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#ProgrammaLavoro: Riduzione dell'orario di lavoro

#ProgrammaLavoro: Riduzione dell'orario di lavoro

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Oggi discutiamo il quinto punto del #ProgrammaLavoro del MoVimento 5 Stelle. Il quesito che troverai nella votazione della settimana prossima sarà: Con quali modalità ritieni prioritario agire per ridurre l’orario di lavoro?

di Marco Craviolatti - Attivista Sindacale

Con quali modalità possiamo agire per ridurre l'orario di lavoro?
Partiamo da una fotografia della realtà: i Paesi europei in cui si lavora di meno sono i Paesi ricchi del Nord, come Germania, Danimarca, Olanda. I Paesi europei in cui si lavora di più sono i Paesi dell'Est e del Sud, Polonia, Grecia... Un lavoratore greco lavora il 50% in più di un lavoratore tedesco: nella realtà le “cicale" sono ricche, e le “formiche" sono povere.

Nei Paesi ricchi il tasso di occupazione è molto più elevato, e si lavora di meno. In Italia abbiamo il 57% di occupati, in Francia il 64%, sono in proporzione 3 milioni in più. "Lavorare meno lavorare tutti" non è quindi uno slogan o un auspicio, è una constatazione della realtà, una correlazione statistica. Facciamo un'altra fotografia in movimento: gli orari di lavoro medi in tutti i Paesi cosiddetti avanzati sono in costante diminuzione da decenni, a ritmi diversi, dalla Germania all’Italia, dal Giappone alla Corea. Quindi la riduzione degli orari è un dato di fatto, è già in corso!
Ma allora perché non ce ne accorgiamo, perché non stiamo tutti meglio? Perché è una media statistica del pollo: da una parte alcuni sono costretti a lavorare sempre di più, dall’altra, altri non possono lavorare quanto vorrebbero.
E poi, da una parte ci sono orari contrattuali che aumentano, straordinari obbligatori, taglio dei riposi; dall'altra i part time involontari che ormai sono due terzi del totale, i contratti usa e getta, la gig economy. Quindi è chiaro che gli orari si riducono da sé, come abbiamo visto, ed i motivi sono anche intuibili: l'evoluzione tecnologica che sostituisce -fortunatamente- il bisogno di lavoro umano. Più che ridurre gli orari in modo generico dobbiamo quindi pensare a come distribuirli bene, e quindi come far lavorare meno quelli che lavorano tanto e come far lavorare di più quelli che lavorano poco.

I costi per lo Stato, per avviare la riduzione degli orari di lavoro,
sono in genere molto limitati. In Francia le 35 ore sono costate circa un miliardo l’anno, mentre in Italia stiamo spendendo -per la decontribuzione dei neoassunti col jobact- ben 20 miliardi in tre anni, con ricadute occupazionali nulle, tra le peggiori in tutta Europa. Si può ad esempio spostare il carico fiscale e contributivo penalizzando gli orari lunghi e gli straordinari a favore della riduzione degli orari. Però rispetto ai costi dobbiamo assumere una prospettiva anche storica di lungo termine: le 8 ore in Italia sono state introdotte nel 1919, è passato un secolo; le 40 ore nel 1969, mezzo secolo da quando il sabato è diventato festivo; da allora la produttività del lavoro è aumentata enormemente, pensiamo che i computer dell' Apollo 13 erano meno potenti di una chiavetta USB di oggi. Quindi possiamo immaginare quale sia stato il progresso tecnologico. Questo cosa vuol dire? Che la produttività aumenta, e in un'ora di lavoro si produce molta più ricchezza. Ma se per un po' di anni i salari sono aumentati, adesso da tanto sono fermi e stagnano, gli orari di lavoro sono rimasti fermi.

Ma se si produce più ricchezza, i salari sono gli stessi, e gli orari sono gli stessi, allora dove finisce quella ricchezza supplementare? Finisce nelle tasche di pochissimi investitori e azionisti, di quell'1% o 10% di privilegiati che concentrano la ricchezza mondiale. Ridurre gli orari significa allora riappropriarsi di quei benefici, del progresso scientifico e tecnologico che in questo momento va ad alimentare solo i profitti di pochi.

Avere tanto lavoro che costa poco per le imprese a prima vista sembra un vantaggio competitivo, ma è una logica di breve durata. Perché le imprese in tal modo galleggiano, fanno profitti, non sono motivate a investire e innovare, e nel giro di poco i prodotti e le tecnologie utilizzate diventano obsolete, la produttività si ferma, il valore prodotto non cresce più: e questo è il grosso problema dell’Italia, chiamata "la malata d’Europa" perché la produttività del lavoro è ferma da 15 anni mentre cresce in tutti gli altri Paesi europei. A quel punto non serve più dire al lavoratore di pedalare più veloce e più a lungo, a quel punto bisogna cambiare la bicicletta: cambiare le gomme, oliarla, magari montare un motore elettrico, con cui lo stesso lavoratore può pedalare facendo molta più strada con molta meno fatica.

