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“Il rimpallo delle responsabilità dovrebbe essere considerato sport nazionale in Italia. La logica é semplice: scaricare il barile fino alla fine per uscire indenni dalla bufera. Fino al prossimo scandalo. Come a scuola: quando non avevi studiato era sempre colpa di qualcun altro. Il cane ha mangiato il quaderno, ho perso il libro, non avevo l’assegno. E promettevi che la volta successiva saresti stato preparato, oh si!, lo promettevi solennemente. Tutto pur di sfuggire alla responsabilità. E quando è che imparavi qualcosa? Quando è che crescevi? Quando trovavi un docente che non si beveva le tue scuse. Che ti obbligava ad assumerti le responsabilità. Io non c’ero, io dormivo, io non sono stato informato, io non ero tenuto, io non avevo capito, sono forse buoni argomenti per qualcuno, ma non risolvono il problema, anzi lo acuiscono: perché sdoganano la non responsabilità. E allora il concetto di responsabilità sparisce, tutti gli ignari del mondo si sentono tranquilli nella loro ignoranza: tanto non è colpa di nessuno. La responsabilità, specie quando assunta per incarichi pubblici è e deve essere una promessa: se viene infranta la promessa – non importa in quale modo, non fa differenza se per ignoranza o per mala fede – chi se n’è fatto garante deve risponderne. Non con una nuova promessa, ma lasciando il proprio incarico con dignità”.
Roberto Fico