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#ProgrammaGiustizia: Ricorso in Appello e riformulazione della pena

#ProgrammaGiustizia: Ricorso in Appello e riformulazione della pena

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Il nostro ordinamento prevede che, se a proporre Appello è solo l'imputato, il giudice di secondo grado non può condannarlo ad una pena più alta ma può solo abbassarla o lasciarla identica. Il quesito su cui siete chiamati a rispondere vi chiede se è giusto riformare questa norma nel senso che anche nel caso in cui a proporre appello sia il solo imputato, questi possa incorrere, eventualmente anche in una condanna più pesante rispetto a quella ricevuta in primo grado. L'invito è a riflettere sulla valutazione di costi/benefici e garanzie in quanto oggi, una parte considerevole degli appelli sono fatti in modo strumentale per cercare di ottenere non solo una pronunzia più favorevole ma anche la prescrizione, senza rischiare, nel concreto, assolutamente nulla, con conseguente ingolfamento delle Corti di Appello e aggravio in termini di economia processuale e costi per la collettività.

di Mattia Alfano, avvocato penalista

Il divieto della reformatio in peius è un principio del nostro ordinamento, secondo il quale il giudice di appello non può modificare in senso peggiorativo la sentenza emessa dal giudice di primo grado, laddove vi sia un appello proposto esclusivamente dall'imputato.
Contrariamente a quello che possiamo pensare, il divieto di reformatio in peius è un principio che non è condiviso da altri ordinamenti democratici mondiali. Per quanto riguarda due piccoli esempi, Inghilterra e Stati Uniti, addirittura ci sono dei grossi filtri per proporre appello. E per prendere l'esempio forse più vicino all'ordinamento italiano, in Francia non c'è il divieto di reformatio in peius. L'effetto più evidente è in termini numerici. In Francia dove non c'è questo principio, gli appelli presentati sono circa 39 mila. In Italia, dove invece vige questo principio, abbiamo dati ufficiali del ministero della Giustizia 260mila appelli presentati.

Sostanzialmente l'imputato non ha alcun tipo di conseguenza nel presentare un appello, anche totalmente infondato o meramente dilatorio, perché in Italia ci sono quattro effetti principali per i quali un imputato propone appello.

Il primo
, e più ovvio, è perché vuole dimostrare la propria innocenza all'interno di un procedimento nel quale ha avuto una condanna di primo grado. Ma questo non è l'unico effetto che l'imputato può provare ad ottenere proponendo appello. Ci sono tre effetti che forse si danno per scontati ma su cui bisogna mettere l'attenzione. Il primo è che proponendo appello abbiamo una dilazione e quindi un ritardo nell'applicazione e nell'esecuzione della pena.

Il secondo effetto, assolutamente rilevante, è che spesso nei procedimenti di primo grado c'è l'applicazione di una misura cautelare che ha dei termini tassativi decorsi i quali la misura cautelare deve essere revocata. Quindi proponendo l'appello ed allungando i termini processuali è possibile che l'imputato possa ottenere la scarcerazione, ad esempio.

L'ultimo effetto e il più evidente è che l'imputato può ottenere la prescrizione, di cui sentiamo spesso parlare anche sui giornali.
Perché l'imputato può proporre appello. Il tema si collega molto strettamente a quelli che sono i tempi della giustizia italiana.

Secondo i dati del Ministero della Giustizia un processo in Italia di primo grado dura in media 600 giorni. Un procedimento in appello dura più di 900 giorni. Il che vuol dire che con la proposizione anche di un appello totalmente infondato e meramente dilatorio l'imputato guadagna più di 3 anni solamente in attesa che la Corte d'Appello possa esaminare il suo appello.

Il principio per il quale l'imputato ha il diritto di impugnare una sentenza è sicuramente un diritto costituzionale, e un principio base e cardine del nostro ordinamento processuale. Certamente non può e non deve esserlo anche quello per il quale all'imputato non possa arrivare nessun tipo di conseguenza negativa per la proposizione di un appello che ha messo inutilmente in moto la macchina della giustizia.
La funzione principale del diritto penale è una funzione general preventiva. Che cosa vuol dire, che attraverso una punizione del colpevole si cerca di ottenere un'educazione di tutti gli altri consociati, per far sì che le persone, vedendo che chi sbaglia paga, si asterranno in futuro dal commettere delitti della stessa specie di quelli che hanno ottenuto una condanna.

