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Quest’anno mi toccherà fare gli straordinari e tenere un po’ di spettacoli in giro per il mondo per tirare su il morale degli italiani all’estero.
La stampa mondiale (comunista) (istigata dai magistrati) continua a fornire dell’Italia un’immagine cialtrona e miserabile.
Abbiamo poco da fare i nazionalisti. Hanno ragione loro, dicono cose che sapremmo anche noi se in Italia non ci fosse una cupola mediatica. Quando ce ne liberiamo? Ho un peso addosso, sento in giro un’atmosfera plumbea, malata, di prigionia del pensiero, opprimente.
Basta!

Una sensazione che tracima oltre le Alpi e il Mediterraneo. Non ne possono più neppure gli altri Stati.
I giornali stranieri dalla Cina al Portogallo ci deridono.

L’Economist(stalinistalenilistamaoista e, perchè no?, anche marxistagramscistatogliattistacuocibambini) di oggi titola:
“BASTA, per l’Italia è tempo di licenziare Berlusconi”(Basta. Time to sack Berlusconi).

Riporto qualche passaggio:
“Berlusconi ha speso molto del suo tempo non solo a cambiare le leggi a proprio beneficio e dei suoi amici, ma anche ad infangare la reputazione dei pubblici ministeri e dei giudici italiani, minando la credibilità dell’intero sistema giudiziario nazionale. Non sorprende che evasione fiscale, costruzioni abusive e corruzione sembrano essere tutte cresciute negli ultimi cinque anni…
Direttamente o indirettamente, Mr Berlusconi oggi esercita la sua influenza sul 90% delle televisioni, una situazione che nessuna democrazia seria dovrebbe tollerare…
Il governo Berlusconi ha inoltre gestito in modo inadeguato il miglioramento delle finanze pubbliche operato dai suoi predecessori: il deficit di bilancio e il debito pubblico, il terzo nel mondo, stanno aumentando ancora una volta…
Berlusconi ha fatto troppo poco per la liberalizzazione del mercato, poche privatizzazioni e mancanza della promozione della competizione in una delle economie europee con il maggior numero di regole…
Tristemente, molti italiani non capiscono ancora quanto malata sia diventata la loro economia…”

Ragazzi, qua o si fa l’Italia o si muore. Ma chi l’aveva detto, belin?