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Per un’Alitalia 5 Stelle

Per un’Alitalia 5 Stelle

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di Roberta Lombardi e Luigi Di Maio

Il trasporto aereo continua a crescere di anno in anno. I dati Enac sul primo semestre del 2017, appena pubblicati, parlano di un +6,7% di passeggeri transitati nei nostri aeroporti (118.454.443 passeggeri) e addirittura +12% di merci (186.297 tonnellate) rispetto allo stesso periodo (gennaio-agosto) del 2016 che pure è stato un semestre di grandi soddisfazioni. L’Italia è quindi una meta sempre più ambita.

Per questo dovremmo tutti gioire. E invece? Invece l’industria aeronautica nel nostro Paese è al collasso. In sintesi:

1. Alitalia, la nostra ex compagnia di bandiera, è prossima alla svendita e la stanno mantenendo in piedi, con continue iniezioni di denaro pubblico (900 milioni di euro ad oggi), esclusivamente per disinnescare sotto elezioni la miccia sociale dei migliaia di esuberi previsti;

2. Alitalia Mantinance Systems, la storica officina motori di Alitalia, è già stata svenduta ad una società americana che ha trasferito all’estero tutti gli impianti e la tecnologia, di cui eravamo orgogliosi nel mondo, lasciandoci il deserto industriale e centinaia di professionisti specializzati in riparazione, manutenzione e revisione aerea a casa senza un futuro;

3. Da un lato ci sono pochi grandi aeroporti regalati con concessioni quarantennali ai privati, e dall’altro tanti piccoli aeroporti pubblici che, in molti casi, pur di sopravvivere s’indebitano per consentire a Ryanair e ad altre low cost straniere di farla da padrona nei nostri cieli;

4. Tutte le nostre Authority, Agenzie ed Enti del trasporto aereo come Enac, ANSV e altri soggetti come Aero Club, sono guidate da vent’anni dagli stessi boiardi di Stato impedendo un reale rinnovamento della classe dirigente aeronautica del nostro Paese;

5. Enav, la società pubblica che gestisce il traffico aereo è prossima, caso unico al mondo, alla sua totale privatizzazione.
Insomma! Un disastro di politica industriale nel trasporto aereo che ha due unici grandi responsabili: gli attuali inquilini di Palazzo Chigi e della regione Lazio.

E’ arrivato il momento di convocare gli Stati Generali del Trasporto Aereo in Italia; un’occasione pubblica per fare luce sulle numerose criticità che impediscono ad un settore - che ovunque nel mondo produce miliardi di euro di fatturato e sempre nuovi posti di lavori - non solo di creare ricchezza nel nostro Paese ma al contrario di produrre deserto industriale, fallimenti di storiche compagnie e disoccupazione di massa.

E’ arrivato il momento di dire basta!

Una volta al Governo del Paese e della Regione Lazio ecco cosa faremo per risollevare Alitalia:

1. Fare luce sulle responsabilità del vecchio management, e sull’attuale gestione commissariale, tramite la controllata Poste Italiane azionista pubblica negli anni precedenti al commissariamento, per i miliardi di euro dilapidati in modo fraudolento, come già denunciato in numerosi esposti;

2. Rendere noto il Bilancio Alitalia 2016, per mettere a conoscenza tutti, compresi i possibili investitori, delle reali condizioni della compagnia e per far emergere eventuali responsabilità che hanno determinato lo stato di crisi dell'Azienda;

3. Rivedere la scelta dei commissari, prediligendo persone competenti, senza conflitto di interessi, slegate dalla politica e che rispettino i requisiti di indipendenza necessari ad effettuare una valutazione libera da condizionamenti dell'azienda e valutare la congruità delle manifestazioni di interesse raccolte prediligendo la tutela dei lavoratori, anche attraverso il loro coinvolgimento attraverso forme di azionariato diffuso.

Chiariamo fin da subito che non siamo pregiudizialmente contrari ad un ingresso pubblico in Alitalia, qualora questo non si configurasse come l’ennesimo aiuto di Stato ma una reale occasione di rilancio industriale di un vettore che reputiamo strategico per il nostro Paese. Chiariamo altrettanto che sarà una posizione che potremmo assumere, a ragion veduta, solo qualora assumessimo il Governo del Paese e della Regione Lazio poiché siamo convinti che Alitalia potrà realmente decollare, e attirare offerte in grado di valorizzarla integralmente e non svenderla nella formula ‘spezzatino’, solo se si sarà definitivamente liberata da tutto il marcio che l’ha sempre contraddistinta in questi anni (dirigenti di nomina politica, assunzioni clientelari, sprechi e malagestione ecc.) facendola precipitare nei suoi debiti.

