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di Beppe Grillo e il suo Neurologo – Chi si sta isolando progressivamente nella sua stanza mentale, travolto dall’iperafflusso di informazioni contrastanti. Il mondo è un film di fantascienza ambientato in una favelas, ed è così che possiamo spiegarci l’indifferenza preoccupata verso il futuro che attraversa tutto il globo. Non si va oltre lo smartphone con leggerezza. Per moltissimi dei rappresentanti del popolo, dei governanti e dittatori l’uomo è un robot biologico che porta in giro un telefono pensante… con il libero arbitrio.
Chi governa il mondo vede il futuro come una rete di marketing anzichè una partita per il goal definitivo; quello che potrebbe segnare la vittoria dell’umanità contro l’oblio.

Si stanno verificando teorie e visioni in tecnologie che potrebbero cambiare tutto. Potrebbero affrancarci dai pesi di una vita che – speriamo – un giorno verrà ricordata come un’altra fase grigia della storia, come certi periodi del Medioevo: sotto la pressa di un pensiero unico oggi ben visibile persino agli storici.

Però, quando le cose cambiano alla velocità con cui accade oggi sembriamo tutti storici, o dovremmo esserlo, anziché carne da macello per cupe macchine statistiche. Algoritmi che creano desideri ma non li soddisfano, algoritmi biscazzieri.

Eppure si stanno rendendo disponibili tecnologie in grado di semplificarla la vita, verso le quali c’è indifferenza da parte dei dotti, da parte di moltissimi. E’ questa la nuova ansia che pervade il mondo occidentale, con le sue espressioni paradossali: Unione che non fa più la Forza, come funziona adesso quella europea. La Cina, su cui ancora sventola la bandiera rossa, che mette a disposizione manodopera a basso costo per il mondo intero.

Sono tutte cose strane, paradossali, che travolgono la gente diffondendo diffidenza.

Perché la forma sopravvive alla sostanza come non è mai successo prima. Restano le le stesse parole e bandiere su un mondo che cambia, ma che viene raccontato come una favola spaventosa.

Chi si adatta sta bene psicologicamente, però adattarsi ad una realtà distopica addirittura acclamandola potrebbe essere davvero troppo.

Così rischiamo di guardare con la realtà aumentata le cose finte e con una benda sugli occhi quelle vere.

Ma è sufficiente ricordarsi di uscire dalla rete del gran mercato e ricominciare a curiosare in giro, non lasciamoci dare dei matti dalle banche, non lasciamoci rimproverare le scelte elettorali dai loro miserrimi rappresentanti. Se è vero che il pesce puzza dalla capa è altrettanto vero che la follia colpisce il cervello (o almeno chi crede di averne tanto).

Sono settimane di crisi psichiatriche a livello mondiale, personaggi di rilievo europeo se la prendono con la gente, i popoli. Sono solo dei popolofobici, perché la gente riesce ancora ad essere imprevedibile. E loro urlano “populisti, POPULISTIIIII”.