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di Paolo Ermani – L’Ufficio Brevetti Europeo (EPO, European Patent Office) continua a concedere brevetti su piante coltivate e animali allevati, malgrado tutte le istituzioni europee si siano pronunciate criticamente in proposito e malgrado le nuove norme sull’interpretazione dei brevetti europei introdotte nel 2017. L’allarme è stato lanciato da quaranta organizzazioni di Austria, Germania, Belgio, Danimarca, Portogallo e Svizzera che si battono per il rispetto della biodiversità.

Di recente, per esempio, l’EPO ha rilasciato diversi brevetti alla compagnia olandese Enza Zaden su meloni, uva, cetrioli, fagioli di soia, cipolle, pomodori e patate. Tutti questi brevetti sono basati su mutazioni casuali del genoma. Brevetti simili erano già stati concessi in precedenza a Bayer e Monsanto.

«Nessuna pianta o animale dovrebbe più essere brevettato come “prodotto”. Gli esseri viventi non sono una invenzione dell’industria» dice Christoph Then, coordinatore di “No Patents on Seeds!” «Solo le multinazionali ne traggono beneficio. Stanno acquisendo sempre più il controllo sulle risorse necessarie per produrre il nostro cibo». L’acquisizione della Monsanto da parte della Bayer ha creato una enorme multinazionale delle sementi, con il controllo sul 25% del mercato internazionale. Il secondo gigante sementiero è l’americana DowDuPont, con una quota di mercato intorno al 20%. La terza multinazionale più grande del settore è Sygenta, acquistata da ChemChina, con circa il 10% del mercato delle sementi. Quindi, solo tre multinazionali controllano oltre il 50% del commercio internazionale dei semi.

«Questi colossi si trovano sempre più nella posizione di poter decidere quali vegetali saranno coltivati e raccolti; determineranno sempre più quanto far costare le sementi e come il nostro cibo sarà prodotto. Questa posizione di mercato così potente si fonda sull’acquisizione del monopolio sementiero costruito grazie al numero crescente di brevetti che coprono semi, piante e raccolti» dice Katherine Dolan della Arche Noah, una delle organizzazioni che ha sottoscritto l’appello.

Per fermare il crescente monopolio dei semi, le quaranta organizzazioni firmatarie invocano misure drastiche ed efficaci da adottare immediatamente: «I brevetti sulle coltivazioni convenzionali devono essere proibiti e non deve essere prevista alcuna deroga. Se i brevetti sono rilasciati sulla base di interventi di ingegneria genetica, la loro portata va limitata a specifici processi tecnologici».

L’appello è stato sottoscritto dalle seguenti organizzazioni:

Arbeitsgemeinschaft bäuerliche Landwirtschaft (AbL), Arche Noah, Bäuerliche Erzeugergemeinschaft Schwäbisch Hall, Bundesverband Deutscher Milchviehhalter (BDM), BUND Naturschutz in Bayern, Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft (BÖLW), Corporate Europe Observatory (CEO), Danish Seed Savers (Frøsamlerne),  Die Freien Bäcker, FIAN, GAIA-Environmental Action and Intervention Group, Gäa, Vereinigung ökologischer Landbau, Gen-ethisches Netzwerk (GeN),  Gesellschaft für ökologische Forschung (GOEF), Getreidezüchtung Peter Kunz (GZPK), IG Nachbau, IG Saatgut, Katholische Landvolkbewegung Deutschland (KLB), Kein Patent auf Leben!, No Patents on Seeds!, Kultursaat, KLB Freiburg, Praktisk Økologi, ProSpecieRara, Public Eye, Sativa Rheinau AG, Swissaid, Slow Food, Slow Food Deutschland, Slow Food Sjælland (Denmark), Save our Seeds (SOS), Plataforma Transgénicos Fora, Umweltinstitut München, Verband Katholisches Landvolk, Verein zur Erhaltung der Nutzpflanzenvielfalt (VEN), WeMove, Zivilcourage Miesbach, Zukunftsstiftung Landwirtschaft (ZSL).

 

L’AUTORE

Paolo Ermani – Scrittore, formatore, consulente energetico, ideatore di progetti innovativi in ambito lavorativo e ambientale. Da metà degli anni ottanta si occupa di ambiente, energie rinnovabili, risparmio energetico e idrico, uso razionale dell’energia, tecnologie appropriate a cui poi ha aggiunto tematiche relative agli stili di vita, all’economia, il lavoro, l’alimentazione, l’agricoltura, la facilitazione. Ha lavorato e si è formato nei più importanti centri europei per le tecnologie alternative. Fra le centinaia di iniziative che ha realizzato è tra i fondatori dell’associazione Paea, del giornale web Il Cambiamento e del progetto sul lavoro Ufficio di Scollocamento. E’ autore dei libri: Pensare come le montagne (scritto con Valerio Pignatta), Ufficio di Scollocamento (scritto con Simone Perotti), Solo la crisi ci può salvare (scritto con Andrea Strozzi).

http://www.ilcambiamento.it/autori/paolo_ermani