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di Paolo Ermani – Oltre venti anni fa Beppe Grillo nei suoi spettacoli parlava della canapa facendo vedere dei video degli anni trenta. Spiegava come l’attenzione posta all’epoca sull’aspetto stupefacente fosse solo un modo per denigrarla. Il perché è presto detto, l’industria del petrolio doveva eliminare qualsiasi potenziale concorrente e quindi si dipinse la canapa come una droga, il male di tutti i mali, tralasciando apposta gli altri usi eccezionali e molto più interessanti di quelli in cui si fumava. La strategia del terrore funzionò e la canapa è stata spazzata via lasciando il campo libero ai prodotti petroliferi.

La natura ci ha fornito di una ricchezza e varietà di soluzioni infinita delle quali conosciamo solo una parte minima e lo scoprire materiali naturali che possano esserci utili e non inquinanti, viene ovviamente osteggiato da chi ha interessi a vendere altri materiali o prodotti. Basti pensare alle automobili, alla mobilità che potrebbe essere soprattutto collettiva ed elettrica ma le lobby legate al petrolio vogliono e devono spremere fino all’ultima goccia di profitto prima di eventualmente fare altre scelte.

Non importa se questo significa produrre cambiamenti climatici irreversibili che porteranno all’estinzione della vita umana sulla terra. Quindi si rimane ancorati a motori dell’ottocento e si guidano inefficienti stufe con le ruote, dipinte dalle pubblicità martellanti come meravigliose navicelle spaziali.

Barry Commoner uno dei padri dell’ambientalismo mondiale, negli anni ottanta del novecento diceva che la plastica poteva essere sostituita in moltissimi casi da altri materiali naturali, la canapa è uno di questi.

Pianta meravigliosa, dalla versatilità estrema e che può essere utilizzata in vari settori, dall’edilizia, alla medicina, dal settore dell’abbigliamento ad usi alimentari, dalla cosmetica al settore cartaceo. Una pianta di cui ad inizio novecento in Italia avevamo grandi produzioni e ottima qualità prima che gli interessi dei petrolieri diffusero i loro prodotti. La canapa tra i tantissimi vantaggi ha anche quello che cresce in maniera relativamente semplice e ampie zone dell’Italia hanno un clima favorevole per la sua coltivazione.

Puntare su questa pianta è quindi segnale di lungimiranza a intelligenza.

Nel campo dell’edilizia la ditta Pedone Working di Bisceglie in Puglia, ha sviluppato un sistema di miscela di calce e canapa che serve per l’isolamento termico degli edifici sia con sistemi di mattoni che a spruzzo.

Come associazione Paea che da venti anni tra i vari settori si occupa di bioedilizia, siamo sempre attenti a sperimentare e proporre materiali che siano ambientalmente compatibili ed efficaci nel contenimento energetico. Quindi in collaborazione con la Pedone Working abbiamo deciso di coibentare esternamente la sede dell’associazione con un biomattone di calce e canapa di 25 cm di spessore, 20 cm di altezza e 50 cm di lunghezza per un peso di 9 chili.

Alla parete di mattoni è stato applicato esternamente un termo intonaco fatto con una miscela di calce e canapa. La lavorabilità e versatilità del materiale in questione è stata molto positiva e ha reso possibile l’intera coibentazione esterna in maniera veloce e senza particolari problemi di sorta.

Il comfort interno è aumentato notevolmente e basta pochissimo riscaldamento per scaldare l’intera abitazione, considerando anche l’installazione di tripli vetri alle finestre.

Da tenere poi presente l’eccezionale capacità di questo materiale come regolatore dell’umidità. Questo esempio dimostra ancora una volta che la vera economia e l’occupazione si possono creare facendo azioni a favore dell’ambiente.

La ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio italiano che è in condizioni pietose, darebbe da lavorare a centinaia di migliaia di persone da subito, facendo risparmiare tantissimi soldi non solo ai privati ma anche allo Stato attraverso la non importazione di combustibili fossili. E i soldi investiti si ripagherebbero con il risparmio energetico ottenuto.

Nel caso della canapa si potrebbe rilanciare in grande stile la sua coltivazione e puntare decisamente su questa fantastica pianta così come saggiamente ha fatto la Pedone Working, facendo ritornare il nostro paese all’avanguardia nell’uso e nella lavorazione.

Per avere prosperità e benessere non ci sono settori migliori e più convenienti di quello ambientale, della bioedilizia, del risparmio energetico e delle energie rinnovabili che danno solo vantaggi, a maggior ragione in un paese come il nostro dalla posizione geoclimatica ottimale.

Agire in questa direzione dà risultati positivi da ogni punto di vista: ambientale, sociale, occupazionale, economico e politico, basta iniziare a farlo seriamente e con convinzione.

L’AUTORE


Paolo Ermani – Scrittore, formatore, consulente energetico, ideatore di progetti innovativi in ambito lavorativo e ambientale. Da metà degli anni ottanta si occupa di ambiente, energie rinnovabili, risparmio energetico e idrico, uso razionale dell’energia, tecnologie appropriate a cui poi ha aggiunto tematiche relative agli stili di vita, all’economia, il lavoro, l’alimentazione, l’agricoltura, la facilitazione. Ha lavorato e si è formato nei più importanti centri europei per le tecnologie alternative. Fra le centinaia di iniziative che ha realizzato è tra i fondatori dell’associazione Paea, del giornale web Il Cambiamento e del progetto sul lavoro Ufficio di Scollocamento. E’ autore dei libri: Pensare come le montagne (scritto con Valerio Pignatta), Ufficio di Scollocamento (scritto con Simone Perotti), Solo la crisi ci può salvare (scritto con Andrea Strozzi).

http://www.ilcambiamento.it/autori/paolo_ermani