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3 Ottobre 2017

Sanità a Roma, che c'entra la Raggi? Basta con l'uso pornografico della scienza

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da IlFattoQuotidiano

di Ivan Cavicchi, Docente all'Università Tor Vergata di Roma, esperto di politiche sanitarie

Sapete che cos’è la regola transitiva? Se A è uguale a B e B è uguale a C, allora si può dire che A è uguale a C. Facciamo un esempio a caso:

– se la salute a Roma è la peggiore d’Italia e Roma è amministrata dalla Raggi allora la salute peggiore di Italia è colpa della Raggi;

– se Roma è “piena di droga”, come ha dichiarato la ministra Beatrice Lorenzin, e la Raggi è il sindaco di Roma allora presumibilmente è la Raggi è che spaccia droga a Roma.

Questo è il senso del convegno che si è tenuto l’altro giorno a Roma, dal titolo “Crescita vs Crisi” alla presenza di mezzo governo. Sempre seguendo la regola transitiva possiamo fare la seguente interpretazione politica:

– siamo sempre più vicini alle elezioni, il Movimento 5 Stelle è il nemico da battere quindi attaccare la Raggi vale come attaccare il M5S;

– siccome la sanità fa schifo anche a Roma, se non di più, allora incolpare di ciò la Raggi significa dire che la sanità fa schifo in Italia per colpa del Movimento 5 Stelle e a Roma per colpa della Raggi.

Questo modo di ragionare ha un solo nome: “malafede”, ovvero il modo in cui certi partiti ingannano noi cittadini non dicendo le cose come stanno al fine di indebolire i loro concorrenti elettorali e di aumentare i voti degli sprovveduti in loro favore.

Riguardo alla sanità romana, ad esempio, il ragionamento non sta in piedi: i Comuni hanno perso da tanti anni le titolarità gestionali e organizzative in materia sanitaria e sono le Regioni e il governo a fare il bello e il cattivo tempo. Virginia Raggi non ha alcuna responsabilità sui servizi sanitari della sua città. A voler fare un ragionamento transitivo ma senza mistificare la realtà si dovrebbe dire:

– se la salute a Roma è la peggiore d’Italia e la sanità dipende dalla Regione dunque dai finanziamenti del governo, allora la salute peggiore d’Italia dipende dal governatore Nicola Zingaretti e dallo stesso ministro Lorenzin;

– se Roma è piena di tossicodipendenti e i servizi per curarli non sono finanziati, allora i tagli del governo e della Regione Lazio sono la causa del gran numero di tossicodipendenti.

Denunciando la malafede della propaganda elettorale di questo governo, non vorrei apparirvi come l’ingenuo che scende dalla montagna con la piena. So benissimo che il suo uso in politica è la regola. A preoccuparmi davvero è un’altra faccenda sfuggita ai più: se la Lorenzin è la rappresentante della politica e il professor Ricciardi è il rappresentante della scienza (professore universitario di Igiene e presidente dell’Istituto superiore di sanità nominato dalla Lorenzin) allora il pensiero politico della Lorenzin è dimostrato ingannevolmente attraverso la sanità con il pensiero scientifico del professor Ricciardi. Cioè la scienza, che dovrebbe essere autonoma e indipendente dalla politica, si presta a fornire alla malafede addirittura una sua scientificità. Questo è già accaduto con la polemica di Renzi contro Grillo sui vaccini – con la legge che ne impone l’obbligatorietà -, quando Renzi girava l’Italia dicendo che grazie al referendum il cancro sarebbe stato curato uguale per tutti e accade oggi con quella che alcuni giornali hanno definito “micidiale doppietta contro la capitale d’Italia”.

La mia preoccupazione riguarda l’uso pornografico della scienza da parte della politica e la sua disponibilità della scienza stessa ad assecondare non la conoscenza ma il potere.

Le frasi sensazionaliste pronunciate da Walter Ricciardi a sostegno delle affermazioni della Lorenzin (“L’unica capitale d’Europa ad aver peggiorato i propri indicatori di salute”; “Tutti gli indicatori, da quello più solido che è l’aspettativa di vita e la mortalità infantile a quello per patologie tumorali, fanno riscontrare un peggioramento della situazione dei cittadini romani rispetto al resto di Italia”) sono del tutto ingannevoli, quindi molto poco scientifiche: vengono proposte come assolute mentre andrebbero valutate come relative ad una serie di dati comparativi di contesto che mancano del tutto. Le affermazioni di Ricciardi andrebbero collocate tra «gap» e «glut», cioè giudizi che ammettono gap di verità, «né veri e né falsi» (truth value gap), e giudizi che ammettono glut di verità, «tanto veri quanto falsi» (truth value glut).

Mancando le due clausole salva verità (“fermo restando che i comuni non hanno alcuna titolarità sulla sanità”, “i dati riportati non sono scorporabili dalle tendenze che sottolineano i fenomeni”) le affermazioni di Ricciardi sono di fatto politiche non scientifiche. Ma se la scienza è senza autonomia e la politica se ne può servire a suo piacimento allora secondo la regola transitiva la scienza come la politica è destinata a perdere la fiducia della gente. E questo non è un problema ma una tragedia della quale nessuno sembra preoccupato.

Postato da MoVimento 5 Stelle alle 09:57 in Il blog delle stelle