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#ProgrammaAffariCostituazionali - Titolo V: la definizione delle competenze fra Stato-Regioni e autonomie locali

#ProgrammaAffariCostituazionali - Titolo V: la definizione delle competenze fra Stato-Regioni e autonomie locali

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Il tema del regionalismo è un punto centrale che investe i rapporti fra Stato, regioni e autonomie locali. La definizione e l’attribuzione delle relative competenze è stata sempre oggetto di discussione e di ricorsi alla Corte costituzionale. In questa sezione si valuta l’eventualità di una più netta divisione delle materie di competenza tra Stato e Regioni e sul possibile trasferimento, a queste ultime, e ai Comuni, di funzioni amministrative, anche attraverso una leva fiscale per incentivare la loro responsabilizzazione.

di Silvia Niccolai, professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Cagliari

Quando si discute dei problemi del regionalismo in Italia, di come affrontarli, di quali politiche intraprendere, bisognerebbe sempre tenere presente qual è la finalità del regionalismo e dell’autonomia regionale e locale in Italia.
L’articolo 5 della Costituzione recita «La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», questa era una scelta di cambiamento rispetto a un’impostazione centralistica dello Stato, considerata responsabile di non aver saputo valorizzare e equilibrare le grandi differenze di storia e vocazione tra i nostri territori. Vi era quindi l’aspirazione a una democrazia più compiuta, partecipata, pluralista, responsabile, che però veniva affidata a un ente nuovo – la Regione – che non aveva dalla sua parte quella legittimazione, quella forza che viene dalla storia dal radicamento. Di questo problema le Regioni hanno continuato a risentire e, forse, ne risentono ancora oggi. È avvertito il problema della rappresentanza politica regionale, ovvero la necessità di una rappresentanza che, senza cadere nel particolarismo e nel localismo, sia capace di mostrare autonomia rispetto alle logiche delle relazioni tra i partiti a livello centrale e riuscire ad essere espressione di pluralismo.

Nei fatti il regionalismo, in Italia, è stato un capitolo tra i più controversi e contraddittori della nostra intera storia dell’organizzazione pubblica, che ha contemplato delusioni e fallimenti. Si tratta, quindi, di un tema che andrebbe sempre affrontato in maniera circostanziata, molto specifica. Tuttavia per inquadrare i quesiti intorno ai quali ragioniamo, si deve anzitutto ricordare che le vicende delle regioni e degli enti locali hanno sempre rappresentato un riflesso di quello che accade a livello politico, economico e sociale nello Stato, e anche in Europa. Il modello di regionalismo introdotto dalla riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001 è stato molto criticato per l’ampiezza delle materie, e per il fatto che queste non sono state ben delimitate: in effetti le competenze dello Stato e delle regioni sono inevitabilmente intrecciate e questo ha provocato anche a una forte conflittualità. Dal 2001 ad oggi sono, inoltre, accaduti molti fatti rilevanti che hanno avuto grandi ricadute sul rapporto tra lo Stato e le autonomie. Anzitutto, in questi anni, è ritornata costantemente l’idea di una ulteriore riforma della Parte seconda della Costituzione, nel 2006, quindi pochi anni dopo l’introduzione del nuovo Titolo V e, successivamente, da ultimo lo scorso anno con la vicenda culminata nel referendum del 2016. Un quadro di instabilità politica che non ha giovato alla effettività del titolo V e al tentativo di attuarlo nel modo migliore. Inoltre, fra questi due tentativi di riforma, c’è stata la grande crisi finanziaria del 2008: questa purtroppo è stata la vera e propria riforma del Titolo V, che ha riportato molto potere decisionale al centro, perché in nome del coordinamento della finanza pubblica, della eccezionalità, della sperabile transitorietà della crisi economica, lo Stato centrale e, in particolare, il Governo hanno emanato molte norme specifiche sul personale, sulla organizzazione dei servizi dipendenti dalle regioni, sulla stessa composizione degli organi politici regionali, determinando una nuova centralizzazione.

C’è stata anche la fondamentale riforma dell’articolo 81 della Costituzione nel 2012
, con l’introduzione del pareggio di bilancio, che ha avuto effetti evidenti di restrizione delle politiche degli enti locali; in tutto questo la riforma del sistema tributario che doveva andare nel senso di realizzare l’autonomia finanziaria di regioni e enti locali è rimasta travolta e non è mai stata implementata in modo convincente. Infine occorre rilevare come gli ultimi anni si siano caratterizzati per una profonda crisi del funzionamento della vita politica e delle relazioni tra le istituzioni centrali Parlamento e Governo: sono gli anni in cui ha dominato il ricorso al decreto legge e in cui è collassata la procedura parlamentare, in cui la dialettica politica e il confronto politico hanno visto restringersi molto i loro spazi.