Ridurre gli orari incentiva questo: ridurre gli orari è un po’ come portare la bicicletta in officina, fare una revisione di tutta l'organizzazione del lavoro, stimolare gli investimenti, l'innovazione produttiva, e quindi l'evoluzione del sistema produttivo nazionale verso uno stadio un po' più evoluto. La riduzione degli orari va organizzata pensando sia al piano individuale sia a quello collettivo. Intanto ci sono tantissime persone che lavorerebbero di meno anche guadagnando di meno se solo potessero farlo, penso ad esempio ad alcuni periodi della vita come la maternità, la malattia, l'età avanzata. Bisogna dare a queste persone la possibilità di farlo, ad esempio introducendo un diritto al part time: i part time oggi in gran parte sono imposti, ma chi li vorrebbe spesso non può accedervi. Si potrebbe istituire un diritto al part-time, magari lungo di 30 o 35 ore, che non può essere negato a meno di problemi organizzativi insormontabili. Ci sono poi i congedi di cura che vanno potenziati e meglio retribuiti, come i congedi parentali che oggi vengono retribuiti solo al 30%, quindi rimangono spesso diritti sulla carta, mentre le raccomandazioni europee suggeriscono di portare la retribuzione almeno al 60% per farli fruire anche agli uomini.

Rispetto a quella che è invece la riduzione collettiva degli orari le strade sono molteplici: ad esempio una riduzione orizzontale in cui le ore giornaliere vengono ridotte, o una riduzione verticale delle giornate lavorate, ad esempio la settimana corta di 4 giorni; oppure un modello nuovo di organizzazione dell'orario ordinario, ad esempio una fascia ampia che vada dalle 25 alle 35 ore. Questa fascia potrebbe essere lasciata poi alla contrattazione e alla libera organizzazione delle imprese, per garantire sia la necessaria riduzione che i margini di flessibilità, adattandoli ai diversi contesti lavorativi.

A un secolo dal 1919 e a mezzo secolo del 1969, cioè dai grandi salti della storia dell'orario di lavoro, la struttura economica è pronta a un salto nuovo e ambizioso: il 2019 potrebbe rappresentare una scadenza simbolica molto motivante. E poi abbiamo la responsabilità, l’onore, e l'onere di avere a che fare con la più grande risorsa che esista sulla faccia della terra, la risorsa più preziosa e più democratica: il tempo di vita delle persone.



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15 Apr 2017, 10:09 | Scrivi | Commenti (50) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: craviolatti, lavoro, orari di lavoro, riduzione orari, sindacati

Commenti

 

I partiti dicono che per abbattere la disoccupazione si deve incentivare le aziende ad assumere e spingere la gente a consumare di più. Questa è una soluzione anacronistica perché oggi chi ha potuto lavorare si è dotato già di tutto. Io e mia moglie eravamo due semplici impiegati; abbiamo ristrutturato una vecchia casa, l’abbiamo dotata di tutto il necessario e ora non abbiamo più bisogno di nulla. Siamo in pensione e con il TFR abbiamo cambiato anche le due automobili. Per molti anni non cambieremo più automobili, frigoriferi, televisori, … perché quelli che abbiamo funzionano perfettamente. Nel nord Italia la maggioranza delle famiglie sono così.
Come si può ancora puntare sui consumi?
Cosa mai dovrebbero produrre le aziende?
I potenziali nuovi consumatori sono solo coloro che non hanno un lavoro. LA SITUAZIONE SI RISOLVE, QUINDI, SOLO RIDISTRIBUENDO EQUAMENTE IL LAVORO CHE C’È, affinché tutti possano consumare quello di cui necessitano.
Nell’azienda dove lavoravo ci sono 40 dipendenti; se si passasse da 8 a 7 ore al giorno, per garantire la produzione avrebbe bisogno di 5 dipendenti in più. Allargando il discorso a tutto il mondo del lavoro, ciò consentirebbe di ridurre del 12,5 % la disoccupazione che, a fine 2016, l’Istat ha indicato all’10,9 %.
Certo il problema è: chi paga alle aziende l’aumento dei costi dovuti al maggior numero di dipendenti?
Li deve pagare lo STATO perché li potrà poi recuperare da quel 12,5% di lavoratori che sono nuovi “contribuenti” e “consumatori”. Una PICCOLA parte FORSE potrebbe essere pagata anche dai dipendenti che hanno il lavoro e possono disporre di più tempo libero.
Io so che l’azienda dove ho lavorato, se non dovesse spendere di più, non avrebbe problemi a passare da 40 a 45 dipendenti; anzi, distribuendo il lavoro su più persone, potrebbe godere di maggiori flessibilità, come ad esempio quando i dipendenti vanno in ferie, in permesso o in malattia.
Il passaggio successivo (fra 10 anni) sarà passare da 7 a 6 ore giornaliere.

Roberto Tosolini 01.07.17 08:06| 
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rdare dignita' al lavoro significa anche non pagare il pizzo con la materia prima ; ed allora significa mettere il giusto cemento e acciaio nelle strutture invece di pagare la politica degli appalti allora le strutture resisteranno al tempo !!!

sergio boscariol 20.04.17 14:30| 
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Il "quoziente lavoro".
In molti siamo d'accordo sulla necessità di ridurre l'orario di lavoro, ma come fare a ridurre la naturale e legittima pulsione delle aziende a ottenere più lavoro possibile dai propri dipendenti?
La mia modesta proposta è di intervenire a livello fiscale, introducendo nella tassazione dei profitti una progressività inversa al numero di lavoratori occupati. Così, ad esempio, un'azienda che ha prodotto un reddito di 1000 impiegando 20 persone pagherà meno tasse di quella che ha ottenuto lo stesso reddito impiegandone solo 5.

antonio f., roma Commentatore certificato 20.04.17 09:20| 
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Ridurre l'orario di lavoro a 30 ore è da fare con urgenza. Non è più possibile rimandare, tergiversare, perder tempo. Solo il M5S può fare questa svolta di civiltà...
Nessun partito è più credibile ormai...

