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E basta con questi cazzo di bracconieri! Ma chi deve intervenire? Sempre i cittadini?
“Carrettoni non sa di essere un cane, agisce per istinto di vita. Eppure ha rischiato la sua di vita per stare accanto a Stella, finita vittima di una dei tanti lacci trappola messi dai bracconieri. Non sapeva quale conseguenza avrebbe potuto avere il suo comportamento, lo ha fatto e basta! Anch’io vorrei essere come Carrettoni per stare al fianco di un ferito in Libia, o di un malato, al fianco di un anziano o di chi ha perso il lavoro, al fianco di un giovane sfiduciato o di un depresso, al fianco di un animale abbandonato o di un albero che sta per essere tagliato. Vorrei che tutti fossimo come Carrettoni, animati dall’amore che ci spinge verso la vita e ci tiene lontani dalla morte, perché in fondo “Chiunque salva una vita salva il mondo intero” (citazione dal Talmud)”. Daniele Porro

Dall’intervista di GeoPress
“La storia di Stella e Carrettoni ce la siamo fatta raccontare dai protagonisti che si apprestavano a bonificare un sentiero armato con migliaia di trappole per uccelli e cinghiali. Il sentiero era stato abbandonato dal bracconiere trasferitosi in luoghi più fruttuosi e i poveri animali sarebbero tutti rimasti a marcire nelle trappole. I fatti sono successi lo scorso fine gennaio. Giovanni Malara ed Angelo Scuderi, della LIPU di Reggio Calabria e Moio Alcantara (ME), erano arrivati nella piazzola da dove inizia il sentiero a S’Arcu su Schisorgiu, nel Comune di Assemini, a nord di Cagliari. Il tempo di posteggiare l’automobile, ed Angelo e Giovanni sentono un cane ululare. “L’ululato era decisamente fermo su un punto. Il nostro pensiero è andato alle trappole. Pensi che in soli quattro sentieri abbiamo poi trovato 2.500 lacci illegali“.