Questo ha importanza per le regioni? Sì, perché se leggi si fanno rapidamente per rispondere a una emergenza continua, le relazioni Stato e autonomie soffrono, perché queste si incentrano invece sull'idea opposta per la quale lo Stato, con le proprie leggi, dovrebbe dettare i principi fondamentali negli ambiti di intervento. Quindi in riferimento alle grandi scelte di fondo sulle singole materie, che sono altrettanti capitoli importanti della nostra convivenza, (ad esempio la salute e i trasporti) e, in questo quadro, di competenza dello Stato, ma condiviso, le Regioni dovrebbero articolare le loro politiche con le loro leggi regionali. Invece è mancato il livello dalla condivisione ampia delle scelte, ma è anche accaduto che, nonostante il Titolo V avesse molto rafforzato il ruolo politico delle Regioni, per quanto riguarda i rapporti tra lo Stato e le regioni, si è continuato a ricorrere agli strumenti che venivano applicati prima, cioè alle cosiddette "conferenze", la Conferenza Stato Regioni nata nel 1988 per esempio, in cui si riuniscono gli esecutivi, il Governo statale e i Governi regionali i quali sono organi politici molto importanti, ma sono espressione delle sole maggioranze.

In altri termini dall'attuazione del titolo V sono rimasti tagliati fuori il Parlamento e i Consigli regionali, cioè gli organi in cui sono rappresentate anche le minoranze, ed è inevitabile , che in questo quadro, in cui le scelte normative sono prese a colpi di maggioranza sotto la pressione dell' emergenza economica, accade che un po' alla volta si viene a definire un diverso tipo di Stato: cambia la sanità, cambiano i trasporti, cambiano i servizi di cui usufruiamo, ma non per effetto di scelte che sono apertamente condivise nel dibattito politico ampio e tendono ad apparire necessitate in nome del risparmio. Una esigenza, quella del risparmio, molto importante, ma va sempre bilanciata con domande politiche come quella di equilibrio tra il contenimento della spesa pubblica e i diritti fondamentali come quello alla salute, o quelle derivanti dalla diversità dei territori.

Domande a cui non corrisponde un altrettanto grande discussione pubblica nel nostro Paese, per esempio sulla sanità che vogliamo e possiamo avere, perché manca il discorso politico intorno ai principi fondamentali che dovrebbero ispirare questi grandi servizi.

Date queste coordinate diciamo ampie, ma in qualche modo necessarie, perché il tema del regionalismo ha molte connessioni con tutta la nostra esperienza nazionale, per illustrare i quesiti partirei evidenziando che oggi la questione non sia tanto rivedere la Costituzione, ma ritoccare l'elenco delle materie regionali. Si potrebbe discutere molto intorno alle materie e valutare se sono proporzionate per esempio alle capacità delle regioni: pensiamo al governo del territorio, è una funzione appropriata per le regioni oppure esorbita dalle loro capacità? D'altro canto ci si potrebbe anche chiedere se sarebbe desiderabile uno scenario in cui il governo del territorio è tutto deciso dall'alto e non hanno voce le comunità che vi vivono, come accadrebbe in un quadro di ricentralizzazione. Ma, in realtà, i veri problemi non riguardano questo aspetto ma sorgono quando ciascuno degli attori non esercita le sue funzioni in una maniera appropriata, e ciò che io trovo più temibile, è uno Stato che interviene senza un quadro di riferimenti prestabilito e una Regione che o è prona al Governo centrale oppure fa un'opposizione strumentale, perché da qui in poi vengono i grandi nodi che poi ricadono sulla cittadinanza.

Ritengo pertanto che più che andare a lavorare sulla revisione delle materie, sulla riscrittura delle competenze regionali, si potrebbe portare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla centralità del compito che la legislazione statale ha nelle materie concorrenti, il compito di individuare i principi fondamentali che delimitano di periodo in periodo ma, comunque, con una certa stabilità ed efficienza gli obiettivi della nostra convivenza. Quella di dettare i principi fondamentali è una funzione complessa e non ignoro che, anche nel quadro previgente, ha rappresentato un enorme problema. Tuttavia è una questione da porre agli organi statali che si misurano con questo compito che la Costituzione assegna loro: quello di individuare ed esprimere con legge scelte orientative che rendano espliciti i fini dell'azione statale i suoi obiettivi e che incornicino l'azione dello Stato nei confronti delle regioni.

