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14 Marzo 2017

Dopo Consip il governo arresta i magistrati #IoVoglioGiustizia

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di MoVimento 5 Stelle

Adesso che l’inchiesta per corruzione in Consip sta travolgendo sia il PD che il "sistema" Renzi, il Governo, con la complicità di Alfano e Verdini, accelerano, guarda caso, l’approvazione del ddl penale (fermo in Commissione da quasi 2 anni) con l’ennesimo voto di fiducia per legare definitivamente le mani ai Magistrati e alle forze dell’ordine. Il messaggio del governo a chi lavora per scoprire tangenti e corrotti è semplice: "Tu fatti i cazzi toi" (copyright Cetto La Qualunque). Garantismo per i tangentari, bastoni tra le ruote della giustizia e carcere per i cittadini che fanno informazione. Ecco cosa prevede in dettaglio.

Stop alle intercettazioni per beccare i sospetti
Saranno escluse le intercettazioni informatiche – ambientali tra soggetti presenti nei luoghi come l'abitazione principale (una casa, un ufficio, una semplice dimora, ecc.), a meno che il Magistrato non abbia la certezza che in quel luogo si stanno compiendo attività criminose. Fino ad oggi il Magistrato poteva usare le intercettazioni davanti al "solo" fondato motivo del compimento di attività criminose, per il futuro occorrerà avere la certezza che si stanno compiendo attività illecite. Ovvero se il Pm non ha sviluppato doti telepatiche si arrangia. Tutte le volte in cui i criminali organizzano una cena a casa di qualcuno di loro per parlare di mazzette e appalti truccati (come è successo nei colloqui tra l’imprenditore Alfredo Romeo, agli arresti per mazzette, e l’amico di famiglia Renzi, Carlo Russo) non potranno più essere intercettati, perchè nessuno avrà la certezza che i loro discorsi siano di carattere illecito. Garantismo per i tangentari! Questo perverso meccanismo varrà per i reati di corruzione e associazione a delinquere. Gravissimo.

Il potere politico sopra quello giudiziario
Il Governo prevede, anche, che i Magistrati non potranno più essere liberi di utilizzare i sistemi informatici che ritengono più idonei per procedere con le intercettazioni ambientali informatiche, ma dovranno attenersi scrupolosamente alle indicazioni che dovrà fornire il Ministero della Giustizia (dunque un politico nominato dalla politica che invade un campo non suo, ovvero quello del Potere Giudiziario). Cioè sarà il Ministero a comunicare (ogni anno con una circolare) l'applicazione informatica che deve essere utilizzata dai Magistrati, dando così modo ai delinquenti, corrotti e corruttori di dotarsi preventivamente delle giuste contromisure in grado di annullare l'effetto delle indagini a loro carico. E poi se il Ministero tarda ad emanare la circolare con l'indicazione del sistema informatico individuato, i Magistrati non potranno procedere alle intercettazioni, ponendo fine alle loro indagini e, dunque, a perseguire i responsabili.

Tagli alle intercettazioni
Non contenti, PD e Governo, con la complicità di Alfano e Verdini, hanno addirittura previsto un taglio netto di 80 milioni per i prossimi tre anni per ricorrere all’uso delle intercettazioni. Anzichè potenziarle e incrementarle, le affossano definitivamente.

Meno inchieste per corruzione
L’altro scempio presente nel testo governativo, è rappresentato dalla forte riduzione dei tempi delle indagini preliminari. Il Magistrato inquirente avrà solo il termine di 3 mesi, prorogabile una sola volta, per decidere se chiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale attraverso il rinvio a giudizio. Questa misura, contenente tempi ristrettissimi per i PM, comporterà inevitabilmente che la maggior parte delle inchieste per corruzione e tangenti non abbiano mai inizio. Basti considerare che solo per ottenere una rogatoria internazionale sui conti correnti detenuti all’estero (come quelli riconducibili sempre all’imprenditore Alfredo Romeo, giusto per fare un altro esempio) occorrono a volte mesi per ottenere informazioni utili, è chiaro a tutti che porre questo limite di tempo, riduce ogni possibilità di svolgere qualsiasi tipo di indagine. Bastoni tra le ruote della giustizia!

Carcere per i cittadini che parlano dei corrotti
Il Governo, infine, ha previsto, il carcere addirittura fino a 4 anni per tutti coloro (giornalisti esclusi) che diffondono riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte - addirittura - in presenza del soggetto ripreso ed eseguite fraudolentemente (avverbio troppo generico, pieno di incertezze e dubbi interpretativi). Ossia carcere per chi fa informazione visto che, come ha dimostrato lo scandalo Consip, la stragrande maggioranza dei giornali si guardano bene dall'affrontare argomenti scottanti per il governo. Questa norma rappresenta davvero un bavaglio per tutti i cittadini (come i nostri attivisti) che non potranno più compiere registrazioni di incontri, riunioni, consigli comunali, ecc. considerato che potrebbero essere incarcerati, limitando di fatto la partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese e al controllo delle istituzioni. Inoltre, non sarà più consentito la divulgazione, la pubblicazione o rendere conoscibili i risultati di intercettazioni che coinvolgono soggetti estranei alle indagini. In questo modo dunque i casi Lupi (rolex), Guidi (Trivellopoli), molto probabilmente non potranno più emergere e resteranno un lontano ricordo.

Questo è il ddl penale del Governo. Una vergogna per uno Stato di diritto. Il MoVimento 5 Stelle voterà contro, ma tutti dobbiamo far sentire la nostra voce, prima che ci arrestino per aver postato un'intercettazione di un politico corrotto: #IoVoglioGiustizia!

Postato da MoVimento 5 Stelle alle 15:31 in Il blog delle stelle