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Quando Berlusconi va in Confindustria si trova bene, benissimo, come nel salotto di casa sua o ospite di Porta a Porta di “chi striscia non inciampa” Bruno Vespa. Ieri è arrivato a Parma al convegno “Libertà e benessere” accolto dagli applausi dagli imprenditori memori dello Scudo Fiscale e della lotta all’evasione condotta senza sconti dal “geniale” Tremorti. Lo psiconano è in realtà il datore di lavoro dei confindustriali attraverso i soldi delle nostre tasse. E’ un presidente giroconto, prende ai cittadini per dare agli imprenditori con le pezze al culo e far girare così l’economia. Gli industriali vivono di commesse statali, di concessioni governative, di appalti pubblici. Sono dipendenti dello Stato che nessuno ha assunto, ma strapagati. Quando arriva Berlusconi per Confindustria è festa grande. Lui ha la combinazione della cassaforte pubblica. Il portafoglio dei contribuenti. Il PIL è fatto dalle nostre tasse. L’insaziabile Marcegaglia, presidente dei dipendenti pubblici confindustriali, ne ha approfittato, ha fatto subito richieste da vera manager che sta sul mercato: nucleare per tutti e tre miliardi di euro di investimenti con i soldi dello Stato entro fine maggio.