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“La direttiva UE 63/2010 detta nuove norme per la sperimentazione animale: le sue affermazioni di principio sono sistematicamente svuotate da una lunga serie di eccezioni e deroghe. In commissione politiche UE al Senato PD, PDL, Scelta civica, Sel e soci, si sono accordati di nascosto, dedicando neanche cinque minuti alla discussione. Ciò che è stato approvato prevede che ci sia non l’obbligo ma la possibilità di adottare procedure alternative quando scientificamente possibile, elimina l’obbligo di autorizzazione preventiva del Ministero della Salute per ogni progetto, vieta l’allevamento ma non il commercio di cani, gatti e scimmie (basterà importarli dall’estero), non fissa una percentuale di fondi per metodi alternativi, permette di utilizzare più volte lo stesso animale, guarito e poi ritorturato, e elimina l’obbligo di effettuare un minimo annuo di ispezioni senza preavviso. Alcune associazioni, purtroppo, si dichiarano soddisfatte davanti al minimo sindacale che esce fuori da questo ignobile teatrino. Gli animali non votano e non possono difendersi, ma forse sono più umani di coloro che li hanno sacrificati al libero mercato e al risparmio dei costi aziendali. Resta alla coscienza di ognuno stabilire CHI SONO LE VERE BESTIE.” Paola Taverna, M5S Senato