Giuseppe Bartolo 19.04.17 19:18| 
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La riduzione degli orari di lavoro è più che positivo si potrebbe occupare più persone. ..certo è che gli stipendi devono essere adeguati al caro vita. ...quindi calare le tasse. ..e anche l'età pensionabile. .permettere alla gente di vivere e possibilmente sorridere

ANNA TUZZOLINO, Trino Commentatore certificato 19.04.17 14:59| 
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Buon giorno
la riduzione del orario di lavoro a trenta ore MANTENENDO LO STESSO STIPENDIO è possibile
attraverso da una parte l'assorbimento di par rol festività da un altra la diminuzione della pressione fiscale sulle buste paga, (il gettito minore verrebbe compensato dal' aumento dei lavoratori)
gli imprenditori verrebbero chiamati alla copertura della parte economica mancante e questo porterebbe ad un piccolo incremento del inflazione che dato l'aumento del denaro circolante (nuove retribuzioni) verrebbe assorbito dalle famiglie senza problemi.
Per quanto riguarda come deve essere effettuata la riduzione (meno ore giornaliere o meno giorni lavorati) la lascerei alla contrattazione decentrata, ogni realtà ha le sue particolarità.
Oggi abbiamo la possibilità di stabilire se la nostra società avrà più persone che lavorano meno
o poche persone che lavorano tanto, la scelta è epocale perché da un lato avremo cittadini
dall'altro sudditi.
Buon lavoro
Lazzarini Gianluigi

Gianluigi Lazzarini 19.04.17 11:04| 
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https://youtu.be/Ws74GfVoAZY

Alessandro D., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 19.04.17 10:44| 
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Per tutto Questo degli Uffici del personale degni di questo nome che stiano attenti

alla qualità della vita del lavoratore aiutando per giuste motivazioni lo stesso a

trovare flessibilità e felicità nel suo lavoro

E per tutto questo sul filo del pensiero Stelle, una graduale

legiferazione e attuazione della DIMINUZIONE dell'orario di lavoro - togliendo alle

cieche e bieche lobby di potere e donando alla popolazione schiavizzata.

Avere un po di Tempo per dedicarsi alla vera Vita!!!!(dedicarsi alla famiglia, ai figli ad associazioni no profit e Culturali- attività Di Volontariato : sanità ecologia giustizia ecc- Attività artistiche-Pittura-Poesia-Musica e di quanto buono nel Mondo!!) Elevare finalmente l'umanita'

https://youtu.be/6p7cGTuSiFQ
https://youtu.be/owURNZj0518
https://youtu.be/HBh-v1uBFOk

Grazie Beppe e Roberto Grazie Movimento


Alessandro D., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 19.04.17 10:43| 
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Per le grandi aziende multisede: incentivazione del decentramento del lavoro per

una migliore qualità della vita del lavoratore, costretto a spostamenti inumani e

dispendiosi, che sopportabili per brevi periodi diventano frustrazione per lunghi

periodi di vita sopratutto per chi ha famiglia giovane (per quelle Società/Aziende

localizzate nelle grandi città si cura anche il fenomeno del pendolarismo eccessivo

che determina congestione del traffico - quindi vederla anche sulla chiave

ecologica);

Telelavoro flessibile e concreto (esempio: 3 giorni telelavoro 2 gg rientro per

confronti e aggiornamenti) con mantenimento dello stesso status lavorativo per per

i meritevoli (c'è anche a chi non piace, ma per alcuni sarebbe salvezza

familiare/personale -risparmio economico - ecologia negli spostamenti)


Tra le cose più importanti poi la Consapevolezza e Responsabilità da parte dei

lavoratori: troppa gente ancora è molto viziata, e aggiornamenti di questo genere

possono solo aumentare il vizio - quindi tenere alta la consapevolezza di un lavoro

che aiuta l'individuo, il quale individuo deve quindi in tutti i modi impegnarsi

onestamente per far si che questa situazione possa essere mantenuta.

continua....

Alessandro D., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 19.04.17 10:42| 
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Grazie Marco

INTERVENTO E CONCETTUALIZZAZIONE DA MEMORIA

siamo proiettati verso una realtà malsana, ideata a dovere da menti malate ma laboriose, che sono parte di cervelli e corpi egoisti e fannulloni - ce ne sono molti nel mondo ma soprattutto in Italia.
La pratica dello schiavismo è vecchia quanto il lavoro delle povere donne di strada;
le storie della cicala e della formica?...si potrebbe!!...ma le cicale usano violenza verso le formiche?...una violenza in passato diretta e attualmente velata ma di impatto forse piu deleterio?

non credo

ti dicono che occorre lavorare di più, che siamo in emergenza....una continua emergenza...
!l'emergenza per loro non finirà mai!
ti dicono che possibilmente devi raggiungere sedi lontane in modo che il tuo lavoro non sia influenzato da situazioni di comodo...che tu possa essere profeta in altri paesi in altre nazioni..
ti dicono che devi tenere fuori dal lavoro la tua famiglia....è piu importante il lavoro
ti dicono che se tu fossi veramente "forte""intelligente" e in "gamba" non avresti avuto problema a crearti una tua attività e far fruttare le tue attitudini...invece sei un misero...un "galleggiante"...bisognoso di qualcuno che ti amministra..e che quindi può essere sostituito in qualsiasi momento...dato che c'è la crisi...e che c'è la fila alle porte delle aziende....