Diciamo, per concludere, che l'articolo 5 della Costituzione dice una cosa molto importante che è rimasta sempre inattuata, ovvero che lo Stato adegua i contenuti e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento amministrativo. Adeguamento della legislazione significa adeguamento dello Stato, dei suoi organi, dei gangli fondamentali, di chi li fa funzionare concretamente, a modalità capaci di valorizzare le autonomie e di responsabilizzarle.
Prendendo sul serio questo tipo di mandato che la Costituzione rivolge allo stato centrale, potrebbero venire anche le risposte più corrette ai due grandi interrogativi che i quesiti che saranno sottoposti al voto individuano, ovvero anzitutto la corretta allocazione delle funzioni amministrative a livello locale, che certamente è una soluzione auspicabile e del resto già disegnata in Costituzione. Che tuttavia richiede scelte politiche, grande sapienza e cura perché implica la difficile individuazione del livello territoriale adeguato alla funzione amministrativa di volta in volta considerata. E, successivamente, un’attenta riflessione sui principi fondamentali è necessaria per mettere in pratica un sistema tributario locale fondato sul principio “vedo, pago, voto”, fondamentale per la responsabilità dei governanti davanti ai governati e per un corretto esercizio della cittadinanza a cui si riferisce appunto il secondo quesito, in cui si chiede di esprimersi nel senso di una maggiore autonomia nella responsabilità dell'ente locale.
Sono principi certamente indispensabili per un corretto rapporto tra governanti e governati a tutti i livelli e possono esistere soltanto in un quadro in cui un questo corretto rapporto sia ampiamente articolato, già nel momento dell'esercizio delle funzioni statali, perché una buona attuazione del regionalismo comincia certamente dal centro e, cioè, da un impegno per la qualità della legislazione e del confronto politico nella nazione.

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24 Ago 2017, 15:00 | Scrivi | Commenti (59) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: affari costituzionali, istituzioni, m5s, riforme

Commenti

 

Ciao a tutti
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domenicofinanceplus 31.08.17 16:54| 
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Saranno circa 1000 i consiglieri regionali(altro che discussioni su camera e senato).Da quando vennero istituite il loro costo è lievitato in maniera esponenziale.Gli scandali,dalle red bul ai vibratori, non si contano più.
Nell'era informatica,dove metti tutto su una nuvola,c'è bisogno di questi enti "vicini" al territorio ?
Per quanto riguarda la fiscalità deve essere una e una sola uguale per tutti i cittadini italiani e ,ovviamente,progressiva come costituzione indica.

franco selmin, montegrotto terme Commentatore certificato 28.08.17 19:32| 
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Discussione

Professore mio , troppe parole .
Come suggerisce un commento bisognerebbe studiare la Svizzera , come minimo.
e poi basta con questa storiella delle competenze esclusive , concorrenti .
Dove le mettiamo le norme UE ?


gina alba, altamura Commentatore certificato 27.08.17 13:46| 
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Discussione

Il problema primo è risolvere la degenerazione etica in cui imperversa il popolo italiano.
Quattro punti nodali reputo debbano essere presi in ferma considerazione:
Formazione politico/sociale della capacità etica.
Preparazione giuridico/politica.
Studi delle conoscenze economiche.
Competenze comunicative delle scienze filosofico/sociali.
Prioritaria autonomia differenziata tra Stato e Chiesa. La corruzione viene dall’alto: porre fine al Concordato. Eliminare funzioni economico/politiche intermedie e rafforzare la comunicazione specializzata e diretta tra periferia e organo centrale. Tutto deve partire da una scuola ben strutturata su base scientifica in relazione al lavoro e altamente professionalizzante per la continua ricerca. Organizzare uno Stato analiticamente forte in tutti i suoi aspetti socio/istituzionali.

