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Una storia ordinaria di capitalismo all’italiana.
“A proposito di capitalisti senza scrupoli, Ti segnalo un episodio di cui a livello nazionale si sa ben poco. A Saline Joniche, circa 30 km da Reggio Calabria, negli anni ’70 i governi illuminati dell’epoca pensarono bene di investire centinaia di miliardi di lire in un piccolo paradiso per uccelli migratori che nelle antiche saline sostavano prima di riprendere il volo per i Paesi del nord Europa o per l’Africa, costruendo un’industria chimica. Quest’industria doveva produrre bioproteine animali che risultarono subito cancerogene e furono bandite dal commercio. Intanto la fabbrica fu costruita con dilagante sperpero di danaro pubblico e per fortuna nostra non andò mai in funzione! Sempre quei governi illuminati pensarono bene di assumere un numero imprecisato di dipendenti vari che pur non avendo mai fatto un solo giorno di lavoro rimasero per anni alle dipendenze di tale opera meritoria. Così per anni il luogo divenne un ammasso di lamiere, ciminiere (il solo fumaiolo centrale è uno dei più alti d’Italia), cisterne abbandonate ma pur sempre illuminate giorno e notte! Fino all’epilogo di questi giorni, quando una società italo svizzera, la SEI, ha rilevato tutto il sito con rottami annessi per costruirci una centrale a carbone.Tutto questo con buona pace degli amministratori locali, del governo regionale e del buon governo nazionale.
Dopo gli uccelli migratori è chiaro che, qualora ce ne fosse bisogno, stanno aiutando anche noi a riprendere le emigrazioni. Dimmi Tu se questa non si chiama fortuna…”. Un calabrese
Gruppo Facebook “Contro la centrale a carbone Saline Joniche