Chiaramente con la tempistica che ho prima sottolineato questa funzione general preventiva si sta perdendo e si cerca di recuperarla attraverso un innalzamento delle sanzioni per provare a evitare anche la prescrizione, che purtroppo è sempre più evidente ed è sempre più rilevante in tutti i procedimenti di primo grado.
Questa proposta cerca di avere un processo più snello, più efficace, perché un processo più breve è anche un processo che evidentemente svolge la sua vera funzione.



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17 Lug 2017, 11:28 | Scrivi | Commenti (37) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: appello, giustizia, m5s, mattia alfano, pena, programma giustizia

Commenti

 

UNA VOLTA CHE LA SENTENZA E' STATA DATA IN PRIMO GRADO, L'IMPUTATO E' LIBERO DI DECIDERE SE PRESENTARE RICORSO IN APPELLO, SE DECIDE RICORSO IN APPELLO, IL GIUDICE E' LIBERO PER GIUDICARE ANCHE IN MODO PEGGIORATIVO, SE SI ATTIENE A REGOLE PRECISE DI GIUDICATO E SI ATTIENE SCRUPOLOSAMENTE AL REATO PRESCRITTO, ANZI, IO SAREI DEL PARERE CHE IL GIUDICE CHE DEVE DECIDERE L'APPELLO, SIA ESCLUSO A CONSULTARE E PRENDERE VISIONE DELLA PRATICA DI PRIMO GRADO, PER EVITARE SIA CONDIZIONATO DA ESSA, MA TRATTARE L'APPELLO, COME UNA CAUSA SENZA TENER CONTO DELLA CAUSA E SENTENZA PRECEDENTE, RISENTIRE I TESTIMONI, LEGGERE NUOVAMENTE I DOCUMENTI PRESENTATI DALLA DIFESA E DELL'OFFESA.

cosimo calabrese, chiaravalle Commentatore certificato 26.07.17 11:04| 
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giordan giordan12 Commentatore certificato 19.07.17 16:31| 
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Il problema a mio avviso è questo: crimini differenti avrebbero bisogno di meccanismi procedurali differenti.
Vogliamo mettere insieme le procedure per un processo per mafia o per corruzione relativa a cifre important,i con con un processo per droga o per frode da rubagalline?

LA LEGGE E’ FATTA DI DISCRIMINANTI, però mi sembra che le discriminazioni non si fanno proprio per impedire di fare buone procedure che possano essere mirate ai problemi specifici.

Aggiungo ancora un altra questione, anche se ciò è solo marginalmente connesso al tema.
Perché non creare due differenti sistemi carcerari:
punitivo: per crimini che denotano forte corruzione morale e grandi guadagni (tra cui mafia e corruzione)
assistenziale: per crimini più ordinari con bassi guadagni
Il sistema carcerario assistenziale, potendo essere organizzato con strutture dormitorio fornite di cucina comune e sistema di telecamere per il controllo, non ha bisogno di strutture carcerarie vere e proprie; può semplicemente bastare che i detenuti stiano dentro da tramonto ad alba e vadano a firmare 3 volte al giorno; poi chi non si comporta secondo le regole viene trasferito al sistema punitivo.

In questa maniera si risolve il sovrappopolamento dei carceri e si garantisce sia che vi sia un programma di recupero reale per i soggetti in difficoltà, che misure veramente punitive come deterrente per i reati di corruzione.

flavio fachin 18.07.17 23:59| 
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Non ci sarà mai un Paese "normale" in cui siano garantiti: etica, giustizia vera, tassazione in base ai redditi reali di tutti, merito, istruzione, ecc. se non cambieremo tutti il ns. atteggiamento ambiguo.

I guai dell'Italia sono iniziati prima della sua presunta unità e sono continuati assai peggio subito dopo. Sono secoli che il Paese è in mano alle mafie di ogni genere con cui si spiegano molti dei vostri commenti nei vari blog. Se li cuciste insieme, avreste il quadro corretto della situazione reale.

Comunque:

Se qualcuno di voi non sapesse ancora cosa ci sia stato dietro l’Unità d’Italia, qui troverà la risposta che nessun libro di testo scolastico si è mai degnata di dare.

