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di Roberto Vaino – La ricchezza di tutto il mondo è nelle mani di pochi. Seguendo la legge di Pareto il 20% delle persone possiede e produce l’80% della ricchezza e del reddito nella società. Come vogliamo che sia la società del futuro? Vogliamo migliorare un po’ la vita del restante 80%?

Sono tante le persone che non trovano lavoro, persone che sono costrette ad andare all’estero; e tanti sono anche quelli che rimangono qui, facendo qualcosa che sentono non sia utile.

Il punto non è solo il lavoro, la posta in gioco è molto più ampia: il premio è la vita! Sul tavolo ci sono i nostri sogni, le nostre paure e i nostri desideri.

Siamo in un Paese dove ci sono più settantenni che ventenni. Abbiamo bisogno di tempo per coltivare affetti e amicizie. Abbiamo bisogno di tempo per amare, per dedicare del tempo all’amore: da giovani l’amore è esplosivo, poi comincia a diventare cosa rara. Siamo persone, mondi meravigliosi, siamo capaci di vedere cose che non esistono ancora.

Potreste anche dirmi: “Roberto, ho capito che siamo mondi meravigliosi, capaci di sognare, immaginare e pensare cose sconosciute, ma io ho 40 anni e porto avanti una famiglia con due figli e la suocera solo grazie alla libera professione di ingegnere civile, e a volte non ho tempo di sognare”. Lo so che è difficile e so anche che la sera nessuno vuole portare fuori il cane, e alla fine te ne occupi sempre tu. E forse proprio lì ti diverti, gli guardi la coda, sorridi, pensi, rifletti, ritorni bambino e come tale preferisci qualcosa di vivo a un giocattolo. È questa la cosa meravigliosa: l’essere umano si lega alle cose vive e non agli oggetti.

Anche nella ricerca del lavoro non dobbiamo sottovalutare l’importanza delle relazioni: le aziende sono un insieme di persone. La tecnologia già oggi ti permette di conoscere gli organigrammi della tua potenziale azienda ideale e realisticamente potresti scegliere il tuo potenziale capo.

La legge di Pareto ci fa riflettere anche sulle cose che facciamo ogni giorno. Per esempio indossiamo il 20% dei nostri vestiti per l’80% del tempo; sono circa il 20% delle decisioni che prenderai che cambieranno la tua vita, tipo la scelta del proprio partner, la scelta del proprio lavoro o la città dove vivere. Potremmo applicare questo principio alla preparazione della conquista del nostro lavoro ideale. Questo ci permetterà di semplificare una posizione lavorativa che abbiamo sempre desiderato ma per la quale non ci siamo mai candidati perché credevamo che c’erano troppe cose da fare. Per esempio se nella descrizione di un lavoro ci sono dieci requisiti da avere, possiamo individuare i due più importanti per la nostra azienda ideale e all’inizio concentrarci solo su quelli.

È un mondo nuovo, l’informatica ha cambiato il mondo del lavoro, ci sono nuove competenze e la gestione del tempo e lo spazio sarà sempre più diversa. L’idea di costruire un prodotto è superata, ormai il mondo del lavoro offre servizi, paghi solo quello che usi. Non hai bisogno di comprare, configurare e installare server e posizionarli fisicamente in un edificio: oggi ti colleghi al tuo “edificio”, che è gestito da qualcun altro che ti offre un servizio, e usi solo quello di cui hai bisogno per provare una tua idea. Avrai sempre bisogno di persone: dieci, cento, mille, decine di migliaia, ma non saranno più nello stesso ufficio, si parleranno in un mondo diverso, interagendo tramite l’intelligenza artificiale in una rete di persone e di macchine intelligenti sparse per tutto il mondo.

Come vogliamo immaginare la nostra giornata? Ora è più facile, perché lavori dieci/dodici ore in un ufficio e impieghi 90 minuti per arrivarci, quindi la tua giornata è impegnata. Ma cosa farai quando questo non esisterà più?

