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Quando non ci saranno più soldi per le pensioni, i morti cammineranno sulla Terra“. Beppe Grillo.

“MIA MADRE è un’arzilla vecchietta di 87 anni in ottima salute…o meglio: LO ERA. Fino a stamattina, quando un funzionario dell’INPDAP, presso cui ci eravamo recati per sapere come mai non le erano state accreditate diverse menisilità della sua pensione da insegnante, le ha comunicato che per loro LEI E’ MORTA IL 19 settembre 2011. Siccome avevo subodorato qualcosa, mi sono portato con me, oltre alla EX-ARZILLA VECCHIETTA, un certificato di ESISTENZA IN VITA, senza il quale, mi ha spiegato il funzionario, non avremmo potuto fare alcun tipo di ricorso. Cioè: non bastava la vecchia MAMMINA presente sul posto con tanto di documenti di identità validi e tessera sanitaria…macchè! ci voleva un CERTIFICATO!
Ok…andiamo avanti.La pensione che fino a settembre era erogata a mia madre è andata a finire a non si sa bene chi, tramutata in PENSIONE DI REVERSIBILITA’, erogata a un codice fiscale IDENTICO al suo, ma ad un altro IBAN. il funzionario in un primo momento, ha cercato, come diciamo noi a Roma, di “buttarla in caciara“, derubricando il tutto in forma di “ERRORE UMANO” sul quale farci anche una risata, ma quando ha visto la mia reazione si è dato una calmata. Gli ho fatto notare che non è così semplice dichiarare morta una persona, ci vuole quanto meno un CERTIFICATO DI MORTE e la presenza di un PARENTE STRETTO con tanto di documenti validi, anche quelli del defunto…e se pertanto ne è stato prodotto uno, di certificato di morte, era senz’altro FALSO e chi l’ha presentato è senz’altro un malfattore. Nel frattempo le utenze la banca non le ha pagate perchè erano finiti i soldi nel conto, e mia MADRE, ex arzilla vecchietta, ha avuto un malore per il quale è stato necessario un RICOVERO OSPEDALIERO. Non mi resta che giocarmi i numeri dello scongiurato decesso al LOTTO…e procedere con una bella QUERELA, sperando che i malfattori, che nel frattempo ho scoperto in rete averne fatte altre dello stesso tenore, spendano TUTTI I SOLDI RUBATI IN MEDICINE.” davide lak (davlak)