Se qualcuno di voi nutra dei dubbi sulle capacità e il potere delle organizzazioni mafiose, ‘Ndrangheta in testa, qui troverà solide argomentazioni al riguardo.

Se qualcuno di voi non sappia cosa sia il “Male Assoluto”, qui toccherà con mano a che livello di abiezione possa arrivare l’uomo pur di agognare fama, soldi e potere.

Se al prossimo terremoto di magnitudo maggiore o eguale a 6.0 al Sud (ma anche altrove) ci saranno molte migliaia di morti, qui troverà le ragioni per cui ciò è stato permesso.

I link in calce a questa nota sono riferiti alle lezioni che il Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri - a cui andrebbe fatto più di un monumento in vita per la meritoria opera di divulgazione e i rischi mortali corsi finora – ha tenuto nel 2012 presso l’università LUISS “Guido Carli” e il 14 aprile 2016 presso l’Istituto “Majorana” di San Lazzaro di Savena

Basta avere il tempo di ascoltare, anche per pochi minuti, e la mente si apre verso orizzonti che quasi nessuno finora si è brigato di esplorare e tanto meno narrare così dettagliatamente e compiutamente.
AA

Nicola Gratteri – LUISS Guido Carli

https://www.youtube.com/watch?v=nEMgLER7FT8

https://www.youtube.com/watch?v=5DgumTSGjbM

Istituto Majorana 14 aprile 2016
https://www.youtube.com/watch?v=ipx6CF6vuU

Antonio Alei, Capena Commentatore certificato 18.07.17 14:29| 
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Buongiorno


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pinéo davila, rome Commentatore certificato 18.07.17 13:18| 
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Carissimo avvocato Alfano, d’accordissimo che in appello il processo debba essere rivisto nel suo insieme, negativa o positiva che sia. Come ho già avuto modi di scrivere, dovremmo riformare radicalmente i nostri codici uscendo dal bizantinismo. Ridimensionare l’assurda quantità di articoli, norme, circolari accumulati nel tempo. Obbligare all’utilizzo dell’arbitrato per tutti quei reati, controversie date dalla spiccata “LITIGIOSITA’” nostrana, escluso i reati sulla persona.
Limitare a due o tre gradi di giudizio ai soli reati di una certa consistenza e che prevedano la detenzione. Non è concepibile, quanto anacronistico, che per qualsiasi sciocchezza si possa accedere ai tre gradi di giudizio. Poi ci sarebbe da intervenire su tanto altro. A mio parere, intervenire con provvedimenti spot, anche se corretti nell’intenti, e non in modo complessivo, si rischia d’incasinare, più di quanto non lo sia già, il nostro sistema giudiziario.

Franco B., Prato Commentatore certificato 17.07.17 17:01| 
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Carissimo avvocato Alfano (spero, per lei, non sia parente di un altro famigerato alfano), d’accordissimo che in appello la pena possa essere rivista nel suo insieme, negativa o positiva che sia. Come ho già avuto modi di scrivere, dovremmo riformare radicalmente i nostri codici uscendo dal bizantinismo. Ridimensionare l’assurda quantità di articoli, norme, circolari accumulati nel tempo. Obbligare all’utilizzo dell’arbitrato per tutti quei reati, controversie date dalla spiccata “LITIGIOSITA’” nostrana, escluso i reati sulla persona.
Limitare a due o tre gradi di giudizio ai soli reati di una certa consistenza e che prevedano la detenzione. Non è concepibile, quanto anacronistico, che per qualsiasi sciocchezza si possa accedere ai tre gradi di giudizio. Poi ci sarebbe da intervenire su tanto altro. A mio parere, intervenire con provvedimenti spot, anche se corretti nelle intenzioni, e non in modo complessivo, si rischia d’incasinare, più di quanto non lo sia già, il nostro sistema giudiziario.

Franco B., Prato Commentatore certificato 17.07.17 16:57| 
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Meglio sarebbe abolire del tutto il processo di appello lasciando alla Cassazione di decidere su eventuali ricorsi. Con una riorganizzazione dei tribunali, di primo e secondo grado a seconda della gravità' delle imputazione, ciò è' possibile. Aggiungendovi la eliminazione della prescrizione si avrebbero processi rapidi e non meno equi.