Noi dobbiamo farci trovare pronti, dobbiamo credere nella persona e mettere al centro di tutto l’individuo. Il mondo del lavoro ha bisogno di più generosità, ognuno di noi ha un talento e ha il dovere di farlo emergere. Potrebbe sbalordire trovare qualcuno che fa qualcosa senza aspettarsi nulla in cambio. Gli uomini generosi parlano di un sogno, un sogno che dà forza, dove al centro c’è la persona, la risorsa più importante di questo Paese.

Un elemento di fondamentale importanza nella comunicazione di tutti i giorni, sia al lavoro che nel privato, è il racconto. Non è più necessario (e a volte è anche controproducente) dare ordini, giudicare, sentenziare. Il racconto ci permette di captare l’attenzione di chi ascolta, di renderlo partecipe del messaggio che viene espresso, di mettere sullo stesso piano comunicativo gli interlocutori. Facciamo un esempio semplice: immaginate un padre che dice al figlio: “Devi leggere e per favore spegni la tv”. Ora immaginate un altro padre che invece gli racconta la sua storia: “Qualche anno fa un amico mi regalò un libro, I 5 più grandi rimpianti dei morenti. L’autrice era un’infermiera australiana che si occupava di cure palliative per i malati terminali e raccontava dei maggiori rimpianti che le persone rivelano prima di morire, tra i quali il non aver avuto mai il coraggio di vivere una vita come volevano, ma aver vissuto quella che gli altri si aspettavano da loro, oppure il non aver dedicato molto tempo agli affetti e alle amicizie e l’aver trascorso troppo tempo a lavorare. Questa cosa mi aveva fatto riflettere e da quel giorno decisi di dedicare qualche ora alla settimana a leggere per imparare qualcosa che avessi sempre voluto fare”.

Quale metodo pensate sia più coinvolgente? Si tratta un metodo che richiede ascolto, riflessione, e soprattutto tempo. Chiede anche apertura reciproca: quante volte siamo seduti uno di fronte all’altro e parliamo del nulla, e tutto ciò perché il nostro cuore è chiuso!? Ascoltare un racconto richiede tempo e riflessione, richiede conversazione tra chi racconta e chi è curioso di sapere.

Questo strumento è potentissimo. Il racconto può cambiare la nostra vita e quelle degli altri. Il racconto deve essere autentico e sincero perché le persone lo sentiranno lontano un miglio se stai dicendo delle bugie. Un racconto sincero distingue l’uomo generoso da un buffone che vuole solo manipolarti. Allo stesso modo il nostro CV non deve essere un elenco di impieghi, ma deve raccontare chi siamo, cosa ci entusiasma fare e come possiamo aiutare la nostra azienda ideale.

Pensate a un mondo dove ci siano artisti, tecnici, letterati, politici, imprenditori, giovani e vecchi, ma solo persone che propongono idee per il futuro al fine di creare qualcosa di magico, un mondo in cui ognuno dice la sua, ognuno condivide la sua esperienza, ognuno aiuta l’altro a creare la sua opportunità per vivere la sua vita straordinaria. Nessuno aspetta di essere servito ma tutti fanno qualcosa di magico per gli altri.

Questi sono i principi fondamentali di un libro che ho scritto, Ognuno di noi merita una vita straordinaria, che ha l’ambizione di far scoprire al lettore il proprio lavoro ideale. Il libro è disponibile online per tutti. Basta iscriversi su www.robertovaino.com e si riceverà un capitolo alla settimana: si tratta di un percorso di otto settimane, 118 pagine che comprendono esercizi e altre attività. Quello di Ognuno di noi merita una vita straordinaria è un metodo che richiede molto impegno e determinazione. Spero che questo libro non si limiti ad aiutare il lettore a trovare un lavoro, ma lo stimoli a liberare il proprio talento e metterlo a disposizione degli altri.

L’AUTORE

ROBERTO VAINO, originario di Nola, città natale di Giordano Bruno, Ha iniziato il suo percorso professionale a Dublino come Ingegnere del Software, è appassionato di Tango e di cucina napoletana. Autore di “Ognuno di noi merita una vita straordinaria”. Da diversi anni tiene seminari all’Università La Sapienza di Roma dove racconta un viaggio per ispirare le persone a credere in una vita straordinaria.  www.robertovaino.com