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di Leyla Acaroglu – Immaginate di essere in un supermercato, state facendo la spesa, e vi viene data la possibilità di scegliere tra un sacchetto di plastica e un sacchetto di carta. Quale scegliete, volendo fare la scelta giusta per l’ambiente? Molti scelgono la carta. Prima di tutto è marrone. È biodegradabile. È riutilizzabile. In alcuni casi è riciclabile.

Ma c’è un altro lato della medaglia.

Faccio da consulente in sostenibilità a designer e innovatori, e tutti mi dicono sempre: “Voglio dei materiali ecologici”. E rispondo: “Beh, dobbiamo parlare di quello che significa materiale ecologico, perché ad un certo punto tutto viene dalla natura. È come usiamo il materiale, che detta l’impatto ambientale”.

Quando produciamo materiali, li dobbiamo estrarre dall’ambiente, con tutta una serie di impatti ambientali. Quello che dobbiamo fare è imparare a fare di più con meno. La popolazione è in crescita, e i telefoni cellulari piacciono a tutti.

Quindi dobbiamo occuparci del processo chiamato ciclo di vita. Perché sostanzialmente, tutto ciò che viene creato passa attraverso una serie di fasi del ciclo di vita.

Torniamo indietro fino all’estrazione delle materie prime, e poi osserviamo la produzione, osserviamo l’imballaggio e il trasporto, l’uso, e la fine della vita del prodotto. In ogni singola fase, le cose che facciamo interagiscono con l’ambiente naturale, e possiamo monitorare come questa interazione influisce effettivamente sui sistemi che rendono possibile la vita sulla Terra. Per fare questo dobbiamo distruggere tutta una serie di miti, a partire dalla parola biodegradabilità.

La biodegradabilità è una proprietà dei materiali; non è la definizione di benefici ambientali. Quando qualcosa di naturale finisce nell’ambiente, una cosa fatta di una fibra di cellulosa come un pezzo di pane o persino un pezzo di carta, si degrada normalmente. Ma la maggior parte delle cose naturali non finiscono nella natura. I rifiuti che produciamo finiscono in discarica. La discarica è un ambiente diverso. In discarica, quelle stesse molecole di carbonio si degradano in modo diverso, perché una discarica è anaerobica. Non ha ossigeno. È compatta e calda. Quelle stesse molecole diventano metano, e il metano è 25 volte più potente dei gas serra rispetto al diossido di carbonio. Le nostre vecchie lattughe e i prodotti che abbiamo buttato, fatte di materiali biodegradabili, se finiscono in discarica, contribuiscono al riscaldamento climatico.

Vedete che è più complicato definire cosa è ecologico e cosa no.

Dobbiamo cominciare a progettare sistemi e servizi che risolvano questi problemi. Perché ora, la gente dice: “Vietiamo i sacchetti di plastica. Daremo sacchetti di carta”. Ma se li gettate nella spazzatura, e la vostra discarica locale è una normale discarica, non si ottiene molto.

L’America ha questa straordinaria capacità di far crescere i frigoriferi. Negli ultimi anni, sono cresciuti in media di 0,02 metri cubi. Il problema è che ora sono così grandi, che è più facile comprare più cibo di quanto ne possiamo mangiare. Quello che succede è che sprechiamo più cibo. Come dicevo, lo spreco di cibo è un problema. Di fatto, negli Stati Uniti, il 40% del cibo acquistato viene sprecato.

La metà del cibo prodotto nel mondo viene sprecato. Queste sono le ultime statistiche delle Nazioni Unite. Sono 1,3 miliardi di tonnellate di cibo all’anno. Ma il frigorifero contribuisce molto allo spreco. Per esempio il cassetto del freddo in cui mettete la lattuga ne è la prova. La lattuga ha l’abitudine di diventare molliccia nel cassetto del freddo. Nel Regno Unito è un tale problema, che un rapporto del governo di qualche anno fa, ha detto che il secondo più grande colpevole dello spreco di cibo nel Regno Unito è la lattuga moscia.

È stato chiamato il Rapporto della Lattuga Moscia.

Dobbiamo progettare le cose molto meglio se vogliamo cominciare a risolvere i seri problemi ambientali. Potremmo iniziare con il cassetto del freddo e la sua dimensione.

Ma ci sono tantissimi altri esempi.

Ci sono sette miliardi di persone che vivono oggi nel mondo. C’erano sei miliardi di abbonamenti telefonici l’anno scorso. Ogni anno 1,5 miliardi di telefono cellulari escono dalle linee di produzione e alcune aziende hanno un tasso di produzione più alto del tasso di natalità. 152 milioni di telefoni sono stati buttati via l’anno scorso negli Stati Uniti; solo l’11% viene riciclato. Sapete che è più economico estrarre oro da una tonnellata di vecchi cellulari che da una tonnellata di oro grezzo?

Dobbiamo trovare soluzioni a questi problemi, ai problemi semplici, perché sono quelli quotidiani, se vogliamo cominciare a vivere in modo sostenibile in questo mondo. Identificando modi alternativi di fare le cose, possiamo iniziare ad innovare. La sostenibilità deve essere usata come parametro, come criterio per alimentare soluzioni, perché come ho dimostrato, questi semplici prodotti partecipano a questi grandi problemi. Quindi dobbiamo tenere conto dell’intera vita delle cose che produciamo. Non basta più scrivere ecologico o green.

Quindi il problema va oltre al scelta di carta e plastica.

Tradotto da Anna Cristiana Minoli

Revisione di Giuseppina Arpaia