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“A che i partiti non sappiano neppure scriversi le leggi ed i programmi ci avevamo ormai fatto il callo. Sono altri a metterci le mani, quasi sempre lobbies e potentati che redigono i provvedimenti a proprio uso e consumo mentre i politici attendono al loro ruolo di passacarte. Usanza che troviamo già ai tempi della Legge Gasparri, che si vociferava scritta da Confalonieri in persona per favorire Mediaset al meglio, e poi in seguito sul quinto Conto Energia, quando grazie ad uno smanettone in Rete si scoprì che la firma nel pdf originale era quella dell’ENEL.
Più di recente, l’ormai mitico Jobs Act di cui Renzi tanto si fregia pare sia stato copiato pari pari da un documento di Confindustria (che immaginiamo quanto abbia a cuore i lavoratori).
Ma chi ha davvero superato tutti in queste attività di outsourcing della politica è l’inarrivabile Alfano. Si è fatto scrivere addirittura l’intero programma del suo partito – NCD – da una persona esterna, e invece di rivolgersi a lobby e potentati (troppo onesti forse per i suoi gusti) ha affidato il gravoso compito a Ercole Incalza. Sì, proprio quel dirigente del Ministero delle Infrastrutture appena arrestato per lo scandalo delle tangenti sulle Grandi Opere di mezza Italia. Il programma di un partito scritto da un faccendiere, a tanto siamo arrivati. D’altronde, se ci pensate bene, non poteva essere altrimenti. Ettore Incalza è amico del Ministro Lupi: nessuno quindi più adatto di lui per un programma di partito in subappalto.” D.B.