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Romano Prodi, il nostro dipendente al governo più alto in carica, ha nominato i ministri. Queste persone determineranno la politica dell’Italia dei prossimi anni. Mi sembra quindi opportuno chiedere le motivazioni delle nomine. Sono incarichi pubblici, di dipendenti che paghiamo noi, che potranno cambiare il nostro futuro.
Mastella alla Giustizia, perchè? Di Pietro alle Infrastrutture, perchè? D’Alema agli Esteri, perchè? Vorrei sapere il perchè delle scelte. Essere confortato che ci sia una ragione di competenza, di tutela del Paese, di esperienza dietro ad ogni persona. Non vorrei che ci fossero valutazioni politiche, di rappresentanza, di spartizione del potere. Non voglio neppure pensarlo. Non ci credo.

Però, un piccolo tarlo mi rode. I soliti cattivi pensieri. E se un ministro, anche solo uno, non fosse lì per effettive capacità, ma per qualche ricattino, per una sua voglia di protagonismo?
Per sicurezza vorrei le motivazioni, le credenziali.
Invito i ministri che lo ritengono ad esporle con una lettera al blog insieme agli obiettivi che si propongono di ottenere in questa legislatura.
Sarò felice di pubblicarle insieme ai commenti.

Forse mi sono montato la testa. Forse il blog ha un tasso alcolico troppo elevato. Ma credo che sarebbe un bel gesto se alcuni ministri si mettessero in gioco in rete, in modo diretto con le persone da loro rappresentate.
Un segnale che le cose stanno cambiando.

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Settimana" N°21
del 29 maggio 2006