Condividi
Ad personam – Marco Travaglio
(33:27)

Testo:

Buongiorno a tutti, oggi vi racconto qualcosa che ho scoperto e che ho scritto nel libro nuovo, quello che esce tra domani e dopodomani nelle librerie: vi faccio vedere in anteprima la copertina, anche se è un po’ schiacciata. Si intitola “Ad Personam 1994/2010: così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia”. Ho scritto il libro quando ho cominciato a leggere – ve l’avevo già preannunciato in un Passaparola all’inizio dell’anno che- le leggi ad personam che sta preparando Berlusconi, le quattro, anzi cinque (intercettazioni, processo breve o morto, Lodo Alfano bis costituzionale, immunità parlamentare e legittimo impedimento) sarebbero intorno alla ventesima, alla diciannovesima di questi quindici anni.

Tre leggi ad personam all’anno (espandi | comprimi)
In realtà negli elenchi non si tiene mai conto di tutte: ci siamo dimenticati la prima, il Decreto Biondi, ci siamo dimenticati tutti quelli che gli ha fatto il centrosinistra e allora sono andato a spulciare e ho visto che, in realtà, le leggi ad personam nel senso di personam uguale Silvio Berlusconi sono state, in questi quindici anni, 36 solo quelle già approvate definitivamente e quindi le cinque che vi ho appena detto sono fuori, nel senso che quando saranno legge anche queste cinque si arriverà alla ragguardevole quota di 41.

Ci sono ladri e ladri… (espandi | comprimi)
Ora vi ho detto che vi anticipo un capitolo e è il capitolo che riguarda i finanziamenti ai partiti: perché vi anticipo questo? Perché è molto di attualità. Sentite dire “ non c’è una nuova tangentopoli, perché adesso si ruba per sé e non più per il partito”.