COSA OCCORRE AL LAVORO IN ITALIA?:

Flessibilità e riduzione degli orari di lavoro compatibilmente con le necessità aziendali (alcune aziende hanno la possibilità di allungare l'attività giornaliera e quindi consentire ai lavoratori di poter avere flessibilità);

Concessione di part time (strutturare i part time e i tempo pieno con preavviso motivato soprattutto per le famiglie)

continua....

Alessandro D., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 19.04.17 09:38| 
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anziche pensare a aumentere l'iva,benzina e altro o ridurre l'oraraio lavorativo si pensi bene ad aumentare i posti di lavoro facendo controlli serrati sulle aziende che nel nord italia assumono rumeni africani albanesi dicendo la solita scusa "L'italiano non vuole lavorare"MINGHIATE.
A cosa serve ridurre il costo del lavoratore ad una azienda?

giovanni masi 19.04.17 08:58| 
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I pochi commenti sono dovuti alla impossibilità ad inserirli sul blog. Succede purtroppo di frequente! Provo da giorni da cellulare con e senza modalità desktop. Ho provato con il computer niente. Safari Chrome e Firefox con e senza login. Niente non funziona.

Il lavoro è un tema fondamentale. Ci siamo creati una società folle: tutti (o i pochi italiani) a lavoro allo stesso orario, tutte le classi entrano a scuola insieme, e tutti in coda o imbottiti nei mezzi pubblici appassionatamente. Già questo ci fa capire che abbiamo perso il senso delle cose. Ci obbligano a fare turni di sabato, domenica e notte; per questo ci sentiamo anche fortunati, perché in molti il lavoro lo sognano di notte e di giorno.
Lascerei la scelta al lavoratore. C'è chi preferirebbe lavorare al massimo 3 giorni la settimana. Avrà riduzione d'orario e di stipendio ma anche di tasse e contributi! Alla fine guadagnerà meno ma con i dovuti accorgimenti di legge e fiscali, non "molto" meno. Avrà più tempo libero x la famiglia, genitori da accudire, figli da seguire, coltivare proprie passioni ed interessi e, perché no, cercare o fare un'altra attività desiderata, ecc... ecc.. Qualcun altro vorrebbe lavorare il doppio x guadagnare di più x le sue esigenze, o perché non ha altri impegni e non sa come occupare il tempo libero o per suoi motivi. Tutti cominceremo finalmente a decidere il meglio per se uscendo dalla gabbia psicologica in cui ci hanno lentamente catturato. Questa è una proposta finalizzata a migliorare la qualità della vita, può creare nuovi posti di lavoro, ma x quello ci sono altre ricette economiche.
Ovviamente è una rivoluzione per i nostri cervelli addormentati e sarà impossibile farlo digerire a chi ci guadagna dallo stato attuale delle cose. Sarà inoltre etichettato dai soliti come un'altra nostra follia. Ma sappiamo che "solo chi è abbastanza folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero". Lo diceva qualcuno che a quanto pare, il mondo lo ha cambiato...

Luca G. Commentatore certificato 19.04.17 00:51| 
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oggi, 18 aprile, anche Landini accenna alla riduzione dell'orario di lavoro.
Un futuro vivibile dovrà necessariamente far conto sulla riduzione dell'orario di lavoro generalizzata.
Intanto, oggi possiamo inserire alcuni correttivi che ci consentirebbero di ridurre la disoccupazione.
Oltre al ripristino dell'età pensionabile a 60 anni, si può agire sul part-time, rendendolo un diritto del lavoratore e non una concessione del datore di lavoro. Inoltre, in caso di richiesta di part-time il lavoratore potrebbe chiedere l'inserimento nel restante orario di un familiare e il datore di lavoro dovrebbe essere incentivato con una riduzione dei contributi assicurativi.
Infine, e questo si può fare subito, occorre vietare assolutamente il lavoro straordinario, perchè siamo passati da eventi eccezionali per richiederlo (tra l'altro era soggetto a contributi elevati) addirittura all'obbligo del lavoratore a prestarlo. Ne è conseguito un altro elemento che favorisce la disoccupazione, mentre il lavoratore lo ritiene una integrazione salariale comoda senza considerare la disoccupazione altrui.

maria t., olbia Commentatore certificato 18.04.17 16:40| 
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invece in Itali a stento si "rinnovano" i vecchi contratti sempre peggiorativi per il lavoratori, ovviamente.. dove lavoro l'ultimo contratto (sette anni fa...) niente arretrati economici, niente aumenti economici, anzi i nuovi assunti purtroppo vengono retribuiti meno dei vecchi, ma hanno pensato bene di aumentare di due ore lavorative l'orario settimanale. Se diminuissero le ore lavorative magari una qualche assunzione in più sarebbe possibile, visto che in pensione ci manderanno ormai ottantenni, malati, stanchi, paranoici e sempre più arrabbiati. e i mitici giovanotti e giovanotte a zonzo a zuzzurellare o coricati sul letto nella noia dei social...viva i paesi civili

anna maria carra 18.04.17 14:20| 
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questa è la via maestra, anche meglio del reddito di cittadinanza !

