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“In principio dovevano essere 9 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020. Ma fino ad ora sono stati stanziati solo 50 milioni di euro nel 2015, mentre nella legge di Stabilità per il 2016 non ci sono nuovi fondi. Stiamo parlando del piano del Governo contro il dissesto idrogeologico, che dovrebbe servire a mettere in sicurezza un Paese che cade a pezzi sotto i colpi di frane e alluvioni previste e prevedibili.
All’articolo 26 della finanziaria si legge che il Governo si è mosso “al fine di concedere finanziamenti agevolati assistiti dalla garanzia dello Stato ai soggetti danneggiati dagli eventi calamitosi rispettivamente indicati, nel limite massimo di 1.500 milioni di euro” e che “in caso di accesso ai finanziamenti agevolati accordati dalle banche ai sensi del presente articolo, in capo al beneficiario del finanziamento matura un credito d’imposta, fruibile esclusivamente in compensazione…nel limite di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2016″. Tradotto: non ci sono nuovi fondi pubblici diretti per la sicurezza del territorio nazionale.

Il Governo garantisce un salvagente a quelle banche che finanzieranno a tassi agevolati interventi privati per riparare i danni delle calamità naturali, ma per un massimo di 1,5 miliardi di euro l’anno. Inoltre è previsto che l’imprenditore che sia riuscito ad ottenere dalle banche il credito agevolato possa vantare un credito di imposta di pari importo con l’Agenzia delle Entrate. Il fondo ad hoc, però, ammonta a soli 60 milioni di euro l’anno.
Dal finanziamento diretto si passa quindi alla garanzia dello Stato agli istituti di credito, mentre il credito d’imposta coprirà solo una frazione dei prestiti eventualmente erogati.
Ma perché una banca dovrebbe erogare un prestito a tassi agevolati, quando ci sono attività finanziarie ben più redditizie e nel breve periodo anche meno rischiose?
La realtà è che il Governo ha promesso mari e monti e poi si è rimangiato la parola. Da 9 miliardi in 6 anni, a una generica garanzia sui prestiti bancari. Il nulla, mentre i morti per calamità naturali si moltiplicano”.
M5s Parlamento