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“Andrea Soldi era un paziente psichiatrico di Torino. Nel suo quartiere era noto in quanto era un omone di 45 anni e 120 chili di peso, malato da anni di schizofrenia, che stazionava sulle panchine di una piazza torinese, senza dare fastidio a nessuno, tant’è che era chiamato il “gigante buono“. Ad inizio agosto viene richiesto dai familiari un TSO (trattamento sanitario obbligatorio), in quanto Andrea non prendeva più le medicine prescritte e non era più seguito dal servizio psichiatrico dell’ASL TO2. Il 5 agosto si presenta sul posto una pattuglia di vigili urbani, specializzata in TSO, e lo psichiatra Carlo Della Porta. Da protocollo comunale del 2008, il TSO dovrebbe essere sempre fatto in maniera dolce, convincendo il paziente, salvo reazioni violente dello stesso. Le misure coercitive dovrebbero essere messe in atto solo per permettere allo psichiatria di intervenire con dei sedativi. Invece le testimonianze di chi ha assistito a questo TSO raccontano di un intervento invasivo, a fronte di un paziente non violento: una forte stretta intorno al collo, poi sollevamento e ammanettamento e caricamento sulla barella a pancia in giù, mentre Andrea in difficoltà respiratoria, diventa prima “grigio” con la lingua penzoloni, poi ha delle scosse alle gambe, si urina addosso e smette di muoversi (qui le fonti).
Pare che Andrea Soldi sia morto in ambulanza nel tragitto verso l’ospedale più vicino (10 minuti), e nessuno gli abbia prestato soccorso. Lo psichiatra responsabile del procedimento (che si dichiara “addolorato”) è rimasto nella sua autovettura. Il personale del 118 preoccupato della situazione prova ad intervenire, ma gli viene impedito e se ne lamenta con la centrale operativa.
Nei giorni successivi parte l’indagine del pm Guariniello che iscrive nel registro degli indagati per omicidio colposo lo psichiatra Della Porta e i tre vigili urbani. Viene richiesta un’autopsia che conferma la morte per strangolamento e asfissia, anche se ovviamente la difesa si oppone, citando una fantomatica “scarica di adrenalina in un paziente ipersensibile”. Chiediamo ovviamente che venga fatta giustizia di questo omicidio: non si può morire così, in Italia, nel 2015, impunemente. Analizzando il dato politico, stupisce la reazione dell’Assessore alla Sanità, Saitta, che sembra cadere dal pero sul funzionamento del TSO in Regione Piemonte. Come al solito, in Italia, ci si muove solo dopo la tragedia. E’ partita un’ispezione ministeriale che parla di gravi carenze regionali, di scarsa formazione del personale. Come non pensare subito ai pesanti tagli che sono stati portati dal Pd alla sanità in generale e in particolare alla psichiatria “residenziale” mentre l’assistenza territoriale versa in queste condizioni? Il duo Saitta e Chiamparino invece di assentire a tutti i tagli che vengono dal premier mai eletto, l’ultimo da 2,3 miliardi di euro sulla Sanità, dovrebbe far sentire la propria voce e chiedere più risorse per assumere e formare maggiormente il personale che gestisce il più importante servizio pubblico in assoluto, quello della sanità. A cui tutti, prima o poi, politici o “sudditi” capita di rivolgersi. Anche quelli che pensano sotto sotto di rivolgersi al privato…”.
M5s Piemonte