratici che questa sistema deve sostenere ( in pratica si pagano persone per fare lavori sostanzialmente inutili)..senza contare tutti i lavori che potrebbero essere sostituiti da software ( penso di nuovo alla burocrazia) ma che non è possibile fare perchè se no bisognerebbe licenziare un terzo dei dipendenti pubblici ( e oltre a non essere possibile creerebbe una spirale recessiva incredibile senza reddito di cittadinanza)

Andrea P. Commentatore certificato 07.02.17 13:01| 
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ATTENZIONE A QUESTO EMERITO PARACULO DI... SOCIOLOGO(?)

QUESTO DOMENICO DE MASI SU LA 7 a TAGADA' AVEVA DETTO CHE GLI INTELLETTUALI HANNO DIRITTO A UN INDENNIZZO COME LAVORO USURANTE AL PARI DEI MINATORI, MURATORI ECC.. CHE SI AMMALANO O MUOIONO DI SILICOSI O DEFORMAZIONE OSSEE DEBILITANTI.

GLI INTELLETTUALI CHE LAVORANO CON LA MENTE, A SUO DIRE IN QUELLA TRASMISSIONE SU LA 7, MUOIONO PIU' FACILMENTE E PREMATURAMENTE DI ICTUS CEREBRALE PERCHE', A SUO DIRE; USEREBBERO MOLTO DI PIU' IL CERVELLO DEI MANOVALI!

GLIELO VADA A DIRE A TUTTI I PIU' GRANDI E LONGEVI GENI DELLA STORIA: A PARTIRE DA TALETE FINO A RITA LEVI MONTALCINI!

CERTAMENTE UN EMERITUS COME DOMENICO DE MASI, I CUI NEURONI NON HANNO MAI ELETTRIZZATO TRA LORO MA SOLO EIACULATO, E' MOLTO PROBABILE CHE MUOIA DI ICTUS: LA MORTE DELLE TESTE DI... EMERITUS?

Aldo B. 07.02.17 12:59| 
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Domenico De Masi ho letto quello che ha scritto: Pertanto, secondo lei, tutto si risolve col reddito di cittadinanza in un mondo esageratamente e cudelmente globalizzato e capitalistico. Sicuramente lei sta scherzando! Il buon senso e la realtà dice che IL REDDITO DI CITTADINANZA può avere una valenza di efficacia solamente in un mondo dal volto umano, cioè: "Socialistico"!

Edoardo Pellegrini 07.02.17 12:59| 
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Ma davvero non c'e' stata innovazione tecnologica rilevante fino al 1700???
ma che diamine va dicendo codesto? la ruota e i carri da trasporto non sono
innovazione tecnologica? il giogo per i buoi e gli animali da soma, e il
miglioramento degli strumenti per allevarli non sono innovazione? la
capacita' di imbrigliare acqua e vento con i mulini, ed il fuoco nelle
fucine dei fabbri non e' innovazione? e poi pensavo che i viaggi oceanici
che hanno permesso di colonizzare le americhe fossero dovuti a gigantesche
innovazioni tecnologiche nella struttura delle navi, della loro
costruzione, delle vele, della conservazione dei cibi.... se andavano con
le galee romane col cazzo che ci arrivavano in America... e poi pensavo che
all'incirca attorno all'anno 1100/1200 ci fosse stata una prima gigantesca
rivoluzione verde che aveva consentito il netto miglioramento del regime
alimentare europeo, grazie alla rotazione delle colture e all'atratro in
ferro... e 300 anni dopo, nel 1500 un altra rivoluzione verde ancor piu
consistente che ha gettato le basi per la prima rivoluzione industriale....
ma pensa, e la macchina a vapore inventata nel 1500? e il telaio intorno
al 1600? e le armi da fuoco fra il 1300 ed il 16000, che facilitano il
dominio europeo su popolazioni che usavano arco e freccia? e le lettere di
commercio, i crediti bancari, e altri strumenti? le innovazioni in
medicina? ah si cazzo, dimenticavo la stampa, i libri, e tutto il resto....
ma che dici santo dio, ma che dici? ma zio caro parole in liberta'
scusa.... maledizione che principiante

