Condividi

foto: www.guardian.co.uk

Mi domando a cosa serve protestare, argomentare, portare testimonianze di tecnici, economisti, vigili del fuoco, sindaci, cittadini della Val di Susa e perfino dei frati francescani.

Mi domando a cosa serve farsi manganellare nel sonno nelle tende, farsi spaccare la faccia dalla polizia, manifestare pacificamente con bambini e carrozzine in 100.000 nelle vie di Torino, spiegare le proprie ragioni alla triade piemontèis del traforo, al binario morto fassinobressochiamparino.

Mi domando chi oggi in Italia ci rappresenta realmente, chi vuole questa maledetta e inutile Tav in Val di Susa, chi ci guadagna se non ci guadagnano i cittadini?

Mi domando perché CIDIELLEUNIONE in apparenza in disaccordo su tutto, sulla TAV siano invece ostinatamente e ferocemente d’accordo. Questo buco nel nulla di 50 km pronto tra 15 anni costerà a tutti noi 12 miliardi di euro pagati con le prossime finanziarie, con le nostre tasse. Ma chi passerà all’incasso? Io non voglio pagarlo, non ho delegato nessuno, se lo paghino CIDIELLEUNIONE.

Mi domando perché non si investono i 12 miliardi di euro nelle ferrovie italiane allo sfascio, nella Salerno-Reggio Calabria, nella ricerca, negli ospedali, nelle scuole.

Mi domando se CIDIELLEUNIONE non sia in realtà un partito unico.

Mi domando se c’è qualche differenza tra le parole del dipendente Lunardi: “E’ solo un problema di ordine pubblico” e quelle dell’aspirante dipendente Prodi: “La Tav si fa. Punto e basta!”. E’ aspirante dipendente e già vuol comandare. Parole irridenti di persone che non rappresentano più nessuno e non se ne sono ancora accorte.

Tra il peggio e il meno peggio oggi non è più facile scegliere come una volta.
Chi è il meno peggio se Prodi spiega così il nostro futuro:
“Evidentemente la società democratica ha bisogno di democrazia, e traspare l’urgenza di una politica trasparente entro le rinnovate prospettive di un rinnovato contesto sociale”.