Adolfo Treggiari, Romai Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 17.07.17 15:32| 
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La via maestra per risolvere gli abusi dell'Appello non è questa proposta ma la riforma della prescrizione.
Se i tempi di prescrizione del reato fossero bloccati per tutto il tempo che decorre dalla domanda di Appello fino alla sentenza, nessuno la userebbe più per questo fine.

giorgio pezzuto, pesaro Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 17.07.17 15:32| 
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Nel diritto romano imperiale, l'imputato che si appellasse all'imperatore rischiava, invece, un aggravio della pena.

Fulvio Schiavone (fulvioschiavone), messina Commentatore certificato 17.07.17 15:03| 
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Non dite che siamo pochi
e che l’impegno è troppo grande per noi.
Dite forse che due o tre ciuffi di nubi
sono pochi in un angolo di cielo d’estate?
In un momento si stendono ovunque…
Guizzano i lampi, scoppiano i tuoni
e piove su tutto.
Non dite che siamo pochi,
dite soltanto che siamo.

Lee Kwang Su

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 17.07.17 14:50| 
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CHESTERTON: E’ impossibile, ma tenterò

"Impossibile, ma tenterò" è uno slogan che mi piace moltissimo, lo avevo trovato da ragazza nei libri di Chesterton, quelli di Padre Brown, e per me ha sempre rappresentato il motto del vero uomo.
Nessun progresso umano e civile, infatti, sarebbe mai avvenuto ad opera dei menagrami e dei disfattisti. Questi sono peggio dei malvagi, perché i malvagi ti galvanizzano, ti aumentano la voglia di combattere e il senso di essere nel giusto, ma i menagrami e i disfattisti, quelli che piangono su tutto e non credono possibile mai niente, ti inoculano il seme del dubbio e ti tagliano la speranza alle gambe.

Chesterton disse anche:
"Ricordate che uno più uno non fa due, ma duemila"

"C'è nella vita un elemento di magica coincidenza che può sfuggire alla gente che bada solo all'aspetto prosaico delle cose. La saggezza dovrebbe contare sull'imprevisto."

"La cosa più incredibile dei miracoli è che accadono."

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 17.07.17 14:45| 
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GHANDI:
“Questo messaggio lo dedichiamo ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli.
Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perché riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio.
Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.”

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 17.07.17 14:42| 
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Gennaro Carotenuto

C’è un momento nel quale vieni lasciato solo. Nel quale ti ritrovi isolato da un momento all’altro perché quelli che applaudivano, che ti dicevano bravo, quelli che erano d’accordo con te dalla prima all’ultima parola, quelli per i quali eri un punto di riferimento, sono semplicemente tornati alle loro vite.
C’è un momento nel quale mille parlano e sembra un coro e un altro nel quale solo tu ti scopri consequenziale con quelle parole. C’è un momento nel quale quella tua voce non la sente più nessuno e tu resti lì col tuo coraggio, con la tua vita, con i tuoi ideali, come una fotografia già scolorita. C’è un momento nel quale quel tuo “restiamo umani” agli altri sembra solo uno slogan. E’ quello il momento nel quale paghi, paghi amaramente, paghi tutto.
Paghi il peccato di essere più avanti, paghi il peccato dell’incomprensione e della calunnia, paghi il peccato che gli altri, chiunque siano questi altri, non siano più in grado di capire che ci fai lì, perché sei ancora lì, perché ti ostini a testimoniare con la tua vita che quello che ieri importava a cento oggi sia una ragione di vita per te solo.
Paghi il dire e il fare. Paghi che tu sia scomodo a Sparta come a Troia, paghi che a qualcuno tu convenga più morto che vivo, paghi l’esposizione all’estremismo.
Vittorio come Enzo Baldoni nelle strade irachene, ma perché no, come Peppino Impastato, o perfino come Ernesto Guevara. Un passo più avanti, in basso e dal basso, con i palestinesi, con gli iracheni, per la pace, contro le mafie. C’è spesso un momento nel quale tutti spariscono. E allora per te diventa tutto buio.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 17.07.17 14:33| 
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La minaccia di Boeri: "Pensioni a 70 anni o saltano i conti Inps"

************

E' lo stesso che poco tempo fa aveva detto che i conti dell'INPS andavano bene perchè c'erano i migranti.......

Patty Ghera, Firenze Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 17.07.17 13:48| 
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Sono d'accordo!!!

Paolo V 17.07.17 13:26| 
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Bravissimi!!!

