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Liguria distrutta dal cemento con l’acqua che esce dalla case.
“Sono Ferruccio Sansa, inviato del Fatto Quotidiano: le esondazioni sono un male con cui in Liguria siamo abituati a convivere da decenni, sono il frutto più evidente della cementificazione della nostra terra dopo gli anni 50/60 e il disboscamento, gli incendi, tutte e tre insieme queste cause hanno portato a conseguenze devastanti, se volete vedere quali sono gli effetti del cemento e degli incendi venite a vedere in Liguria cosa succede quando piove, la bellezza della nostra Regione è proprio questa, che abbiamo il mare vicinissimo alle montagne, però quando piove forte i crinali sono ricoperti di cemento e non c’è più vegetazione per i troppi incendi, il risultato è immediato: l’acqua dall’alto delle colline arriva al mare in pochissimi minuti con una forza terrificante. Questo è il frutto del fatto che non si è cercato in nessun modo di arrivare a una pianificazione urbanistica intelligente, si sono ricoperti di cemento i crinali, si sono costruiti nuovi quartieri senza pensare alla pulitura e a incanalare i rivi e i torrenti, allo stesso modo quando gli incendi devastanti come quelli del 2009 hanno scorticato letteralmente la roccia delle colline, non si è poi fatto più nulla per cercare di fare sì che la vegetazione ritornasse sulle colline. Purtroppo c’è un problema come succede in tutta Italia, costruire porta consensi elettorali, mentre la manutenzione dei rivi è una cosa che sta in silenzio, che non si vede e che non porta consenso elettorale. Un rappresentante del centro-sinistra disse: “Mi raccomando non puntiamo tanto sulla bonifica del territorio, sulla pulizia dei rivi perché quella non la vede nessuno, meglio piuttosto puntare su grandi opere, su opere che tutti vedono“. Però poi i risultati di questo tipo di politica miope e ottusa arrivano quando ci sono le piogge fortissime come oggi. E’ necessario assolutamente investire sul futuro, è possibile ripulire i rivi, è possibile spostare le costruzioni cresciute in questi anni in Liguria, ma anche nelle regioni vicine, in Toscana, lungo l’alveo dei fiumi e dei laghi perché altrimenti sarà assolutamente ipocrita poi quando ci saranno le tragedie, piangere per quello che succede!”. Ferruccio Sansa