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Il giuramento
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Qual è il prezzo di un’animamorta? E quante, nel nostro Paese, sono in vendita, già vendute, a prezzi di saldo, in offerta speciale, compri tre paghi due, sconti quantità, a condizioni di realizzo? Chi le ha comprate e chi le ha cedute? “Nell’androne d’una locanda della città di N., capoluogo di governatorato, entrò una graziosa, piccola vettura a molle, di quelle in cui viaggiano gli scapoli: tenenti colonnelli a riposo, capitani in seconda, proprietari di campagna che possiedono un centinaio d’anime di contadini: in una parola, tutti quelli che si dicono signori di mezza taglia. Nella carrozza sedeva un signore, che non era proprio un bell’uomo…“. Così inizia: “Le anime morte” di Gogol. Un avventuriero russo acquista servi della gleba defunti, “anime morte“, su cui i proprietari devono pagare una tassa fino al prossimo censimento che ne attesta il decesso. Un affare conveniente per i proprietari e anche per Čičikov, il nome del truffatore. Čičikov vuole creare un elenco di anime morte per ottenere una somma rilevante dalle autorità che finanziano chi sposta la sua forza lavoro nelle aree del sud spopolato della Russia. Ottenuti i soldi, si dileguerà. Epidemie e carestie che portano nella tomba un grande numero di contadini sono per lui liete notizie. Più anime morte da comprare e da rivendere. Business.
Le animemorte italiane muoiono in anticipo pur di farsi comprare. Lo sentite il silenzio della Confindustria? Dei sindacati? Dei professori e dei rettori universitari? Degli artisti? Dei campioni sportivi? Degli esponenti della classe borghese come Mario Monti? Dei capi delle grandi aziende come Bernabé e Montezemolo? Delle istituzioni? Dove sono tutti? Morti, ma non ancora censiti.
Tutto è in vendita e quasi tutto è stato comprato. La responsabilità di questi struzzi della democrazia è enorme. Godono dei benefici del loro ruolo senza rispettarne i doveri. Le animemorte non hanno pentimenti. Hanno ceduto la loro coscienza in cambio di promozioni sociali, visibilità, sicurezza, potere. Imprenditore è diventato sinonimo di ladro come Tanzi, come Scaglia. Direttore di giornale, una parola oscena che equivale a verme. Chi non è ancora morto dentro non è in vendita, chi non è corrotto non può fare parte del Sistema che è diventato un immenso club con posti in prima, seconda e terza classe. L’importante è esserci, per avidità o per paura, e salire a bordo. Costi quel che costi, anche la propria dignità. Chi è fuori dal Sistema può vedere questo esercito di anime morte come l’Eden, e molti lo pensano, o come un sudario insopportabile. Più il Paese va allo sfascio, più sono le anime morte sul mercato e più il loro prezzo diminuisce. E’ la legge della domanda e dell’offerta. Più sono i servi, meno costano.