Paolo V 17.07.17 13:23| 
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"La ripresa è dietro l'angolo"....azz...sto' a girà tutto er giorno 'ntorno ar palazzo,angolo dopo angolo,me aritrovo sempre ne''o stesso punto senza vede a ripresa....
Me sa che er consijo de''e conomista è na presa pe' er c***!

oreste .., sp Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee 17.07.17 12:47| 
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Cari Cittadini

Chiediamoci sempre come mai gli avvocati , i giornalai , i direttori di strutture penitenziarie .. in galera non ci finiscono mai in ItaGlia ..
se non per pochi e sporadici casi che si possono contare sulle dita di una mano ..

Le caste si auto tutelano e auto assolvono ..

Ribellatevi contro questo stato di polizia antidemocratico e Incostituzionale ..
Fate valere le vostre ragioni , denunciate , portate in causa chi ritenete responsabili di soprusi e di criminali inefficienze nei confronti dei Vostri/Nostri diritti sanciti anche dalla Costituzione ..

https://youtu.be/4Ii_FjHjPWg

Occhi aperti contro qualsiasi accenno di prevaricazione sulle nostre vite e sui nostri diritti ..

Guerra contro il sistema .

antonello c., pescara Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 17.07.17 12:32| 
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O.T.
ma di che ci preoccupiamo????
Come ho sentito in questi ultimi giorni (cose dette anche dal ministro economia) in Italia è iniziato un BOOOOMMMM economico tre volte tanto rispetto a quello degli anni '60/'70.
Quindi in un annetto il debito pubblico sarà azzerato, in Italia ci sarà il 4% di disoccupazione a livello nazionale (6% giovanile e 12% massimo al sud), un buon 80% della popolazione navigherà nell'oro e quindi non si lamenterà più dell'arrivo di tantissimi disgraziati.
BRINDIAMO ANCHE NOI VA (visto sembrerebbe che padoan ed altri abbiano già iniziato a brindare pesantemente da tempo).
Ahòòòòòòò governanti ........ mollate la "bibita" è un consiglio ....... che si rischia la cirrosi epatica.

luigi 17.07.17 12:03| 
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Se “i tempi della giustizia italiana” sono il problema, proporrei di risolverlo dotando la Magistratura di strumenti e personale idonei ad abbreviare la durata dei processi, specie per reati nella P.A. quali la corruzione e la criminalità economica.

Detto questo, continuo a leggere ed ascoltare con stupore presunti esperti illustrare sul Blog punti programmatici.
I contributi sono sempre bene accetti, resta il fatto che, seguendo le indicazioni di Grillo, non ho votato M5S per delegare qualcuno, più o meno “esperto”, a deciderne il Programma al mio posto.
Ho invece votato un Movimento “leaderless”, nato per Testimoniare quel rivoluzionario Metodo di Democrazia Diretta che prevede una Trasparente Piattaforma e-democracy anti delega uno vale uno.
Metodo Orizzontale e Trasparente che non attribuisce affatto il ruolo di governo e di indirizzo a esperti o vertici che decidono quali punti mettere in votazione e tanto meno a chi poi gestisse le votazioni in modo opaco.

Come ha infatti garantito il Garante delle Regole “Sono gli iscritti a dettare la linea politica che i Portavoce devono semplicemente eseguire” e quindi il M5S si presenterà alle elezioni con “un programma deciso dagli iscritti”.

Il che, in lingua italiana, dovrebbe significare un Programma i cui punti sono Direttamente decisi e sviluppati dagli iscritti sulla Piattaforma, un Trasparente spazio on line dove è Garantito che “Ognuno conta uno”.

Lola Lolli 17.07.17 12:02| 
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---------erstatista, il fallito mantenuto dalla madre--------

Contento?

Il temporale arriva ugualmente, anche se non lo chiami.

Max Stirner Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 17.07.17 11:59| 
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O.T. per Luigi:

Non credo proprio che si possa accusare Rai storia di apologia del fascismo.

Caso mai, andrebbe accusata di falso storico, visto l'insieme di balle che sa mettere insieme.

E poi, piccola domandina: raccontare i fatti è apologia?

Se riportare che il fascismo in una manciata di anni ha fatto fuori la mafia e i governi che si sono succeduti nel dopoguerra, in 70 anni, non solo non l'hanno debellata, ma hanno permesso che dilagasse sempre più, magari facendo accordi sottobanco, è apologia del fascismo?