alberto monticelli 27.08.17 08:42| 
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IL TITOLO QUINTO FU UN REGALINO FATTO DI FRETTA E FURIA A BOSSI E ALLA LEGA PERCHE' ROMPEVA LE SCATOLE IN PARLAMENTO. BISOGNA TORNARE ALLO STATO CENTRALE, AD UNO STATO FORTE CHE COMANDA E NON DELEGA, CHE SA COME DEVE AGIRE IN CASO DI NECESSITA'. TROPPE VOLTE CI SIAMO ACCORTI CHE GLI ENTI SUBORDINATI NON SAPEVANO COSA FARE QUANDO C'ERANO PROBLEMI DI VARIA NATURA DA RISOLVERE (ES. CASO MONNEZZA A NAPOLI) E SI GIOCAVA A SCARICARE LA RESPONSABILITA' ORA SULLA PROVINCIA, ORA SUI COMUNI, ORA SULLA REGIONE E COSI' VIA, LASCIANDO I CITTADINI NEL CAOS. INOLTRE LE REGIONI NON VANNO ELIMINATE. SE TIZIO GUIDA UBRIACO E HA UN INCIDENTE, DI CHI E' LA COLPA? DELL'AUTO O SUA? NELLO STESSO MODO LE REGIONI NON HANNO COLPA, LA COLPA E' DI CHI LE GESTISCE! VA DIMINUITO IL PERSONALE INUTILE E RACCOMANDATO DAL PARTITO, VANNO CRIMINALIZZATI COLORO CHE HANNO FATTO SPRECHI, CHE HANNO RUBATO E IMPOVERITO LE STESSE. BASTEREBBE COSI' POCO A RIMETTERE TUTTO A POSTO, RIPORTIAMO LA COSTITUZIONE A PRIMA DELLA NOTA RIFORMA...

Zampano . Commentatore certificato 26.08.17 08:12| 
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https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10210176699315940&set=a.4583010135279.1073741825.1292735344&type=3
GLI ITALIANI SONO CORROTTI... ma per necessità...poverini..! https://youtu.be/YVPYl4R4YEQ
BASTA AUSTERITA'... BASTA €U... BASTA KASTA E PROFESSORI COLLUSI..!
INCOERENZA, PROMESSE E MANCE ELETTORALI SPONSORIZZATE DAI "NOMINATI" DIRETTORI DEI MEDIA DELLA PROPAGANDA DI REGIME, TG
etc...https://www.facebook.com/giampaolo167/posts/10210169746942135
IL M5S DENUNCIA, LE CLIENTELE E IL MALAFFARE IMPERANTE IN TUTTE LE ISTITUZIONI... riVOGLIAMO (Le divise scolastiche) e L'EDUCAZIONE CIVICA QUALE MATERIA DI ESAME A TUTTI I LIVELLI STUDIO (altrochè facoltativa). E' compito dello Stato istruire i CITTADINI ad un DIRETTAmente partecipato e responsabilmente e democraticamente legiferato funzionamento di una società sempre più complessa, meglio sarebbe, se corroborato da una leva obbligatoria continuamente riaggiornata nel tempo, con brevi "stage"stile Israele o Svizzera.
https://www.facebook.com/giancarlocanc/videos/1420022368113130/
https://www.facebook.com/giampaolo167/posts/10210167167357647
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=521913738200570&set=a.320075241717755.1073741829.100011458442335&type=3
#M5S #EUROEXIT #ITALEXIT #M5SFAREPOLITICA #M5SBASTAKASTA #M5SBASTARAI #M5SVIATUTTI #REFERENDUMART75 #VINCOLODIMANDATO https://l.facebook.com/l.php…

Giampaolo S., Torino Commentatore certificato 25.08.17 19:08| 
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Questo video è aberrante.

domenico policastro, san gregorio magno Commentatore certificato 25.08.17 17:23| 
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Se i cittadini italiani sono tra i più tassati del mondo è perché devono foraggiare tre sanguisughe: Stato, Regioni e Comuni. E anche qui c’è molto da rivedere, alcune di queste tasse sono vergognosamente alte e colpiscono beni ancorati ad un valore “virtuale” e non all’attualità economica del momento storico che si vive. Abbiamo un fisco svincolato dalla realtà, cieco, arrogante e presupponente. Ce lo meritiamo?

Franco Mas 25.08.17 13:39| 
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Gentile professoressa,tanti gli argomenti da Lei trattati,vorrei perciò limitarmi ad una questione che da tempo commento in questo luogo,si tratta di un quesito tecnico del cd.QVORUM.
Senza di esso NON son valide neanche...riunioni di condominio...di più,come ho già commentato più volte in passato la cd."riforma del titoloV" omologata nel 2001 via referendum con poco più di metà d'un terzo di partecipanti è stata ed è,a mio modestissimo parere,un'aberrazione interpretativa del pensiero originale dei Padri Costituenti che NON hanno previsto votazioni valide SENZA quorum;l'art.75C. è l'unico e cogente articolo che definisce in modo univoco tale istituto e l'interpretazione data al successivo art.138,che semplicemente lo cita anche per omologare o non omologare leggi di rango superiore,appare,sempre a modesto parere del sottoscritto,una bislacca forzatura,per tale rango legislativo a maggior ragione serve il QUORUM...i VOTI sono VALIDI solo se VALIDAMENTE ESPRESSI
Con saluti e cordialità a Lei ed Tutti i frequentatori di questi luoghi dalla Romagna.

