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Intervista al Sindaco di Cassinetta di Lugagnano

Cassinetta di Lugagnano (Milano) è il primo comune italiano ad aver approvato una variante urbanistica a crescita zero.
Il Comune ha adottato il Piano di Governo del Territorio nel marzo del 2007, ai sensi della L.R. 12/05. Le linee guida che hanno orientato le scelte di politica urbanistica sono state le seguenti: non procedere a nessun nuovo piano di insediamenti residenziali se non attraverso il recupero di volumi già esistenti o alla riconversione e recupero di aree industriali; puntare sulla valorizzazione del centro storico e del patrimonio artistico ed architettonico (il naviglio grande, le sue ville, i parchi ed i giardini); salvaguardare e promuovere l’agricoltura; promuovere la qualità ambientale e il turismo; opporsi alle grandi infrastrutture legate all’aeroporto di Malpensa.
La decisione di adottare la “crescita zero” quale faro della politica urbanistica, anche se già ampiamente prevista dal programma amministrativo, è stata confermata successivamente anche attraverso assemblee pubbliche aperte a tutta la cittadinanza.
Ai cittadini di Cassinetta è stato chiesto come fare per finanziare quei servizi e quelle opere pubbliche necessarie alla vita di una comunità: ricorrere a nuove lottizzazioni oppure accendere mutui con conseguente ricaduta sulla fiscalità locale?
Dal dibattito che ne è sortito, non c’è stata nessuna levata di scudi in nome del motto “giù le tasse”, anzi, le considerazioni più ricorrenti sono state: “vogliamo mantenere integro il territorio e non vogliamo crescere”.
L’amministrazione ha quindi agito di conseguenza e coerentemente alle indicazioni emerse dal percorso partecipativo.
Il Piano è stato adottato nel marzo 2007 e verrà attuato nel prossimo quinquennio. L’amministrazione rieletta nel maggio 2007, ha confermato in occasione della seduta di insediamento e di approvazione delle linee programmatica di mandato la stessa impostazione di politica urbanistica.
Il Comune di Cassinetta di Lugagnano, nei prossimi 5 anni, non prevede l’avvio di nuovi insediamenti e dovrebbe mantenere sostanzialmente inalterato il rapporto tra suolo urbanizzazto e suolo libero.
A cura di Marco Boschini, www.comunivirtuosi.org