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“È stata la nostra battaglia dal primo giorno. Sugli appalti la Rai deve fare trasparenza ed è intollerabile che la maggioranza e il governo con la riforma Rai forniscano all’azienda strumenti per favorire ancora di più opacità e episodi di corruzione.
Le indagini delle Fiamme Gialle sulle società dei fratelli Biancifiori e sul giro di mazzette pagate ai dirigenti Rai (e non solo) per ottenere il monopolio delle forniture tecniche ci sta dando ragione su tutta linea.
I due imprenditori elargivano regali, pagavano bustarelle o vacanze in resort di lusso, assicuravano assunzioni di amici ai funzionari della televisione pubblica per aggiudicarsi gli appalti. Si parla di fatture false per 38 milioni di euro solo negli ultimi tre anni per truccare a proprio vantaggio il sistema.
L’aspetto gravissimo è che la Rai ha tenuto nascosti alla procura tutti i dossier sugli audit interni, ovvero sulle verifiche fatte internamente all’azienda che già mettevano nero su bianco una serie di anomalie nell’assegnazione delle commesse. I dirigenti non hanno segnalato nulla coprendo così un sistema corrotto che riguarda trasmissioni di punta come UnoMattina, Linea Verde, Virus, il Festival di Sanremo e anche le amministrazioni di alcune sedi regionali. Agli inquirenti, che ne avevano fatto richiesta quando avevano saputo dell’esistenza di quei documenti, non è mai stato consegnato nulla. Gli investigatori hanno dovuto bussare alla porta di Viale Mazzini muniti di un decreto del pm per raccogliere la documentazione.
L’esecutivo e il Pd hanno agito in modo irresponsabile prevedendo nel ddl Rai tutta una serie di deroghe speciali al Codice degli appalti che possono solamente peggiorare una situazione già compromessa, come testimoniano le cronache di questi giorni.
Queste norme devono essere interamente stralciate dalla legge. La risposta della politica deve consistere nel garantire legalità e trasparenza con regole chiare e precise, esattamente l’opposto di quello che hanno fatto governo e maggioranza con il ddl di riforma Rai.” Roberto Fico, portavoce M5S Camera