luigi m., bergamo Commentatore certificato 18.04.17 14:17| 
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SE LA GERMANIA LAVORA 1340 ORE ANNUI E NOI 1720 ORE ANNUI. LA DISOCCUPAZIONE IN GERMANIA AL 3,5% LA NOSTRA AL 27%.NON SAREBBE ORA DI DIMINUIRE ORARIO A 30 ORE MESE,SI DAREBBE LAVORO A TANTI FACENDO TURNI DA 6 ORE AL GIORNO PER 5 GIORNI SETTIMANALI.IL SALARIO DEVE ESSERE EQUO.ELIMINARE LA FORNERO DAREBBE LAVORO AI GIOVANI,ELIMINARE IL JOBS ACT PER AVERE SICUREZZA DI FUTURO,ABBASSARE CUNEO SUL LAVORO.M5S UNICA SPERANZA PER IL POPOLO

gianluca bigarelli 18.04.17 11:44| 
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Chiedo scusa ma credo sia tecnicamente impossibile aprire un tavolo di confronto su questo tema per via di un'antica e infallibile regola tramandata dalla Cavalleria di Casa Savoia."L'ufficiale con sciabola sguainata intrepido e coraggioso davanti a tutti dà l'esempio e guida la carica!" Gli "Ufficiali della Casta" percepiscono 14.000 euro al mese+bonus vari,vanno al lavoro se gli pare,se sbagliano non pagano e dopo quasi 5 annetti percepiscono la pensioncina d'oro.Sono questi da prendere per esempio a FARE DELLE REGOLE?? Ma di cosa stiamo parlando?? Dichiaro chiusa la discussione e aggiornata a data da definirsi!!

Ermes Dall'Olio 17.04.17 23:03| 
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La riduzione verticale a mio avviso sarebbe l'unica efficace: operando sette giorni su sette potrebbe garantire due occupati per ogni posto di lavoro

FRANCO RAGAZZINI 17.04.17 17:35| 
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Si produce di più con più LAVORO: più ore di lavoro oppure più lavoratori.
Oppure con più ROBOT che costano di meno di un lavoratore; con i ROBOT più lavoratori disoccupati o inoccupati e più ricchezza nella tasca di pochi.
RICETTA: produzione costante, più ROBOT, meno ore di lavoratori.

Ezio D'Alessandro, Avezzano Commentatore certificato 17.04.17 15:51| 
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ottimi argomenti ! penso che questa sia una strategia per risolvere problemi occupazionali in primis, ma anche sociali, anche più efficace e più comprensibile ai più, della stessa idea, peraltro seria e percorribile, del reddito di cittadinanza.

luigi m., bergamo Commentatore certificato 17.04.17 14:01| 
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sono convinto che questa è la strada da percorrere, ancora più vincente, più realizzabile, più comprensibile a molti, dello stesso concetto di Reddito di Cittadinanza, peraltro serio e percorribile.

luigi m., bergamo Commentatore certificato 17.04.17 13:51| 
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La riduzione dell'orario di lavoro,andrebbe attuata nelle singole aziende,uffici publici con la massima flessiblità!!Facendo in modo che non ci sia una drastica riduzione di salario o stipendio.Oggi pensare di ridurre x legge mi sembra inoportuno, vista la situazione generale politica ed economica.Azienda xAzienda invece andrebbe a evitare licenziamenti e mobilità forzata.Massimo controllo del P.Time,in quanto invece di 4 ore giornaliere costringono a farne oltre 6 ore!!la discussione è aperta.

Ivo sanna, assemini ca. Commentatore certificato 17.04.17 10:56| 
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"Nei Paesi ricchi il tasso di occupazione è molto più elevato, e si lavora di meno." L'articolista da a credere che lavorando di meno anche in Italia diventeremmo più ricchi. Sia la proposta che la logica lasciano attoniti. La ricchezza di un paese è data da molti fattori. Uno dei più importanti è la produttività. La produttività del lavoro in Italia nel 2016 è rimasta ai livelli del 2001. Tasso di crescita pari allo 0%. In molti paesi nostri concorrenti la produttività è cresciuta enormemente in questi 15 anni. Anche in Europa. In Polonia nello stesso periodo la produttività è cresciuta del 52%. La produttività del lavoro anche in un grande paese come la Germania è aumentata di oltre il 15% negli ultimi 15 anni. I paesi ricchi possono permettersi di lavorare meno ore perchè la loro produttività è assai superiore a quella Italiana. L’articolista confonde causa ed effetto. Una proposta seria sarebbe di mettere in atto politiche che tendono ad aumentare la produttività Italiana. Sono politiche impegnative, e che richiedono tempo e impegno nella loro attuazione come per esempio riqualificare e aumentare il livello di conoscenze e capacità della forza lavoro Italiana. Investire sulla scuola, l’università, l’innovazione. Rendere lo stato più efficiente, ridurre gli sprechi, la corruzione, l’evasione fiscale e la criminalità. Tutti fattori che hanno un grande impatto sulla produttività di un paese. Una volta aumentata la produttività si può poi ridurre anche l’orario di lavoro. Proporre di ridurre l’orario di lavoro in Italia oggi è da irresponsabili e condannerebbe l’economia Italiana a perdere ulteriore terreno sul fronte della concorrenza globale oggi molto agguerrita.

