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13 Agosto 2017

Tu chiamale se vuoi... ''donazioni'': il nuovo trucco dei partiti per intascare soldi pubblici

di Vito Crimi

Vi dice niente l'espressione "donazione liberale"? È il nuovo trucco dei partiti per intascare i soldi dei cittadini senza farlo sapere in giro. Ho provato a denunciarlo in aula qualche giorno fa, tra le proteste del Pd. Adesso vi spiego come funziona il meccanismo. Ogni senatore/deputato percepisce dalla Camera o dal Senato circa 4.200 euro al mese per le spese di mandato elettorale. Ipotizziamo che di questi 4.200 euro il senatore/deputato ne versi 1.000 al Partito Democratico come "donazione". La cifra è ipotetica: in realtà ne versano anche molti di più. Quanti soldi si ritrova in tasca il senatore/deputato? 4.200 euro - 1.000 euro = 3.200 euro.

Quando poi arriva il momento di fare la dichiarazione dei redditi, che s'inventano i deputati/senatori del Partito Democratico? Denunciano l'importo versato (1.000 euro) come "erogazione liberale" al partito, dunque da mettere in detrazione (è tutto pubblico, potete controllare le singole dichiarazioni dei redditi dei parlamentari pubblicate sui siti di Camera e Senato). A quel punto, sull'importo di 1.000 euro scatta per legge la detrazione fiscale del 26%: cioè gli tornano indietro 260 euro.

Ora, se il senatore/deputato del partito di Renzi riceve dallo Stato 260 euro, quanto ha in tasca? 3.200 euro + 260 euro = 3.460 euro. Che sommati ai 1.000 della "donazione", arrivano a 4.460 euro: 260 in più rispetto a quanti ne aveva intascati dalla Camera di appartenenza. E chi versa questi soldi in più? I cittadini, ovviamente, tramite il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Quanto fa in totale, questo giochetto? Ricordiamo che la cifra di 260 euro è mensile, per ogni senatore/deputato. Ed è ipotetica, perché versano anche di più. Tra deputati e senatori, il Partito Democratico conta circa 500 'onorevoli'. Quindi, moltiplicando i 260 euro della detrazione fiscale per 500 parlamentari, si arriva a 130.000 euro incassati al mese. E moltiplicando ancora quest'ultima cifra per i 12 mesi dell'anno, si arriva a 1.560.000 euro. Ovvero: grazie all'operazione di detrazione fiscale al 26% delle loro "donazioni" al partito, lo Stato versa ai parlamentari un milione e cinquecentosessantamila euro in più. Soldi che poi vanno a finanziare il partito.

Non bastava dunque la truffa del 2x1000, non bastavano i residui dei rimborsi elettorali, no. Alla fine trovano sempre un modo per mungere altri soldi allo Stato e ai cittadini. Aiutateci a diffondere queste informazioni il più possibile e smascheriamo questa ennesima fregatura. Grazie a tutti!

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