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di Marc Luyckx Ghisi – Dal Libro “Co-creare la nuova civiltà” Politica e economia: verso la Solidarietà, l’Ecologia e la Gioia.

Molti cittadini nel mondo avvertono il cambiamento che si sta insinuando nelle loro vite. Spesso il primo sintomo è una sensazione di malessere. “ Tutto va male!”. “C’è la crisi!”. Il cittadino si sente smarrito, si chiede cosa stia succedendo e quale sarà il futuro dei suoi figli. Intuisce che qualcosa sta succedendo ma non sa dire cosa. In più crede di essere solo a percepire questo malessere mentre, non sa che fa parte di una larga schiera di milioni di persone. Non ha una visione globale, perché nessuno lo aiuta.
La prima cosa che percepisce è l’idea di una fine, un sentimento confuso di essere arrivati al termine di un qualcosa. Infatti l’informazione, soprattutto televisiva, si concentra sulla fine del sistema attuale: le imprese che chiudono, le inadeguatezze politiche ed istituzionali, la corruzione, le guerre e la violenza in generale.

Se ci fossero stati i media al tempo del Rinascimento probabilmente si sarebbero incentrati sulla crisi del Medioevo e della società agraria, sulla crisi del latino nelle Università, sull’orribile invenzione che permetteva di produrre il Libro Sacro con delle macchine (la stampa). E chissà se avrebbero parlato di Galileo, di Michelangelo, di Copernico…i pionieri del cambiamento…nelle pagine culturali del weekend o in quelle dei processi giudiziari (dell’inquisizione).

La prima parte del mio libro “Co-creare la nuova civiltà” cerca di descrivere tutto ciò che è finito o agonizzante, a volte ciò avviene in un silenzio inquietante, altre volte con un grande frastuono. Per capire meglio, paragoniamo il cambiamento mondiale che stiamo vivendo ad un grosso iceberg a cinque piani, di cui solo l’ultimo piano emerge dall’acqua.

Nella seconda parte l’immagine dell’iceberg, ripresa in forma leggermente diversa, ci mostrerà ciò che rinasce ad ogni livello di profondità.

Ecco i cinque livelli di cambiamento che proponiamo:

Il primo livello rappresenta la presa di coscienza che la nostra civiltà mondiale è minacciata di  autodistruzione se non cambiamo nulla. Questo livello è il più basso, immerso nell’acqua fredda. Vi fa freddo ed è oscuro. Non ci fa piacere andarci, né restarci, poiché non ci aggrada parlare di  questo pericolo che incombe sulle nostre teste e che preferiamo non vedere. Ma questa minaccia  occupa un posto importante nel nostro subcosciente, individuale e collettivo.

Il secondo livello rappresenta la morte dei valori patriarcali. Vi fa ancora molto freddo ed è abbastanza in profondità nella nostra coscienza. La nostra società non visita neppure questo livello molto spesso, anche se sa bene che esiste. Se ne parla molto poco e tuttavia ogni giorno ci dobbiamo confrontare con la crisi della gestione verticale, piramidale ed arrogante, che funziona sempre meno, ma che di solito va avanti per inerzia, e peggiora al punto da causare in Francia vari suicidi per motivi di lavoro. Non se ne parla spesso, mentre tutti sanno e si rendono conto che non troveremo soluzioni ai nostri problemi mondiali con i valori di Comando, di Conquista e di Controllo (CCC). Intuiamo bene che per proteggere la nostra terra, di cui gli astronauti americani ci hanno portato le prime fotografie, ci occorre con la massima urgenza, un nuovo insieme di valori di rispetto, meno aggressivi, più femminili, più “yin„ come dicono i cinesi. Il patriarcato è dunque già finito poiché ha perso la sua legittimità millenaria… ma il suo “cadavere” si muove ancora, un po’ ovunque nel mondo!

Il livello 3, a metà strada, rappresenta la morte della modernità. Non ne siamo tanto coscienti ma forse lo avvertiamo sempre un po’ di più. Ma, come vedremo in seguito, per coloro che sono ancora al 100% nella modernità, è molto difficile, se non impossibile, capire che si sta cambiando  paradigma. Per definizione, i moderni non hanno coscienza di essere in un paradigma poiché vivono come se fossero nella reale e indiscutibile obiettività, di cui la verità razionale è la misura.

La modernità è onnipresente ma ha perso la sua legittimità.

Il livello 4 è molto vicino a noi e rappresenta la fine della società industriale. Numerose imprese di tipo ” industriale” sono in crisi sotto i nostri occhi (General Motors). Non si dice di un’impresa che essa è fallita, ma che ha “chiuso”. E’ più pudico. Ma è tutta la logica dell’ economia, “industriale e moderna” che sta finendo, per una ragione molto semplice: l’ approccio “industriale„ dei problemi non permette di trovare un percorso credibile verso un mondo veramente sostenibile. Questa logica industriale di crescita quantitativa (sempre più cemento, disboscamento, inquinamento, e consumo delle risorse della terra…) ci conduce verso l’autodistruzione planetaria e quindi, è rifiutata dai cittadini, sempre più esplicitamente. È dunque finita poiché essa non ha alcun futuro. Ma, senz’altro, il suo “cadavere” si muove ancora.

Infine arriviamo al quinto livello, il solo che sia visibile: la credibilità di tutte le nostre istituzioni sociali e politiche è in rapido declino (credibility gap). Le nostre istituzioni sono in una crisi così  seria che si può avanzare l’ipotesi che stiano collassando. Globalmente tutte le istituzioni piramidali, sono in crisi… quando non sono già collassate perché sono accusate di corruzione, di mancanza di trasparenza, o più seriamente d’incompetenza, perché non riescono a dare risposte adeguate alle problematiche relative alla nostra sopravvivenza collettiva.

Analizzeremo questi cinque livelli di trasformazione più in dettaglio nel corso di questa prima parte, nei capitoli del mio libro “Co-creare la nuova civiltà”, scaricabile qui.

L’AUTORE


Marc Luyckx Ghisi – Ha prima condotto studi in matematica, filosofia e teologia (su cui ha fatto il Dottorato) ed è stato prete cattolico. Dopo essersi sposato, è in seguito stato membro per dieci anni (1990-99) della “Unità di Studi previsionali” della Commissione Europea, creata da Jacques Delors, all’interno della quale si è occupato del senso della costruzione europea. Ha inoltre creato il programma “L’anima dell’Europa”.  Al momento, è attivo nella creazione di nuove strutture di formazione. È stato Decano della Cotrugli Business School a Zagabriae a Belgrado (2005-2009). È stato anche Vicepresidente del Auroville International Advisory Council, il gruppo di consiglieri di Auroville, nell’India meridionale. È Fellow della “World Business Academy”, anche membro del Club di Roma-EU, della World Futures Studies Federation, Presidente onorario di Eurotas, European Transpersonal Association.