Una volta al Governo del Paese e della Regione Lazio procederemo per l’intero comparto del trasporto aereo a:

1. Promuovere un intervento di sistema, dalle imposizioni fiscali alle normative sul lavoro, contrastando ogni forma di sfruttamento indiscriminato e di dumping sociale;

2. Razionalizzare la rete aeroportuale e la naturale ripartizione dei traffici favorendo inoltre la loro inter-modalità con l'alta velocità ferroviaria e le altre reti di trasporto pubblico;

3. Riformare il sistema dei bandi di assegnazione ai vettori di sussidi per l’apertura di nuove rotte, imponendo una reale trasparenza nelle procedure e nei finanziamenti alle compagnie low-cost nonché il rispetto dell'interesse nazionale;

4. Effettuare una radicale riforma dell'Enac, braccio tecnico del Ministero dei Trasporti oggi ‘blindato’, che va riportato al suo ruolo originario di Ente terzo e indipendente a tutela degli interessi nazionali, armonizzandolo con le funzioni dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti;

5. Ricostruire un’industria aeronautica civile riportando in Italia le attività più sensibili, anche ai fini di questioni di sicurezza, come la riparazione, manutenzione e revisione degli aerei, sfruttando convenientemente le risorse già esistenti.

Una volta al Governo del Paese e della Regione Lazio procederemo ad una vera riforma del trasporto aereo nel nostro Paese perché siamo convinti che solo con un Governo 5 stelle è possibile cambiare direzione dando nuove opportunità di crescita alle nostre industrie aeronautiche, alle nostre compagnie aeree e ai nostri lavoratori con un'occupazione sempre più di qualità. Abbiamo un sogno: un cielo pieno di stelle ma anche di nostri aerei.



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24 Ott 2017, 10:29 | Scrivi | Commenti (18) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: alitalia, enac, governo, luigi di maio, m5s, roberta lombardi

Commenti

 

come fecero fallire itavia ed alitalia svendendo i migliori comparti di meccanica aeronautica europea che avevamo qualcuno dovrebbe rispondere di uso mafioso di cosa pubblica!!!

sergio boscariol 25.10.17 17:49| 
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E i dirigenti legati mani e piedi alla politica li vogliamo tenere dentro a remare contro come nei comuni a cinque stelle? Senza mai dimostrare come si sono guadagnato lo stipendio? Senza una agenda con le registrazioni degli impegni e delle ore passate al lavoro o passate a fare altro? Occorrerà fare piazza pulita, sollevarli da incarichi svolti senza impegno e contro gli interessi della compagnia. Ci riusciremo? Sarà un impegno immane.

nicola mascolo 24.10.17 19:27| 
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della serie ..il mov è solo protesta ...dicono i parassiti

FABRIZIO P., PARMA Commentatore certificato Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 24.10.17 18:40| 
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le aziende italiane sono state da sempre la mangiatoia della politica e dei corrotti, questi svendono tutto al miglior offerente per modo dire, al miglior corruttore, gli accordi si limitano sempre a quando danno a loro, poi il prezzo dell'azienda è relativo, la possono dare anche per un euro simbolico, l'importante che loro, i politici ci guadagnino bene. ricordiamo prodi che svendette la cirio per mille lire, ma lui allora percepì una parcella di un miliardo di lire, però su quella parcella gli pagò le tasse. su questo è stato onesto.

drago pietro 24.10.17 17:59| 
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Finalmente un'analisi coerente alla realtà del trasporto aereo in Italia ed alla situazione Alitalia. Perfette le soluzioni proposte per il vero rilancio del settore senza penalizzare le aziende italiane. Temo però forti resistenze anche dal "fronte interno". Su Alitalia è stata perpetrata una campagna stampa fuorviante atta a "coprire" le malefatte della politica che hanno portato l'azienda all'attuale disastro.
Sempre e solo M5S!

Mauro Orlandi 24.10.17 16:33| 
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ALITALIA RISPECCHIA LA GESTIONE AZIENDE STATALI

Il bilancio al 28 febbraio parla di 2,3 miliardi di passività a fronte di 921 milioni di attivi, tra cui anche marchio e avviamento che non potranno che svalutarsi.