Premessa, rubare per il partito dal punto di vista della democrazia è più grave che rubare per sé, perché se uno prende una tangente e poi la spende per comprarsi una macchina di lusso, oppure per farsi una vacanza ai tropici, oppure per qualche escort, tutto rimane nel perimetro del suo privato; se invece uno, dopo aver preso la tangente in cambio di un affare illecito, quella tangente la utilizza per fare carriera in un partito comprando tessere fasulle, oppure portando soldi in nero a quel partito per costituirsi un merito in cambio di una candidatura, altera anche le regole democratiche all’interno di quel partito, avvantaggiandosi su coloro che non rubano e conseguentemente peggiora la qualità della democrazia interna e esterna, oltre a avere preso dei soldi in cambio di un atto illecito o scorretto. 
Rubare per il partito è quindi molto più grave che rubare per sé, dal punto di vista dell’interesse generale ma, in ogni caso, è vero che oggi sono più numerosi i casi di tangenti per arricchimento del singolo, rispetto al 92 /93, dove vennero fuori molti casi di persone che magari facevano la cresta sulla tangente e quindi una parte se la mettevano in tasca, ma comunque facevano parte di un sistema criminale di massa finalizzato a portare una specie di oleodotto ininterrotto di soldi che, dalle imprese, in cambio di appalti truccati e abolizione della libera concorrenza, confluiva nelle casse dei partiti, perché i partiti per ipocrisia, cioè per non sfidare l’ira dei cittadini, si autoassegnavano  dei finanziamenti pubblici che non bastavano per mantenere gli apparati elefantiaci che avevano messo in piedi e quindi, anziché alzare la quota del finanziamento pubblico per paura che la gente li linciasse, lo tenevano basso sulla carta e poi rubavano, integrando con le tangenti. 
Adesso effettivamente questa necessità i partiti non ce l’hanno: perché? Perché oggi spudoratamente destra e sinistra, dato che non c’è più opposizione né quando governa il centrosinistra, né quando governa il centrodestra su queste questioni di casta, i partiti si autoassegnano una barcata talmente enorme di denaro pubblico che poi non sanno che cosa farsene, quindi navigano nell’oro, incassano – ma lo vedremo – circa il quadruplo di quello che spendono. La storia della legge sul finanziamento pubblico dei partiti nasce nel 74, anzi nel 73, quando a Genova i Pretori scoprono che il Parlamento è sul libro paga dei petrolieri e conseguentemente il Parlamento vota leggi fiscali di favore per l’Unione Petrolifera la quale, a seconda di quanti soldi risparmia da queste leggi fiscali di favore, devolve una percentuale di quel risparmio ai partiti, praticamente si compra il Parlamento ogni anno per avere sgravi fiscali. 
Così  i cittadini pagano più tasse per coprire quelle che non pagano più i petrolieri, i partiti incassano la loro tangente e sono tutti contenti tranne Pantalone, che alla fine paga. Questo scandalo fa molto scalpore – all’epoca gli scandali facevano molto scalpore – e i politici, per cercare di recuperare un minimo di credibilità, che cosa fanno? Una legge severa sul finanziamento dei partiti: stabiliscono che i partiti possono prendere denaro pubblico – prima prendevano soltanto denaro da privati – possono prendere una quota di finanziamento pubblico e poi possono pure continuare a prendere soldi da privati, purché naturalmente l’azienda che dà il finanziamento al partito o al politico metta a bilancio quel finanziamento, altrimenti è ovvio che, se un imprenditore deruba le casse della sua azienda e porta via dei soldi per darli a chi vuole lui, commette reato di appropriazione indebita, falso in bilancio e evasione fiscale, perché poi su quel nero non paga le tasse. Per cui le imprese che finanziano politici o partiti dovevano e devono- perché questa legge è ancora in vigore, sia pure un po’ ritoccata nell’81 e in altre epoche – mettere a bilancio questi finanziamenti e i partiti, a loro volta, debbono presentare ogni anno una dichiarazione con l’elenco di tutti i contributi privati che ricevono dalle imprese. Possono riceverli da qualunque impresa, salvo che sia un’impresa pubblica: un’impresa pubblica finanziata con denaro pubblico non può finanziare i partiti e invece i partiti, dopo aver approvato questa legge, continuarono a prendere i soldi dalle imprese private in nero, perché non erano finanziamenti a un partito, ma tangenti che gli imprenditori pagavano prima in vista di favori che avrebbero avuto dopo, oppure che pagavano dopo in cambio di favori che avevano avuto prima. Erano tangenti mascherate da finanziamenti illegali. Questa legge è stata violata per quasi venti anni finché, nel 92, è esploso lo scandalo di tangentopoli: erano i partiti che avevano fatto una legge e poi avevano cominciato subito dopo a violarla. L’avevano fatta per farsi belli davanti ai cittadini, questa legge: lo scandalo fu enorme, i partiti ancora una volta di fronte all’ira popolare, si tagliarono in qualche modo gli attributi, rinunciarono all’autorizzazione a procedere per le indagini, rinunciarono all’amnistia o agli indulti a maggioranza semplice, all’epoca bastava avere il 51% per fare amnistia o l’indulto, nel 93 la maggioranza fu portata ai due terzi e, da allora, fino all’arrivo di Mastella non fu varato più alcun provvedimento di clemenza. Di solito ogni tre o quattro anni facevano un indulto o un’amnistia, salvavano tutti e ricominciavano. 

Il furto pubblico dei partiti (espandi | comprimi)
Infine fu abolito, grazie al referendum popolare del 1993, del 18 aprile del 93, il referendum dei radicali, il finanziamento pubblico dei partiti: il 90, 3% degli italiani disse “ noi non vogliamo più che i partiti prendano una lira di denaro pubblico”. Sarà giusto o sarà sbagliato?

Triplo rimborso carpiato con scasso (espandi | comprimi)
Ultima fase: nel 2001 abbiamo detto 92 milioni di Euro per i partiti, che hanno speso per le elezioni del 96  un quarto di questi 92 milioni, cioè alle ultime elezioni, quelle del 96, ne avevano speso un quarto. Ebbene, alle successive elezioni si attribuiscono il quadruplo e i soldi non bastano mai, perché nel 2002, una volta rieletto Berlusconi come Presidente del Consiglio, siamo nella legislatura che Berlusconi ha fatto tutta intera, dal 2001 al 2006, mentre i partiti si scontrano in Parlamento e in piazza sulle leggi ad personam etc. etc., di nascosto passa un’altra leggina bipartisan, con firme di centrodestra e di centrosinistra, dove viene approvato, come vi dicevo prima, il cambio da 800 lire a 1 Euro per ogni elettore e poi si passa ai 2 Euro per ogni elettore.

Passate parola e buona settimana.