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L’industria del debito si sta mangiando l’Italia. Il debito pubblico diventerà presto motivo di orgoglio nazionale, un riferimento morale. Il debito privato non può essere da meno. Deve aumentare. Ma la capacità di indebitamento degli italiani va aiutata. Se prima si prestavano 10.000 euro adesso se ne prestano anche 1.000/1.500. E’ lo strozzinaggio per tutti, a pioggia. Debiti per tutte le tasche. Per i più deboli.
I genitori sono invitati a indebitarsi per i figli. Una volta li mandavano più prosaicamente a lavorare. Ma oggi fare il precario costa più dello stipendio. Meglio indebitarsi da subito.
I cravattari studiano, studiano tutti i giorni. Il loro obiettivo è il TAEG. Il loro jackpot l’esproprio della casa di chi non paga le rate.

“Hai bisogno di soldi. Sono in casa tua” è sublime. Tutti a cercare i soldi che non ci sono sotto il divano. Per poi ipotecare la casa.
Si paga con i debiti, non con i contanti. Il guadagno è nell’interesse applicato, il prodotto acquistato solo un richiamo. Quando saranno finiti del tutto i soldi si potrà indebitare il debito. Il debito sul debito potrà aprirci nuovi orizzonti, nuove prospettive, nuovi baratri argentini. Ci saranno gli indebitati multipli, complessi e derivati e, di quando in quando, i suicidi da salto della rata.

Scarica "La Settimana" N°06-vol2
del 12 Febbraio 2007
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