Michele Bina, Milano Commentatore certificato 17.04.17 06:16| 
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I pochi commenti sono dovuti alla impossibilità ad inserirli sul blog. Succede purtroppo di frequente! Ho provato ieri da cellulare con e senza modalità desktop. Ho provato con il computer niente. Safari Chrome e Firefox con e senza login. Niente non funziona.

Il lavoro è un tema fondamentale. Ci siamo creati una società folle: tutti (o i pochi italiani) a lavoro allo stesso orario, tutte le classi entrano a scuola insieme, e tutti in coda o imbottiti nei mezzi pubblici appassionatamente. Già questo ci fa capire che abbiamo perso il senso delle cose. Ci obbligano a fare turni di sabato, domenica e notte; per questo ci sentiamo anche fortunati, perché in molti il lavoro lo sognano di notte e di giorno.
Lascerei la scelta al lavoratore. C'è chi preferirebbe lavorare al massimo 3 giorni la settimana. Avrà riduzione d'orario e di stipendio ma anche di tasse e contributi! Alla fine guadagnerà meno ma con i dovuti accorgimenti di legge e fiscali, non "molto" meno. Avrà più tempo libero x la famiglia, genitori da accudire, figli da seguire, coltivare proprie passioni ed interessi e, perché no, cercare o fare un'altra attività desiderata, ecc... ecc.. Qualcun altro vorrebbe lavorare il doppio x guadagnare di più x le sue esigenze, o perché non ha altri impegni e non sa come occupare il tempo libero o per suoi motivi. Tutti cominceremo finalmente a decidere il meglio per se uscendo dalla gabbia psicologica in cui ci hanno lentamente catturato. Questa è una proposta finalizzata a migliorare la qualità della vita, può creare nuovi posti di lavoro, ma x quello ci sono altre ricette economiche.
Ovviamente è una rivoluzione per i nostri cervelli addormentati e sarà impossibile farlo digerire a chi ci guadagna dallo stato attuale delle cose. Sarà inoltre etichettato dai soliti come un'altra nostra follia. Ma sappiamo che "solo chi è abbastanza folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero". Lo diceva qualcuno che a quanto pare, il mondo lo ha cambiato...

Luca G. Commentatore certificato 17.04.17 06:06| 
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come si puo'dare dignita'ai lavoratori ed al lavoro stesso se si persegue in un capitalismo parossistico?anche grazie alle liberalizzazioni del cazzo fatte da politici e sindacati del cazzo...

sergio boscariol 17.04.17 03:17| 
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Ottima ed articolata proposta, questo si che si chiama affrontare e cercare di dare risposte concrete ai problemi delle persone e migliorare la qualità della vita di tutti. Avanti tutta: LAVORARE TUTTI = LAVORARE TUTTI MENO = PIU' FELICITA' E GIUSTIZIA SOCIALE PER TUTTI.

Massimo Bondoni 16.04.17 23:38| 
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Legherei la riduzione dell'orario di lavoro alla riduzione dell'età pensionabile o in base all'anzianità lavorativa ed anagrafica, soprattutto in una prima fase.

Ad esempio, ridurrei l'orario di lavoro, a parità di stipendio (la differenza andrebbe finanziata con contributo statale), del 30% a chi manca 1 anno di lavoro alla pensione anticipata o di vecchiaia, del 28% a chi ne mancano 2, e così a scalare fino al 2% per chi mancano 15 anni.

A seguito di questa riduzione di orario, i datori di lavoro avranno risorse per assumere nuovo personale, che potrà inizialmente lavorare part-time per poi esser via via trasformato a tempo pieno via via che ci saranno i pensionamenti.

Andrea Russo_2 Commentatore certificato 16.04.17 23:02| 
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Per quanto riguarda il lavoro bisogna ottenere piu occupazione;in Italia ci sono milioni di disocupati oppure occupati precari.
RIDURRE l'orario potrebbe essere una soluzione in quanto molte società retribuiscono male e in modo disomogeneo i loro dipendenti basterebbe fare uno studio di settore e stabilire la media per tipo di lavoro di stipendio e verificare se le aziende lo applicano.
Se una azienda dopo aver rimodulato con la dovuta proporzione gli stipendi dichiara di spendere 100 ma ne dovrebbe spendere 80 allora la si obbliga ad assumere nuovi lavoratori con il restante 20.

fabrizio pivari (rappy67), genova Commentatore certificato 16.04.17 20:33| 
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http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/e-giusto-ribellarsi-allidea-che-siamo-solo-consumatori/
se gli italiani fossero persone con un benche' minimo spirito solidarieta' sti baracconi sarebbero deserti

FABIO B., bologna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 16.04.17 15:15| 
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... fa un certo effetto vedere così pochi commenti e quindi poche riflessioni su un punto così importante.

Anzi direi essenziale per un essere che ci tiene molto a puntualizzare la propria differenza dall'animale.

Riflettere sul tempo e sull'agire significa riflettere sul senso.

MK ROMA Commentatore certificato 15.04.17 21:26| 
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L`Italia è troppo arretrata mentalmente per questo tipo di pensiero.