Costi fuori controllo, così Alitalia è un passo dal fallimento, mancano i soldi per il carburante, Alitalia oggi produce un milione di debiti al giorno e non lo vuole nessuno ...

In 70 anni di storia sono tutti responsabili dal primo fino all'ultimo, fannulloni, assunzioni inutili, raccomandati con doppio lavoro, stipendi da favola dei dirigenti, sindacati, dirigenti, alberghi super lusso in tutto il mondo per i piloti ...

TANTO PAGA LO STATO, NON PAGANO ITALIANI E AZIENDA CON MILIONI DI DEBITI.


far pagare i biglietti ai politici è una bestemmia?

Enrico Marcarlo, Milano Commentatore certificato 24.10.17 15:38| 
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Due o tre mesi fa eseguii un bonifico di 50 euro e non ricevetti alcun riscontro, nonostante stesse scritto che avrei ricevuto una mail di ringraziamento!
E c’è di più: 5-6 mesi fa mi sono iscritto al Movimento e non ho ancora ricevuto alcun riscontro. Vi sembra normale?..!


Alitalia mi ha perso la valigia e dopo inutili tentativi per farmi rimborsare ho rinunciato, hanno procedure per nulla chiare ed io non ho tempo da perdere con soggetti del genere, com me hanno ottenuto quello che volevano , la rinuncia al rimborso per esasperazione.
Lasciateli fallire non si meritano nulla!!!!

giorgio 24.10.17 14:28| 
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Un'altra mangiatoia politica, pagata dai cittadini. Troppi benefit, troppe agevolazioni. Più che salvare Alitalia, bisognerebbe recuperare i soldi dilapidati da chi l'ha ridotta così.

Alessandro L. 24.10.17 14:13| 
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Infatti se la vuole comprare il QUARTO REICH con gentile omaggio di 6000 esuberi, chiaramente nessuno degli innumerevoli dirigenti verrà toccato?

Giovanni F. 24.10.17 12:47| 
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Purtroppo non si tratta solo di Alitalia: con poche eccezioni l'industria aeronautica italiana è in ginocchio per le stesse cause che stanno devastando l'industria italiana: pressione fiscale a livelli medievali, burocrazia insostenibile, stato e banche che sembrano fare di tutto per far chiuderele aziende. A cui va però aggiunta la mentalità decisamente arretrata dei capi italiani a tutti I livelli, dal manager al caporeparto, che spesso tendono a considerare I dipendenti come "cosa loro", con continui ricatti del tipo "o così o a casa" e in generale aspettandosi che la gente viva per lavorare. Posso dire per esperienza personale che paesi come il Regno Unito attirano non solo giovani in cerca di opportunità che l'Italia non offre, ma anche parecchi professionisti qualificati in cerca di un trattamento più equo. Oltre ad un rinnovamento dei vertici è necessario favorire un cambio.generalizzato di mentalità anche nei livelli più bassi delle gerarchie di comando.
Un nuovo manager da solo non può fare molto se l'intero sistema sopra e sotto di lui è marcio.

Steven Berton 24.10.17 12:43| 
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in sintesi, bisogna farla finita di curare i sintomi e non la malattia.

Un'azienda come l'Alitalia che per decenni non aveva concorrenti sui cieli nazionali non poteva e doveva fallire, invece...

Clesippo Geganio, LT Commentatore certificato 24.10.17 12:26| 
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è pressoché inutile... se non si ristabilisce una Giustizia vera sarà impossibile guarire una parte consistente dei mali italiani.
Chi si assume responsabilità manageriali per dirigere attività produttive dovrebbe secondo logiche naturali pagare i danni per indotti fallimenti.
Da tempi immemori l'Alitalia e non solo sono state condotte dissennatamente a causa di una politica altrettanto dissennata che collocava amici pagando i fallimenti con i soldi dei cittadini italiani o venivano licenziati o messi in cassaintegrazione i dipendenti, mai nessuno dei responsabili ha pagato per i danni commessi, né AD né politici o Ministri dei vari governi succeduti in questa Italia in mani ai furbetti affiliati alle cosche partitiche.

Clesippo Geganio, LT Commentatore certificato 24.10.17 12:20| 
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Bene

undefined 24.10.17 11:54| 
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