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Nel 1969 Tito Stagno entrò nella storia. Confuse i tempi dell’allunaggio. Diventò un esempio per il nostro giornalismo che, da allora, le notizie le dà quando vuole. Stagno è rimasto nella memoria degli italiani. I nomi degli astronauti, invece, non se li ricorda nessuno.
Il filmato originale della missione dell’Apollo 11 è scomparso. L’ingegnere della Nasa Richard Nafzger che le sta cercando tra 2000 scatoloni ha dichiarato: “Sono probabilmente troppo sensibile alla parola ‘perso’. Io non credo che il filmato sia perso.” E: “Abbiamo usato delle ottime procedure per classificare i filmati”. Infine ha aggiunto che con la sua squadra di cinque persone impiegherà sei mesi per ritrovarlo. Una persona rassicurante. Sei ingegneri della Nasa che cercano un filmato aprendo scatole di cartone… Meglio di Gianni e Pinotto.
Sono sconfortato, dopo bancopoli e calciopoli, anche allunopoli. Qualcuno è sceso davvero sulla Luna il 21 luglio 1969? Quella notte le immagini sono state trasmesse da Houston usando un video registrato ripreso da una telecamera. Il filmato scomparso era l’unica prova. Strano che non sia mai stato digitalizzato e trasmesso in versione originale.
Come siamo ridotti. Per avere la certezza che l’uomo è stato sulla Luna dobbiamo affidarci a un filmato. Quando rifletto su cosa è vero e cosa è falso mi vengono mille dubbi. Il Prodi che ho incontrato a Palazzo Chigi era un ologramma? Mastella è ministro della Giustizia? Il duo Letta-Letta esiste veramente? D’Alema era a Beirut o a Cinecittà? Ed esiste un filmato che provi che Bertinotti è comunista? Domande a cui non è possibile dare risposte. “The answer, my friend, is blowing in the wind…”