In alcuni paesi del nord, non citati nell`articolo, gli orari di lavoro sono solo un optional, almeno per coloro che hanno lavori di ufficio/PC. Uno viene pagato per il lavoro svolto, e non per le ore seduto ad una scrivania... molti lavorano di sera, di pomeriggio, quando i figli piccoli sono andati a letto... e solo da immaginare un lavoro del genere, ma per gli italioti questo è un concetto inconcepibile...:-)

Franz M., Here&There Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau 15.04.17 17:46| 
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Na na na naaa...na na na naaaa...na na nanaaaaa...

https://youtu.be/HxSskm9JK7E

er fruttarolo Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day 15.04.17 17:25| 
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mah..parlare di riduzione di ore lavorative in un paese dove il lavoro manca e quello che c'e' diventa sempre piu' precario a tutti i livelli, sembra un po' come chiedere di intraprendere una dieta a chi non riesce a mettere su un pasto decente..
la priorita' dovrebbe essere di creare le condizioni di rispetto dei primi articoli costituzionali..

Beppe A. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day Commentatore in marcia al V3day 15.04.17 16:46| 
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Buongiorno
Tutto ciò che succede è prevedibile per noi per il solo fatto che ci si aspetta di tutto e lo viviamo ogni giorno, gente assoldata per cercare ciò che non c'è e allora si recitano BALLE, nel tentativo che passino come verità. Ci manca solo che ci sparino addosso, il bisogno di essere costruttivi su ogni cosa, visto che si deve riscrivere tutto, non è contemplato dal rimasuglio di gente onesta nei partiti 'o' si nascondono dai loro compagni. La cattiva politica è come la FOGNA, anche se messa in un calice di cristallo puzza lo stesso...

Siamo a PASQUA e il nostro Blog è fatto anche di umanità quindi auguriamoci tanta serenità, almeno tra di noi. BUONA PASQUA

sebastiano b., catania Commentatore certificato 15.04.17 15:57| 
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Leggo sul post “i Paesi cosiddetti avanzati sono in costante diminuzione (dell'orario di lavoro) da decenni, a ritmi diversi, dalla Germania all’Italia, dal Giappone alla Corea.”

Però questo sindacalista non avverte che i tanti giapponesi lavorano 8/9 ore al dì, ma ci sono, sempre dipendenti, che fanno 60 e più ore alla settimana e che le ferie all'anno sono 8 giorni https://it.globalvoices.org/2010/08/giappone-il-paese-dove-le-ferie-non-esistono/
La Corea del sud surclassa il Giappone, non dico niente sulle ore lavorate ( non oziate ) altrimenti non mi credete http://www.asianews.it/notizie-it/Corea-del-Sud,-rivisti-gli-orari-di-lavoro-dei-dipendenti-pubblici:-9-ore-di-riposo-garantite-40166.html

Però una cosa ho notato; gli artigiani, i liberi professionisti fanno orari alti di lavoro, lavorano fino a 60,65,70 anni. Il rapporto di queste persone con il lavoro non è conflittuale ( “anche questa mattina devo alzarmi”, ma “siamo già venerdì non riesco a finire quello che volevo fare “)

Paolo TV

Paolo Z., Crocetta Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 15.04.17 15:44| 
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25-30 ore settimanali
in condizioni ordinare sono piu' che sufficienti

FABIO B., bologna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 15.04.17 14:25| 
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O.T.: Non credo sia una "Bufala".
Cordialità

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/direttore-quotidiano-nazionale-sgancia-bomba-renzi-145896.htm

Toto A., Milano Commentatore certificato 15.04.17 13:52| 
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Rischiamo una guerra atomica ? Non credo , colpirebbe tutti e , perciò , non si può fare . Il problema riguarda le due coree e i Paesi limitrofi in caso di abbattimento di missili nordcoreani con testate atomiche , danni terribili ma circoscritti ! Il mondo non ne risentirebbe se non con un lieve rialzo della radioattività generale e incremento di qualche milione di morti all'anno , alla Cernobyl . Alternative ? La Cina può , senza il suo supporto la Corea del nord crollerebbe e si potrebbe cambiare l'attuale tiranno con un governo più democratico e illuminato che potrebbe cambiare la triste vita dei nord coreani .

vincenzodigiorgio 15.04.17 13:32| 
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Se la disoccupazione sta al 12 per cento basterebbe abbassare le ore di lavoro del 12 per cento per lavorare tutti . Per i giovani , al 40 per cento , lo stesso . Ogni lavoro deve essere retribuito almeno con il minimo necessario a vivere dignitosamente ! Chi lo dice agli industriali ? Se non combattessimo ci farebbero schiavi e manca poco !

vincenzodigiorgio 15.04.17 13:09| 
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Bellissimo intervento!...

P.S.!...
Peccato che... come al solito da qualche tempo... il video debba essere avviato almeno due volte causa interruzione da refresh della pagina!...
Perché non collegarlo a un link esterno al blog?!... è un mistero o dipende da un accordo con gli sponsor rompicoglioni più di me?! .-(

