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Con diecimila comitati spontanei di ragazzi come quello che si oppone alla speculazione edilizia a Feltre, l’Italia cambierebbe in pochi giorni.
“Si chiama Altanon il nuovo “mostro” da 57mila metri cubi cemento che il consiglio comunale di Feltre (Belluno) ha approvato lo scorso 8 febbraio. Il progetto di lottizzazione, avviato nei primi anni ‘90 e realizzato solo parzialmente, prevede la costruzione di tredici edifici alti fra i 15 e i 18 metri nell’ultima grande area libera strategica a ridosso del centro città di Feltre. Fra la stazione ferroviaria e il centro città sorgerà un’immensa colata di cemento che andrà a cancellare completamente il cono visuale sulla cittadella storica. A rimpiazzarlo sarà lo skyline di una settantina di nuovi appartamenti (a fronte di oltre mille case vuote o sfitte nel territorio comunale) e migliaia di metri quadri di spazi commerciali, che metteranno in ginocchio attività del centro e negozi delle frazioni. Ma sul progetto, ripreso e portato avanti a spada tratta dall’amministrazione leghista guidata dal sindaco-senatore Gianvittore Vaccari, pendono ben tre ricorsi al T.A.R. del Veneto, da parte dell’associazione commercianti, del Comitato No Altanon (sezioni di Feltre di Wwf e Italia Nostra, Comitato Pra’ Gras e gruppo Facebook “No agli scempi architettonici a Feltre”) e di una decina di cittadini. Quella del ricorso è l’ultima strada che possono percorrere cittadini e comitati oppositori, che da un anno e mezzo conducono una battaglia contro la speculazione edilizia. La mobilitazione, nata spontaneamente sul web in un gruppo di Facebook grazie a un gruppo di ragazzi, ha portato trecento persone al consiglio comunale di approvazione del progetto, per la prima volta così affollato di gente e ripreso dalle videocamere dei cittadini. Il Movimento Cinque Stelle di Belluno-Feltre ha intervistato Riccardo Sartor, membro del Comitato No Altanon.”
È possibile contribuire al ricorso al TAR del Comitato No Altanon (costo complessivo di € 5.000) con una donazione sulla carta Postepay numero 4023 6005 7478 3330, intestata a Lucio D’Alberto, membro del Comitato.