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di Chiara Appendino – In questi giorni si è tornato a parlare del fenomeno dei senzatetto che frequentano il centro storico di Torino, in particolare in riferimento a due persone che da ormai oltre un anno si erano stabiliti sotto i portici di Piazza San Carlo, nonostante i numerosi aiuti offerti dalla Città.

Ora che la questione si è risolta e la coppia si è spostata in una struttura di accoglienza voglio tornare a parlarvi del tema in generale. Per questo vi chiedo sin da ora di prendervi qualche minuto per leggere quanto ho da dirvi.

Torino è in prima linea per combattere la marginalità

Il fenomeno dei senzatetto che si sistemano nei punti di maggior flusso di persone – dunque spesso i centri storici o vicino a luoghi di interesse turistico – è comune alla stragrande maggioranza delle grandi Città italiane.
Torino, attraverso i suoi Servizi Sociali per l’aiuto di adulti in difficoltà, mette a disposizione tutto l’anno numerosi strumenti per aiutare a superare questi casi di marginalità. Penso ai dormitori, al servizio Boa, che provvede a raggiungere fisicamente le persone in strada per dare sostegno, senza ovviamente dimenticare le preziose attività di altre Istituzioni e delle associazioni di volontari.

Paradossalmente, proprio l’efficienza dei sistemi di assistenza della Città, fa sì che ogni inverno circa un centinaio di senzatetto provenienti da fuori Torino (circa la metà del totale) si stabiliscano qui, senza fare ritorno ai luoghi di provenienza. In altre parole, ogni anno a Torino aumentano i senza dimora di circa cento unità. Nonostante ciò vi assicuro che l’aiuto c’è e ci sarà sempre per tutte e tutti.

Le elemosina non sono un aiuto

Tuttavia quasi sempre quella di rimanere in strada – e il conseguente rifiuto degli aiuti – è una precisa scelta, dettata principalmente dal fatto che così facendo è più facile accumulare denaro attraverso le elemosina. Da qui il primo punto che voglio ribadire: non fate elemosina ai senzatetto.

Lasciatemi spiegare. La solidarietà dei cittadini torinesi è nota e di questo vi ringrazio infinitamente. Tuttavia dare denaro a chi sta in strada molto spesso finisce per alimentare dipendenze o, nella peggiore delle ipotesi, veri e propri racket. Peggiorando così la situazione.

Esistono tante meritevoli associazioni che invece, se avessero maggiori fondi, potrebbero fare ancora meglio il loro lavoro di aiuto e sostegno a queste persone, aiutandole a uscire da quella tremenda condizione di marginalità e reinserendole nella società permettendogli così di costruirsi un futuro e una vita normale. Vi chiedo dunque di rivolgervi a loro se volete aiutare davvero queste persone. Ribadisco, senza dare soldi direttamente a chi sta in strada.

Il permanere di questa condizione è innanzitutto un danno per loro stessi, che si espongono a rischi legati alla salute, alla sicurezza e alla condizione psicologica.
In secondo luogo diventa anche un problema di ordine pubblico e di decoro urbano che danneggia indirettamente le aree coinvolte.

Solidarietà con iniziative concrete ed efficaci

So che qualcuno ha parlato di Daspo Urbano, ovvero uno strumento con cui fare un “foglio di via”. Ribadisco quello che ho detto già l’anno scorso: noi non adotteremo mai questo strumento nei confronti dei senza fissa dimora.
In primis per una questione di umanità. Chi è in difficoltà si aiuta, non si caccia.
In secondo luogo perché si tratta di un dispositivo che a nostro avviso manca completamente di utilità. Difficile infatti pensare che una persona si allontani semplicemente perché gli si dà in mano un foglio con una firma.

La Città continua, come ha sempre fatto, a mettere in campo tutte le risorse possibili per contrastare queste condizioni di disagio. Anche con strumenti straordinari, come ad esempio l’apertura di Porta Susa l’anno scorso, in grado di ospitare persone anche accompagnate dai propri animali da compagnia e per la quale torno a ringraziare i Servizi Sociali e la Protezione Civile.

Inoltre, per disincentivare lo stabilizzarsi nelle piazze auliche, provvederemo a inserire degli elementi di arredo urbano negli spazi più propensi ad essere occupati.

Per il grande lavoro svolto ringrazio ancora una volta l’Assessorato al welfare di Sonia Schellino, quello alla Sicurezza di Roberto Finardi, i nostri Servizi Sociali, tutte le realtà del territorio coinvolte e le già citate Associazioni di volontariato. Ultimo, ma non per importanza, torno a ringraziare tutte e tutti i cittadini che, nell’interessarsi al tema, hanno sempre dimostrato un grandissimo senso di solidarietà verso il prossimo.

Riferimenti utili:

Di seguito trovate tutti i riferimenti del servizio Adulti in Difficoltà della Città di Torino
Via Bruino 4, Torino – Tel. 0114431510
Per segnalazioni: [email protected]