Chip En Sai Commentatore certificato Commentatore in marcia al V2day Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 15.04.17 12:40| 
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6. Il capitano del Noe che ha coordinato per la Procura di Napoli l’inchiesta Consip scoprendo tangenti e traffici per truccare il più grande appalto d’Europa, viene indagato per falso per aver invertito nell’informativa ai pm (ma non nella trascrizione, che è corretta) due nomi in una delle migliaia di frasi intercettate. Apriti cielo: a reti, social ed edicole unificati si urla alle “intercettazioni falsificate”, all’“inchiesta taroccata”, a “papà Renzi scagionato” e ovviamente al “complotto” con tanto di “mandanti”. Uno su tutti: il pm napoletano Woodcock (che non c’entra nulla: l’informativa era per i pm romani che hanno ereditato l’indagine). Così tutti gli investigatori e i pm sono avvertiti: non si indaga sugli amici e i parenti di Renzi.
Unendo i puntini, emerge un disegno che sapremmo descrivere meglio di così: “Io sono costernato, perché tutto questo mi evoca dei ricordi poco simpatici. Questi pensano: ‘Ripuliremo la stalla’, ‘faremo piazza pulita’… Ma questo linguaggio chi glielo ispira? Ci ricorda delle cose che avremmo voluto dimenticare. Era Mussolini che parlava così”. Parole di Indro Montanelli del 20 marzo 2001 sui deliri epuratori di B.&C. dopo una famosa puntata del Satyricon di Daniele Luttazzi. Il grande Indro ce l’aveva col centrodestra: “Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello”. Ora basta sostituire “destra” con “PdR” e il gioco è fatto. Se non vi piace il presepe, ritagliate e spedite la cartolina a pag. 4, oppure postatela sui social. Così capiranno che siamo in tanti.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 15.04.17 10:21| 
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2
4. Il Tg1 spara balle a raffica (tipo la Raggi che riapre la discarica di Malagrotta), censura le smentite alle sue balle (tagliata la rettifica dell’assessora Montanari), nasconde notizie sgradite al governo (la tesi plagiata dalla Madia) e gonfia quelle sgradite alle opposizioni (titoloni su Grillo e Di Battista indagati per l’orribile delitto di diffamazione).
Due 5Stelle con telecamera avvicinano per strada il direttore Mario Orfeo per chieder conto delle balle. Scena muta, seguita da una canea di tartufi trasversali che strillano all’“assalto squadristico”, allo “stalking”, all’attentato alla libertà di stampa del nostro eroe. Così a nessun cittadino verrà più il trip di verificare l’uso che si fa del suo canone in bolletta alla voce “informazione”.
5. L’ex premier ed ex segretario Renzi, mentre i suoi e Repubblica attaccano i 5Stelle che rifiutano i confronti in tv con altri politici, rifiuta i confronti in tv con gli altri candidati alle primarie, Emiliano e Orlando. Poi si presenta a Ottoemezzo senza confrontarsi con altri politici e insulta uno dei pochi giornali non ancora al suo servizio (“il Falso quotidiano”), pretende che chiediamo “scusa a mio padre” (ma non dice per cosa), racconta che “Travaglio fugge dal processo” nato da una citazione del babbo (ma i processi penali si celebrano anche se l’imputato fugge, e in quello non c’è stata alcuna fuga perché è una causa civile su atti scritti presentati dagli avvocati e non dalle parti in lite) e annuncia che “il buonismo è finito”, ora “iniziamo a denunciare”: ci farà sapere lui a chi toccherà con opportuni comunicati. Per molto meno, quando Di Maio diffamato da tg e giornaloni annunciò querele e si rivolse all’Ordine, fu tutto uno stracciar di vesti per le “liste di proscrizione”. Per Renzi invece tutto tace: se denuncia chi sta al potere è democrazia, se denuncia l’opposizione è fascismo.

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viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 15.04.17 10:20| 
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"UNISCI I PUNTINI"
Marco Travaglio
Facciamo un gioco con i fatti dell’ultima settimana:la “pista cifrata” della Settimana Enigmistica,quella dei puntini numerati da unire con la penna.E vediamo che disegno ne esce
1.Report,programma cult di giornalismo investigativo di Rai3,firmato per anni da Milena Gabanelli e ora da Sigfrido Ranucci,svela uno dei tanti misteri gloriosi:perché il costruttore Pessina fu ben felice di buttare un po’ dei suoi soldi per acquistare un bidone come l’Unità, organo Pd al disastro che perde 400.000 € al mese; e perché Romeo,imprenditore di successo,tentò di svenarsi per portargliela via.La risposta,secondo Report,è nei lauti appalti che Pessina ha poi ottenuto da amministrazioni e aziende pubbliche controllate dal Giglio Magico:dal gasdotto in Kazakhstan all’ospedale di La Spezia.Risultato: Renzi bolla Report di “pura follia” e annuncia querele e cause;i suoi sgherri bombardano il programma in tutti i talk e i tweet;il centro e la dx,anziché difendere l’impeccabile inchiesta mai smentita nei fatti da nessuno,mettono pure loro mano alla fondina
2.Anche la Berlinguer,licenziata dal Tg3 per leso renzismo,poi confinata in un programma pomeridiano (Cartabianca)e infine chiamata a rianimare l’encefalogramma piatto del talk narco-renziano Politics,entra nel mirino dei renziani.Guelfo Guelfi,il Matteo boy del Cda Rai,invoca da un mese (in un’intervista al samiszdat clandestino Il Foglio,per non dare troppo nell’occhio)la chiusura del programma,reo di ospitare anche Bersani,Di Maio e financo Travaglio.Sarebbe invitato anche Renzi,ma il suo nuovo comunicatore-epuratore Michele Anzaldi, dice no per non legittimare uno dei pochi programmi liberi rimasti
3.Siccome il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto non si decide a chiudere Report e Cartabianca,che purtroppo raccolgono buoni ascolti,mentre le 3 reti di Viale Renzini e i 3 TgRenzi(soprattutto il 3° deberlinguerizzato)colano a picco,i renziani e gli ascari di cdx cannoneggiano pure lui..

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viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 15.04.17 10:19| 
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