enzo bargellini, Santarcangelo di Romagna Commentatore certificato 25.08.17 09:35| 
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La cosa, secondo me, invece, da fare sarebbe abolire i regimi privilegiati delle 5 Regioni a Statuto Speciale, che dopo 71 anni dalla nascita della Repubblica non hanno più alcun senso, in particolare sarebbero da eliminare gli enormi diritti e privilegi di chi governa la Regione Sicilia, ma capisco che questo procurerebbe un crollo vertiginoso di voti per cui nessun partito avanza nemmeno la proposta.
Tutte e 5 le Regioni a Statuto Speciale trattengono per sé le tasse (42 miliardi) il cui gettito è spaventoso e, malgrado questo, sono in debito verso lo Stato centrale di ben 20 miliardi.
La Val d’Aosta ha la spesa pubblica pro capite più alta d'Italia con 8.744 € a testa. Le 3 Regioni a Statuto Speciale del nord (Val d'Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia), ci costano 4,8 miliardi, le due del sud (Sicilia e Sardegna) ben 28,8 miliardi, il che è pazzesco, visto anche come impiegano i soldi. La Sardegna ha sprechi per il 50% e la Sicilia non è certo un esempio di amministrazione avveduta e corretta, quanto piuttosto si mostra come un pozzo senza fondo di abusi e di sprechi, si pensi solo come allegramente aumenti gli stipendi dei propri amministratori (i consiglieri regionali si sono aumentati gli stipendi a 11.000 euro al mese più la babele dei rimborsi).

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 25.08.17 09:04| 
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PROVINCE E REGIONI
Sento dire: teniamo le Province e aboliamo la Regioni.
Non sono d'accordo. Le Province non sono mai servite a nulla tant'è che nessun Paese europeo le ha e l'Ue ci chiese espressamente di abolirle, cosa che avrebbe procurato un risparmio di 17 miliardi l'anno, ma che Renzi si è guardato bene dal fare, togliendo però ai cittadini il diritto di eleggere il Presidente della Provincia, secondo il suo piano di tagliare gradatamente la democrazia.
Nei fatti, questi 17 miliardi servono solo a mantenere la pletora di impiegati (20.000) delle Province e ne resta poco o nulla per i 2 soli scopi per cui esse esistono: la cura delle strade provinciali e il ripristino delle scuole.
Che le strade provinciali che percorriamo ogni giorno siano maltenute con crepe e cunette piene di erbacce lo vediamo palesemente e in quali miserrime condizioni siano le scuole italiane lo sanno tutti, per cui spendere quei 17 miliardi l'anno per il loro ripristino sarebbe stata cosa utile e buona, ma la Casta non si tocca e per Casta si intende tutto il carrozzone statale, non solo chi comanda ma anche i parassiti al seguito che sono una riserva di voti.
Invece Renzi vuol ridurre di un anno il conseguimento del diploma per risparmiare un miliardo, e così aumenterebbe solo il numero di disoccupati, producendo giovani più ignoranti e abbattendo ancora di più la qualità della scuola italiana.
In quanto alle Regioni, mi rendo conto del parassitismo, dell'ignavia, della quantità di impiegati parassiti e inutili che creano, ma non si dovrebbe regolarle meglio invece che abolirle? Nei piani di Renzi, invece, sarebbero state valorizzate con la sua riforma che voleva trasformare il Senato in un dopolavoro di persone tratte proprio dagli enti locali mescolando potere legislativo con potere amministrativo.
Non capisco perché tutto dovrebbe essere demandato ad uno Stato accentratore e avere il permesso di Roma, che sarebbe comunque lontana dagli interessi locali.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 25.08.17 09:03| 
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io la vedo semplice

Bisogni fisiologici : lo stato

Bisogni di salvezza, sicurezza e protezione: lo stato

Bisogni di appartenenza: regione

Bisogni di stima, di prestigio, di successo: provincia

Bisogni di realizzazione di sé: municipio

il problema è che bisognerebbe rivedere tutto da zero quindi dubito che si possa fare!


aiutati senza aspettare la politica 25.08.17 02:23| 
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sarebbe da mettere in costituzione il divieto per giornalisti e giudici di ottenere cariche politiche.

salvelox giornalista
baldracchini giornalista
il duce era giornalista

è DELETERIO per la nazione avere giornalisti al comando.....

siccome ancora il divieto in costituzione non c'è.... consiglio vivamente a chi è dotato di un minimo di BUONSENSO nell'EVITARE nella maniera più assoluta di dare il proprio voto a qualsivoglia pennivendolo.

non aspettare che la politica si pulisca da sola 25.08.17 02:02| 
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https://youtu.be/O3RMut_8IxQ 🎼
B notte.

