Condividi
Beppe Grillo a Susa!
(03:13)

>>>Oggi, 16 febbraio, sarò a Cuneo, ore 11, Piazza Virgino, a Torino, ore 16, piazza Castello e a Alessandria, ore 21, piazza Perosi. Domani, 17 febbraio, sarò a Savona, ore 17, Piazza Sisto IV e a Genova, ore 21, piazza De Ferrari. Seguite le dirette su La Cosa! >>>

“In campagna elettorale il cantiere del tunnel geognostico della Maddalena di Chiomonte, Valsusa, propedeutico alla realizzazione del TAV Torino-Lyon è stato interdetto ai candidati dei partiti, in realtà ci sono già state delle visite e forse altre ne seguiranno. Troppi “politici” sono saliti a Chiomonte per una foto di rito nel desolante cantiere, tra un operaio sfruttato, un po’ di terra cementificata e un’escavatrice.
LTF, promotrice dell’opera, teme soprattutto che si diffonda la verità: che il cantiere è abusivo non essendo mai stato terminato il progetto esecutivo, che i ritardi nello scavo della galleria peggiorano di giorno in giorno, che la militarizzazione del territorio diviene sempre più insostenibile per la popolazione. Il cantiere sulla scia di quanto fece Prodi nel 2008 con le discariche della Campania, dal primo gennaio 2012 è un sito strategico di interesse nazionale e militarizzato, ma fin dal 27 giugno 2011 è di fatto un fortino blindato, chiuso da filo spinato modello israeliano e difeso da un apparato militare da guerra civile, che non ha esitato in moltissime occasioni a fare massiccio uso di lacrimogeni tossici, contenenti il gas CS, vietati dalle convenzioni internazionali. Questa sorveglianza armata è già costata non meno di 90.000 € al giorno, per un totale ad oggi di oltre 52 milioni di euro, con un incremento progressivo confermatoci dai bilanci di LTF. Quasi ogni giorno il TG regionale e i giornali al servizio della grande opera, con il tramite del gran cerimoniere piddino Virano, Presidente dell’Osservatorio Tecnico (che appunto osserva e basta), decantano gli avanzamenti dei lavori a Chiomonte mandando in onda filmati di gallerie che nulla hanno a che fare con i lavori de La Maddalena di Chiomonte (a oggi sono stati scavati 7, SETTE!! metri), mentre si lanciano deliranti prospettive di cantiere. L’ultima boutade è che il cantiere sarà ad impatto zero, perché sarà il primo cantiere di tali dimensioni “indoor“, cioè sarà coperto da un’immensa tensostruttura (per una superficie equivalente a 55 campi da calcio) che eviterà la fuoriuscita di polveri, tra cui anche quelle contenenti amianto e uranio, presenti in abbondanza nel massiccio dell’Ambin che si vuole andare a perforare.
Ai cittadini, inascoltati dai sindaci di Susa e Chiomonte, dal Presidente della Provincia, dal Presidente delle Regione, dai Governi (di sinistra, di destra e tecnici), non resta che manifestare, scioperare, incatenarsi. Ma anche così, le lobby riescono a rigirare la frittata: i violenti non sono loro che stuprano un territorio per beccarsi le tangenti che permettono loro di sopravvivere e mantenere il potere, ma gli inermi manifestanti, che vengono descritti come dei “professionisti della violenza” che hanno pure fatto dei corsi di addestramento un po’ in Grecia, un po’ in Palestina. Strano che alle manifestazioni si vedano solo famiglie con bambini ed anziani. Ma si sa, come ci ha spiegato Cossiga, che ci va poco a mettere qualche infiltrato. Come scrive Pepino nel libro “Forti con i Deboli” il grande apparato messo in piedi per legittimare l’incredibile presenta i manifestanti al pari di pericolosi terroristi al punto che i procedimenti giudiziari nei loro confronti vengono tenuti nelle aule bunker dei palazzi di giustizia come per i mafiosi. Poche ore fa il Presidente del collegio del tribunale ha respinto le istanze presentate dai difensori degli imputati affinché il processo fosse trasferito al Palazzo di giustizia, motivando la decisione con l’impossibilità di trovare un’aula adeguata fino a quando non sarà concluso il processo d’appello Eternit. Al contempo prosegue il mistero per cui la procura di Torino si occupa solo di colpire i No TAV con un accanimento e una severità degna di miglior causa (continuando gli arresti a casaccio, gli ultimi due ragazzi di Mattie che neanche erano sul posto), mentre le denunce contro gli autori degli incendi dei presìdi di Borgone e Bruzolo, l’incendio ed i danneggiamenti delle autovetture dei militanti No TAV, i ferimenti dei manifestanti con i lacrimogeni sparati ad altezza uomo, le violenze di (alcuni) poliziotti dal manganello facile, le diffamazioni a mezzo stampa, le lettere minatorie ricevute dagli esponenti del movimento, gli esposti e i ricorsi del movimento No Tav vengono regolarmente archiviati o giacciono nei cassetti. Che dice la giustizia piemontese? Solo i funzionari comunali, obbligati dalla legge, ci danno ragione: in seguito ad un esposto proveniente da Amministratori e Associazioni vicine ai No TAV, il Comune di Chiomonte è costretto a chiedere a LTF l’immediata eliminazione delle recinzioni e manufatti abusivi che delimitano un’area del tutto estranea a quella del cantiere stesso che è stato di fatto raddoppiata illegalmente. Chi provvederà? Chi risarcirà i cittadini del danno ingiustamente patito?
I politici in coro decantano la bontà del progetto, unica fonte di progresso, adducendo motivazioni risibili come le “aperture psicologiche” verso il resto dell’Europa del Presidente Cota, e nel frattempo tagliano indiscriminatamente i servizi: dalla chiusura di 12 linee ferroviarie e di almeno 8 ospedali solo in Piemonte (di cui 2 in Valsusa-Valsangone) con i tagli del personale sanitario, dai tagli alla scuola e all’edilizia scolastica, alla ricerca, alla manutenzione idrogeologica del territorio. E c’è di peggio: le voci sulla progressiva chiusura dell’ospedale di Susa sono state recentemente smentite dall’Assessore Regionale Monferrino, il tecnico (targato FIAT) sostituto della Ferrero (impossibilitata ad esercitare il suo mandato sotto inchiesta per l’affidamento di una fornitura di pannoloni da 500 milioni di euro!, ha dichiarato che quell’ospedale non solo non sarebbe stato ridotto ma sarebbe stato potenziato, almeno fintantoché ci sarà il cantiere, soprattutto il reparto di traumatologia che dovrebbe avere molta più “clientela”. Medesima sorte per il punto nascite, prevedendo forse un boom di gravidanze grazie all’arrivo degli operai? Questa non è una compensazione (di compensazioni già ne han parlato: milioni di euro a pioggia sul territorio, con la possibilità anche di istituire una zona a burocrazia zero o a parziale defiscalizzazione), ma una vera estorsione. I valsusini conoscono bene la politica ormai: sanno che i tagli in tutt’Italia discendono dall’utilizzo scorretto delle nostre tasse e non è quindi una norma “ad vallem” che permetterà di salvare il paese. E’ necessario un ribaltamento di obiettivi e priorità. Politici ed economici. Ed è per questo che i movimenti fanno paura… perché sono liberi e usano la loro testa. Propagate il virus!” Davide Bono, consigliere M5S Piemonte, e Marco Scibona, capolista al Senato Piemonte per il M5S