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Solo i nostri ragazzi possono salvare il Paese, è l’ultima possibilità che ci resta. Senza il loro impegno non ci sarà nessun futuro. Sonia Alfano chiede aiuto per i giovani calabresi di “Ammazzateci tutti” che lottano da soli contro “mostri pieni di soldi e di potere”. Contro mafie e politici corrotti, contro l’assenza di giustizia e di informazione libera. Rischiano la pelle anche per noi. Chiedono aiuto.

Caro Beppe,
vorrei ragionassimo assieme sul senso di tutte le battaglie che stiamo portando avanti, con i Meetup, con le associazioni, le liste civiche, i movimenti. E prima di chiederci cosa vogliamo fare “da grandi” provassimo a chiederci anche come, per chi e con chi intendiamo intraprendere le nostre battaglie di civiltà. Me lo chiedo, più volte, pensando a quello che sta succedendo ad Ammazzateci Tutti, il movimento antimafia al quale io ed altri familiari di vittime della mafia abbiamo portato le nostre esperienze e speranze e che oggi, purtroppo, non ce la fa più a sopravvivere solo sulle proprie forze.
Se leggi la lettera di Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti avvertirai un pugno nello stomaco non indifferente, ogni singola parola trasuda di dignità e di amarezza al tempo stesso.
Tutta l’Italia ha ammirato questi ragazzi all’indomani dell’omicidio Fortugno in Calabria, innalzandoli – meritatamente – a simbolo di un Paese umiliato che ha però tanta voglia di rinascere.
Li hanno coccolati tutti i politici, accompagnati prima in tutte le manifestazioni e poi, appena i ragazzi hanno denunciato pubblicamente queste strumentalizzazioni, hanno provato a portarli in tribunale a suon di querele. Senza tener in considerazione i numerosi “avvertimenti” in stile para-mafioso fatti arrivare alle orecchie dei ragazzi.
E’ iniziata da allora, soprattutto in Calabria, una lotta impari, come Aldo e Rosanna stessi l’hanno definita: “contro mostri pieni di soldi e di potere, rimanendo sempre più ai margini dello studio, delle professioni, delle assunzioni, dei diritti di cittadini, mentre chi ha certamente meno titoli ma più amici nelle stanze del potere riesce a laurearsi, ottiene consulenze, incarichi, sponsorizzazioni. E il loro “esercito” diventa ogni giorno più potente ed incontrastabile, mentre il nostro fa i salti mortali per sopravvivere e sostenere l’azione di magistrati ed uomini delle forze dell’ordine coraggiosi che si trovano nella situazione di pagare loro la benzina delle auto di servizio o i toner nelle fotocopiatrici di caserme, commissariati e Procure”.
Grazie ad Internet sono riusciti a sopravvivere, mettendo on-line il sito www.ammazzatecitutti.org, che con gli anni è diventato il primo social network antimafia d’Italia, ed al tempo stesso dalla Rete è nata la solidarietà nei territori, portando il Movimento ad avviare gruppi di Ammazzateci Tutti in tutta Italia.
Sono stati i primi, isolati da tutto e tutti, a denunciare in Rete le connivenze tra ‘ndrangheta e politica in Calabria, indicando coraggiosamente con nomi e cognomi personaggi poi arrestati e in attesa di giudizio. Così come solo grazie a loro potrebbero riaprirsi le indagini sull’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, padre di Rosanna, ucciso dalla ‘ndrangheta per conto di Cosa Nostra appena prese in mano le carte del Maxi-processo in Cassazione.
Per questo ho deciso nel 2007 non solo di unirmi a loro, ma anche di coordinare il Movimento in Sicilia e partecipare attivamente al suo radicamento nelle altre regioni impegnandomi nel coordinamento nazionale.
Siamo stati i primi a sostenere il Pm Luigi De Magistris, portando in piazza a Catanzaro migliaia di giovani ed associazioni, promuovendo banchetti per la raccolta di firme a suo sostegno. Lo abbiamo fatto sentire meno isolato, facendo vedere soprattutto a chi voleva eliminarlo che aveva dalla sua parte decine di migliaia di cittadini onesti.
Adesso a rischio siamo noi, perché abbiamo bisogno di almeno 30 mila euro per pagare i nostri creditori e mettere finalmente in sicurezza il sito, più volte preso di mira con attacchi informatici di ogni genere.
Aldo e Rosanna nella loro lettera chiedono provocatoriamente a tutta la gente che ci vuole bene di diventare nostri “azionisti”, promettendo loro di non far fare ad Ammazzateci Tutti la fine di Alitalia e Parmalat.
Abbiamo due settimane di tempo. A me basta aver conosciuto questi splendidi ragazzi per metterci nuovamente la faccia; chiedo ora a te ed agli amici del blog di non lasciarci soli.” Sonia Alfano, Coordinamento nazionale Movimento antimafie “Ammazzateci Tutti”, Presidente Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia

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del 21 settembre 2008