Fabio T., Vicenza Commentatore certificato 25.08.17 00:49| 
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https://youtu.be/urvri0e2sNE
Sicilia tour : Marsala ed ennesima piazza piena .

Fabio T., Vicenza Commentatore certificato 25.08.17 00:13| 
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,,,heilà c'è qualcuno che ha a cuore la PMI ?

la stessa ..viene soffocata con burocrazia a non finire al fine di escluderla ,,per un futuro senza "ceto medio" composto da POTEREI FORTI da una parte... e manovalanza a BASSO COSTO.... dall'altra.

Se non si interviene,... saranno CAZZI ACIDI per molti ,..anche per quelli che sembrano non aver..... questo tipo di problema

Provare per credere !

Eposmail. ,,, ; Commentatore certificato 24.08.17 21:44| 
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Dopo 25 anni di servizio in una Regione, in cui ho ricoperto anche incarichi dirigenziali (passato per mia scelta da un'amm.ne dello Stato) non ho dubbi nell'affermare che LE REGIONI SAREBBE MEGLIO ABOLIRLE, perchè sono servite solo ad aumentare le complicazioni burocratiche, i clientelismi e gli sprechi di denaro pubblico, e spesso anche gli intrallazzi presenti in genere nella nostra P.A. E' triste ma mediamente è così; e comunque le regioni sono pleonastiche, perchè non sono organi direttamente operativi che devono rispondere alle esigenze del pubblico, ma nemmeno di legislazione e programmazione autonoma rispetto allo Stato centrale, bensi dei semplici passacarte, con gli effetti deteriori sopra elencati. In un Paese corrotto, inefficiente e clientelare come l'Italia PIU' SOGGETTI POLITICI E AMMINSTRATIVI ci sono PEGGIO E'!

giancarlo deodato 24.08.17 20:13| 
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OT : facciamo così anche noi, la terra riserva aurea al mondo.....
La Germania di Angela Merkel ha rimpatriato con successo 674 tonnellate di riserve di oro che era stato dislocato ai tempi della Guerra fredda, per motivi di sicurezza e timore di invasioni sovietiche, alla Federal Reserve di New York e presso i caveau della Banca di Francia....(dagospia)

Silvio ., Bolzano Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 24.08.17 19:46| 
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Premesso che non vedo la possibilità di essere autonomi quando non lo si è finanziariamente,

proporrei prima di tutto un federalismo fiscale che permetta ai cittadini di ciascuna Regione di decidere sull’ ammontare del gettito fiscale regionale e su come vadano reperite e investite tali risorse, sia per gli interventi locali, sia per quelli extra locali che li coinvolgono.

Per il coordinamento degli interventi extra locali, potrebbe funzionare così:

- ognuna delle 20 Regioni elegge da 2 a 5 Portavoce regionali (in proporzione ai suoi abitanti) per un totale di 80.
Ciascuno candidato si presenta alle elezioni nella propria Regione, affiancato da un Collaboratore Ufficiale di sua fiducia.

- Gli 80 Portavoce eleggono poi in Parlamento
i 60 incaricati del lavoro Legislativo sugli interventi extra locali indicati dalle Regioni
e i 20 che svolgeranno il conseguente lavoro Esecutivo.

- In caso di interventi sovra nazionali, i Portavoce selezionano 73 fra Collaboratori Ufficiali, i quali affronteranno il caso nel Parlamento Europeo, ognuno sotto la responsabilità diretta del Portavoce di riferimento.

- Qualora la maggioranza dei cittadini di una Regione si dichiari poi insoddisfatta di un proprio Portavoce può esercitare il recall e sostituirlo con il primo nella lista degli esclusi.