Se raccontare che durante la crisi del '29, protrattasi per tutti gli anni '30, il fascismo ha preso provvedimenti anti crisi, salvaguardando l'occupazione, salvando le industrie, abbassando l'orario di lavoro, bonificando paludi e costruendo nuove città, è sempre apologia?

Come si fa a sottrarsi dall'apologia? raccontando balle?
povera Italia. Spero di mandarli a casa al più presto, quei delinquenti.

Gian Paolo ♞ 17.07.17 11:57| 
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Anche Davigo proponeva soluzioni di questo tipo usando come esempio la Francia. Interessante e spero si possa dare seguito a questa proposta

Gabrie 17.07.17 11:19| 
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O.T.
a proposito del reato "apologia del fascismo" ..... ma nessuno ha mai visto sul canale tv "raistoria" quando abbastanza spesso passano filmati storici di nazismo e fascismo "esaltandone" alcuni aspetti?????
E quella ..... non è "apologia del fascismo/nazismo"?????

luigi 17.07.17 11:02| 
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la questione dimostra come l'attuale sistema sia favorevole e garantista con chi delinque e non tutela la vittima di reato: all'appello oramai vanno tutti, soprattutto i colpevoli, non solo perchè non rischiano niente ma perchè i tempi potrebbero dilatarsi fino alla prescrizione! E i costi sono a carico dei cittadini che pagano le tasse!!!

FERRONI N., ROMA Commentatore certificato 17.07.17 10:54| 
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Hahahha...la giustizia uguale per tutti?
In appello ci vanno solo quelli che hanno i soldi e si possono permettere fior di avvocati(delinquenti)...quindi in premio oltre il mantenimento di una casta hai una riduzione della pena!
hahahha...e questa è giustizia?
Ma per favore..e se è la vittima ad appellarsi ha una riduzione del risarcimento?
Siamo buffi...ha ragione Davigo...qui è tutto da riformare nel senso e nel buon senso di una giustizia veramente giusta e non a misura dei potenti.
Speriamo che il m5s vada al governo!
Questo è un altro dei motivi di impedimento da parte della partitocrazia.
Ma saranno i cittadini a decidere!
Ha come vorrei che si parlasse anche in TV di questo programma!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

oreste .., sp Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee 17.07.17 10:47| 
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le prescrizioni avvengono per la FANNULLAGGINE della magistratura, mi sapete indicare un Magistrato che inizi l'udienza alle ore 9.00?

Salvatore Tardi 17.07.17 10:42| 
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il divieto di reformatio va bene se l'appello è fatto solo dall'imputato, perchè comunque l'appello può essere proposto anche dalla Procura che, se non lo fa, vuol dire che non ha interesse ad una pena più severa

Walter De Santis 17.07.17 10:41| 
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Fuori tema.
Sulla pagina facebook dell'onorevole Ornella Bertolotta, trovate la registrazione del video di dichiarazione di guerra da parte di Sarkozy alla Libia.
Macron, anzichè andare in giro a fare lo statista, sarebbe meglio che si assumesse e rimediasse il disastro che ha provocato la Francia con la soppressione di Gheddafi. La Francia continua a comportarsi da colonizzatore.

Rosa 17.07.17 10:38| 
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io sono dell'idea che l'imputato (già condannato in primo grado) possa richiedere l'Appello solo ed UNICAMENTE solo se c'è stato qualche "vizio" di forma nella prima sentenza e/o se ci sono nuovi sviluppi nelle eventuali indagini in merito al suo caso (trovate nuove prove e/o altro).
Quindi, se un imputato incorre in Corte d'Appello solo ed esclusivamente per "dilatare" i tempi pensando così' di poter poi arrivare alla prescrizione del reato commesso (quindi incorre in Appello senza sostanzialmente avere nulla di nuovo tra le sue mani) a mio parere la sentenza di primo grado dovrebbe automaticamente passare in "giudicato definitivo" ..... e così si toglierebbe un pò di "carico" sia alla Corte di Appello che alla Corte di Cassazione.

luigi 17.07.17 10:33| 
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Discussione

Se permettete non accetto che il M5S abbia paura della prescrizione io mi aspetto che il M5S faccia in modo che non avvenga piu per i disonesti.

Massimo x8 17.07.17 10:22| 
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