pignolo 07.02.17 12:15| 
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Ma davvero non c'e' stata innovazione tecnologica rilevante fino al 1700??? ma che diamine va dicendo codesto? la ruota e i carri da trasporto non sono innovazione tecnologica? il giogo per i buoi e gli animali da soma, e il miglioramento degli strumenti per allevarli non sono innovazione? la capacita' di imbrigliare acqua e vento con i mulini, ed il fuoco nelle fucine dei fabbri non e' innovazione? e poi pensavo che i viaggi oceanici che hanno permesso di colonizzare le americhe fossero dovuti a gigantesche innovazioni tecnologiche nella struttura delle navi, della loro costruzione, delle vele, della conservazione dei cibi.... se andavano con le galee romane col cazzo che ci arrivavano in America... e poi pensavo che all'incirca attorno all'anno 1100/1200 ci fosse stata una prima gigantesca rivoluzione verde che aveva consentito il netto miglioramento del regime alimentare europeo, grazie alla rotazione delle colture e all'atratro in ferro... e 300 anni dopo, nel 1500 un altra rivoluzione verde ancor piu consistente che ha gettato le basi per la prima rivoluzione industriale.... ma pensa, e la macchina a vapore inventata nel 1500? e il telaio intorno al 1600? e le armi da fuoco fra il 1300 ed il 16000, che facilitano il dominio europeo su popolazioni che usavano arco e freccia? e le lettere di commercio, i crediti bancari, e altri strumenti? le innovazioni in medicina? ah si cazzo, dimenticavo la stampa, i libri, e tutto il resto.... ma che dici santo dio, ma che dici? ma zio caro parole in liberta' scusa.... maledizione che principiante

pignolo 07.02.17 12:14| 
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Grande prof Masi cultura e buon senso fanno sempre bene sopratutto dopo aver sentito la Santanche' che accusa i 5 stelle di avere dice lei un padrone..Mamma mia qui siamo oltre il ridicolo ma la cosa pazzesca è che vicino a questa fascista c'era Bonini della Repubblica e non ha fatto una piega che ingrato dopo tutti gli sforzi prodotti in questi ultimi 24 anni x far fuori padrone della Santanche' dal suo giornale invece il nostro eroe dopo essersi accanito contro DiMaio reo di aver pronunciato male il nome del capo dell'ordine dei giornalisti ha sfogato la sua rabbia contro la Raggi ma dall'alto della conclamata superiorità morale e culturale della cosiddetta sinistra si è tradito perché ha detto che risolvere i problemi di Roma ci vorrebbero tre lustri e dice sempre lui sono trascorsi sei mesi e ancora non è successo niente.Ora caro Bonini 3 lustri sono 15 anni quindi la Raggi ha ancora 14 anni e 6 mesi.morale della favola vergognati via a studiare sei un somaro.

Antonio L. Commentatore certificato 07.02.17 12:01| 
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Problematiche straconosciute.
Il punto è fare proposte non enumerarle per l'ennesima volta.

Bob Bo Commentatore certificato 07.02.17 11:53| 
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ciao, spero che il reddito di cittadinanza vada in porto perchè e una grande opportunità per tutti e una serenità personale e popolare...!! e spero che si vada alle elezioni al più presto e che finalmente sia il popolo a decidere chi governa!!! dopo quattro governi che non ha votato nessuno, e hanno fatto quello che hanno voluto!!! per ora è solo una speranza ma voglio pensare per il meglio!! grazie Beppe per tutta la coscienza sociale che hai portato e anche ai 5 stelle!!!

