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Ciancimino contro Ciancimino – Marco Travaglio
(45:50)

Testo:

Buongiorno a tutti, oggi, quando va in onda questo Passaparola è pasquetta, io vi sto parlando, invece, sabato sera. Ho registrato questo intervento poco più di un giorno prima di quando va in onda. Non so quindi cosa è successo ieri, domenica, e questa mattina.
In ogni caso mi interessa, più che l’attualità, una ricostruzione: riguarda il caso di Massimo Ciancimino, di cui ci siamo occupati molto spesso in questo spazio, oltre che sul Fatto Quotidiano, ad Annozero etc. Quindi non possiamo assolutamente lasciar passare quello che è successo senza cercare, là dove è possibile, di dare una spiegazione anche se, come vedremo, le spiegazioni in questo momento sono varie, quelle possibili, e non ne possiamo scegliere una sola scartando le altre.

Ciancimino e il documento taroccato (espandi | comprimi)
Avete letto come è stata trattata la vicenda sui giornali: Ciancimino arrestato per aver falsificato un documento, dunque tutti i documenti che ha portato sono falsi, dunque tutto quello che ha detto è falso, dunque i magistrati che lo hanno ascoltato e utilizzato come persona informata sui fatti, sia pur indagato per reato connesso e collegato, sono nella migliore delle ipotesi dei creduloni e nella peggiore dei falsari anche loro.

Pazzo o ricattato? (espandi | comprimi)
A questo punto, i magistrati, per la prima volta si imbattono in un riferimento a Gianni De Gennaro come in qualche modo parte di quel presunto Quarto Livello che Vito Ciancimino aveva individuato come referenti di trattative e rapporti tra Stato e Mafia, quindi si sorprendono che Massimo Ciancimino non aveva mai parlato di De Gennaro, ma ancora rimaneva un nome su cui Massimo Ciancimino non sapeva dire bene cosa, se non “mi sono fatto l’idea che dietro a quel signor Franco, uno dei Servizi di Sicurezza che serviva come un’ombra Vito Ciancimino in tutto il percorso della trattativa e un po’ lo pilotava, ci fosse come referente una figura importante come De Gennaro”.

Gli assegni di Berlusconi e le telefonate di Ciancimino (espandi | comprimi)
Il bello di questa leggenda che ci viene raccontata è che si dice appunto che Ciancimino, furbo, se ne stava bello e tranquillo. Gli avevano sequestrato i beni del padre, 64 milioni di euro nel 2004-2005, ma per il resto era un signore benestante, faceva la bella vita, nessuno gli andava a chiedere niente. Poi, a un certo punto, si sveglia e si inventa calunnie contro Berlusconi, Dell’Utri, De Gennaro, Mori, De Donno, Mancino, Violante per vivere meglio. Pensate che genio! Uno che accusa uomini potentissimi, inventandosi le accuse, per migliorare la sua qualità della vita. Ma ve lo vedete?

Speriamo che tra la paura di restare in carcere e la paura di quelli che probabilmente lo minacciano Ciancimino decida di tornare a essere collaborativo sul serio con la magistratura, quindi se c’è qualcuno che lo ha costretto o lo costringe sotto minaccia o ricatto a portare una carta falsa e poi a mettere la firma di fatto sotto quel falso, ci dica chi è e perché lo fa. Se invece dietro di lui non c’è nessuno e ha fatto tutto lui, allora vuol dire che merita il manicomio, il reparto psichiatrico perché è completamente matto.
Ma per rispondere quale è vera e quale è falsa di queste due versioni, dobbiamo aspettare i prossimi giorni con i prossimi interrogatori.
Buona settimana a tutti, passate parola.

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