Nell’ ottica di un’autonomia finanziaria nazionale,
dato che la riserva aurea (circa 100 miliardi) -appartiene al popolo sovrano-
proporrei di custodirla in una Banca APPARTENENTE al Popolo, ovvero a circa 60 milioni di italiani, a ciascuno dei quali viene nominalmente attribuita una azione da 1.600 euro, non cedibile.
Il Dirigente della Banca, eletto dal popolo, stamperà poi la quantità di -moneta del popolo sovrano- necessaria per attuare il Programma deciso Direttamente dal popolo - azionista.

Quarta Luna 24.08.17 19:38| 
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L'amore per il prossimo certamente non si esprime attraverso politiche di accoglienza che nascondono dietro la facciata del buonismo interessi loschi di attori fantasmi difficilmente individuabili da parte dei cittadini onesti che ogni giorno faticano pesantemente per portare un pezzo di pane a casa. È vergognoso.Speriamo di poter riconquistare la fiducia perduta nella Politica con la Presente maiuscola.Grazie. Rosario Manco

Rosario Manco 24.08.17 19:38| 
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O.T. lo scrivo qui perchè sul suo post non mi riesco a scrivere:
UN CALOROSO SALUTO AL GRANDE SERGIO PUGLIA, ESEMPIO DI GRANDE UMANITA'

Giovanni F. Commentatore certificato 24.08.17 19:35| 
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Negli anni sessanta per costruire l'Autostrada del Sole, 755 km a quattro corsie con viadotti e gallerie, furono impiegati solo OTTO ANNI con un costo di 3,8 miliardi, quasi la metà del MoSe di Venezia, opera che dopo trent'anni non è ancora stata conclusa e che ha inghiottito oltre 6 miliardi di euro.
Questo è il risultato della dispersione delle decisioni nei mille rivoli di competenza degli enti territoriali, oliati dalle mazzette della corruzione.

Maria 24.08.17 19:06| 
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Cara Dottoressa, Grazie per il suo contributo.
Attenzione, vorrei invitarvi a esaminare in profondità come funziona in Svizzera da centinaia d'anni il rapporto chiaro fra Stato, Regioni e Comuni.
Non si dica che in svizzera il loro sistema è possibile perchè sono un piccolo Stato.
Se va bene nel piccolo STATO a maggior ragione deve essere applicato nel nostro grande stato che pecca gravemente di disordine amministrativo e politico.
Fatemi sapere qualcosa, Grazie|
cordialmente, buon lavoro.
G.Balzi Torino 23 08 2017 ore 19.00

Giovanni Balzi , Torino Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 24.08.17 19:04| 
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antonnio d., carrara e oreste .., sp ;
€424 mensili, ovvero €5000 l'anno, è la vs proposta. Metà italiani, attualmente non paga tasse http://www.corriere.it/economia/leconomia/17_maggio_16/tasse-numeri-che-nessuno-svela-meta-italia-non-paga-66f889a8-3a0a-11e7-acbd-5fa0e1e5ad68.shtml , e spero che non volete caricare 5000 su chi prende meno di 7000...

Allora ha da pagare chi guadagna DA €20.000 all'anno. Circa 22 milioni di persone. Che 22 dovrebbero sganciare €110 miliardi. Con i vostri sproloqui, non riuscite nemmeno a pagare i dipendenti pubblici.
http://tg24.sky.it/economia/2016/02/04/pubblico-impiego---165-miliardi-di-spesa-annua.html

E dopo c'è il debito pubblico da pagare (70 miliardi), e le pensioni/ assistenza (335 miliardi) , ecc ecc.
Paolo TV

Paolo Z., Crocetta Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 24.08.17 18:55| 
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Che sogno 7982 comuni organizzati per i loro cittadini ed un Governo che detta le linee guida su tutti i settori.
Che sogno!
Meno poltrone,meno clientelismo,meno corruzione,meno spese della politica.
Più potere decisionale ai loro cittadini.

oreste .., sp Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee 24.08.17 18:23| 
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Professoressa, convince Lei Sicilia, Campania e Calabria a non essere più mantenuti dagli altri?