Soster Alessandro 07.02.17 11:37| 
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Sono uno scrittore e musicista espatriato in Germania da un anno. Volevo dire che voterò il movimento 5 stelle alle prossime elezioni proprio sul reddito di cittadinanza. La trovo una misura di giustizia ed equità distributiva capace di rimettere in moto la società italiana. Faccio un esempio pratico: io produco beni creativi con una certa consistenza, canzoni, racconti etc...
Ora tutti apprezzano le culture del passato proprio perché in esse vi erano scrittori, persone che lasciarono scritte cose interessanti in versi o in prosa, senza attendere ad altro. Cosa sarebbe della nostra identità storica senza Catullo, Tacito, Cicerone, Omero , Dante, Shakespeare? Dunque gli scrittori sono importanti. Ma in questo modello di società , benché mi impieghi molto , non percepisco il reddito adeguato alle ore di lavoro che effettivamente svolgo. Il reddito di cittadinanza per me sarebbe il mezzo sociale per liberarmi dalla morsa del bisogno, perché potrei continuare a lavorare per quello che so e intendo fare - arte - senza dovermi piegare a fare cose che faccio solo per bisogno e male, perché non sono il mio vero lavoro.
Spero in un Governo che ci difenda dal liberismo, che adotti misuri protezionistiche per gli artisti e lavoratori italiani, che stringa buoni rapporti con la Russia , che regoli il flusso migratorio, che adotti poltiche energetiche lungimiranti. Per questo voto il movimento 5 stelle e invito ogni patriota a farlo. Grazie


Siamo arrivati ad avere pochissime persone ricchissime e tutte le altre che tirano a campare lavorando sempre di più per le persone ricchissime che le retribuiscono il minimo possibile. La ricchezza deve essere elargita dalla base in modo da avere dei dislivelli sociali accettabili. Ad es. l'AD di molte società magari a capitale pubblico non può guadagnare minioni di euro all'anno mentre gli operai o tecnici di queste società percepiscono qualche migliaio di euro al mese, bisogna pagare molto meno l'AD e molto di più i dipendenti in modo da evitare ad arrivare alla situazione odierna in cui la forbice ha raggiunto la massima apertura portando conseguenze sociali che sono note a tutti. In tal modo l'equità sociale sarebbe più garantita: naturalmente chi ha alte responsabilità è giusto che guadagni di più ma in termini accettabili e non certo come avviene tutt'ora. Perchè un usciere dei palazzi della politica prende uno stipendio molto più alto di un'usciere di condominio? Perchè l'operaio tedesco a parità di mansioni prende il doppio dell'operaio italiano, questa sarebbe l'unione europea? Perchè qualunque forma di energia in italia costa molto di più di qualunque altro stato europeo? Credo che tutti lo sappiano ma che nessuno si impegna per rimediare a queste ingiustizie economiche sociali. Ben vengano le discussioni, i confronti ma ora bisogna poassare al concreto, basta parole, è il momento dei fatti.

Pietro Z., Padova Commentatore certificato 07.02.17 11:20| 
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il Prof. Masi ,

chiaro e sul pezzo come sempre ...

https://www.youtube.com/watch?v=m1MxLkJ4mzE

https://www.youtube.com/watch?v=ecZFv3O8fHM

una bella storia di cavalli uomini e robot
attivate i sottotitoli in italiano se non sapete l'inglese

https://www.youtube.com/watch?v=7Pq-S557XQU

Nello R., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 07.02.17 11:13| 
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Purtroppo il prof. De Masi ha ragione. Dico purtroppo perché la sua analisi, reale, lucida e spietata mette a nudo una realtà che molti, moltissimi sia del popolo che della "casta" (diciamo) non conoscono o fanno finta o non vogliono conoscere. E lo dico da imprenditore.

Pasquale Marasco 07.02.17 11:01| 
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Casaleggio, questi problemi , e la soluzione ,li aveva già visti .
poco alla volta arrivano tutti....

sergio g. Commentatore certificato 07.02.17 10:53| 
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per favore cambiate il titolo iniziale del Prof Masi
sociologo non socioloco
socio loco fa ridere
pure l'audio musicale di sottofondo è troppo alto ,da fastidio

comunque grazie per il vostro impegno

Nello R., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 07.02.17 10:50| 
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