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“Dalla notte di Natale 56.000 persone che risiedono in 18 Comuni dell’alto bellunese sono senza luce e privi di contatti con l’esterno. Distributori di benzina, banche, negozi, ristoranti sono tutti chiusi. Ci sono problemi in alcune case di riposo per anziani. I cittadini hanno fatto incetta di candele e generi alimentari. Praticamente impossibile telefonare o connettersi in rete. Oltre ai disagi ed i rischi per i più deboli e gli anziani che non hanno abitazioni con stufe a legna, quanto sta accadendo rischia di rappresentare un colpo mortale per l’economia turistica del Cadore e dintorni, già colpite dalla crisi economica.
I mass media nazionali mettono la lente d’ingrandimento solo sui “vip” di Cortina d’Ampezzo. Stiamo parlando di cinquantaseimila cittadini, di piccoli artigiani, piccoli albergatori, commercianti, camerieri, famiglie, bambini, anziani.
E’ necessario affrontare una volta per tutte il nocciolo del problema per evitare in futuro situazioni vergognose per un paese che si vuole definire civile. Da anni gli abitanti di queste e altre zone d’ Italia, hanno ingaggiato con Terna battaglie per chiedere l’interramento delle linee dell’alta tensione. Risposta? Costa troppo.
I cittadini e le comunità non possono dipendere da poche grandi dorsali elettriche. Cittadini, gruppi di cittadini, Comuni e gruppi di Comuni devono esser messi in grado di autoprodursi l’energia e scambiarsela in piccole Reti interconnesse tra loro.
E’ arrivata l’ora di accendere il buio con il buonsenso.” Federico D’Incà, capogruppo M5S Camera