Enrico Marcarlo, Milano Commentatore certificato 24.08.17 18:02| 
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I modi con cui aumentare la BUROCRAZIA e rendere sempre piu’ IMPOSSIBILE procedere a valutazioni e SANZIONI/PENE per chi governa MALE sono infiniti. E, nei paesi mediterranei e latini, gli specialisti azzeccagarbuglisti sono innumerevoli ed altamente qualificati.
E, leggi e regolamenti, ricorsi e prescrizioni, hanno sempre salvaguardato e continuano tuttora a salvaguardare qualsiasi governante FARABUTTO, da qualsiasi penalizzazione.
MA, alcune regioni funzionano BENE ed altre molto MALE, ed in alcune regioni praticamente OGNI partecipata e’ sufficientemente ottimizzata ed in altre, ogni partecipata e’ altamente PARASSITARIA.
Questo non e’ ne’ corretto ne’ sostenibile.
E, bisogna OBBLIGARE ogni regione ad avere i conti in ordine, i suoi e quelli di OGNI suo comune e di ogni sua partecipata.
E stabilire 1 responsabile per OGNI opera pubblica.
E, TRIPLICARE sanzioni e pene per quei governanti che operano malespendendo, sprecando e sperperando CONTRO il bene dei cittadini.
Stato o Regione, o si decide di cominciare il lavoro di OTTIMIZZARE ogni situazione pubblica, oppure, NIENTE fermera’ un declino inarrestabile.

Chi viene eletto deve avere sempre presente che sara’ quotidianamente valutato ed eventualmente sanzionato ed incarcerato.

bron shine 24.08.17 18:00| 
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@ Antò...
per me la tassazione potrebbe essere questa:
384€ ai Comuni
40€ Stato.
I comuni rappresenterebbero la vera autonomia e il decentramento dello stato.
Riformare quindi il titolo V... Stato-> Comuni!

oreste .., sp Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee 24.08.17 17:47| 
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I GRAN SIGNORI del pd i clandestini li vogliono, ma nelle periferie, tra la povera gente, non tra le loro villone con parco!


http://www.ilgiornale.it/news/politica/migranti-ospitati-nelle-ville-lusso-capalbio-anche-pd-1296435.html

@5s 24.08.17 16:45| 
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Ecco. Mi devo prendere un'altro aulin..

D. Pavan Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 24.08.17 16:42| 
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Sinistroidi radicali, anarchici, centri ( dementi ) sociali...tutta gente da ricovero manicomiale!!!!!

http://www.corriere.it/esteri/17_agosto_23/usa-perche-guerra-statue-nuovo-obiettivo-cristoforo-colombo-b48c65a2-8813-11e7-a960-ee4515521d95.shtml?refresh_ce-cp

@5s 24.08.17 16:28| 
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Tassazione mensile € 384, di cui:
€ 344 allo Stato
€ 29 alla Regione
€ 11 al Comune.
tutto qui.

antonnio d., carrara Commentatore certificato 24.08.17 16:03| 
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Certo e con il si sappiamo bene come sia schierato il movimento. Se a voi sta bene, allora, perché parlarne ?

Rocco 24.08.17 15:51| 
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La riforma dell'art.5 del 2001 si è' rivelata un disastro sul piano operativo e finanziario. Da questa considerazione occorre partire per rivedere le competenze tra Stato, Regioni e Comuni. Personalmente ritengo che vadano depotenziate le Regioni e rafforzati i Comuni. Questi dovrebbero essere lo strumento operativo principale, mentre alle Regioni andrebbero riservate solo funzioni di coordinamento e impulso. Andrebbero poi riservate alla esclusiva competenza dello Stato quelle materie che richiedono una visione ed un approccio nazionale, come sanità e turismo.

Adolfo Treggiari, Romai Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 24.08.17 15:45| 
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PROFESSORESSA NICCOLAI, LA SICILIA SPENDE PIU' DELLA LOMBARDIA INCASSANDO 8 VOLTE MENO DI TASSE; 4 REGIONI Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna MANTENGONO DA SOLE L'INTERO BILANCIO DELLO STATO. Professoressa di che c...o sta parlando?!?!

Enrico Marcarlo 24.08.17 15:44| 
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Io voglio proprio vedere se qualcuno avrà il coraggio di dare la colpa a Virginia Raggi per gli scontri in piazza tra polizia e migranti Fenomeni i piddini che prima ci marciano e fanno business sui migranti,poi quando esce il problema vedrai che è colpa degli altri..In questo Paese non si può più esprimere un opinione in merito perchè subito sei additato come razzista Il punto è che manifestazioni che si trasformano in guerriglia da parte di militanti Italiani vengono subito condannate e messe alla gogna dal sistema politico e giornalistico se invece la rivolta parte da degli immigrati ,poverini non è colpa loro (il che potrebbe essere anche risultare vero considerate le politiche scellerate del governo che accolgono e accolgono senza pensare che quando un bicchiere è pieno stracolma)Bene e quindi adesso che facciamo? Boldrini queste RISORSE che cominciano a riscaldarsi come pensa di gestirle?O è colpa della Raggi?

Paola L., Verona Commentatore certificato 24.08.17 15:31| 
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