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di Paolo Ermani – Nella città di Hannover una delle più importanti della Germania, capoluogo della regione della Bassa Sassonia, dal 2005 fu assessore all’ambiente e all’economia accorpati, Hans Mönninghoff che fu uno dei fondatori dell’Energie und Umweltzentrum (Centro per l’energia e l’ambiente) che dal 1981 lavora professionalmente sui temi delle energie rinnovabili e del contenimento energetico ed è un punto di riferimento nazionale e internazionale. Grazie anche al lavoro di Hans Mönninghoff la città e provincia di Hannover hanno fatto grandi passi in avanti sulle tematiche dell’efficienza energetica applicate a tutti i settori, in primis quello edile.

Sono migliaia i lavoratori nei settori ambientali solo nella provincia di Hannover e nonostante abbiano puntato sull’ambiente, la città non è crollata per debiti, anzi ha avuto grandi risparmi e vantaggi da ogni punto di vista. Hanno agito in questo modo perché sanno perfettamente che l’ambiente e l’economia devono necessariamente sposarsi e non sono affatto in contraddizione, sfatando il mito per il quale l’ambiente è solo un costo che non dà nessun ritorno. Infatti già nel 2016 nella sola regione della Bassa Sassonia il giro di affari del settore delle energie rinnovabili era arrivato a 7,7 miliardi di euro e 56.460 occupati e senza nemmeno conteggiare tutti gli altri settori legati all’ambiente.

Nonostante questi eccezionali risultati economici e occupazionali ottenuti dalle energie rinnovabili, non risulta che la Germania e la Bassa Sassonia in particolare, che è situata nel centro nord, siano conosciuti come “Paese del sole”, figuriamoci quindi cosa potremmo fare noi. E non è un caso che i Verdi in Germania siano ormai diventati il secondo partito scalzando la storica e potentissima SPD, partito della socialdemocrazia e che addirittura minaccino l’egemonia della CDU/CSU.

In Italia il ministero per l’economia e l’ambiente quando saranno accorpati assieme?

Sarebbe la strada migliore da percorrere anche in un’ottica di necessaria transizione energetica verso la riduzione drastica degli sprechi per poter puntare decisamente all’utilizzo diffuso delle fonti rinnovabili. Sarebbe un segnale inequivocabile di cambiamento che darebbe occupazione e prosperità al paese oltre che un contributo notevole nel contrastare i cambiamenti climatici.

In attesa dell’auspicabile accorpamento, speriamo che il ministero dell’ambiente non venga visto come un optional, un vasetto da fiori da mettere sul balcone, considerato come quando da piccoli si giocava alle figurine dei calciatori: per un ministro dello sviluppo economico, ti posso dare dieci ministri dell’ambiente. Infatti lo stesso giornale Corriere della sera nel toto ministri parlava di ministri di prima fascia, dove ovviamente non c’era il ministro dell’ambiente. Ma ragionare in questi termini è ben poco sensato e lungimirante perché l’ambiente è la casa dove viviamo e senza quello non c’è economia, non c’è istruzione, non c’è lavoro, non c’è salute, non c’è agricoltura, non c’è nulla.

 

L’AUTORE

Paolo Ermani – Scrittore, formatore, consulente energetico, ideatore di progetti innovativi in ambito lavorativo e ambientale. Da metà degli anni ottanta si occupa di ambiente, energie rinnovabili, risparmio energetico e idrico, uso razionale dell’energia, tecnologie appropriate a cui poi ha aggiunto tematiche relative agli stili di vita, all’economia, il lavoro, l’alimentazione, l’agricoltura, la facilitazione. Ha lavorato e si è formato nei più importanti centri europei per le tecnologie alternative. Fra le centinaia di iniziative che ha realizzato è tra i fondatori dell’associazione Paea, del giornale web Il Cambiamento e del progetto sul lavoro Ufficio di Scollocamento. E’ autore dei libri: Pensare come le montagne (scritto con Valerio Pignatta), Ufficio di Scollocamento (scritto con Simone Perotti), Solo la crisi ci può salvare (scritto con Andrea Strozzi).

http://www.ilcambiamento.it/autori/paolo_ermani