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“Noi piccoli imprenditori, siamo oramai carne da macello. Paghiamo (a prescindere dal reddito) circa 3.500 euro all’anno per la pensione e la sanità, paghiamo i tickets sempre e senza alcuna esenzione, con la prospettiva di avere (forse) a 70 anni una pensione da 480 euro al mese. Abbiamo una fiscalità che dovrebbe incidere il 50% del reddito, ma in realtà diventa il triplo grazie ai fantomatici studi di settore che ci costringono a dichiarare redditi inesistenti (oggi il falso in bilancio si fa al contrario dichiarando di più di quanto guadagnato). Se un cliente (privato o ente pubblico) non ci paga le fatture, i soldi li possiamo scordare per sempre, a meno che non ti chiami Equitalia, che salta tutte le procedure e ti vende la casa in 6 mesi (abbassando il valore e comprandosela essa stessa attraverso finanziarie consociate) e infine siamo il capro espiatorio dell’opinione pubblica, in quanto considerati evasori per diritto di appartenenza alla categoria. Peggio degli schiavi.
Io sto chiudendo. Fortunatamente fornitori e dipendenti sono tutti pagati, alle banche farò causa per gli interessi anatocistici, e con Equitalia (che in Sicilia si chiama Serit) conto in un intervento divino. Che Dio ce la mandi buona!” Orazio Scandurra